Viaggio in India del sud

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Viaggio in India del sud

La realtà dell'"Indian Subcontinent" non lascia mai indifferentiParto per Malpensa, dove incontrero’ Sacha per imbarcarci sul volo AZ 770 Milano – Bombay.
Avendo la fortuna di volare in classe Magnifica (grazie alle centinaia di voli effettuati sull’asse Roma – Milano e Roma – Pisa), mi imbarco senza fretta insieme a Sacha (in economy il “poverino”...).
Arriviamo a Bombay alle 23:30 circa, con un certo anticipo quindi.
Ci aspettiamo, come concordato dall’Italia, il transfer vs l’hotel ma non vediamo nessuno dei tanti autisti con il nostro nome.
Aspettiamo un po’ pensando a problemi di traffico o altro ma dopo 45 minuti (oltre le 00:15) cerchiamo di raggiungere autonomamente con un taxi l’hotel Heritage che l’agenzia Welcome Tourrs dovrebbe aver prenotato per noi.
Devo dire non ho mai, a differenza di Sacha, avuto dubbi sulla Welcome Tourrs...ma quando arrivati in hotel abbiamo scoperto che non c’era nessuna stanza prenotata per noi sono stato assalito anche io da molti dubbi.
Anyway dopo un’ora circa di discussione e accomodamenti con le persone dell’hotel guadagniamo comunque la ns agognata stanza e andiamo a dormire verso le 2 circa.

Bombay – 28 novembre 2005
Facciamo colazione, ancora un po’ spaesati e ci facciamo portare da un taxi nella zona di Colaba (praticamente la zona piu’ frequentata in quanto luogo di ritrovo dei viaggiatori che transitano x Mumbai) e piu’ precisamente vicino al “Gateway of India”, l’arco di trionfo sulla riva del porto che commemora la visita di re Giorgio V (1911).
Nel tempo l’arco e’ diventato un emblema della citta’.
Sulla sinistra si puo’ vedere l’imponenza del Taj Mahal hotel veramente impressionante (non oso pensare alla maestosita’ degli interni...).
Tutto intorno al “Gateway of India” ci sono persone che cercano di venderti ticket del traghetto per l’isola di Elephanta.
Dopo un po’ si comprende che il prezzo e’ lo stesso (se non ricordo male 60 rs a testa, neanche un euro...) quindi paghiamo e montiamo in barca, destinazione Elephanta Island.
Arriviamo dopo una mezz’ora circa e gia’ sulla barca, con conferma sull’isola, ci rendiamo conto che gli stranieri presenti in questa gita si contano sulle dita di due mani.
Per arrivare al tempio, scolpito nella roccia, ci sono un numero osceno di scalini (ovviamente in salita…) arricchiti, sia a destra che a sinistra, da bancarelle per turisti, ricche di ogni tipo di gadget costruito con ogni tipo di materiale, dal legno al marmo.
Arrivati al tempio rimaniamo sconcertati in quanto ci aspettavamo qualcosa di piu’.
In effetti non c’e’ niente di spettacolare e a giudicare dai visitatori locali sembrerebbe che quest’isola venga visitata come fosse un parco dove passare appunto la domenica, ho notato infatti molte famigliole con bambini e pranzo al sacco.
Verso le 13, sufficientemente affamati e assetati, ci fermiamo ad uno dei piccoli ristorantini e ordiniamo un vegetable thali per me ed un masala dosa per Sacha oltre a due fresche king fisher (160rs per le 2 birre e 45 per il thali + 20 per il masala dosa).
Rinfrescati e in pace con lo stomaco ci riavviamo verso la barca e torniamo in citta’.
Gironzoliamo quindi un po’, anche ala ricerca di un ATM per ritirare del contante, fino a fermarci per bere una spremuta di arancia e una di ananas per 18rs ciascuna.
Continuiamo a girare per Colaba, zona trafficata e commerciale ricca di negozietti e locali per mangiare/bere, finche’ decidiamo di tornare in hotel per una doccia.
Dopo la doccia e aver riposato un po’ ci dirigiamo nuovamente per la zona di Colaba per andare a cena.
Dopo aver gironzolato tra i vicoli abbiamo cercato di sederci ad uno dei ristorantini segnalati dalla guida ma alcuni erano pieni ed alcuni non ci convincevano per cui siamo entrati nel ristorante dell’hotel Vrandavan, appena un angolo piu’ in la’ del famoso Leopold Cafe’.
A posteriori posso dire che abbiamo scelto bene, il cibo era buono ed abbiamo speso solo 350rs (circa 7 euro) per un pollo tandoori e vegetable fried rice (Sacha), chicken tikka e vegetable fried rice (per me) + due king fisher.
Ci rituffiamo per i vicoli del quartiere e prima di tornare in hotel per la notte ci beviamo un’altra birra seduti al tavolo del Leopold Cafe’.

