Andar per borghi tra Senese e Aretino

Le suggestioni impareggiabili della Toscana estranea ai clamori del turismo di massa

Come su una prescrizione del Medico dell'Anima, eccoci all'ennesimo periodico ritorno in Terra Toscana.
Al di là delle città d'arte più conclamate, chi nasca da queste parti non può non crescere con il senso innato del Bello. E lo stesso senso finisce per permeare chi ci venga spesso, come accade a me da qualche anno grazie all'avvenuta conoscenza delle persone "giuste".
E' ora la volta di un itinerario a cavallo tra il territorio senese e quello aretino, da svolgere in un paio di giorni a ritmi blandi per assorbire quanto più possibile di paesaggi e attrattive che non hanno uguali; e tanto meglio se la stagione è quella primaverile o autunnale.

Dove alloggiare

Non posso che confermare la bontà delle strutture già citate in precedenti resoconti e più volte sperimentate, in entrambe le quali il passaggio dalla qualifica di ospiti a quella di amici è brevissimo:
* Piccolo Hotel Chianti, Siena Nord, S.S.222 Castellinese, tel. 057751138
* B&B Il Ceppo, Strada del Riciano 1, 53035 Monteriggioni, tel. 0577593387

Itinerario

In partenza da Siena, i luoghi di visita sono ubicati in tre aree, rispettivamente così raggiunti:
1) Monte San Savino: da Siena si prende la S.S. 73 in direzione est fino ad arrivare dopo 45 km. alla cittadina, già in provincia di Arezzo;
2) Colle di Val d'Elsa: da Siena si segue la S.S. 2 Cassia verso nord-ovest prendendo poi da Monteriggioni la deviazione per Colle di Val d'Elsa (km. 24);
3) Monte Amiata: da Siena si segue la S.S. 2 Cassia verso sud fino a San Quirico d'Orcia deviando poco oltre sulla 323 fino a Castel del Piano (GR, km. 72); da qui si intraprende il periplo della montagna (km. 64).

Da non perdere

MONTE SAN SAVINO
In Monte San Savino, a pianta sommariamente ovale, si individua ancora la cinta murata intervallata da porte ben conservate. Quella settentrionale, Porta Fiorentina, immette nel borgo che ha il suo asse principale in Corso Sangallo: lungo esso, si toccano le principali eminenze architettoniche dovute in buona parte all'opera o alle influenze di Andrea Contucci, detto il Sansovino proprio dal nome della città.
* Il Cassero: è la fortificazione trecentesca dell'antica cittadella del paese, con un mastio e quattro torrette, oggi addossata a edifici successivi; è sede del Museo di Ceramica Popolare. A fianco, la seicentesca chiesa di Santa Chiara custodisce una raccolta privata di statuaria rinascimentale.
* Il Palazzo di Monte o Comunale: ha il basamento a bugnato e un cortile interno con loggiato a tre archi e due caratteristici pozzi. Il portone posteriore immette in un bel giardino pensile di gusto rinascimentale che offre begli scorci sull'abitato e sulla campagna circostante.
* La Loggia dei Mercanti: è proprio di fronte al palazzo Comunale e ad esso contemporanea. Ha un elegante portico con quattro colonne sormontate da capitelli corinzi.
Ma l'intero tessuto urbano è meritevole di attenzione e vale la pena di soffermarsi sui numerosi particolari, quali gli stemmi sulle facciate dei palazzi, i balconi decorati, gli scorci tra le stradine tortuose.

GARGONZA
Una deviazione a 5 km. da Monte San Savino porta a un poggio a dominio della Val di Chiana su cui sorge questo antico borgo rurale fortificato, che visse il suo momento storico più importante nel 1304, con la congrega tra i ghibellini di Firenze e di Arezzo e alcuni guelfi messi al bando fra i quali Dante Alighieri.
Abbandonato dopo la seconda guerra mondiale, fu recuperato grazie a iniziative private - tra cui l'apporto del FAI, Fondo per l'Ambiente Italiano - che lo hanno reso un angolo di tranquillità quasi sospeso nel tempo, anche se forse un po' lezioso. Del nucleo trecentesco fanno parte, oltre a case coloniche ben restaurate, il cassero sormontato da un massiccio torrione merlato, una cinta muraria attraversata da una suggestiva porta ad arcata, la piazzetta sulla quale prospetta la Pieve romanica dei SS. Tiburzio e Susanna. Tutto l'insieme è oggi gestito dall'associazione "Abitare la Storia" che offre diversi livelli di ricettività.

COLLE DI VAL D'ELSA
Come tante altre località della Toscana (ma non solo), il paese si sviluppa su due livelli.
Quello inferiore, Piano, ha il punto focale nell'ariosa piazza porticata Arnolfo di Cambio e costituisce l'ampliamento recente con i quartieri abitativi moderni e i servizi.
Da Piano, percorso in direzione ovest un tratto della S.S. 68 soprattutto per ammirare le belle vedute verso il nucleo storico, conviene parcheggiare l'auto e muoversi a piedi: attraverso la cinquecentesca Porta Nuova (o Salis) che si apre fra due massicci torrioni cilindrici, si entra nel Borgo. La direttrice di visita si svolge sull'asse centrale di Via Gracco del Secco, poi Via del Campana, fiancheggiate da palazzi nobiliari: si giunge all'ardito ponte (fino al 1501 levatoio) che scavalca l'avvallamento tra i due colli di Borgo e di Castello e, attraverso un arco che si apre nella scenografica facciata di Palazzo Campana, ci si immette nel Castello propriamente detto.
Sulla pittoresca Via del Castello prospettano gli edifici dell'antico potere civile, diverse case-torri, palazzi rinascimentali e il Duomo dalla facciata in mattoni e la torre campanaria quadrangolare incompiuta. Parallelamente a Via del Castello, si raccomanda di percorrere la caratteristica Via delle Volte, un camminamento coperto di un centinaio di metri che è parte dell'antica cinta muraria e offre un quadro istruttivo di quella che doveva essere la struttura della fortificazione.
Tra i Musei, meritano attenzione quello archeologico Ranuccio Bianchi Bandinelli, con delle preziose kelebai (vasi con doppia ansa a colonna) volterrane, e il Museo di Arte Sacra, con pregevoli dipinti di epoca duccesca.

