La Scozia, tra ricordi e realtà

in viaggio con luigi in Inghilterra , Scozia

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La Scozia, tra ricordi e realtà

La Scozia rievocava in me gli intensi ricordi adolescenziali di castelli fantastici e segreti, di scogliere imponenti e vallate interminabili, oltre che di un cibo terribile e umidità, frutto di un viaggio studio compiuto all’età di tredici anni in college a St. Andrews.
Il desiderio di rivedere queste terre mi ha sempre accompagnato, come la voglia di riscoprire cosa potessero ritrovare i miei sensi ora, in età adulta, dopo tanti anni.
Le sensazioni che mi porto di ritorno da questo nuovo viaggio non sono troppo diverse da quelle di allora, quelle di un Paese con uno spirito profondo, orgoglioso con un fascino romantico e un po’ retrò.
Se il lavoro e la famiglia ve lo consentono, consiglio i mesi di maggio o giugno per programmare questo viaggio, un periodo in cui il clima comincia a farsi mite ma nel quale ancora si trovano file, traffico e cartelli “no vacancies” nella B&B che avevate scelto.
Noi abbiamo volato con una compagnia low-cost e programmato autonomamente il tragitto muovendoci con una macchina a nolo.
Il cambio con la sterlina rende la vita molto più cara per noi di euro-landia.
La gente forse non è particolarmente espansiva, ma accogliente ed educata: scegliete di dormire nelle B&B piuttosto che negli alberghi, le persone le loro abitazioni sapranno donarvi emozioni fondamentali per chi decide questo tipo di destinazione di viaggio.

In valigia

Il contenuto della valigia dipende dal tragitto che si intende percorrere: il sud è più soleggiato e caldo, ma se volete spingervi fino a nord, anche in piena estate, maglione di lana ed una robusta giacca a vento sono d’obbligo. Se avete intenzione di provare l’esperienza di dormire in un castello o in un maniero consiglio una giacca per un’eventuale cena, spesso proposta.

Dove alloggiare

Per quanto riguarda gli alloggi, eccetto la prima notte ed Edimburgo, abbiamo cercato giorno per giorno senza alcun problema, talvolta chiamando dalla cabina pubblica talvolta bussando direttamente alle B&B.
Nel dettaglio:
1° Prestwick-Dumfries. Pernottamento: Torbaylodge B&B, prezzi medi, ottima pulizia. Cena: da Bruno’s, buon ristorante italiano in un ambiente piacevole.
2° Dumfreis-Kelso. Pernottamento: Ednam House Hotel, albergo lussuoso prezzi elevati. Cena: inclusa nella tariffa dell’hotel, discreta cucina piuttosto ricercata.
3° Kelso-Edinburgh: avevamo prenotato dall’Italia presso la Ardenlee Guesthouse in zona New Town, ma ci hanno sistemato in un’abitazione adiacente chiamata Eire Guesthouse, gestita dalla medesima famiglia. Prezzi medi, bella case e camera spaziosa in zona tranquilla. Possibilità di parcheggiare l’auto gratuitamente in una strada a 300/400 metri di distanza.
4° Edinburgh e zone limitrofe. Cena: “The Dome”, ristorante in ambiente di grande impatto ed originalità, si tratta della sede dimessa di una banca. Ottime portate, prezzi medi.
5° Edinburgh-St.Andrews (Crail). Pernottamento: Selcraig House a Crail, indirizzo delizioso poco più caro di qualsiasi B&B. Cena: Broons Bistro a St. Andrews, carino, buon ripiego se come noi trovate il tutto esaurito in ogni ristorante della città.
6° St. Andrews-Blairgowrie. Pernottamento: Kinlochouse, magnifico e lussuoso maniero di campagna avvolto nell’edera. Prezzi decisamente elevati, ben oltre quanto indicato nella guida, circa 130 sterline a testa, comprensivi di una cena eccezionale.
7° Blairgowrie-Aberdeen. Pernottamento: alla Kildonan Guesthouse, semplice a prezzi economici. Cena: una simpatica Steak House di cui non ricordo il nome nella via principale del centro.
8° Aberdeen-Inverness. Pernottamento: Ivy Bank Guesthouse: bella abitazione con torretta, buon rapporto qualità-prezzo. Cena: Nico’s, eccellente locale dalla bella atmosfera specializzato nei piatti di pesce freschissimo. Prezzi medi, da non perdere.
9° Inverness-Isle Of Skye. Pernottamento: Caberfeidh B&B, squisita camera e la più ricca e gustosa colazione di Scozia. Prezzi economici. Cena: Harbour Seefood Resturant: rinomato ristorantino di pesce; buoni piatti, ambiente raccolto e accogliente ma 2 enormi difetti, attese bibliche e l’odore intenso della cucina che si impregna negli abiti.
10° Isle Of Skye-Fort William. Pernottamento: Myethe Bank Guesthouse: buon indirizzo a prezzi medio-bassi, ma forse manca di calore e accoglienza.
11° e 12° Fort William-Isle Of Mull. Pernottamento: Fàilte Guesthouse, accogliente B&B nell’idilliaco villaggio di Torbermory. Prezzi medio-bassi. Cena: Javier’s, ristorante che propone cucina argentina e pesce fresco; ottime carni e squisite “scallops”.
13° Isle Of Mull-Stirling. Pernottamento: Mrs MacGreagor’s, B&B in pieno centro, non accessibile con l’auto. Prezzi bassi per questo indirizzo originale ma con servizi e mobilia un po’ vecchi. Cena in una Steak House in centro.

