Emozioni e (dis)avventure nella terra dei vulcani - 2

in viaggio con Boy-80 in Indonesia

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Emozioni e (dis)avventure nella terra dei vulcani - 2

E’ la parte conclusiva del viaggio di Mirko e Ale, la cui prima parte è già presente su Ci Sono Stato con lo stesso titolo.Fra tante bellezze ma anche parecchie contraddizioni, ha termine il viaggio in Indonesia di Mirko e Ale9-8-2009
Sveglia alle 5 fuori è ancora buio dobbiamo andare a vedere i delfini che all'alba nuotano nelle acque costiere di Lovina, ma solo di mattina, non sappiamo il perchè, dividiamo la barchetta con una coppia di cinesi, il cielo comincia a tingersi di rosso, uno spettacolo della natura bellissimo e raro per me che non sono mai cosi' mattiniero. Subito mi rendo conto che non siamo gli unici... ma facciamo parte di una flotta mostruosa e un po' fantozziana di circa 60 (!) barchette, finalmente i delfini si fanno vedere e allora via tutte le barche all'inseguimento delle povere bestie, dopo 5 minuti voglio tornare indietro ma non si puo' la caccia deve proseguire... i delfini non sono mica scemi... dopo un'ora e mezza e qualche pinna dorsale avvistata torniamo a terra finalmente! Scattiamo le ultime foto della spiaggia nera di Lovina, approfittando del fatto che non ci sono in giro venditori, paghiamo il conto e salutiamo la simpatica ragazza della reception.
Il tipo con cui abbiamo accordato il transfer è gia' fuori l'hotel ad aspettarci, ci sembra molto meno losco di ieri, lo paghiamo e ci lascia nelle mani di suo fratello, un simpatico ragazzo. Partiamo e cominciamo a parlare del piu' e del meno, ci confessa che non ha un paio di scarpe e quelle che ha sono del fratello, ci dice che Bali ha assoluto bisogno dei turisti e che siamo i benvenuti! Magari i balinesi fossero tutti cosi'... addirittura ci dice di non preoccuparci, possiamo fare quante soste vogliamo.
Dopo mezz'oretta arriviamo al parcheggio della cascata Git git, la piu' alta di Bali (40 mt.) ci accompagna alla cascata uno sveglio ragazzino, il sentiero si snoda tra bancarelle e una bella risaia; ci porta nel "negozio" di sua mamma, dove compriamo un po' di cose, 2 sarong, una tovaglia batik, un copriletto double-face batik e dopo una feroce contrattazione arriviamo a pagare il tutto 60euro; comincia l'incubo delle venditrici che cominciano con la loro nenia insistente: misterr cheaper prices! Dopo poco arriviamo alla cascata, molto bella circondata da una vegetazione lussureggiante, c'è pure un tempietto che rende il tutto ancora piu' esotico, mi è proprio piaciuta questa sosta, adoro le cascate.
Ripartamo e dopo un po' il nostro autista ci porta a nostra insaputa in un posto sul ciglio di una strada dove si possono vedere gli odiosi macachi che piacciono tanto ad Ale; dopo avere rimpinzato di frutta le fameliche bestiacce, ci dirigiamo verso sud, mezzogiorno è gia' passato da un pezzo e il nostro autista ci sorprende ancora, ci fermiamo a pranzare in un ristorante panoramico a Pacung (Bali centrale) con vista spettacolare sulle coltivazioni, buono il buffet e il conto onesto.
Sazi ripartiamo e raggiungiamo Sanur verso le 15, ma non riusciamo a trovare il nostro hotel lo Stana puri gopa, poi finalmente lo troviamo, salutiamo l'autista che si è meritato una bella mancia!
Rimaniamo delusi dalla hall dell'hotel molto diversa dalle foto su internet, è nuova e deve ancora essere finita ecco spiegato il perche'! Passiamo nel rigoglioso giardino, ora riconosciamo l'hotel in perfetto stile balinese, stupendo, alloggiamo nella suite che da' proprio sulla piscina, con il letto a baldacchino!
Andiamo a fare un giro in spiaggia che è molto diversa rispetto a quella di Lovina, la sabbia è chiara ed è protetta dalla barriera corallina quindi al suo interno vi è un'ampia laguna con l'acqua bassa; un marciapiede la percorre in tutta la sua lunghezza e proprio qui si annidano tutti gli scocciatori vari: massaggiatrici, venditrici di pareo, venditori di escursioni, di cibo ecc. tutti urlanti.