IL MONTE AMIATA
L'Amiata è una grossa cupola di orgine vulcanica la cui cima tocca i 1738 metri, lungamente sfruttata per le miniere di mercurio (Abbadia San Salvatore verso la metà del secolo scorso ne fu la seconda maggior produttrice mondiale). Il giro della montagna propone scenari di struggente bellezza, in un alternarsi di estesi boschi di faggi e castagni - una vera tavolozza di colori nella stagione autunnale! - tranquille cittadine, borghi fortificati, luoghi di culto che in certi casi sembrano essere appena sfiorati dalla modernità.
Iniziato il nostro giro in senso antiorario da Castel del Piano, dopo pochi chilometri ci si imbatte in due luoghi dove credo sostino ben pochi turisti. Un breve sterrato in lieve discesa porta, immersa in uno scenario di faggi secolari, alla minuscola duecentesca PIEVE DI SANTA MARIA AD LAMULAS (così detta per una leggenda di una mula infuriata che si ammansì e si inginocchiò sulla porta della chiesa), considerata il monumento più antico dell'Amiata: ha tre belle absidi semicircolari e all'interno è custodita una Madonna in legno quattrocentesca di scuola senese.
A poca distanza, una ripida carrozzabile sale a MONTELATERONE, un antico borgo medioevale sviluppato intorno alla Rocca dell'XI secolo, di cui oggi rimangono alcuni resti. È un borgo silenzioso che mantiene l'impianto del castello medioevale, nel quale ci si aggira tra stradine strette e scoscese, sottopassi ad arco, casette in pietra addossate le une alle altre, a comporre un quadro in cui il tempo sembra essersi fermato.
Superata di lì a poco ARCIDOSSO, il cui profilo offre un bel colpo d'occhio al di sopra di fitti castagneti, raggiungiamo SANTA FIORA, che si rivelerà la più piacevole sorpresa del viaggio.
Il paese, sviluppatosi ai piedi del Castello degli Aldobrandeschi, presenta un centro storico di grande interesse, che ha il punto focale nella Piazza Garibaldi: su di esso si affacciano diversi edifici medioevali tra cui il Palazzo Municipale, a formare uno spazio urbanistico di grande equilibrio. Dalla piazza, percorrendo in leggera discesa la via Carolina, si raggiunge, inglobata nell'intrico di viuzze del borgo murato, la Pieve delle Sante Flora e Lucilla che custodisce le opere d'arte forse più importanti del territorio dell'Amiata. Si tratta di un ciclo di stupende ceramiche di Andrea della Robbia, veri capolavori dell'arte perfettamente conservate nel corso di cinque secoli. Tra esse, il Battesimo di Gesù, l'Ultima Cena e il trittico con l'Incoronazione.
Queste magnifiche opere, a malapena indicate da un vecchia targa, all'interno di una chiesetta di un piccolo centro fanno sorgere spontanea un'osservazione: in Italia diamo quasi per scontate un'infinità di meraviglie, mentre in qualunque altro Paese (mi viene in mente la Francia) per molto meno capita di incontrare segnalazioni in pompa magna a chilometri di distanza!
Al piano terra del Palazzo Municipale (o Cesarini-Sforza), merita una visita il Museo delle Miniere di Mercurio del Monte Amiata, non esteso ma istruttivo per la conoscenza dei vari aspetti dell'attività mineraria.
Ultimo luogo di sosta, centro più importante e popoloso dell'area dell'Amiata è ABBADIA SAN SALVATORE, ubicata a 822 metri sul versante orientale della montagna. Il paese deve il nome alla famosa Abbazia benedettina fondata nel 743 dal longobardo Erfo e si sviluppò al suo intorno nel XII secolo. Nel 1347 i monaci, che esercitavano sul castello i diritti di signoria, li vendettero alla repubblica di Siena per entrare poi a far parte dello stato fiorentino nel 1555; fu infine soppressa nel 1782. La chiesa prospetta su una vasta piazza con una facciata romanica del 1036 inquadrata tra due campanili. L'interno ha lo spunto di maggore interesse nella cripta con pianta a croce greca, soprattutto per la varietà di forma e decorazione delle 36 colonne.
Lasciato il complesso abbaziale, merita una visita accurata il Borgo Medioevale. Dalla Piazza XX Settembre, vi si accede tramite la Porta della Badia sormontata da una piccola loggia: più che per le eminenze architettoniche e artistiche, costituisce un esempio ben conservato di castello montano con le case gotiche e rinascimentali che si affacciano in un reticolato di strade anguste, spesso acciottolate e a saliscendi.
L'ennesima icona del Bello di questa Toscana che ancora una volta è "da amare"!

2 commenti in “Andar per borghi tra Senese e Aretino
  1. Avatar commento
    Luciana
    14/06/2006 20:47

    I miei suoceri hanno casa vicino a Monte S. Savino, ci passiamo i mesi estivi. è vero quel che avete scritto, qui la qualità della vita è altissima! Veniteci, non ve ne pentirete!

  2. Avatar commento
    giannina
    14/06/2006 08:50

    bellissimi luoghi! adoro la toscana, tutti i paesini dell'amiata.... e santa fiora è davvero un gioiellino!

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