In cucina

Il cibo non è un problema se come me amate il pesce, ottimo il salmone (meglio se selvaggio, tradotto “wild”) e i molluschi, in particolare le scallops (enormi e squisite capesante). Anche le zuppe e le carni sono molto buone. Paese che vai… abituatevi a fare colazione con una Scottish Breakfast e fino a sera non dovrete soffrire di crampi della fame: è anche un sistema per risparmiare sui pasti.

Da non perdere

05/06/2005: PRESTWICK - DUMFRIES
Come da copione la Scozia ci ha accolto nel suo abbraccio umido.
Siamo giunti all’aeroporto di Prestwick in orario, alle 15:00 di domenica. Dopo aver espletato la pratica per ritirare una Ford Focus a noleggio, ci siamo immersi nelle a noi avverse strade del Regno Unito.
Essendo già pomeriggio inoltrato abbiamo deciso di pernottare nella cittadina di Dumfries che dista circa un’ottantina di chilometri dall’aeroporto ed è collocata vicino al confine con l’Inghilterra.
La strada è un continuo susseguirsi di ampie vallate il cui verde è di un intenso carico e riflette il carattere umido di questa terra. Le colline sono dolci, difficilmente gli animali da pascolo potrebbero essere più felici.
Dumfries è insolita: la maggior parte delle abitazioni è fatta di arenaria rossa e l’effetto complessivo è quanto mai originale; peraltro alcune residenze sono davvero magnifiche.
La nostra B&B, Torbay Lodge, si trova poco lontana dal centro, è discreta ed elegante. La padrona di casa è riservata e dopo una calorosa presentazione ci ha accompagnato nella nostra stanza arredata nei colori della primavera e di un pulito impeccabile.
La città non offre molto ai turisti tranne qualche bello scorcio sull’originale architettura.
Assaliti dall’appetito di una giornata intensa abbiamo deciso di cercare un posto per cena; dei tre ristoranti consigliati dalla guida uno era chiuso e un’altro fuori mano, così, non senza qualche indugio e con un po’ di reciproca vergogna abbiamo deciso per “Bruno’s” un ristorante italiano alla nostra prima giornata di Scozia! La guida però non sbagliava: il locale è grazioso e tutto sommato discreto; credo che pizza croccante e pasta al dente non si trovino facilmente oltre i confini nazionali!

06/06/2005: DUMFRIES - KELSO
Oggi abbiamo guidato verso est attraverso vallate più variopinte rispetto a quelle viste ieri, forse anche per effetto del sole pieno che ha acceso scorci che paiono dipinti dalla mano di un impressionista. Abbiamo attraversato le contee di Dumfries & Galloway, dei Borders e persino del South Lanarkshire avendo sbagliato strada all’altezza di Moffat deviando per un tratto verso nord.
La nostra prima visita è stata l’abbazia di Melrose, superbe rovine gotiche che ci hanno catturato intensamente e che sono una delle principali attrazione della regione. Sotto le sue mura è sepolto il cuore di Robert Burns.
Proseguendo lungo la Abbey Rail abbiamo visitato le graziose cittadine di Jedburgh e Kelso dove sorgono le omonime abbazie, anch’esse segnate dalle lunghe guerre antiche e per questo ancora più suggestive: in particolare ci ha colpito quella di Jedburgh.
La visita è poi proseguita al castello di Floors, collocato in magnifica posizione e con un profilo originale dato da una serie di assurdi merletti che si erigono dalle mura di pietra.
Abbiamo alloggiato presso l’Ednam House Hotel, definito il più bel albergo di Kelso: l’aspetto è austero e gli interni lussuosi hanno un che di decadente e per questo affascinanti. Non è la dimora più adatta per una giovane coppia, ma i ritmi compassati dei suoi ospiti e l’atmosfera silenziosa ci hanno conquistato. Il maniero si trova splendidamente collocato lungo la riva del fiume Tweed e dalla sua terrazza si scorge una magnifica vista sul corso e sul magnifico ponte che consente l’accesso al villaggio da sud ovest.