Facciamo un bel bagno in mare poi ci concediamo una bella passeggiata ma purtroppo è impossibile godersi la spiaggia a causa dei venditori ed esausti torniamo in hotel, doccia e poi andiamo a cena in un ristorante molto carino sulla via principale di Sanur che non è sulla spiaggia, spendiamo sui 15 euro a testa, piuttosto caro per gli standard asiatici.

10-8-2009
Oggi relax a Sanur, la mattina stiamo in piscina, almeno qui è tranquillo, a pranzo andiamo da Massimo l'unico ristorante italiano di Sanur, di solito non amiamo andare nei ristoranti italiani all'estero, ma dopo 9 giorni di piatti indonesiani dal sapore tutto uguale e piccante, siamo stufi; prendiamo delle bruschette e la pizza squisite!
Una delle ragazze balinesi che servono ai tavoli parla pure italiano.
Nel pomeriggio cerchiamo di fare una passeggiata sulla spiaggia, niente bagno ad Ale proprio non piace Sanur, sulla stradina ci sono i famelici venditori, sulla battigia è pieno di barche, Ale vuole tornare in hotel, ma io insisto per camminare ancora un po'. Fuori dal Paneeda view incontriamo un ragazzo che assomiglia piu' ad un pellerossa che a un balinese, sembra molto sicuro di se' e non ci aggredisce come gli altri, è l'uomo che cerchiamo! Organizziamo con lui i due giorni seguenti alla scoperta di Bali; tutti
contenti torniamo in hotel, doccia, e poi facciamo un giro per Sanur, dobbiamo cambiare i soldi, è pieno di change money, ci fermiamo nel primo e cambiamo, vengo fregato in pieno e Ale per fortuna se ne accorge (sono una frana in matematica!), il farabutto gioca molto sugli zeri, per esempio se ci deve dare 15000 rupie ce ne da' 1500 etc. gli facciamo notare "l'errore" e lui si scusa ci rida' i soldi che sono ancora sbagliati! Lo fa ancora per due o tre volte e alla fine, quando capisce che non ci caschiamo piu' finalmente ce li da' esatti, quindi attenzione al cambio fanno tutti cosi'!
Comincio ad essere stufo marcio dei balinesi, pure qui ovviamente le solite urla delle venditrici, i tipi in macchina che ci chiedono se vogliamo un passaggio, i soliti saluti totalmente interessati cosi' diversi dalle altre zone del sud-est asiatico, mi rattrista molto questa cosa.
E' ancora presto per cenare e decidiamo di farci fare un massaggio da una ragazza molto pittoresca un mix tra Mariah carey, Anguun e Miss piggy e una sua amica nel loro salone di bellezza piuttosto squallido... Ale si becca "la diva" che mentre lo massaggia ci prova in modo molto esplicito, invece la mia massaggiatrice è completamente disinteressata a me per fortuna e mentre mi fa il massaggio con una mano continua a mandare sms con l'altra.
Usciamo dal salone e non faccio altro che prendere in giro Ale sull'accaduto, ci fermiamo a mangiare in un posto molto chic in stile balinese, d'altronde qui a Sanur non c'è via di mezzo o si va in posti chic o in bettole orrende sulla spiaggia, paghiamo i soliti 30 euro in due e andiamo a dormire.

11-8-2009
Oggi visiteremo la zona centro-est di Bali. Come accordato ieri, puntuale l'autista si fa trovare fuori dall'hotel alle 8,30 e partiamo! Prima indimenticabile sosta alle risaie a terrazza di Tagallalang a nord di Ubud, dire che sono stupende è poco, le piu' belle di Bali, assieme a una coppia di inglesi siamo gli unici, è ancora presto e i turisti stanno facendo ancora colazione, il verde delle risaie è molto intenso, rimaniamo estasiati di fronte a questo riuscito connubio tra l'ingegno dell'uomo e la bellezza della natura, il sole va e viene e ce le fa apprezzare sotto luci diverse, un'oasi di pace, prima dell'arrivo delle venditrici che cominciano ad arrivare, quindi fuggiamo in auto e partiamo. Facciamo una bellissima stradina di campagna, con coltivazioni ai lati, oche al pascolo e bufali, ma la cosa che mi irrita sempre piu' sono i poliziotti ai vari posti di blocco che chiedono sempre il pizzo al nostro autista, la cosa che mi sorprende è la loro naturalezza nel farlo, non si preoccupano minimamente di noi che ogni volta li osserviamo indignati.