Bombay – 29 novembre 2005
Fatta la colazione prendiamo un taxi e ci facciamo portare sempre nell’area di Colaba.
Li gironzoliamo in cerca di mercatini e monumenti per poi andare a cercare l’ufficio della Indian Airlines per acquistare il biglietto per Aurangabad visto che in treno non sarebbe conveniente in quanto perderemmo troppo tempo.
Certo in confronto al treno e’ molto piu’ caro ma a fronte degli 85$ del volo raggiungeremo Aurangabad con un giorno di anticipo.
Arriviamo all’ora di pranzo dopo esserci fermati anche ad un internet point per leggere qualche e-mail e per mandare un messaggio a Raja della Welcome Tourrs a Madras.
A seguire e dopo aver pranzato andiamo alla stazione dei treni “Victoria Terminus”, nome ufficiale “Chhatrapati Shivaji Terminus” (piu’ semplicemente CST).
E’ veramente spettacolare e da non mancare, un esuberante edificio in stile neogotico, ricco di elaborate decorazioni...assomiglia piu’ ad una cattedrale o a un palazzo che ad una stazione dei treni.
Sculture di pavoni, scimmie e leoni (simboli dell’impero britannico) si mischiano agli speroni, alle cupole, alle torrette e alle vetrate colorate.
All’interno sembra un formicaio, la gente (a drappelli numerosi) segue le varie direzioni, chi entra nei treni chi ne esce, chi entra in stazione chi ne esce secondo quello che sembra un ordine conosciuto da tutti.
Cerchiamo poi di raggiungere Crawford market, coloratissimo mercato ultimo avamposto della Bombay di matrice inglese, ma poi abbiamo rinunciato ad entrarvi perche’ c’era troppo casino ed era troppo angusto per quel pomeriggio.
Abbiamo continuato quindi a girovagare a piedi per la citta’ finche’ si e’ fatto tardi e siam tornati nuovamente in hotel per una doccia e poi fuori a cena.

Bombay / Aurangabad - 30 novembre 2005
Sveglia alle 9:30, colazione abbondante e un piccolo giro nei dintorni dell’hotel per poi prendere un taxi per l’aeroporto, destinazione Aurangabad.
Arrivati ad Aurangabad nel pomeriggio cominciamo a trattare con il desk dei taxi per farci portare dove vorremmo, al MDTC Resort Hotel segnalato sulla Lonely, e trattiamo per 100rs (1,70euro).
Ci propone comunque l’hotel Classic, a suo dire migliore e piu’ recente.
In effetti sulla Lonely scopriamo che e’ accreditato anche questo e gli diciamo di portarci li’ solo per vedere la stanza com’e’.
Arrivati scopriamo che aveva ragione, l’hotel e’ nuovo, la stanza e’ grande e va + che bene...ci accordiamo per 700rs (12 euro circa) per due, colazione compresa.
Trattiamo con il responsabile dell’hotel anche il tour per le grotte di Ajanta e spendiamo 200 rs a testa.
Sistemate le valigie in stanza usciamo per fare un giro e per andare a prenotare il treno per Hydebarad per il giorno dopo.
Speravamo di trovare la prima classe ma niente da fare, troviamo solo due posti sleeper nel vagone di seconda (come il viaggio tra Varanasi e Agra del novembre 2002) e spendiamo 310 rs a testa (5,27 euro per 623km, 12 ore di viaggio di notte).
Cerchiamo quindi un posto per cenare e ci facciamo tentare da un localino molto carino, i tavoli sono suddivisi in localini separati costruiti con legno/bambu’ e con atmosfera accattivante, luci basse e candele.
Ho notato che i clienti locali li fanno sedere da una parte mentre gli stranieri da un’altra.
Ci sono dei ragazzi giapponesi e altri gruppetti di ragazzi tedeschi o comunque del nord europa.
Il menu’ e’ vario, ci sono anche piatti cinesi, io comunque ho scelto chicken byriani e chapati con la solita birra.
Subito dopo a letto ma abbiamo stentato a dormire, forse per colpa di una zanzara.
Nota dolente: e’ iniziata la Sacha diarrea...

Aurangabad / Ajanta – 1 dicembre 2005
Sveglia alle 7:30, colazione abbondante e pronti per andare a visitare le grotte buddiste di Ajanta.
Arriviamo nel complesso di Ajanta verso le 12, dopo aver fatto una sosta lungo la strada per bere e/o mangiare qualcosa.
Il complesso, che sembra risalga a un periodo compreso tra il 200 aC e il 650 DC, fu scoperto per caso nel 1819, durante una battuta di caccia, da un gruppo di inglesi.
Le 29 grotte sono scavate nel ripido versante di una roccia a forma di ferro di cavallo a precipizio sul fiume Waghore.
Entrando siamo stati assaltati da molti venditori e guide e abbiamo faticato per raggiungere i pulman interni che dal piazzale portano al complesso vero e proprio.
Arrivati all’inizio del complesso abbiamo dovuto affrontare una salita parte a scale parte asfaltata all’inizio della quale alcuni portatori offrivano il servizio per anziani o per chi volesse evitare la camminata (ovviamente a pagamento).
La maggioranza dei visitatori era formata da indiani, poi c’eravamo noi due europei e una coppia di americani.
Visitiamo quasi tutte le 29 grotte, alcune molto belle ricche sia di statue che di affreschi. In ognuna era necessario togliere le scarpe e si entrava un po’ per volta, c’era una guida che ci permetteva di entrare prima degli indiani e da soli, facendo aspettare gli altri fuori.
Torniamo al bus e dopo un paio di ore siamo nuovamente in hotel.
Ci diamo una rinfrescata e raggiungiamo la stazione da dove alle 19:20 dovremmo partire per Hydebarad.