07/06/2005: KELSO - EDINBURGH
La strada per Edimburgo è piacevole, particolarmente in un tratto di continui sali scendi che donano ed immediatamente sottraggono scorci della vasta campagna dei Borders.
All’avvicinarsi della grande città, i centri urbani assomigliano sempre meno a villaggi e più ad aree residenziali; il numero di mezzi sulla strada aumenta, ma definirlo traffico è veramente eccessivo.
La periferia è ben diversa da quella delle grandi città occidentali: pulita, ordinata e nient’affatto cupa. Ci ha molto stupito non aver notato alcuna industria o fumi di scarico lungo il nostro tragitto. Neppure la zona portuale della città, da cui siamo entrati in direzione del centro, presenta un aspetto sgradevole.
Dopo aver trovato la Eire Guesthouse, discreto indirizzo prenotato via internet dall’Italia per 2 notti situato nella New Town, abbiamo raggiunto a piedi la Old Town.
Dopo aver risalito l’imponente Dundas Street che poi diventa Hannoer Street, una provante salita di circa un miglio, ci si è aperto agli occhi lo spettacolare profilo del cuore di Edimburgo.
Dalla cima rocciosa del vulcano spento su cui domina Castle Rock fino alla base della città vecchia, Princes Street, è uno spettacolo di guglie e facciate antiche che spuntano irregolarmente lungo il suo profilo obliquo.
Lascio alle guide ogni descrizione del castello e del Royal Mile, dicendo semplicemente sono luoghi che ognuno dovrebbe vedere almeno una volta nella vita.

08/06/2005: EDINBURGH E DINTORNI
Che giornata stupenda!
Visto il centro di Edimburgo, abbiamo deciso di visitare alcuni luoghi circostanti.
Servendoci dell’auto abbiamo fatto visita al Royal Britannia, ovvero l’incredibile yacht privato dei reali d’Inghilterra, utilizzato per più di 700 viaggi dal 1953 fino agli anni novanta.
12.000 cavalli di potenza, più di 200 persone a formare l’equipaggio, interni raffinati seppur sobri dove sono stati ospitati alcuni degli uomini più famosi e potenti della storia moderna, fanno di questa nave una vera leggenda.
La visita è meritevole e davvero curiosa, permette di ammirare la vita lussuosa dei reali.
Terminata il tour che ha occupato quasi per intero la mattinata, abbiamo deciso di scoprire Rosslyn Chapel, il cui fascino è stato accresciuto dal celebre libro di Dan Brown “Il codice Da Vinci”: è qui che hanno conclusione le ricerche del romanzo. Voluta dal cavaliere templare William St Cair, la leggenda narra che vi sia stato conservato il santo Graal o addirittura il corpo di Cristo. Ricchissima di particolari e simboli, collocata in un paesaggio rurale, è un vero gioiello architettonico e, al di là delle leggende, esercita un’attrazione straordinaria. Penso che questo sarà un luogo che ricorderò per sempre, anche grazie alla suggestione delle sue leggende oggi più che mai celebri.
Essendo ancora primo pomeriggio ed essendovi alto nel cielo uno splendido sole, abbiamo poi deciso di guidare fino a North Berwick e visitare le rovine del Tantallon Castle.
Le mura, austere ed imponenti, sorgono su uno sperone roccioso dolcemente avvolto da un mantello erboso che cade a picco nel mare. La costruzione, difesa per tre lati dalla scogliera e protetta dall’unico accesso da un fossato risale al 1350.
Dopo averne ammirato i paesaggi dall’alto delle torrette ancora accessibili, abbiamo sostato sulla spiaggia graziosa di North Berwick godendo del calore del pomeriggio soleggiato e della tranquillità di questo incantevole villaggio.
A sera abbiamo cenato nell’originale “The Dome”, un particolare ristorante nella New Town di Edimburgo degno di nota non solo per l’ottimo cibo, ma anche per la sua particolarità: si tratta infatti di una ex banca che conserva ancora un’incredibile cupola di 15 metri di altezza e un aspetto tipico degli Istituti di credito svizzeri.