Arriviamo a Kintamani, localita' montana, in un punto panoramico dove osserviamo un vulcano e un lago; l'aria è frizzante, ma anche qui spuntano come funghi i soliti venditori, per liberarci di loro compriamo delle brutte cartoline e poi contrattiamo dei bellissimi quadri da uno strampalato artista locale, con tanto di dedica in italiano sul suo guestbook!
Poco dopo dopo ci dirigiamo al pura Besakih il tempio piu' sacro e grande di Bali, in realta' un insieme di templi, 22 per l'esattezza, il posto è molto suggestivo, ammantato da nuvoloni grigi, infatti è posto sul versante del vulcano Gunung Agung che i balinesi ritengono sacro, anche i turisti devono mettersi il sarong in segno di rispetto. Il nostro autista, troppo gentile, ha portato 2 sarong, cosi' non dobbiamo affittarli. Il posto è infestato da venditori di ogni tipo e da molti cani marci (rognosi), dobbiamo pure quasi obbligatoriamente prendere una guida del tempio, anche in questo caso vogliono una cifra spropositata piu' di 20 euro alla cassa, ma noi gliene diamo la meta', il ragazzino che ci accompagna parla un buon inglese e ci spiega molte cose, essendo poi il tempio piu' sacro di Bali, molte famiglie si fanno costruire proprio li' il tempio di famiglia, inoltre ogni balinese almeno una volta nella sua vita deve venire a pregare qui. Il complesso è molto grande (e molto frequentato da turisti), noi visitiamo solo i templi maggiori, vale assolutamente la pena andarci, all'uscita diamo una bella mancia al ragazzino e ci fermiamo pure a comprare delle squisite banane.
Finta la vista andiamo a Klungkung il palazzo reale di un re balinese, piccolo ma molto interessante per me, un po' meno per Ale che è stufo di vedere un'altro kraton, ci fa da cicerone una guida marciona (continua a tossire e scatarrare) che ci fa morire dal ridere, parla un po' d'italiano, il complesso non è molto grande e visitiamo prima il Kerta gosa, un padiglione adibito ai tempi a corte di giustizia, il soffitto è riccamente dipinto e la guida spiega ad Ale il significato delle pitture, mentre io mi faccio gli affari miei! Subito dopo andiamo nell'annesso Bale kambang (padiglione galleggiante) circondato da un fossato, anche qui sono presenti pitture e raffigurano quasi tutte demoni e torture varie, la nostra guida si congeda tra una tosse e l'altra. Dietro il Bale kambang osserviamo un bel portale, l'unica cosa rimasta del vecchio palazzo preesistente dato alle fiamme dagli olandesi, ed è proprio qui che avvenne un grande puputan, una sorta di suicidio di massa, infatti pur di arrendersi agli olandesi, si procuravano una morte onorevole. Visitiamo pure il museo del palazzo un po' triste con qualche cimelio del re, il posto in generale è una piccola oasi di tranquillita' proprio nel centro di Klungkung, cambiamo i soldi e almeno qui sono onesti!
Ultima tappa della giornata è il famoso tempio dei pipistrelli di Goah Lawah che raggiungiamo dopo poca strada, all'entrata del tempio ci vengono incontro 2 donne che ci mettono al collo 2 brutte collane in bambu' dicendo che sono un omaggio... capiamo subito che vorranno venderci qualcosa e le dico che non compreremo niente dopo, ma le pagheremo le collane ed entriamo, siamo soli non c'è nessuno nel tempio, il cortile interno è edificato attorno alla grotta sacra dove è abitata da una nutrita colonia di graziosi pipistrelli che puzzano come caproni, il tempio è abbastanza piccolo e dopo poco usciamo e vado a pagare le collanine, mentre tiro fuori i soldi veniamo aggrediti da venditrici e da finte mendicanti con prole al seguito, una cerca pure di mettermi la mano in tasca, un incubo siamo circondati e loro sono cosi' aggressive e senza dignita' che mi fanno veramente incazzare, rimango scioccato da quest 'esperienza che mi era capitata pure in Kenya quando ero andato ad un villaggio di pescatori... con la differenza che in Kenya erano estremamente poveri (e uscii dal villaggio solo col costume, gli regalai tutto quello che mi ero portato dietro), a Bali no, non c'è grande poverta' e grazie al turismo è la provincia piu' ricca dopo Jakarta.