Aurangabad / Hydebarad - 2 dicembre 2005
Il treno e’ dello stesso tipo che ci capito’ nel 2002 nel viaggio da Varanasi ad Agra, ci aspetta una nottataccia...stesso tipo di vagoni con sei posti per scompartimento, uno sotto, uno in mezzo (prima di notte e’ alzato per permettere la seduta su quello sotto) e uno sopra; di fronte gli altri tre.
Il nostro vagone e’ ovviamente tutto pieno e comunque io sono al posto n° 54 (quello in alto) mentre Sacha al n° 53 (quello in mezzo), tutti gli altri posti sono di due coppie con due bambini piccoli.
Prima di mezzanotte tutti svegli e poi e’ stata dura, un freddo della madonna ed e’ stato difficile riposare.
Siamo arrivati finalmente al mattino presto ad Hydebarad e da un taxi ci facciamo portare all’hotel Tajmahal dove per per 1.000 rupie (17 euro) prendiamo la camera 25.
Dopo una santa doccia andiamo a cercare la sede della Indian Airlines per prenotare il volo per Chennai (Madras), la ricerca e’ stata dura ma alla fine ce l’abbiamo fatta ed abbiamo prenotato il volo per il 4/12 alle ore 9:40 (alternative erano alle 6:00 e alle 21:20).
Cerchiamo quindi un posto per mangiare ma a fatica...pochi sembrerebbero i locali nei paraggi e quelli che incontriamo non hanno birra tra le bevande, quindi li scartiamo.
Dopo un po’ entriamo in un locale dove espongono fuori la pubblicita’ della kingfisher.
Piu’ che un ristorante sembra un night, luci soffuse e tavoli molto lontani l’uno dagli altri.
Ci facciamo coraggio e alla fine siamo soddisfatti, abbiamo mangiato bene.
Usciamo dal ristorante e ci fermiamo ad un internet point per scrivere a mr. Raja della Welcome Tourr’s di Chennai per confermare il nostro arrivo, torniamo poi con calma in albergo per riuscire verso le 19 per un giro e per la cena.
Hydebarad non e’ una citta’ turistica, facciamo un giro intorno al lago e poi ci sediamo in un ristorante vegetariano dove il cameriere, gentilissimo, ci consiglia un paneer butter masala (con pezzi di formaggio), un vegetable soft noodles e del butter naan (focaccine tipo chapati con burro fuso sopra), tutto molto buono e sostanzioso. Le portate erano abbondanti e abbiamo diviso in due spendendo 185 rs (3 euro circa), con acqua minerale e 2 sprites.

Hydebarad - 3 dicembre 2005
Sveglia alle 9:15, comincio ad avere un po’ di mal di pancia anche io...due pasticche di normix e speriamo che me la cavo.
Prendiamo un mini taxi e andiamo a visitare il Golconda fort, un paio d’ore di camminate su e giu’ per le scalinate del forte che, a differenza di quelli del nord scolpiti nella pietra arenaria, e’ intonacato e ci sarebbe molto da lavorare per il necessario restauro.
Torniamo verso l’hotel dove alle 14:15 circa entriamo nel ristorante del TajMahal hotel, si chiama Wah Thai...niente di particolare da segnalare.
Usciamo e facciamo una passeggiata nella speranza di trovare qualcosa da vedere e in effetti ci imbattiamo in un colorato mercato di vegetali e spezie (cipolle, zenzero, aglio...) molto pittoresco. Passando davanti ad una montagna di zenzero il forte odore fa venire voglia di starnutire, vicino a quella dell’aglio sbucciato viene invece voglia di piangere.
Abbiamo fatto riprese e foto coloratissime, con la piena collaborazione dei venditori tutti sorridenti e disposti a farsi immortalare.
Torniamo quindi piano piano in hotel per rilassarci con una doccia e una serie di micropenniche sdraiati sui letti fino all’ora di cena.
In hotel ci hanno suggerito di cenare in un ristorante situato all’ottavo piano di un palazzo da dove sembra si goda di una bella veduta della citta’, si chiama ‘Palace heights’.
Arrivati al ristorante rimaniamo a bocca aperta per la bellezza e ricercatezza del locale, pensiamo tra noi che difficilmente ci faranno entrare in calzoncini...invece ci fanno accomodare ad un tavolo vicino alle finestre che danno sulla citta’ ed e’ evidente che l’ambiente e’ elegante anche se allo stesso tempo non esclusivo.
Dal menu’ ordino una mutton steak accompagnata da vegetable salad, Sacha invece si butta su un grilled chicken servito molto bene con contorno di carote, patate e fagiolini lessati...e udite udite...ci sono anche dei panini rotondi...quando mai in India. Manco a dirlo la King Fisher fresca non manca e un paio di camerieri ci segue con lo sguardo interpretando a volte le nostre necessita’.
Ci sono quelli con camicia bianca che si occupano di sparecchiare, quelli con il gilet rosso portano i piatti di portata mentre quelli con la giacca nera prendono le ordinazioni.
Alla fine la cena ci e’ costata 750 rs (850 con la mancia) per un clamoroso totale di 15 euro circa...siamo rimasti veramente soddisfatti.
Domattina si parte per Madras (Chennai) per cui si va a letto.