09/06/2005: EDINBURGH - ST.ANDREWS
Lasciandoci alle spalle Edimburgo siamo entrati nelle soleggiate valli del Fife attraverso l’immenso ponte che si erige sul Firth of Forth.
Percorrendo la più lunga ma piacevole strada costiera abbiamo raggiunto la graziosa cittadina di St. Andrews famosa non solo per l’antica università dove ha studiato in questi anni il principe William d’Inghilterra, ma anche e soprattutto per i suoi celebri campi da golf.
I ricordi del mio viaggio precedente (è qui che ho studiato per tre settimane all'età di tredici anni) si sono rilevati sbiaditi: di tutti gli scorci che era rimasti impressi nella mia mente ho ritrovato ben poco ed in modo confuso.
La passeggiata nelle vie del centro è piacevole e con il discreto sole di oggi si può godere con calma le graziose vetrine di souvenir, di manufatti, di maglioni e degli alimentari, in particolar modo le fornerie. In una di esse particolarmente ricca abbiamo acquistato delle tortine salate per il pranzo consumato poi all’aperto con una magnifica vista dall’alto sulla baia di St. Andrews.
Stuzzicati dalla curiosità abbiamo fatto visita allo Scotland Secret Bunker, poco lontano: si tratta di un originale bunker antiatomico costruito a trenta metri sotto il suolo risalente all’epoca della guerra fredda i cui locali sono stati arricchiti da cimeli, manichini travestiti e dalla riproduzione dei suoni originali. Se si hanno un paio di ore disponibili è una visita che merita.
Nel villaggio di Crail, un pittoresco porto di mare a sud di St. Andrews è situata la B&B che avevamo prenotato via internet dall’Italia e che suscitava in noi molte attese: la descrizione delle guide e le foto viste in rete promettevano molto sulla Selcraig House. Le nostre aspettative sono state pienamente soddisfatte sia per il fascino e il pizzico di originalità della casa sia per l’accoglienza cordiale e calorosa della padrona. La casa è molto raccolta e ricca di oggetti d’arredamento, come un grammofono, innumerevoli cornici con le foto di famiglia, i più svariati soprammobili. La camera a noi riservata dispone di caminetto, letto a baldacchino ed una splendida vista sul giardino: un vero rifugio per i nostri cuori.
Crail è conosciuto come uno dei più suggestivi villaggi di tutta la Scozia ed è divenuto il soggetto per tanti artisti: per quanto grazioso, non lo ritengo però meritevole di tanta fama.
Sotto sera siamo tornati a St. Andrews per la cena: trovare un tavolo è stata una vera impresa, forse anche perché oggi è venerdì; tuttavia la lunga ricerca è stata ricompensata dalla buona cucina di un bistrot indicato dalla nostra guida. Stiamo notando come vi sia un certo culto del vino fra gli scozzesi e anche nei locali meno raffinati vi sia quasi sempre una bottiglia di bianco o rosso che sostituisce la tradizionale birra.