Torniamo in auto e io per tutto il viaggio di ritorno continuo ad inveire contro quelle donne, salutiamo il nostro autista che rivedremo domani e andiamo a mangiare al Telaga naga ristorante cinese di fronte all'Hyatt, è immerso in un bellissimo giardino circondato da lanterne, il corpo principale del ristorante è fatto in roccia corallina e dal centro partono dei ponti in legno dove sono sistemati i tavoli, sotto dei laghetti e musica tradizionale dal vivo... insomma un posto molto romantico, prendiamo 2 menu' fissi alla modica cifra di 60 euro in due! Veramente troppo,la lonely diceva piatti da 25,000 a 100,000 boh! Non importa è un bellissimo posto.

12-8-2009
Oggi visitiamo al zona-sud ovest di Bali. Dopo colazione troviamo gia' pronto il nostro autista,partiamo! Nostra destinazione ancora Ubud, per fare shopping ovviamente, ma stamattina la strada è trafficatissima e ci impieghiamo un'ora e mezza per arrivare a destinazione e io ovviamente dormo durante il percorso.
Appena arrivati, ci dirigiamo subito al pasar seni che ormai conosciamo, e tra un'aquisto e l'altro noto che quando paghiamo il venditore, lui come una sorta di rito, sbatte i soldi appena avuti contro la merce in esposizione, dopo gli ultimi aquisti, cambiamo altri euro (ovviamente pure qui senza problemi) prendiamo l'auto e dopo una strada tranquilla arriviamo al pura Taman Ayun, che significa vasto giardino, infatti qui c'è molto piu' verde rispetto agli altri templi, è circondato da un ampio fossato con ninfee, passiamo il candi (portale diviso a meta') e ci sembra di stare proprio dentro a un giardino, saliamo su una torre dove si ha una bella vista dall'alto del complesso, con noi solo un gruppetto di francesi, fa caldissimo è ormai mezzogiorno, forse è per questo che non c'è nessuno, un pittore sta disegnando splendidi quadri in un padiglione del tempio, mi piacerebbe comprarne uno, ma ho speso troppo a ubud e i suoi quadri non sono a buon mercato, pazienza... finalmente abbiamo anche occasione di vedere un bel barong (utilizzato per gli spettacoli al tempio), giriamo attorno al cortile principale, molto suggestivo con un sacco di meru a 11 ordini circondati da padiglioni molto piu' decorati rispetto agli altri templi visitati e il fossato pieno di fiori di loto in fiore, passeggiamo verso l'uscita e vediamo arrivare una truppa di coreani, menomale arrivano ora... ho fame e allineati sulla strada vi sono un sacco di warung, Ale impallidisce all'idea e appena arriviamo, i venditori cominciano a stordirci con le loro urla, grazie a dio non sono molto molesti e noi ci accomodiamo nel warung di una vecchina, ma niente nasi goreng è tardi e l'ha finito allora optiamo per due pacchetti di patatine e due cocacole, che beviamo seduti li' in compagnia di alcuni ragazzi del posto con cui scambiamo due parole.
Ritorniamo in auto dove il nostro autista stava schiacciando un pisolino, partiamo e dopo un po' facciamo una strada costeggiata da risaie dal verde intenso, incontriamo sempre piu' macchine e quando si raggiunge il culmine arriviamo al pura Tanah Lot, dedicato agli spiriti del mare. Il parcheggio è immenso, infatti è il tempio piu' visitato di Bali, per raggiungerlo si passa attraverso un percorso con decine di bancarelle, piu' o meno come al Borobudur ma piu' anonimo e moderno, almeno qui sono tranquilli visto il grande numero di turisti. Facciamo un bellissimo incontro... una volpe volante addomesticata da un signore, dorme beata (è pomeriggio) le accarezzo la testolina e lei continua a dormire, sembra un chihuahua col mantellino da batman; una processione nel frattempo ci supera, portando come sempre infinite sfumature di colore e misticismo, superiamo il candi che da' sul mare ed ecco apparirci lo sperone di roccia in mezzo al mare dove sorge la parte piu' sacra, off limits ai turisti, le onde rabbiose si infrangono sulle rocce, c'è bassa marea e i fedeli salgono sullo sperone di roccia a pregare, malgrado le rocce siano state ricostruite col cemento armato (la roccia naturale con la furia del mare si era quasi tutta sgretolata) sembra tutto molto naturale, provo a fare qualche foto ma all'inizio è quasi impossibile causa giappo che fanno centinaia di foto ciascuno e sono tanti, poi finalmente arriva il mio turno! Nelle pozze di marea attorno osservo qualche piccolo gobide e piccoli anemoni di mare; arrivano sempre piu' turisti tra 2 ore il sole tramonta e questo è il posto numero uno per ammirare il tramonto, ma non per noi, torniamo al parcheggio dobbiamo andare al pura Luhur Uluwatu all'estremo sud di Bali nella penisola di Bukit.