Hydebarad / Chennai - 4 dicembre 2005
Alle 8 in punto troviamo, come concordato la sera prima, l’autista del taxi fuori l’hotel ad aspettarci, paghiamo l’albergo e partiamo per l’aeroporto per arrivare poi a Chennai alle 11 circa.
Fuori l’aeroporto ci aspettano due persone della Welcome Tourr’s, uno di loro ci mette al collo una collana di fiori, mi sembra di essere arrivato al club mediterranee...
Si monta in auto e si va alla sede dell’agenzia dove finalmente conosciamo mr. Raja, quello con cui ho contrattato via mail gia’ dall’Italia il percorso in automobile a partire da Chennai (Madras) appunto.
Insieme ripassiamo il piano di viaggio e ritocchiamo la parte finale, provando a sostituire Goa con Cochin.
Purtroppo per Goa ci sono solo 2 voli settimanali da Trivandrum, il lunedi’ e il venerdi’, quindi ci rinunciamo.
Proviamo allora Karvala, a prima vista ridente ma meno caotica di Goa...niente da fare, hotel pieni.
Ci accordiamo quindi su Kovalam da anticipare ad Alleppey (il giro in house boat) e Cochin, ne approfittiamo per fissare anche il volo per Mumbay che sulla Lonely Planet e’ indicato in 162 usd invece di cio’ che ci tocca pagare, 192 usd.
Alla fine, fatti tutti i conti mr.Raja ci chiede 56.100 rs, io rilancio 54.000 e lui a sua volta 55.000 che io accetto (55.000 per 12 giorni circa di auto con autista ed altri servizi fino alla fine del viaggio)
Paghiamo e con Swami, l’autista che ci accompagnera’ in auto per parte del viaggio, andiamo a mangiare in un centro commerciale (chicken burger, french fries e una fetta di black forest), poi andiamo a visitare il government museum, bronzi vari a non finire (sotto forma di Visnu, Kali etc) per poi tornare verso le 17 in hotel per una santa doccia e un po’ di relax prima della cena.
Arrivano le 20 e ritrovato Swami fuori l’hotel ci facciamo portare nella zona dove dovrebbero esserci molti ristoranti alla ricerca della “Music Academy”.
Purtroppo Swami non riesce a trovare la strada per arrivarci e dopo aver fatto vari tentativi lo molliamo cercando di trovare un posto piacevole a piedi.
Dopo un po’ ci lasciamo attrarre da un locale che si chiama “Shyam”, da fuori sembra invitante e ci sono molti clienti.
Entrando la prima cosa che verifico e’ se servono birra, alla risposta affermativa mi pongo gia’ nella maniera giusta. Ordiniamo quindi due greek salad (pensavamo + abbondanti...) e due piatti di pesce arrosto e gamberi con vegetables e potatoes di contorno. Ci lasciamo subito andare con dei piccoli panini che imburriamo meticolosamente e alla fine usciamo dal ristorante, dopo aver pagato 910 rs totali, sazi e soddisfatti.
Swami ci aspetta dormendo in auto, ci facciamo portare in hotel per il giusto riposo.

