A Martello, nella mia valle

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A Martello, nella mia valle

Un luogo, in montagna, dove "ricaricare le batterie", dove staccare con lo stress di tutti i giorni, dove cercare pace e tranquillità; un luogo bello, con una natura incontaminata e selvaggia, con panorami spettacolari e neve garantita, ma senza l'assillo di impianti sciistici presi d'assalto, piuttosto con la possibilità di praticare il fondo, lo slittino, il pattinaggio su ghiaccio; un luogo a misura d'uomo, inserito nel contesto di un parco Nazionale...
Tutto questo, e molto altro, è rappresentato dalla Val Martello (Martell Tal), valle posta sulla destra orografica della Val Venosta: scenari maestosi, possibilità di incontri ravvicinati con i più begli animali dell'arco alpino, aria pura, acqua come fonte di vita, autentica cultura del rispetto e della tutela dell'ambiente.
La Val Martello offre attrattive in ogni periodo dell'anno: dalla raccolta delle fragole, per cui la valle va giustamente famosa, alle settimane autunnali dedicate all'osservazione dei cervi in amore; dalle settimane invernali dedicate al fondo ed al biathlon, alla possibilità di avvistare il rarissimo gipeto, l'avvoltoio delle Alpi che qui è stato reintrodotto nel 2000, dal trekking alle passeggiate con le racchette da neve, dallo sci alpinismo alla mountain bike... davvero un piccolo paradiso!

Come spostarsi

La Val Martello si raggiunge in auto proveniendo dalla direzione di Merano, seguendo la statale della Val Venosta verso il passo Resia; nei pressi di Laces è ben segnalata la deviazione che porta in valle, attraverso i paesi di Coldrano e di Morter.

Dove alloggiare

Abbiamo scelto di alloggiare presso l'Hotel Burgaunerhof, (Tel 0473/744530 Fax 744771) sito ai margini della strada che porta verso Martello paese (Martell Dorf) e verso l'alta valle, in località Burgaun.
La scelta è stata effettuata mediante una ricerca in internet, (vedi in Links per visitare il sito dell'albergo) e si è rivelata una scelta quanto mai azzeccata.
L'hotel è un "tre stelle" a conduzione familiare, gestito con cura, attenzione e cortesia dalla famiglia Pircher.
La struttura dispone di camere ampie, con balcone, tv satellitare e cassaforte; esiste una bella sala da pranzo, una stube-bar ed una bella zona dedicata al fitness con piscina coperta, angolo idromassaggio, zona sauna.
La cucina è ottima, le porzioni molto abbondanti; l'unica cosa è che ci si deve abituare all'orario della cena, che, come consuetudine da queste parti, è molto... presto, alle 18.30 in inverno!
Devo dire che ci si abitua con facilità, anche perchè, complice la quota e l'attività fisica, l'appetito non manca di certo.
Il punto di forza dell'hotel Burgaunerhof è tuttavia rappresentato dalla cortesia squisita dei gestori, come abbiamo già detto: un sorriso, un'attenzione, una dritta non mancano mai.
Noi abbiamo avuto la sfortuna di bucare una gomma dell'automobile: in men che non si dica il proprietario, Gunther, ci ha reperito un compressore per gonfiare il pneumatico, ci ha dato l'indirizzo "giusto" per la riparazione, si è addirittura preoccupato di telefonare al gommista preannunciando il nostro arrivo!
I prezzi sono più che corretti e li potete reperire consultando il sito dell'hotel Burgaunerhof; naturalmente esistono sconti per i bambini ed offerte speciali.

In cucina

La gastronomia è quella tipica alto atesina, povera e sostanziosa, che privilegia i prodotti locali, primi fra tutti lo speck ed i formaggi di malga, il latte e lo yogurt; assolutamente da provare la mosa (mus) una specie di saporitissima pappetta ottenuta cuocendo nel latte fresco della farina... una vera sorpresa dalla cucina fatta con ciò che si aveva a portata di mano.
Presso il centro visite "CulturaMartell", nell'omonimo museo, è possibile vedere la tipica pentola con cucchiai annessi che serviva per la preparazione e per il consumo della mosa.
Infine una particolare attenzione per tre prodotti: le fragole (siamo nel regno della fragola), le albicocche (oltre ai vari dolci assaggiate i "marillenknodel") e le mele, che sono la "spina dorsale" della Val Venosta e di tutto il territorio circostante.

