A spasso per le salite dell’Umbria

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A spasso per le salite dell’Umbria

Dopo un lungo riflettere, indecisi su quale cittadina della Toscana dirigerci per un fine settimana, io e Marco abbiamo poi deciso di spostare la nostra attenzione sull’Umbria, terra per noi sconosciuta! Consapevoli che due giorni non sarebbero bastati per cogliere appieno tutte le bellezze che questa terra offre e, consapevoli che non sarebbe bastata nemmeno una settimana, non abbiamo voluto sovraccaricare il nostro itinerario, per visitare quel poco possibile, ma con calma. Soprattutto, siamo a festeggiare il nostro anniversario per cui vogliamo solo rilassarci!Un bel fine settimana nella regione più verde!Sabato 21 agosto
Partenza da Reggio Emilia alle 6 e, dopo due soste, alle 10 siamo ai piedi della suggestiva Cascata delle Marmore. Acquistati i biglietti sfiliamo, inebriati dalla visuale, dal fragore e dai vapori, sotto i tre salti compiuti dal fiume Velino. Noi, temerari senza impermeabile, siamo già piuttosto fradici ma visto il caldo, ne siamo quasi contenti. Con la cartina consegnataci in biglietteria alla mano, tra i cinque sentieri da percorrere, scegliamo il numero due. Percorrendo questo sentiero, attraversiamo un ponticello di legno e dopo qualche scalino siamo a stretto contatto con il secondo salto della cascata. Assolutamente da non perdere. Scendendo, osserviamo alcune grotte naturali e costeggiamo la cascatella laterale che dà vita ad un piccolo arcobaleno! Questo percorso ha una forma ad anello per cui ci troviamo al punto di partenza e scegliamo stavolta il sentiero numero uno, il più difficile, tutto in salita, che porta in cima alla cascata. Immersi nel verde saliamo non senza fatica e circa a metà ci troviamo all’ingresso del “tunnel degli innamorati” che accede all’omonima terrazza. Proviamo ad addentrarci, avvolti dall’aria gelida che soffia all’interno, ma non abbiamo il coraggio di uscire sulla terrazza in quanto le persone davanti a noi tornano completamente inzuppate! Quindi dietro front e riprendiamo a salire. Dopo un’altra mezz’oretta di salita siamo di fronte alla potente caduta delle acque del primo salto e alla Specola, il loggiato posto proprio di fronte ad essa. A questo punto ci incamminiamo verso il piazzale del Belvedere Superiore dove ferma una navetta che porta al Belvedere Inferiore, ma prima decidiamo di fermarci a pranzare al sacco, perché ormai è l’una. Sarebbe stato più geniale parcheggiare in cima, scendere a piedi e tornare con la navetta per evitare la fatica della lunga salita, ma a noi piace complicarci la vita!! Nel pomeriggio è il turno di Spoleto. Alle 14.30 siamo lì e parcheggiamo nella parte bassa del paese. Visto l’orario le stradine sono deserte e prendiamo a salire. Non avendo una pianta della città notiamo una mancanza di chiarezza nella segnaletica per raggiungere il Duomo e gli altri punti di interesse per cui, continuando la ricerca ne approfittiamo comunque per notare i vicoletti nascosti qua e là. Raggiungiamo la cinta muraria dei giardini della Rocca Albornoziana e da lì ci spingiamo a immortalare il Ponte delle Torri, considerato il ponte antico in muratura più alto d’Europa, con i suoi 82 metri di altezza. Tentati nell’attraversarlo, un cielo cupo e dall’aria tempestosa ci minaccia, per cui crediamo sia meglio tralasciare. Scendendo, alla nostra destra appare la scalinata che conduce al Duomo e al suo campanile purtroppo in fase di restauro. A questo punto, sfogliando il mio programma di viaggio preparato a casa, sono curiosa di visitare la Casa Romana., nelle vicinanze del Palazzo Comunale. La casa si presume fosse stata di proprietà di Vespasia Polla, madre di Vespasiano. Interessanti i pavimenti a mosaico e il pluvio che troviamo nell’atrio. Ovviamente la visita alla casa è breve e ormai sono le 17, decidiamo di raggiungere l’auto e l’agriturismo, a Spello. Dopo una doccia rinvigorente, a ora di cena ci addentriamo in paese, considerato uno dei borghi più belli d’Italia. Infatti non deluderà le nostre aspettative e si rivelerà il luogo che più ci è piaciuto e che vale assolutamente la pena di visitare. Per di più, abbiamo scelto il periodo della manifestazione storica “Hispellum” quindi dopo cena, assistiamo alla lettura solenne, da parte del primo cittadino, rigorosamente in costume d’epoca, del rescritto di Costantino in cui autorizza la città a celebrare “ludi scenici e gladiatori”. Il corteo, si sposta poi in uno spiazzo dove alcuni gladiatori si sfidano (e si feriscono realmente, perché non è finzione!!!). Peccato per la scarsa organizzazione, dove trovano spazio numerosi momenti “vuoti” e gente che si mette d’accordo al momento su come muoversi o come entrare in scena. Le luci della manifestazione si spengono e anche noi, stanchissimi, andiamo a dormire.

