A Casalmaggiore, la città dell'oro matto

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A Casalmaggiore, la città dell'oro matto

Ben pochi conoscono, penso, la cittadina di CASALMAGGIORE, 15000 abitanti, situata a sud est della provincia cremonese al confine con i territori di Mantova e di Parma, eppure vanta un primato europeo: quello di aver dato vita ad una fiorente industria tra la fine dell’800 e il 1970, quella della bigiotteria, che vedeva esportare in Europa e nel vicino Oriente migliaia di spille, anelli, catene, bracciali, per finire in epoca più recente con occhiali e transistors.
Itinerario
Sabato 15/3/2008
L’appuntamento con la guida è fissato in piazza Garibaldi, il salotto della città, con al centro “il Listone” lastricato di marmo su cui i Casalesi passano e ripassano durante il passeggio pomeridiano e serale. La piazza è il cuore pulsante perché da qui si dipartono le principali vie, vi si tiene il mercato settimanale il sabato e le principali manifestazioni e la tradizionale Fiera di S. Carlo agli inizi di Novembre. Le dimensioni della piazza sono notevoli (m. 96 per m. 38) e l’edificio che la domina è lo scenografico Palazzo Comunale in stile neogotico coi mattoni a vista progettato alla fine del XIX secolo dall’architetto palermitano Misuraca.
La prima visita riguarda il Museo del Bijou che è allestito nel piano seminterrato del settecentesco Collegio di S. Croce costruito dai Barnabiti. Il complesso molto ben restaurato di recente, ospita anche la Biblioteca e l’Auditorium. Si tratta di un museo del patrimonio storico-industriale suddiviso in tre sezioni (oggettistica, archivistica e tecnologica) ed istituito nel 1986 quando ormai l’industria già fiorentissima era ormai del tutto cessata.
L’attività è dovuta all’iniziativa di Giulio Galluzzi che nel 1882 riuscì a realizzare la prima lastra di metallo placcato oro. Sul finire degli anni 20 la ditta Galluzzi con la Società Federale Orefici, fondata nel 1905, e la ditta Il Placcato, attiva dal 1920, danno origine ad una nuova azienda: la Società Anonima Fabbriche Riunite Placcato Oro che opererà fino al 1970 quando sarà sopraffatta dalla concorrenza estera.
La sezione oggettistica raccoglie oltre 20.000 pezzi; interessanti i macchinari originali, la ricostruzione con pezzi d’epoca dell’ufficio vendite e le fotografie che documentano l’attività dell’azienda. E’ possibile inoltre partecipare ai laboratori e realizzare qualche bijoux per sé stessi.
Da sottolineare anche le proposte didattiche.
Esaurita la visita principale e considerato che già è previsto un prossimo accesso alla cittadina dedicato al recente allestimento del Museo Diotti, al duomo di S. Stefano, al teatro comunale e alla salita sulla torre dell’acquedotto, ritorniamo nella piazza Garibaldi da dove si diparte la strettissima via Chiozzi, ingresso al ghetto. Ammiriamo alcuni importanti palazzi fra cui Palazzo Mina Tentolini dalla facciata neoclassica su cui spunta la lapide che commemora G. Garibaldi e il suo proclama “Roma o morte!” e il palazzo Camozzi di fronte con un bel cortile semicircolare.
Visitiamo una mostra temporanea al piano terreno di Palazzo Diotti sede dell’omonima pinacoteca e il cortile (per inciso la Giunta ha recentemente deciso di affittare gli esterni e in caso di cattivo tempo gli ambienti interni per la celebrazione di matrimoni).
La degna conclusione del pomeriggio avviene raggiungendo di nuovo la piazza che è il vero fulcro della cittadina e attraverso l’arco trionfale raggiungiamo l’argine del Po da cui si scorgono scorci sui monumenti del centro storico con l’inconfondibile cupola del duomo e il fluire delle acque del fiume.
Davvero irrinunciabile la passeggiata sull’argine da cui parte una breve escursione nel Parco Golena del Po che si estende per 600 ettari di area golenale. Nel “Bosco dei Nascituri” è disponibile un “percorso vita” attrezzato, successivamente a 1 km si incontra il tunnel degli olmi, un lungo tratto della via che si snoda al di sotto delle ramificazioni di olmi secolari che fiancheggiano il percorso.
L’escursione può proseguire in bicicletta per ulteriori 12 km o fermarsi alla suggestiva chiesetta di S. Maria dell’Argine di impianto romanico ma risistemata nella facciata nel XVII secolo.
Fuori dal centro abitato di Casalmaggiore , oltre la ferrovia, sorge il Santuario della Beata Vergine della Fontana, costruito nella seconda metà del XV secolo sul luogo di una fonte ritenuta miracolosa. Nella seconda cappella di sinistra si può vedere la stele funeraria del pittore Francesco Mazzola, detto il Parmigianino, morto nel 1540 in una cascina poco distante dove si era rifugiato fuggendo da Parma.

Conclusione: Casalmaggiore può rappresentare una interessante meta di turismo non solo per quanto sa offrire al visitatore, ma anche perché vicino a centri come Sabbioneta o Colorno o alle città di Cremona, Mantova e Parma da cui dista solo una ventina di chilometri ed è inoltre da sempre luogo di transito per i pellegrini e per i nobili della Corte di Vienna che raggiungevano il ducato di Parma e forse questo è il motivo per cui si ammirano palazzi importanti e signorili.

Notizie utili: tutte le domeniche e giorni festivi dal 6 Aprile al 25 Maggio 2008 si tengono visite turistiche guidate alla scoperta del patrimonio storico, artistico e naturale della città: le visite di primavera, a cura della Pro loco.Una bella gita giornaliera nella provincia cremonese

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