Chennai (Madras) - 5 dicembre 2005
Colazione e partenza, verso le 9:30 circa, per il St George Fort dove riusciamo a vedere solo il museo in quanto tutt’intorno e’ una caserma e non fanno passare da nessuna parte. Dopo il museo, su cui e’ meglio non fare commenti, ci facciamo portare nella zona della spiaggia pubblica dove si puo’ camminare tranquillamente tra bancarelle di generi di ogni tipo, cibo di ogni genere, giocattoli anni 50 (trombette di plastica che ormai e’ difficile vedere nel resto del mondo e cose di questo genere), cianfrusaglie quali collanine e braccialetti di conchiglie...insomma un posto veramente pittoresco.
In ufficio ho ancora la foto di questa spiaggia dopo il passaggio dello tsunami...io ci camminavo il 5 dicembre, quel mostro e’ passato di li’ il 26.
Comunque, la spiaggia e’ molto grande...ampia e lunga e dalla strada si deve camminare molto per arrivare alla battigia e bagnarsi i piedi.
E’ pittoresco il fatto che gli indiani si avvicinano e si bagnano nel mare vestiti...
Rimontiamo in auto e cerchiamo di farci portare in un centro commerciale anche se non scommettiamo di trovarne uno aperto visto che e’ domenica.
Fortunati a quanto pare entriamo allo “Spencer Plaza”, veramente un gran bel centro commerciale. Facciamo un bel giro comprensivo di panino e coke trovando poi una parte del centro dedicata allo Sri Lanka dove ammiriamo alcuni oggetti artigianali veramente pregevoli (compro infatti 4 collane a mio avviso bellissime per 4.200 rs, ne faro’ regalo ad alcune amiche).
Andiamo quindi a visitare un paio di templi, il Kapaleeshwarar ed un altro...niente di particolare da segnalare in quanto templi Indu’ dove non e’ possibile entrare nel sacello interno, forse la parte piu’ interessante.
Torniamo in hotel verso le 18 e oltre, doccia e relax per poi andare a cena.
Cerchiamo quindi di andare a cenare al “Pinnacle restaurant” situato sulla terrazza dell’hotel omonimo. Swami ovviamente sbaglia hotel e uscendo dalla hall per andare a quello giusto non lo troviamo gia’ piu’...fortuna che e’ solo un km piu’ avanti e senza problemi ci andiamo a piedi.
Finalmente saliamo con l’ascensore nella terrazza ristorante dell’hotel e, udite udite, fortunatamente troviamo l’unico tavolo ancora disponibile.
Mangiamo bene in un ambiente veramente accogliente e piacevole, una terrazza panoramica arredata elegantemente, veramente con gusto.
Cercando di tornare in hotel facciamo fatica a trovare Swami, il nostro autista...dopo una mezz’ora lo troviamo in un parcheggio vicino che dormiva alla grande.
Cazziatone di rito e via in albergo.

Chennai / Kancheepuram - 6 dicembre 2005
Sveglia alle 6:45 (partenza prevista per le 7:30), giu’ per la colazione alle 7 e pronti fuori dalla hall per andare.
Passa il tempo e Swami non si vede, chiamiamo l’agenzia che ci conferma la presenza di Swami fuori dall’hotel...finalmente appare con l’auto e si parte per un lungo percorso.
Strada facendo ci fermiamo al mausoleo dedicato a Rajiv Gandhi, un posto bello...essenziale...infonde tranquillita’.
Rimontiamo in auto e visitiamo strada facendo, tre templi...quello di Kamakshi Amman, poi Kaila Sa Natha e infine Sri Ekambaranathar (il piu’ grande ma con molte parti in restauro).
Verso le 12 e 30 decidiamo di andare a Mamallapuram e chiediamo a Swami di portarci li’ scoprendo con sorpresa che Swami vive proprio a Mamallapuram.
E’ inaspettatamente un posto molto piacevole con templi particolari (diversi dal solito) e botteghe artigiane di scultori. Sembra siano molto apprezzati non solo in India ma anche all’estero.
Passeggiando tra le botteghe vedo infatti statue in procinto di viaggi lunghi (accuratamente imballate in casse di legno per l’esportazione all’interno di container). Sbirciando all’interno di una bottega gentilmente ci fanno vedere le foto e i disegni preliminari dei lavori effettuati oltre ai ringraziamenti posti sulle foto stesse delle opere sistemati nei giardini/hall dei committenti di tutto il mondo (Inghilterra, Stati Uniti, Francia etc).
Cerchiamo quindi un posto per mangiare e troviamo un locale che ha anche camere per dormire. Siamo gli unici clienti e abbiamo qualche dubbio...4 tavoli da osteria quasi sulla spiaggia...comunque chiediamo pesce e ci mostrano una bestia di quasi un metro (di cui il nome mi sembra fosse kingfish) della quale chiediamo un paio di fette alla brace. Manco a dirlo e’ stato un pranzo buonissimo ad un costo veramente irrisorio. Paghiamo e ci incamminiamo verso il tempio di Shore poco lontano, poi in macchina andiamo da un’altra parte di Mamallapuram dove ci sono una serie di templi minori situati lungo un percorso ricco di grandi rocce/pietre tra le quali una grandissima in bilico su un crinale sotto la quale si possono fare foto particolari, come a sembrar di fermare la roccia con le proprie mani...si chiama “Krishna’s butter ball”.
Da non perdere il tempio chiamato “five rathas”, veramente suggestivo in quanto scavato interamente in un blocco di roccia, da dove sono stati ricavate statue e templi.
Finita la giornata ritorniamo in hotel per un bagno (in piscina in questo caso) e un po’ di relax prima della cena che scegliamo di fare nuovamente in riva al mare.
Tutto ottimo, io prendo un misto di pesce (2 grossi king prowns, 1 pesce intero e calamari), Sacha spaghetti alla Santana anche se poi assaggia un po’ del mio pesce (molto abbondante...) per la cifra totale di 500 rs (8 euro compresa la birra).
La serata termina in giro per la cittadina, acquisto una serie di pendagli comprensivi di corda x 400 rs (in tutto 16 di varie forme, elefanti, pesci, tartaruga, delfini, sole...) e poi rientro in hotel per la notte.