10/06/2005: ST.ANDREWS - BLAIRGOWRIE
Giornata di sole splendido.
Lasciare l’accoglienza della nostra deliziosa Selcraig House ci è spiaciuto particolarmente.
Giunti a Perth abbiamo fatto visita allo splendido Scone Palace dove ogni cosa ci è parsa meravigliosa. L’ingresso della tenuta mostra il lato più affascinante del maniero interamente ricoperto di edera nel cuore di un parco dove corrono liberi pavoni nient’affatto timorosi dell’uomo. Gli interni sono eleganti e ricchi di storia. A dir poco magnifici i giardini, una esplosione di fiori e colori che richiama al paragone i fuochi d’artificio con la differenza che vi si può camminare attraverso godendo appieno di questa giornata idilliaca di sole, di aria frizzante e ideale.
Tornando un po’ bambini siamo rimasti a guardare con la bocca aperta l’esibizione di un addestratore di falchi e del suo splendido rapace che è stato liberto nell’aria per poi planare con una furia selvaggia sull’esca tra i versetti di stupore un pubblico entusiasta.
Proseguendo verso nord lungo la A9, ci siamo fermati a Dunkeld, un villaggio magnificamente adagiato lungo le sponde di un fiume: ai suoi fianchi si aprono stupende distese di erba che scendono dolci fino ai margini. In questo idilliaco contesto spiccano le mura di una notevole cattedrale in parte in rovina ed in parte funzionante. Qui abbiamo deciso di sostare per consumare un pasto veloce acquistato in un forno del villaggio.
La meta successiva è stata il castello di Blair, le cui mura esterne sono di un bianco cangiante e ricordano più una grande casa di campagna che una fortezza. Gli interni invece sono più che mai tipici: grandi stanze, cupe rispetto alla luminosità della facciata, piene di armi e grandi quadri, un lunghissimo corridoio adornato per intero di enormi corna di cervo ed un’immensa sala da ballo.
La cosa più sensazionale di questa giornata è stato il pernottamento presso la Kinloch House, nella campagna a nord di Perth. Si tratta di un notevole maniero di campagna, interamente coperto di edera (come nei nostri sogni) trasformato in un albergo di lusso. La hole e le sale per gli ospiti sono quanto di più confortevole e accogliente si possa desiderare: grandi divani, caminetti scoppiettanti, sontuose tappezzerie. La camera è semplice ed altrettanto elegante e spaziosa: la vista sulla vallata ne fa una cornice perfetta.
La cena è stata sublime e impeccabile. Il menù comprendeva un’aragosta, una crema calda di sedano, un trancio di salmone selvaggio e per finire creme brulè. Attenzione però al prezzo, che noi avevamo sottovalutato traditi da una guida evidentemente poco aggiornata.

11/06/2005: BLAIRGOWRIE - ABERDEEN
Da Blairgowrie siamo scesi a sud est fino a Dundee per vedere un’attrazione che non eravamo riuscita ad includere nella giornata precedente: The Discovery Point, ovvero una nave raccolta dai ghiacci dell’Artide dopo che per anni vi era rimasta intrappolata. Interamente ristrutturata è oggi il simbolo e la principale attrattiva di questa città che ci è parsa davvero brutta. La visita della nave in compenso è stata graziosa, anche se forse non merita una deviazione.
Da Dundee abbiamo guidato a lungo verso il nord fino a raggiungere Stoneheaven. Qui sorge su un imponente sperone di roccia che precipita per centinaia di metri fino al mare il celebre Dunnottar Castle. Le rovine sono gelide come il vento che soffia nelle vene della terra e selvagge come il mare del nord che si infrange fragoroso ai suoi piedi. Per poterle raggiungere è necessario affrontare uno scosceso sentiero per poi arrampicarsi lungo una ripida scalinata che risale nella roccia. Queste mura che si sporgono su un mare scuro e freddo sono state ambientazione di alcuni celebri film.
Trovare una B&B ad Aberdeen non è stato così semplice, forse perché in fondo oggi è sabato. La città è graziosa, le abitazioni sono molto belle quasi tutte del colore chiaro del granito e le ville in periferia a dir poco magnifiche. La città e ricca essendo il principale porto per il commercio del petrolio estratto dai fondali del mare del nord.
Una volta trovata una sistemazione, una decorosa B&B e scaricate le valige, siamo andati a visitare il Crathes Castle. L’esterno pare essere un unico blocco di pietra emersa dal terreno; gli interni hanno invece quel qualcosa di autentico e nient’affatto sfarzoso che hanno soddisfatto le nostre attese di castelli austeri e misteriosi.
Dopo aver girato inutilmente diversi pub e ristoranti in cui tutto era occupato abbiamo cenato e passato la serata in un simpatico locale simile ad un “Hard Rock”; la città di Aberdeen è famosa per i suoi innumerevoli pub e per la vita notturna vivace.

