Magie del Rajasthan: Jaisalmer, la 'città d'oro'

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Magie del Rajasthan: Jaisalmer, la 'città d'oro'

Continua la visita alle tante meraviglie del Rajasthan: è la volta di Jaisalmer, definita la città d'oro per la dominante gialla dell'arenaria che in massima parte la costituisce.
La visita ha inizio con il Gadi Sagar, un lago artificiale costruito nel 1367 e che fino agli anni Sessanta costituì la principale riserva d'acqua della città: data l'importanza della principale risorsa vitale, è circondato da diversi santuari e templi votivi.
Punto focale è il Jaisalmer Fort, un enorme complesso che costituisce una città nella città, situato nella sua parte alta. Circondato da novantanove bastioni, vi si accede attraverso quattro successive porte monumentali che immergono in un'atmosfera quasi ferma nel tempo. Sembra di entrare in un sogno medioevale, in una successione di mura imponenti, vicoli tortuosi, sottopassi, piazzette, case finemente decorate, piccoli templi, negozietti che espongono merci coloratissime, particolari sorprendenti.
Dall'alto dei bastioni si ammirano ampie vedute sulla parte bassa della città, nostra successiva meta. Qui colpisce subito il contrasto (ma direi meglio l'integrazione) fra la meraviglia delle haveli - cioè le vecchie residenze dei mercanti più agiati - e le scene della quotidianità, umile e talvolta degradata ma sempre dignitosa.
Infine, non si può visitare Jaisalmer e non assistere allo spettacolo del tramonto sulla cinta delle mura. Il luogo migliore è il Vyas Chhatari, un complesso di chhatri in arenaria (chhatri = cenotafi, vale a dire monumenti funerari di persone eminenti - in questo caso bramini - che però non custodiscono i resti o le ceneri del defunto). Ad onor del vero, il Vyas Chhatari non è vicinissimo alle mura, ma è comunque il luogo migliore dal quale abbracciarle completamente: gli ultimi raggi del sole che scende all'orizzonte regalano una suggestione indescrivibile, dando la sensazione che le mura si accendano di luce propria.

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