Mamallapuram / Pondicherry - 7 dicembre 2005
Ore 8 sveglia, ricca colazione e nuovo giro per le botteghe di scultori per poi partire alle 10 circa verso Pondicherry.
Swami ci saluta rimanendo nella sua citta’ e lascia il posto al nuovo autista, Naga, il quale sembra parlare qualche parola di piu’ di inglese rispetto a Swami.
Verso le 12 e 30 arriviamo a Pondicherry e facciamo il check-in nell’hotel Annamalaia, molto bello ed elegante. La camera che scegliamo e’ grande con letti alla francese (1 piazza e mezzo).
Per pranzo decidiamo di andare in riva al mare e decidiamo di mangiare una pizza a “la Terrace”, palapite e tavoli rinfrescati da pale in movimento.
Ci gustiamo due pizze ai prawns, pomodoro e formaggio...veramente gustose.
Ripartiamo verso le 15 per andare a visitare Auroville, una comunita’ insediatasi nel 1968 con il favore di 121 paesi, ci sono infatti 1.500 persone (di cui 1.000 stranieri) divise in vari progetti aventi lo scopo di portare know-how alla popolazione locale producendo di tutto.
Compriamo infatti alcuni prodotti quali t-shirts, braccialetti e altro.
Torniamo poi in hotel per un po’ di relax, appuntamento con Naga verso le 20:30.
Dalla guida scegliamo il “Rendevous” ma purtroppo arrivati li’ costatiamo che il locale e’ chiuso, optiamo quindi per il “Satsanga”, locale con tavoli all’aperto...atmosfera latina (candele, luci soffuse...).
Prendiamo tutti e due un filetto al vino con contorno di vegetali, niente male...dopo un cake e una mousse al cioccolato torniamo stanchi in albergo.

Pondicherry / Tanjore - 8 dicembre 2005
Partenza ore 8:30 dopo la colazione.
Strada facendo ci fermiamo al tempio di “Nataraja” ma subito andiamo via in quanto non ci sembra interessante e non si puo’ ne filmare ne fotografare.
La strada per Tanjore, dove prevediamo di dormire, e’ lunga e a 35 km da Kumbkonam ci fermiamo per vedere un bellissimo tempio, si chiama Gangakondacholapuram ed e’ dedicato a Shiva.
Poi di nuovo in auto per la campagna del Tamil Nadu, il tempo e’ cambiato e piove sempre piu’ forte.
Arriviamo a Thanjavur (Tanjore) alle 14:30 circa, scendiamo in hotel dove pranziamo.
Verso le 15:30 usciamo e diamo appuntamento a Naga direttamente alle 8:30 del giorno dopo visto che quello che c’e’ da vedere in questa cittadina e’ nelle vicinanze, possiamo quindi gironzolare a piedi, e abbiamo deciso di cenare in albergo.
Visitiamo quindi passeggiando il tempio di Brihadishwara, veramente notevole.
Sempre passeggiando visitiamo alcuni mercati pittoreschi per poi tornare in hotel per una piacevole doccia, un po’ di relax ed una discreta cena.

Tanjore / Trichy - 9 dicembre 2005
Alle 8 e 30 circa siamo pronti per partire dopo una ricca colazione.
Dopo un paio d’ore arriviamo a Trichy e iniziamo a visitare il tempio “Sri Jambukeswara”, purtroppo cominciamo a capire che i templi Indu’ sono tutti molto simili...mi dispiace dirlo ma non ci “intrigano” piu’. Ce ne andiamo quindi al piu’ presto e strada facendo ci fermiamo in un Ghat, dove la gente fa le abluzioni purificatrici. Comunque niente a che vedere con Varanasi, poca gente, divisione tra uomini e donne e non si puo’ neanche filmare.
Scendiamo in albergo e diamo appuntamento a Gana per le 16, in programma la visita al rock fort, un tempio che si trova in cima ad una collina da dove si gode una vista superba...peccato che ci sono 450 gradini da fare a piedi.
Comunque ce la facciamo e da lassu’ ci godiamo un panorama veramente stupendo insieme a tanta altra gente, sopratutto famiglie con tanti bambini.
Torniamo in hotel e dopo la solita doccia e il solito relax decidiamo di andare a cena al “Vincent gardens rest”, la guida riporta letteralmente...”e’ un locale elegante con un menu’ assai vario...”, beh...forse anni addietro...ora non e’ affatto elegante, sembra una fraschetta, una osteria e il menu’ non e’ affatto vario.
Comunque per 200Rs mangiamo due porzioni di dragon prawns in ginger dry sauce con chapati e plain rice, bevendo quattro pepsi.