12/06/2005: ABERDEEN - INVERNESS
Anziché percorrere le A96 che collega direttamente le città di Aberdeen, nostro punto di partenza, e di Inverness, nostro punto di arrivo, abbiamo tagliato verso l’interno per visitare il Castle Fraser. Peccato che siamo arrivati alla fortezza verso le 10 am mentre l’apertura era alle 11… scozzesi pelandroni! Ci siamo dovuti accontentare di ammirare le robusto ed eleganti mura esterne.
Per raggiungere Dufftown, dove hanno sede alcune delle più famose distillerie di whisky del mondo, abbiamo percorso una strada di campagna stretta e tortuosa; la sfortuna ha voluto che ci imbattessimo in un originale quanto sgangherata parata di mezzi d’epoca cui, nostro malgrado, abbiamo dovuto accodarci alla velocità di 10 miglia orarie ed aspirando i gas di scarico neri e copiosi che esalavano da vecchi carri attrezzi, camioncini e quant altro.
La distilleria di Glenfiddich, celebre sia per la qualità del suo prodotto sia per essere la visita guidata più completa e meglio organizzata per il turista ubriacone è stata davvero simpatica. Benché delle spiegazioni in inglese della guida abbiamo compreso ben poco, scoprire le enormi botti di fermentazione alte 5 metri, i luccicanti alambicchi di rame dove viene miscelato il semilavorato e le scure cantine dove la bevanda riposa è curioso e divertente.
L’acquisto, poi, è stato d’obbligo!
Raggiunta la costa nord-orientale abbiamo fatto visita al castello di Cowdor. La cosa più particolare di questa fortezza è la leggenda che ne narra la costruzione. Pare che un ricco nobile avesse visto in sogno la realizzazione del castello là dove un asino errante carico di un forziere d’oro avesse sostato per riposare. E così volle fare: liberò un asino sotto il peso del forziere e lo lasciò vagare fino a che l’animale non sostò sotto ad un albero. E’ intorno a tale albero che venne costruito il Cowdor e ancora oggi nella sala centrale si può vedere il tronco della pianta morta da secoli per la mancanza di luce.
A parte questa particolarità, la visita è davvero ben spesa: è uno dei castelli che ci è maggiormente piaciuto.
Inverness è una cittadina graziosa adagiata lungo le due sponde di un placido fiume, tuttavia le manca il carisma di Aberdeen e Dumfries (tralasciando gli splendori di Edinburgh): gli edifici del centro sono privi di quella unicità, uniformità e armonia che invece contraddistinguono le due precedenti.
La nostra sistemazione, la Ivybank Guesthouse, è una bella casa con una torretta che spicca dalla vegetazione del giardino di un tenue color rossiccio. Gli interni sono un po’ cupi ma eleganti; magnifica la prospettiva d’ingresso con la ricca libreria il camino e la massiccia scala in legno. L’accoglienza della padrona è stata premurosa ed il suo stupendo gatto si è fatto riempire di coccole.
Una nozione particolare la merita Nico’s, un accogliente ristorante la guida lo definisce il più amato dagli abitanti di Inverness) dove abbiamo cenato con squisiti piatti di pesce.

13/06/05: INVERNESS - ISLE OF SKYE
Lungo la strada che conduce a Skye abbiamo scrutato le nere acque di Lochness soffermandoci in alcuni punti panoramici per qualche foto. Per risparmiare tempo prezioso abbiamo deciso di non far visita al castello di Urquhart accontentandoci di vederlo dall’alto, sapendo che la sosta, oltre che cara, è definita dai più deludente.
Affatto deludenti sono invece gli squarci selvaggi che si susseguono sulla A87 che conduce al Kyle of Lachalsh, il ponte che collega l’isola alla costa occidentale.
Dornie dovrebbe essere la sosta obbligatoria di ogni viaggio in Scozia: è qui che si erige in un paesaggio malinconico e umido l’Eilean Donan Castle, celebre castello dove è stato girato Highlander.
Le sue mura, scure come le acque da cui emerge , il possente ponte di pietra che si snoda in modo aggraziato fino alla terra dura e fredda, rendono questo castello il più suggestivo ai miei occhi. Gli interni non sono meno freddi e rudi, e bene esprimono l’immagine della vita dura e orgogliosa dei guerrieri che hanno difeso queste terre nel passato.
Passato Kyle of Lachalsh ci siamo diretti verso il nord dell’isola di Skye lungo il lato est fino a raggiungere Portree, la principale cittadina dove si trova la nostra B&B.
Per prima cosa abbiamo cercato la casa di Mrs Mackenzie (Caberfeidh B&B) prenotata ieri per telefono che dista un paio di miglia dal centro e non è semplicissima da scovare. Giunti in fronte ad essa abbiamo temuto il peggio essendo l’aspetto esteriore un po’ trasandato. Di contro l’interno è delizioso e la camera che ci ha ospitato ha un calore unico e ci ha ricordato le baite di montagna tirolesi. La vista dalla finestra poi è meravigliosa, specialmente di sera quando si può scorgere Portree illuminata.
Sistemate le valige, ci siamo inoltrati lungo il percorso ad anello della penisola di Trotternish, una zona selvaggia dove si aprono incredibili scogliere e viste sul mare, dove le dense nuvole coprono le vette dei rilievi e da cui spuntano continuamente ruscelli che talvolta si tramutano in copiose cascate. La strada che corre lungo la costa della penisola è strettissima e consente il transito di un solo veicolo con la necessità di effettuare continue soste lungo le numerose piazzole necessarie per consentire il transito su entrambe le direzioni. Il percorso può durare non meno di un paio di ore.
Abbiamo cenato all’Harbour Seafood, un grazioso e minuscolo ristorante con 7/8 tavoli un camino e tanto calore: il cibo è buono come conferma la nostra guida ma l’attesa è decisamente eccessiva. In oltre, forse anche per le piccole dimensioni del locale, l’odore della cucina assai forte ci si è impregnato nei vestiti.