Da non perdere

*Il centro visite del Parco Nazionale dello Stelvio, in Val Martello, prende il nome di "CulturaMartell" ed ospita una mostra permanente che mette in luce tutti gli aspetti della vita nella valle, vita scandita dallo scorrere delle stagioni, dagli eventi religosi e/o familiari; il titolo della mostra, quanto mai significativo, è "A Martello, nella mia valle". Nella sua semplicità il museo è veramente ben organizzato e merita assolutamente una visita, in compagnia dei vostri figli, se ne avete! Info:Centro Visite CulturaMartell, Trattla 246 I - 39020 Martello Tel. 0473 745027 Fax 0473 745256
*Una vista all'alta valle: se ci sono da montare le catene, non esitate; percorrete tutta la strada che arriva fino ai pressi dell'hotel (ormai abbandonato) "Al Paradiso del Cevedale" e qui dedicatevi ad uno degli innumerevoli itinerari che si possono compiere se avete delle racchette da neve (le cosiddette "ciaspole"). Se non le possedete, niente paura, è possibile noleggiarle. Sarete ripagati, per la vostra fatica, da scenari da fiaba, resi ancor più incantevoli dal manto nevoso che qui, potete starne certi, non manca mai! Naturalmente nella stagione estiva la zona diventa incantevole per il trekking.
*Vi sono testimonianze, religiose e rurali, da vedere assolutamente.
Ricordiamo brevemente la bellissima e caratteristica Cappella di S. Maria alla fonderia, costruita nel 1711 per i minatori che qui lavoravano; la Cappella di Radund, risalente al 1709, oggi di proprietà privata; la Cappella di Steinwandt, del 1873, dedicata a San Martino (info presso la trattoria Steinwandthof, tel. 0473/744609) ed infine il mulino Walder, antico mulino ad acqua oggi perfettamente ristrutturato e funzionante.
*Sarà banale, forse puerile, ma per me è stato indimenticabile: una "slittata" sul far della sera, sotto una nevicata d'altri tempi, insieme a mia moglie ed ai miei bimbi... magico!

Curiosità 

** Se, transitando in Val Martello, vedete delle mucche "pelose" e con lunghissime corna, state tranquilli, non si tratta di... allucinazioni! Vi siete semplicemente imbattuti in yak tibetani, che qui, come in altre parti della Val Venosta, si sono ambientati benissimo.
Pare che l'idea originaria sia venuta niente meno che a Reinhold Messner, e poi si sia diffusa!
** Vi sarete chiesti da dove derivi il nome Martello... bene, la leggenda vuole che, durante una tremenda alluvione, fosse comparsa una terribile strega che, cavalcando l'onda devastatrice, gridava "Martell und Morter"; da qui i nomi di Martello e di Morter, il paese che si trova all'imbocco della valle, nella parte bassa.
In effetti, passando alla storia, la Val Martello fu vittima in passato di alluvioni, fino a che il governo austriaco, dopo l'alluvione del 1891, creò una diga per proteggere la valle.
Oggi della vecchia diga, chiamata "Bau" sono ancora visibili i resti; esiste una nuova, imponente diga, presso il lago artificiale di Gioveretto: in inverno si trasforma in un'affascinante quanto insolita distesa di ghiaccio e neve!
** Dal diario di A. Perckmann, scolara della Val Martello nel 1937:
3/12/1937 "La neve" Ieri mattina à incominciato a nevicare. Avrà nevicato tutta la notte perchè stamattina la neve era profonda come una scarpa da montagna...
11/12/1937 "I topi" Nella mia camera da letto ci sono i topi e li sento tutta notte. Domenica passata il babbo à comperato 2 piccole trappole...
17/12/1937 "Il nostro caprettino" Due giorni fa la nostra capretta à dato il caprettino. La capretta à il colore lucido nero...
Sono i frammenti della vita di tutti i giorni, la vita autentica di una volta scandita dai ritmi naturali: li potete trovare insieme a molte altre testimonianze nel museo "Cultura Martell".

Per i più piccoli

Non c'è che dire... è il posto giusto per una vacanza con la famiglia, che qui gode di particolare attenzione; in tutti i locali sono disponibili menù a misura di bambino, esistono programmi culturali e di svago dedicati ai più piccoli, esistono parchi gioco estivi ed invernali, soprattutto esiste la possibilità di far toccare con mano ai vosti figli cosa è la cultura alpina nella sua accezione più alta.

Sport

La Val Martello si sta affermando come terzo polo altoatesino, dopo Ridanna ed Anterselva, per lo sport del biathlon, che combina fondo ad abilità di tiro; spicca a questo proposito il nuovissimo centro per il biathlon, posto in alta valle, già sede di importanti gare.
Appena più sotto è l'anello per il fondo, con piste assai ben tenute, di grande impatto per la bellezza del paesaggio: sono percorribili anelli da 1, 2, 3, 5 e 10 Km.
Presso l'hotel Waldheim è disponibile un attrezzatissimo noleggio; anche qui, costante comune, spiccano la gentilezza e la simpatia, unita ad una notevole professionalità.
Sono inoltre a disposizione due piste di slittino, che su richiesta vengono illuminate la sera (rivolgersi al Cafè Hoelderle, tel. 0473/744642) ; nella zona sportiva Trattla esistono un campo per il pattinaggio e per il curling, lo sport dei birilli su ghiaccio.
In estate trionfano trekking e mountain bike, ma presso il centro sprtivo Trattla si possono praticare il nuoto (piscina coperta), tennis, climbing e sono a disposizione minigolf e bowling.

Tutta la magia dell'inverno nel cuore del Parco

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