Trichy / Madurai - 10 dicembre 2005
Dopo la colazione partiamo alle ore 8:30 per Madurai, strada facendo incontriamo aree boschive da dove intravediamo piccoli villaggi formati da povere capanne di legno con tetti di paglia.
Piu’ avanti incontriamo anche una fitta serie di istallazioni eoliche, sono tantissimi, altissimi ed hanno enormi pale roteanti. Non li avevo mai visti da cosi’ vicino...il paesaggio assume contorni da fantascienza.
Alle 11 e 30 arriviamo al museo dedicato al Mahatma Ghandi dove osserviamo per un’ora circa tutto quello che vi e’ conservato.
Ci dirigiamo poi verso un mercato molto colorato, la parte poi dedicata solo ai fiori e’ simile ad una kasbah, una marea di gente che si sposta con grandi pacchi di fiori ed altro in piccoli spazi dove non possiamo evitare di infangarci fino alle caviglie.
Dopo il mercato andiamo in hotel, Fortune Pandiyan, dove decidiamo anche di pranzare vista l’ora.
Alle 16 ripartiamo per farci portare al famoso tempio di SriMeenakshi, grandissimo e molto affollato. Purtroppo la videocamera non e’ ammessa e scatto solo qualche foto.
Ci spostiamo con Naga in un altro piccolo tempio posto al centro di un laghetto artificiale (si riempie solo con l’acqua piovana) profondo al momento un metro circa.
Cerchiamo quindi di raggiungere West Tower street dove ci hanno detto avremmo trovato alcuni negozi di spezie ben forniti, l’intenzione e’ di comprare gli “sweet saunf”, semini che misti a cristalli di zucchero vengono usati a fine pasto per rinfrescare la bocca visto che hanno il sapore di menta.
Trovata la via li acquistiamo e torniamo in hotel per una doccia.

Madurai / Kanyakumari / Trivandrum - 11 dicembre 2005
Partenza per Trivandrum ore 8.
Dopo circa 5 ore arriviamo a Kanyakumari, punta estrema della penisola dove si incontrano l’oceano indiano e il mare arabico.
Di fronte ci sono due isole, raggiungibili da barche fatiscenti e la traversata mi sembra un tantino pericolosa anche se fattibile. Andiamo a visitare l’isola piu’ grande dove c’e’ un tempio centrale molto visitato dalle persone locali, sara’ che e’ domenica...prima di tornare sul continente filmo l’arrivo della barca che mostra difficolta’ ad attraccare per via del mare mosso.
Cerchiamo quindi un ristorante e dopo aver pranzato ci dirigiamo verso Trivandrum dove arriviamo alle 19 circa...hotel per una doccia, un po’ di relax e quindi a cena.
Domani un po’ di mare a Kovalam.

Trivandrum / Kovalam - 12 dicembre 2005
Kovalam e’ solo a 30 minuti da Trivandrum e alle 9 e 30 siamo gia’ in spiaggia dove per 150 Rs affittiamo un ombrellone e 2 sdraio (il sole scotta abbastanza...).
Quindi bagno e poi sole e poi bagno e poi sole...
Di fronte alla spiaggia, molto vasta e lunga, ci sono negozietti, ristorantini e bar.
Ho comprato un paio di teli (totale 300 Rs), quelli utilizzati al posto dei pantaloni, tipo pareo.
Decidiamo di cenare in uno dei ristoranti fronte spiaggia e invitiamo con noi anche Naga. Mangiamo uno spettacolare sear fish alla griglia, veramente delizioso, e beviamo birra fresca.

Kovalam / Samudra - 13 dicembre 2005
Ci spostiamo all’hotel Uday Samudra Beach, proprio sulla spiaggia di Samudra (ancora non sfruttata come Kovalam), ha le fattezze di un villaggio, due piscine (di cui una con bar al centro), un bar h24 e un ristorante.
Facciamo un po’ di mare a poi mangiamo una pizza (piu’ un timballo che una pizza...) per poi rituffarci nel mare arabico fino a sera tra letture e mini penniche.
Per la cena torniamo a mangiare pesce a Kovalam.

Samudra - 14 dicembre 2005
Giornata completa a riposare, tra piscina, mare e passeggiate nei dintorni.
Pranzo in hotel e cena di nuovo a Kovalam, domattina partenza ore 8 per Alleppey.