14/06/2005: ISLE OF SKYE - FORT WILLIAM
La colazione di Mrs Mackenzie è la migliore tra tutte quelle consumate fino ad oggi: ottime salsicce (ben 4 forse per compensare la mia rinuncia volontaria al beacon - questioni di digestione non di gusto), squisite marmellate che dietro nostra domanda ci ha confermato essere fatte in case e una torta con le uvette molto gradita alla mia dolce metà poco avvezza al salato di mattina.
Scesi fino ad Amatale abbiamo preso il traghetto per Mallaig (20 sterline circa). La strada per Fort William è stretta, tortuosa, ma bellissima con incredibili rododendri in fiore che sono talmente fitti e rigogiosi da formare a tratti un tunnel di colori e ombre in cui immergersi nella guida che contrastano con le alte pareti di roccia che sono il vero dominatore del paesaggio.
Giunti a Locailort abbiamo deviato lungo la A861 con l’intento di visitar la celebrata penisola di Ardnamurchan, tanto difficile da pronunciare quanto da raggiungere. Infatti arrivati a Salen, paese di collegamento, abbiamo dovuto abbandonare le nostre velleità: la strada è tortuosa e consente il passaggio di un unico mezzo per volta, le frequenti piazzole per il passaggio non sono sufficienti a consentire un’andatura sostenuta, così per percorrere poche decine di chilometri ci è voluto molto più tempo del previsto. Oltre al tempo resosi insufficiente, anche il problema della benzina non si è rilevato secondario: si sappia che trovare un pompa è impresa ardua, che l’unica da noi scovata vende il liquido a prezzi irragionevoli e che il solo percorso da Lochailort a Salen richiede quasi 2 ore. Quando poi abbiamo letto che per compiere andata e ritorno da Ardnamurchan ci vogliono altre 3 ore la scelta di puntare direttamente a Fort William è stata obbligata.
La deviazione non è stata comunque completamente infruttuosa: abbiamo infatti visto un bel castello edificato su un isolotto nel centro di un’insenatura del mare e collegato alla terra solo quando la bassa marea fa emergere dalle acque un tratto percorribile a piedi. Un piccolo lago nascosto dalla natura è stato sfondo di alcune bellissime foto: la colorata e rigogliosa vegetazione in cui è avvolto e il ponte di pietra che spunta quasi dal nulla sono paesaggi più che mai tipicamente scozzese.
Risalendo lungo la strada che passa per Clovullin siamo giunti a Fort William intorno alle 16 giusto in tempo per vedere “The Jacobite”, il famoso treno a vapore che ripercorre la via fino a Mallaig utilizzato nelle riprese di “Harry Potter”. Purtroppo, per mancanza di tempo, questa sarà un’altra attrazione a cui dovremmo rinunciare molto a malincuore, la partenza del treno è alle 10 del mattino ed occupa quasi per intero la giornata e noi domani dobbiamo trasferirci sull’isola di Mull.
Fort William è molto famoso perché è la base ideale per le escursioni sul Ben Nevis, la cima più alta della Gran Bretagna: il paese è carino, ma non offre molto di più.
Abbiamo sostato alla graziosa Myethe Bank Guesthouse in una camera abbastanza spaziosa e con buona pulizia: la località offre comunque innumerevoli soluzioni per dormire anche se spesso sono al completo, in particolare ci è piaciuto moltissimo l’esterno della St. Andrews Guesthouse che però non disponeva più di camere doppie.