Il nosto autista ci dice che siamo in ritardo, non riusciremo a vedere il tramonto, dopo un po' di strada veniamo fagocitati dal traffico di Kuta che lambiamo appena, sembra di stare in corso Buenos Ayres a Milano sotto Natale, un'incubo, Ale dorme e io mi domando come fanno quelli che passano li' le vacanze, fare tutte quelle ore d'aereo per trovare le stesse cose che si ha a casa... ogni 10 metri vedo pubblicita' di discoteche, passiamo l'aeroporto e il traffico comincia a diminuire anche se è sempre intenso, superiamo Nusa dua, zona degli alberghi extra lusso come il Four Season, qui i balinesi non possono entrare, prima non conoscendoli, non ne capivo il perchè, ora si, ma tutto sommato, malgrado lo stress quotidiano preferisco di gran lunga Sanur.
Il sole sta cominciamdo a tramontare e noi siamo ancora per strada, finalmente arriviamo, anche qui si entra solo con sarong, ma li hanno finiti ed entriamo senza... il tempio è molto semplice, dedicato pure lui alle divinita' del mare, è costruito con una roccia chiara, forse roccie coralline, il cortle principale è chiuso ma la particolarita' sta nel fatto che è costruito a strapiombo sul mare, la vista è splendida e gli inquilini sono molto numerosi… macachi! Sono piuttosto aggressivi e il nostro amico/autista ci dice di fare attenzione, li osserviamo rubare un sacco di cose ai turisti, dai mollettoni, ai bandana, alle catenine!
Nel teatro all'aperto del tempio stanno eseguendo una danza kechak ma è sold out, nel frattempo due scimmie mi puntano e io mi nascondo per paura dietro ad un signore tedesco, si ferma e mi dice "guarda che ho paura anche io!" rimaniamo immobili per un po' e poi corriamo, con le scimmie che ci guardano basite.
E' buio pesto, torniamo al parcheggio e andiamo verso Sanur, vorrei fermarmi a Jimbaran per mangiare del pesce nei warung sulla spiaggia, ma Ale è veramente stanco, ci ributtiamo nel traffico e finalmente arriviamo davanti all'hotel, diamo la cifra pattuita al ragazzo e pure a lui una bella mancia, siamo stati molto soddisfatti, è stato paziente e simpatico e ci ha spiegato molte cose sulla vita a Bali, ma non ci salutiamo, lo saluteremo il giorno della partenza. Ci facciamo un bel bagno caldo e poi a cena da Massimo.

13-8-2009
Oggi relax, la mattina andiamo in spiaggia e visto che c'è bassa marea trascino Ale a fare un giro fino alla piattaforma del reef e facciamo interessanti incontri, qualche piccola colonia di coralli duri e molli, ricci diadema (pericolosi con i loro lunghissimi aculei), spugne, oloturie e delle bellissime stellone marine, protagoniste involontarie di un book fotografico, l'importante, se le si tira fuori dall'acqua per fare foto o osservarle meglio, è di rimetterle in acqua capovolte in modo che possano espellere l'aria accidentalmente inghiottita, altrimenti le povere muoiono perchè non sono in grado di espellerla stando nella loro solita posizione.
La passeggiata sul reef ci ha tenuti occupati tutta la mattina e quando torniamo a riva ci fiondiamo a mangiare qualcosa da Massimo, dopo, con la pancia piena camminiamo per la via principale di Sanur e troviamo finalmente un bel salone massaggi, dove ci facciamo fare un vero massaggio balinese (finalmente!) circondati da pace e fiori per la modica cifra di 6 euro a testa per un'ora.
Il pomeriggio lo passiamo in piscina dove conosciamo pure una compagnia di nonnini inglesi, molto simpatici da noi soprannominati amichevolmente "cocoon".
La sera andiamo a mangiare in un sushi restaurant molto bello, in stile giapponese, dove ci strafoghiamo per una decina di euro a testa e ritorniamo in hotel facendo una bella passeggiata.