Samudra / Alleppey - 15 dicembre 2005
Arrivo alle 12 circa, cerchiamo l’agenzia con la quale abbiamo prenotato il giro in house boat (due giorni, una notte). Dopo il rituale della documentazione ci portano al molo dove sono attraccate diverse house boat di varia grandezza (da 2 a 6 passeggeri, ad una due o tre camere).
Sono costruite completamente in legno e la parte superiore e’ tutta in bambu’ (sia il tetto che i frangisole).
Ci fanno montare sulla nostra, da due camere anche se ci siamo solo noi...
Le camere sono grandi, con due letti o uno matrimoniale e con due grandi finestre.
Sono tutte dotate di bagno autonomo completo e sopra il letto c’e’ un grosso ventilatore.
Fatte le presentazioni con l’equipaggio (3 persone) si parte subito a navigare tra i canali.
Atmosfera antica, silenzio rotto solo dal canto degli uccelli e dal sordo rumore del motore.
Mentre uno guida gli altri due cominciano a preparare il pranzo, a prima vista abbondante.
La navigazione ci mostra paesaggi rurali con terre coltivate e piccoli villaggi sulle rive. Filmiamo e fotografiamo di tutto, donne che lavano i panni sulle rive e bambini che fanno il bagno divertendosi come matti.
Ci fermiamo verso l’ora di pranzo e ci apparecchiano molto metodicamente il tavolo a prua. Ci portano quindi una bella fetta di pesce fritto a testa, zucchine, cocco e altri fritti, fagiolini con dhal e riso il tutto bagnato con birra fresca.
Mangiamo con appetito e soddisfazione e dopo aver finito si riparte tra i canali.
Dopo qualche ora attracchiamo in una piccola localita’ dove passeggiamo tra una decina di negozi e una chiesa. Ci imbarchiamo di nuovo e verso le 18 comincia il tramonto, una strana e bellissima luce ci circonda e si rispecchia sull’acqua.
Ad un certo punto il buio avanza sempre di piu’ e la barca viene ormeggiata in un bordo del canale per cominciare ad organizzare la cena.
Ogni tanto passa una barca a remi, avvertiamo leggero lo sciabordio dei legni in acqua...che momenti.
Verso le 20 la cena e’ pronta e dopo la minuziosa preparazione della tavola si comincia a mangiare, sempre abbondantemente e gustosamente...il cuoco e’ proprio bravo e per la cena ci offre pollo fritto con patatine e carote a cubetti, un altro tipo di contorno che non saprei definire ma certamente apprezzare insieme al solito dhal, riso e chapati.
Ad un certo punto, dopo cena, mentre ci rilassiamo sui divani della prua avvertiamo che c’e’ un problema. In effetti ci spiegano che l’inverter non funziona piu’, cio’ significa che siamo senza corrente.
Per la luce si rimedia velocemente con lampade ad olio e candele ma per il caldo che e’ nell’aria sara’ difficile far girare le ventole del fan sopra i letti.
Facciamo un sopraluogo nelle stanze e sinceramente il caldo la fa da padrone e temo che sara’ difficile dormire senza una soluzione valida.
Alla fine la ciurma ci propone di dormire sul ponte, praticamente all’aperto tranne per il cielo (tetto di bambu’), spostando quindi i letti dalle camere alla prua, zanzariere comprese. Noi accettiamo subito, passare la notte in quel modo non l’avremmo mai immaginato... aiutiamo quindi il “nostro equipaggio” a spostare i letti e le zanzariere e cerchiamo di rendere la nottata piacevole ma riposante allo stesso tempo.

Alleppey / Kochin - 16 dicembre 2005
La notte passa infatti tranquilla e indimenticabile, ogni tanto mi sveglio e mi guardo intorno, il buio e’ sovrano ma si vede chiaramente la superficie veloce del canale oltre alla vegetazione rigogliosa delle rive.
Alle 6 circa il fresco e la luce dell’alba ci sveglia e io accendo la videocamera (tenuta apposta vicino) per riprendere lo spettacolo del giorno che avanza. Ad un centinaio di metri un pescatore controluce e’ intento a procurarsi da mangiare e dalla piccola barca getta e riprende una rete rotonda.
Rimaniamo quindi a contemplare il fiume e i suoi abitanti fino alla colazione pronta per le 8 circa, sempre abbondante ed ottima.
Ripartiamo poi per tornare all’appuntamento con Naga col quale riprendere il viaggio direzione Kochin dove arriviamo alle 11 e 30 circa.
Trovato l’hotel ci diamo appuntamento per le 15.
Kochin e’ una localita’ abbastanza turistica di foggia portoghese.
Piena di negozietti per turisti e di negozi di antichita’.
visitiamo la sinagoga e la chiesa di S.Francesco, con i suoi strani ventilatori mossi dai fedeli tramite delle corde.
Verso la riva ci dono diverse strutture per la pesca, sembra siano di fattura cinese e sono molto caratteristiche, funzionano come bilance con grossi tronchi e grandi pietre per contrappeso. Filmiamo e fotografiamo l’utilizzo di quelle reti bevendo un drink seduti ad uno dei tanti chioschi allineati sulla riva che cucinano il pesce appena pescato con quelle reti.
Torniamo in hotel e riusciamo piu’ tardi per la cena.
Ci rechiamo nella zona del forte e cerchiamo l’Addy’s Restaurant indicato sulla guida ma arrivati li’ scopriamo che i tavoli sono quasi tutti vuoti e ci sembra una modesta trattoria.
Andiamo quindi a cercare un altro ristorante puntando sul “the old courtyard hotel & rest”.
Finalmente un posto simpatico, sembra infatti un’oasi, architettura coloniale portoghese (come del resto sembra tutta Kochin), con il ristorante che occupa tutta la coorte sia all’aperto che sotto gli archi. Il tutto curatissimo, pulito e illuminato con luminarie natalizie. Al centro un grande albero e intorno tanti tavoli apparecchiati con gusto.
Ci sediamo ad un tavolino sotto gli archi ed un sottofondo di musica classica esalta l’atmosfera. Il cibo e’ stato all’altezza, da sottolineare l’aperitivo di cozze al forno con formaggio (tipo scamorza) sciolto all’interno.
Finita l’ottima cena facciamo una passeggiata e poi torniamo in albergo, domattina 17 dicembre, dopo la colazione partenza per l’aeroporto direzione Bombay, poi Milano e quindi Roma.
Goodbye, “incredible India”.

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