Domenica 22 agosto
Scrollata la stanchezza di dosso, eccoci nuovamente tra le viuzze di Spello, che la sera prima non abbiamo avuto modo di vistare a dovere. Ci aggiriamo tra gli strettissimi vicoli dei tre quartieri in cui il paese è suddiviso, rimanendo incantati dalla cura prestata ad allestire di piante e fiori gli stessi, per la passata manifestazione annuale “Finestre, balconi e vicoli fioriti”. È quasi perfetta l’armonia con la quale i negozi e le botteghe si inseriscono in quel borgo rimasto indietro nel tempo, senza deturpare la vista e i palazzi con ingombranti e coloratissime insegne. I turisti cominciano ad affluire numerosi e noi, dopo aver passeggiato in lungo e in largo e, soprattutto in salita, partiamo in direzione di Assisi. Ci aggiriamo per il paese da profani, lì non per seguire le orme del Santo o una spinta religiosa, per cui non godiamo della spiritualità del luogo. Rimaniamo anzi un po’ infastiditi dall’esagerato e invadente commercio che ci gira attorno. Ci soffermiamo davanti alla Cattedrale di San Ruffino, alla Basilica di Santa Chiara e alla Chiesa di Santa Maria Maggiore ma non entriamo. Un’apparente interminabile discesa si apre sulla Basilica di San Francesco invasa da fedeli e turisti. Entriamo nella Basilica Superiore, nella quale si sta svolgendo la liturgia, per cui quasi subito usciamo. Raggiungiamo la Basilica Inferiore e scendiamo alla tomba del santo che non manca di mettere in soggezione. Lo speaker che raccomanda il silenzio e l’astenersi dal fare foto è piuttosto fastidioso nel ripetere continuamente i suoi annunci, tanto non serve a sortire l’effetto desiderato più dei cartelli appesi. Dopo le innumerevoli foto di rito all’esterno, riprendiamo l’estenuante salita che ci riconduce all’auto ma, a metà strada, provata dal caldo e dalla fatica convinco Marco ad intrufolarsi nel ristorante self service che ci troviamo davanti. A pancia piena e, visto che sono le 15, decidiamo di prendere la strada di casa, esausti ma soddisfatti dagli scorci, dai paesaggi, dai monumenti e anche dalle persone che questa terra ci ha saputo regalare. Sulla strada del ritorno, Marco svincola a mia insaputa verso Passignano sul Trasimeno per farmi assaporare un gelato sulle rive del lago. Dopo una breve passeggiata si prospetta il lento rientro tra miriadi di vacanzieri alle prese con i ritorni verso nord. Ma dopo questi due giorni passati nella natura e dove il tempo sembra essersi fermato secoli fa, anche questo si può superare.
AGRITURISMO LE DUE TORRI, Via Torre Quadrano, 1 - Limiti di Spello (PG).
(http://www.agriturismoleduetorri.com/).
Questo agriturismo si trova a una manciata di minuti da Spello, in una posizione di assoluta quiete e comunque comodo per gli spostamenti.
PRO: La signora Daniela che ci ha accolto all’arrivo si è dimostrata veramente simpatica, gentile e disponibile; solo lei merita il soggiorno!
Stanze ampie, pulizia impeccabile e tantissimi servizi a disposizione (piscina, solarium, barbecue, tavolo da ping pong e addirittura massaggi su prenotazione, prezzi del frigobar onesti come non si è mai visto, set di prodotti da bagno completissimo in omaggio e bollitore in camera con tantissimi tipi di tè a disposizione, gratis!).
CONTRO: Proprio a voler essere pignoli, la colazione non offriva una vasta scelta anche se i prodotti presenti erano di qualità e chiaramente fatti in casa.
Spesa: 80 euro.
* Osteria de Dadà, Via Cavour 47 Spello. Piccolissima osteria al centro del paese, sulla via principale. Qualità dei cibi accettabile solo se si vuole spendere poco (il girello di vitello era “affogato” in liquido spacciato per sughetto al vino, l’insalata e il dolce erano di quelli confezionati). Servizio troppo “alla mano” (ci hanno portato il dolce a metà secondo, perché l’avevano già impiattato!).
Spesa: 36 euro.
* Foro Romano - Ristorante Self Service, V. Portica 47 Assisi. Ampia scelta di piatti, anche pizza. Qualità accettabile, porzioni normali. In sostanza, senza infamia e senza lode, ricordiamo che è comunque un self service!
Spesa: 24,50 euro.

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