14-8-2009
Oggi è l'ultimo giorno a Bali, quindi per prima cosa dopo colazione facciamo le valige, poi capatina in spiaggia, dobbiamo salutare il ragazzo che ci ha fatto da guida per 2 giorni, arriviamo fino al Paneeda view hotel e lui è la' come sempre, ci salutiamo calorosamente e ci dice che per dopodomani ha gia' un'altro cliente! Nel frattempo abborda una signora per proporle i suoi servizi, la signora sembra non prenderlo in considerazione e allora noi le diciamo che è stata una bravissima guida: very good, very good! Ripetiamo, alla fine ridevano tutti del siparietto, compresi i "colleghi" del nostro autista, purtroppo non mi ricordo il nome, troppo complicato, ma ricordatevi... un balinese che sembra un pellerossa con tanto di capelli lunghi, davanti al Paneeda view hotel, non ve ne pentirete... dopo i saluti andiamo per l'ultima volta a pranzare da Massimo, poi di nuovo andiamo a farci fare un massaggio al centro dove siamo stati ieri, se solo l'avessimo trovato prima... non ci resta che fare l'ultimo bagno in piscina, salutiamo i vecchini tanto simpatici e andiamo in reception dove dobbiamo attendere la nostra auto per l'aeroporto, ma io non riesco a starmene seduto con le mani in mano, sento un'orchestra gamelan la seguo... mi porta in un tempietto vicino all'hotel dove un maestro insegna alle bambine la danza balinese, si impegnano molto e malgrado siano cosi' giovani le trovo molto eleganti, mentre dei ragazzini suonano gli strumenti dell'orchestra gamelan (costituita da percussioni e fiati) assieme a me una manciata di altri turisti, un signore del tempio passa a racimolare offerte piu' che meritate e pure una dedica sul loro guestbook.
Torno da Ale contento, l'auto è gia' li, saliamo e in poco tempo siamo gia' in aeroporto, in perfetto orario sono le 19,00 e il nostro volo parte alle 21,00. Prima di entrare mi guardo intorno e saluto Bali col tramonto, non è un arrivederci ma un addio non ci tornero' piu', se non di passaggio per andare su altre isole.
Abbiamo una sorpresina da Air Asia, volo ritardato di ben 5 ore! Ecco spiegato perchè il tizio del check in continuava a chiederci se avevamo connecting flights, senza neanche pensarci decidiamo di comprarci altri biglietti della Garuda per Jakarta (pagati ben 100 euri a testa) allora esco e vado al change per cambiare gli euro, all'entrata dei check in il poliziotto non vuole farmi passare perchè non ho la carta d'imbarco e neanche il passaporto che è all'interno con Ale... gli spiego la situazione, gli chiedo se non vuole farmi passare da solo se puo' accompagnarmi lui all'interno e lui mi dice che quello che gli ho detto non è vero! al momento non so cosa fare, sono basito, ma poi parlo con la ragazza del banco Garuda e le spiego la situazione, lei fa cenno di aspettare, va dietro e si fa consegnare da Ale il mio passaporto e il biglietto Air Asia, vado dal poliziotto che mi fa passare con un'aria di sufficienza e io per tutta risposta gli dico thank you #+!^#@!!! sentiamo una lingua familiare... è il tagalog! Filippini! anche loro hanno cambiato il volo air asia con il garuda, cominciamo a parlare e a fare festa in aeroporto, quanto ci sono mancati pensiamo... finalmente siamo in volo, l'aereo è nuovissimo e io dopo l'agitazione di queste ultime ore mi addormento. Arrivati a Jakarta ci scambiamo le e-mail con i ragazzi filippini e ci salutiamo, loro devono proseguire per Singapore.
Prendiamo il taxi di una compagnia privata un po' caro sui 20 euri, imbocchiamo la strada trafficatissima che ci porta in un'ora al nostro hotel, il Batavia hotel ubicato nella zona vecchia di Jakarta, la vecchia Batavia appunto... capiamo subito che la zona non è delle migliori, buio, degrado e poverta', come in molte altre citta' dei paesi "poveri" anche qui i poveri sono concentrati nella zona vecchia della citta'.
Finalmente siamo in camera, molto spaziosa, ma decisamente vecchia e vissuta, facciamo una doccia e ci addormentiamo.

15-8-2009
Ci svegliamo alle 8, mi affaccio dalla finestra e vedo dei ragazzini di una scuola che stanno preparando la marcia per il merdeka day che è tra 2 giorni, dopo un'abbondante colazione decidiamo di fare subito il check-out cosi' poi saremo liberi fino a stasera... altra sorpresa, dobbiamo fare il check out alle 11, non gli è arrivata(!) la nostra e-mail dove avevamo scritto di fare il check out alle 9 di sera, ma noi abbiamo l'e-mail di conferma, dopo un'ora non se ne viene a capo e ci dicono che se vogliamo, ci fanno fare il check alle 6 pagando pure il supplemento, che si fottano, non ci serve a niente farlo alle 6! Facciamo il check e gli lasciamo le valige li', Batavia ci aspetta!