15/06/2005: FORT WILLIAM - ISLE OF MULL
Dopo un giretto nel centro di Fort William dove abbondano negozietti di souvenir, abbiamo inforcato la A828 per Oban con la speranza di non perdere troppo tempo nell’attesa di imbarcarci verso Mull.
Oban, per quel poco che abbiamo potuto vedere dal finestrino dell’auto e del traghetto, ci è parsa molto bella e col senno di poi avremmo probabilmente scelto di dormire qui piuttosto che a Fort William anche per ottimizzare il tempo del nostro percorso.
Fortunatamente abbiamo dovuto attendere meno di un’ora per imbarcarci per Craignure su Mull.
Dopo una navigazione di circa 35 minuti e sbarcati sull’isola abbiamo fatto tappa al Duart Castle che domina il Sound of Mull.
Poi dirigendoci verso nord abbiamo deviato lungo la strada scenica A8035 che offre mutevoli panorami imperdibili: delicati torrenti e ricchi rododendri precedono tratti di roccia scoscescesa da un lato e l’acqua languida del mare che penetra in magiche insenature dall’altro.
Risalendo lungo la strado sul lato nord-occidentale in direzione di Torbermoryabbiamo avuto incontri con cerbiatti, enormi high-cows, migliaia di pecore, insenature stupende ed una cascata: insomma un elisir di emozioni.
Il villaggio di Torbermory infine è l’ultima ma la più grande delle emozioni: una lunga fila di case tutte colorate e irregolari, ma armoniosa, appoggiata ai piedi di una parete di ricca vegetazione ed ai margini di una placida baia chiusa dall’abbraccio della terra.
I rumori sono il cozzare ondeggiante delle barche ancorate e le urla stridule dei gabbiani, i profumi sono quelli intensi del mare e le sensazioni sono quelle di un luogo in cui la vita assume una dimensione diversa e più giusta.
Dormiremo magnificamente per due notti ospiti nella confortevole camera mansardata della Fàilthe Guesthouse e sono certo domani ci risveglieremo in un sogno guardando fuori dalla finestra questo piccolo meraviglioso angolo di mondo.

16/06/2005: ISLE OF MULL
La strada che collega Torbermory a Fionnphort si percorre in quasi 2 ore essendo per lo più ad una corsia con continue piazzole per consentire il traffico nei 2 sensi.
Da Fionnphort abbiamo attraversato il Sound of Iona con il traghetto in pochi minuti sbarcando sulla minuscola isola di Iona, meta di un continuo flusso di turisti per la celebre abbazia, un venerato luogo di culto risalente al 500 dc.
L’isola è minuscola; lungo un piacevole sentiero abbiamo raggiunto a piedi il punto più settentrionale. E’ qui che un dolce prato tutto colorato dal giallo delle margherite prepara lo sguardo a segrete spiagge di sabbia avorio che digradano in un mare a tratti del colore del corallo: stupende, fuori dallo spazio, tutte per noi!
Tornati a tardo pomeriggio a Torbermory, abbiamo cenato da Javier’s, un ristorante che propone sia piatti scozzesi di mare che cucina argentina. Nonostante lo strano mix culinario le pietanze erano ottime ed un cenno particolare va alle “scallops”, vale a dire enormi capesante fresche.

17/06/2005: ISLE OF MULL - STIRLING
La giornata di oggi, occupata fino a mezzogiorno per l’approdo sulla terra ferma è stata per lo più una tappa di avvicinamento a Prestwick avendo domani il volo per l’Italia alle 3:00 pm.
Indecisi fino all’ultimo abbiamo optato per rinunciare alla visita di Glasgow per tre ragioni: prima di tutto questa non è una città che solletica i nostri entusiasmi, avendo poi solo metà giornata a disposizione e poca voglia di buttarci nel traffico abbiamo scelto per la poco distante e più piccola Stirling.
Questo aggraziato centro è ricco di storia ed il suo fulcro è il notevole castello medioevale che domina la città.
Dopo la visita alla fortezza ed un giro per il centro abbiamo preso alloggio in una B&B in centro, da Mrs MacGregor’s, la cui accoglienza è stata speciale anche se la casa, benché a suo modo originale, non ci è piaciuta.
Domani ci attendono circa 2 h di auto fino a Prestwick ed alle 7:00 pm ora italiana atterreremo a Bergamo.

Il fascino immutabile di un Paese antico e sincero

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