La prima cosa che visitiamo è l'unico ponte rimasto dai tempi degli olandesi a due passi dall'hotel, un vecchino sul ponte ci saluta stupito, mi sa che non vedono molti turisti da queste parti, il fiume che vi passa sotto, descritto dalla lonely come un bellissimo canale è in realta' una fogna a cielo aperto, dall'olezzo insopportabile, non mi sento molto sicuro, è pieno di facce losche che ci fermano, ma non lo do a vedere ne' a loro, ne tanto meno ad Ale, oltrepassato il ponte costeggiamo la fogna per vedere qualcuna delle poche residenze olandesi ristrutturate, quello che ci colpisce, oltre al degrado è il totale abbandono della zona "antica" della citta'
Giungiamo a Taman Fatahillah, una piazza fondata dagli olandesi, circondata in parte da edifici storici e ben tenuta, tutta addobbata per la festa dell'indipendenza, è piena di gente comprese molte scolaresche, l'edificio piu' imponente è il vecchio municipio (ora adibito a museo), tutto bianco con le persiane verdi e dei cannoni sui lati dell'entrata, di fronte si trova il famoso Cafe' Batavia, mi piacerebbe andarci ma siamo un po' in ritardo e dopo aver dato un'occhiata a delle belle residenze olandesi dove al loro interno si trova il museo della marionetta, il caldo è impressionante ci sentiamo soffocare, facciamo qualche foto con delle ragazze indonesiane e prendiamo un taxi blue bird, la compagnia migliore a Jakarta.
Al suo interno ci sono -10 gradi, da un'estremo all'altro! Ci facciamo portare a Merdeka square, il traffico è pero' impressionante, mai visto niente di simile neanche a Manila, dopo un po' ci lasciamo alle spalle la zona fatiscente di kota (cosi' oggi viene chiamata la zona della vecchia Batavia) cominciamo a vedere grattacieli ed ecco che arriviamo a Merdeka square fatta costruire da Soekarno, il dittatore indonesiano. La piazza è enorme, circondata da bei giardini (gli unici di Jakarta) diverse strade la tagliano e arrivano fin sotto il Monas, monumento simbolo della citta'una sorta di mega obelisco con fiamma d'oro massiccio in cima, non è bello pero' è imponente, ci dirigiamo fin sotto perchè vorremmo vedere la coltre di smog dall'alto, ma la coda per salirci ci dicono è di 2 ore causa Merdeka day, quindi molliamo e cerchiamo il museo nazionale, costruito nel 1800 ma non riusciamo a trovarlo, chiediamo pure a diversi ragazzi, ma nessuno sembra sapere dove si trovi eppure è qui,in merdeka square, fa troppo caldo e non abbiamo voglia di sbatterci troppo e ci dirigiamo verso la moschea piu' grande del sud-est asiatico la Mesjid Istiqlal,non riusciamo ad attraversare la strada, troppe macchine che sfrecciano a velocita' supersonica, ad ogni passo che facciamo, ne seguono due indietro, sembriamo due scemi e dopo quasi dieci minuti riusciamo a passare! Ma non è finita non riusciamo a trovare l'entrata della moschea a causa di canali, baracche, barboni e reti… alla fine prendiamo un taxi che fa il giro della moschea e finalmente ci lascia alla sua entrata. La delusione pero' è grande quando quando la vediamo in tutta la sua bruttezza: un casermone orrendo che sembra piu' un monumento fascista che una moschea, non vogliamo nemmeno visitarla all'interno.
Di fronte alla moschea si trova la cattedrale cattolica, costruita nel 1900 un po' bizzarra con i campanili di metallo, ci ricorda qualcosa di sovietico, ovviamente qui entriamo! L'interno è identico a una di quelle chiese del nord europa e ci sono i preparativi per un matrimonio, mi fanno molto divertire le damigelle vestite da fatine in fuxia, che stanno provando la coreografia per quando arrivera' la sposa.
Le viste sono finite dovremmo visitare un'altra casa coloniale ma fa troppo caldo e tutto sommato, quello visto fino ad ora non ci è sembrato proprio memorabile, quindi ci rifugiamo in un taxi destinaziona Plaza Indonesia il centro commerciale piu' chic di Jakarta, nel golden triangle, splendente e pulito come tutti gli altri golden triangle; il centro commerciale è effettivamente molto chic al suo interno solo firme e brand piu' prestigiosi, noi ci gustiamo un caffe' shekarato da Segafredo in barba a Starbucks! Bighelloniamo per il mall, ma senza comprare nulla non è conveniente, i prezzi sono uguali ai nostri, quello che notiamo è la poca gente, pochissimi occidentali e qualche asiatico, mangiamo in un ristorante malese all'interno di Plaza Indonesia, mangiamo bene e spendiamo poco. Continuiamo il giro dei mall ed entriamo in uno bellissimo di fronte al Plaza, piu' nuovo c'è pure in corso una sfilata di tessuti batik, proprio qui, in una libreria conosciamo Alley un simpatico commesso, ha quasi finito d lavorare e ci chiede se puo' unirsi a noi... certo che si! Lo aspettiamo e andiamo al Plaza Senayan piu' a sud, lui vorrebbe prendere i mezzi pubblici perche' piu' economici, ma non abbiamo molto tempo e gli spieghiamo che per noi il taxi costa poco.
Stiamo insieme tutto il pomeriggio a ridere e scherzare come vecchi amici, ci racconta la sua storia e noi la nostra, ci racconta che guadagna 80 euro al mese, vive in una stanza con un coinquilino senza mobili, nè finestre, che sua mamma malata vive in un villaggio con le sue 3 sorelle a 2 ore da Jakarta, il padre è morto e lui paga gli studi a loro. Parla bene l'inglese e arrotonda dando ripetizioni, ha provato ad iscriversi a scuola prima in Australia e poi in Giappone ma non ha passato il test iniziale ed allora ha trovato lavoro. Pure qui al Plaza Senayan prezzi alti e le solite firme, alla fine mi compro delle mutande di Calvin Klein in offerta e 2 t-shirt,
Torniamo al Plaza Indonesia dove facciamo un bell'aperitivo con Alley e gli faccio assaggiare il tiramisu', credo non gli sia piaciuto molto... ormai si è fatta sera e ci accompagna in hotel e vedendoci in difficolta' con i bagagli a mano vuole regalarci la sua borsa, ma non accettiamo. Ale vorrebbe dargli dei soldi, a me il gesto non sembra per niente carino, alla fine ci accompagna pure in aeroporto e con la scusa di pagargli il taxi di ritorno gli diamo un bel po' di soldi 30 euro... senza neanche guardare quanti soldi sono, ci chiede preoccupato se ne abbiamo ancora per noi, facciamo il check in col groppo in gola e Alley ci saluta dal vetro sorridente, dobbiamo andare... Ale mi guarda negli occhi e mi dice "hai visto che alla fine l'abbiamo trovata la vera Asia?!"

16-8-2009
Alle 00,30 l'aereo parte e io mi addormento esausto pieno di emozioni, mi sveglio direttamente a Dubai, dove ci prendiamo un caffè in attesa del volo successivo per Milano, dopo 3 ore siamo sull'aereo e incontriamo molti italiani di ritorno dall'Asia ed è un continuo raccontare le proprie esperienze, il tempo vola e atterriamo... all'uscita guardo Ale e gli dico: "amore siamo di nuovo poveri!"

VITA GAY
In questo viaggio abbiamo visto pochissimi ragazzi gay, ma pare ci siano diversi bar gay a Jakarta. In Indonesia, malgrado sia il piu' grande paese islamico del mondo, l'omosessualita' non è reato e l'eta' minima consentita per avere rapporti sessuali è di 16 anni, i travestiti spesso sono persone del mondo dello spettacolo; nel paese non si registrano casi di pestaggi ne' prese di posizione contro i gay.

CONSIDERAZIONI
Malgrado le quotidiane esperienze negative, l'Indonesia per me rimane un paese molto bello, ci tornero' sicuramente, da visitare un po' preparati ai vari raggiri (magari non come primo viaggio) sopratutto nelle zone maggiormente turistiche. A me è piaciuta nel complesso piu' Java, piu' vera, intrisa di tradizioni secolari e dalle bellissime coltivazioni, mentre Ale ha preferito Bali piu' pulita e meno incasinata rispetto a Java.
Bali comunque va assolutamente vista è un'isola stupenda, dovunque ti giri ci sarebbe sempre qualcosa da fotografare, è la quint'essenza dell'oriente, esotica ma non troppo selvaggia, peccato che il turismo di massa abbia rovinato sia molte zone dell'isola che i balinesi.
Jakarta è piuttosto brutta, nel complesso mi è piaciuta, un giorno basta! poi è sempre importante secondo me, visitare la capitale del paese.

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