India, uno scrigno di scoperte inesauribili

in viaggio con Bruno P. in India

torna alla mappa
India, uno scrigno di scoperte inesauribili

Siamo due coppie di amici (Bruno e Loredana, Massimiliano e Patrizia) che vorrebbero dare anche loro un modesto contributo a tuti coloro che intendono affrontare un viaggio in India del tipo “fai da te”. La segnalazione che vogliamo fare è naturalmente limitata a tutti quei casi o particolari curiosi accaduti durante il viaggio, che possono a nostro avviso interessare in qualche modo e in qualsiasi caso qualsiasi persona. Abbiamo pertanto cercato di evitare di narrare episodi di normale routine, ovviamente allo scopo di non finire per fare una segnalazione-libro che forse risulterebbe prolissa e noiosa.
Premettiamo che durante il nostro viaggio abbiamo consultato le guide Lonely Planet guide "India del Nord" e "India del Sud" edizioni 1993 prestateci da amici, per cui, quasi sicuramente, alcune cose come prezzi e servizi saranno state aggiornate e/o modificate nelle edizioni successive.Tante notizie pratiche per preparare un viaggio in India!1 febbraio 2003
Giunti a Delhi, dopo le consuete formalità doganali e dopo aver cambiato i soldi presso la locale banca dell’aeroporto, ci siamo rivolti presso i box dei taxi prepagati dove per la somma di 400 rupie un sonnolento autista ci avrebbe accompagnato presso l’albergo scelto nella guida prima della partenza (Hotel Namaskar). Giunti in centro città il tassista (come penso di consuetudine avvenga) non conosceva l’albergo né tanto meno la via ove fosse ubicato, per cui si rivolgeva ad alcuni autisti di risciò, i quali si offrivano di accompagnarci presso una sedicente via buia indicandoci un palazzo diroccato quale il nostro albergo. Ad una nostra vivace protesta, l’autista si rassegnava e ci accompagnava nella via indicata lasciandoci di fronte all’albergo, che però era completo. Dopo aver scongiurato di aiutarci il povero portiere di notte, preso da probabile pietà, telefonava al vicino Silver Hotel che aveva posto e dove per 200 Rupie a camera (piuttosto squallida) ci sistemavamo per qualche ora visto che ormai erano le tre passate.

Il successivo mattino del 2 febbraio, ritornati al Namaskar, contattavamo il proprietario dell’albergo il quale ben conosce di essere citato nella Lonely Planet (ha fotocopiato le pagine dedicategli mettendole ben in vista ai viaggiatori in arrivo, affermando anche di collaborare con la L.P.).
Non essendo l’hotel di nostro gradimento, nell’intento di cercare un altro Hotel di categoria leggermente superiore, nello stesso quartiere incappavamo quasi per caso nello “ Yes Please”, albergo pulito ed economico dove abbiamo pernottato due notti e del quale dobbiamo esprimere una parola di riguardo visto l’ottimo rapporto qualità-prezzo, la professionalità e simpatia del gestore (ci sembra si chiami Lal).
Ritornavamo però in seguito al Namaskar per scegliere il Tour del Rajastan che il proprietario stesso dice di organizzare: per la somma di 300 USD (in contanti e senza trattare) lo stesso ci organizzava un viaggio di nove giorni mettendo a disposizione un’auto Ambassador 1500 cc diesel con autista, inclusa benzina e, a suo dire, eventuali imprevisti.
Dopo aver un po’ girovagato per il quartiere, ci spostavamo verso Connaught Place, dove venivamo ovviamente “abbordati” da un simpatico autista di risciò il quale si offriva “quasi” gratuitamente di accompagnarci presso l'"India Travel Information Bureau" (privato), visto che aveva subito capito che eravamo appena arrivati in India. Accettato l’invito, il giovane ci accompagnava presentandoci un premuroso e gentile agente di viaggi che per 600 rupie ci vendeva un giro turistico di Delhi di un giorno comprendente auto con autista e benzina.

Il giorno dopo puntuale alle 9 l’autista (nepalese) si presentava al nostro albergo con una Ambassador quasi nuova e ci accompagnava ininterrottamente in giro sino alle 18 facendoci vedere le cose più interessanti e turistiche di Delhi.

Il successivo giorno 4 alle 9, sempre presso il nostro hotel, si presentava l’autista (sikh) per il Tour del Rajastan, accompagnato dal gestore dell’Hotel Namaskar che ci salutava augurandoci un buon viaggio. Partiti in direzione di Jaipur, verso le 14 raggiungevamo la città pernottando due notti presso una guest house nei pressi della periferia per la somma di 500 rupie a notte. Giro della città al pomeriggio con particolare interesse da parte dell’autista per lo shopping, che sembrava quasi più importante che non la visita alla città: ovviamente come descritto anche nella guida, era solo una questione di provvigioni, che sembra si aggirino attualmente sul 40%!

Il giorno 6 partivamo alla volta di Jodhpur, ove pernottavamo una notte per 500 rupie presso la guest house del Prof. Dhillon. Nonostante il Prof. Dhillon al momento di ripartire il mattino successivo, nel salutarci, si sia raccomandato di segnalare la sua Guest House alla Lonely Planet, è doveroso puntualizzare la splendida ospitalità; infatti la sera in cui siamo arrivati, la signora Dhillon in un clima molto familiare, dopo averci presentato tutta la famiglia, si è messa subito ai fornelli preparandoci una cena tutta indiana “DOC” dai mille sapori, e la relativa colazione il mattino successivo.

Il giorno 7 partivamo alla volta di Ranakpur, ove veniva visitato un tempio jainista. Particolare interesse ha destato il momento di preghiera che sembra avvenga quotidianamente verso le 18, al quale si può assistere come turisti con discrezione, lasciando fuori tutti gli oggetti in pelle che normalmente si indossano. Pernottamento in un tranquillo alberghetto della zona per 500 rupie.

Il giorno 8 partivamo alla volta di Udaipur ove sempre per 500 rupie alloggiavamo una notte nei pressi del lago nella residenza di un Maharaja adibita ad albergo.

Il giorno 9 al mattino, prima di partire per Pushkar, ci facevamo accompagnare dall’autista presso la piccola e tranquilla stazione ferroviaria di Udaipur ove prenotavamo quattro posti sul treno da Agra a Varanasi per la notte dal 13 al 14 (treno Marudhar Express, 744 rupie in 4 per 613 chilometri, 2^ classe cuccette). La stazione ha lo sportello riservato ai turisti e non residenti e la prenotazione via computer non ha creato nessun problema. Bisogna compilare un modulo dettagliato ove vengono riportati oltre ai dati consueti di chi compila, anche età e sesso dei componenti, che vengono poi riportati nel biglietto stesso (chissà a cosa serve!).
Giunti a Pushkar, pernottavamo per 400 rupie presso L’Hotel Oasis ove tentavamo però di dormire, in quanto ubicato vicino la stazione dei bus che quando partono o arrivano si fanno certo sentire!

Il giorno 10 partivamo alla volta di Bharatpur ove giungevamo verso sera per prendere alloggio per 400 rupie presso l’albergo Pratap Palace (abbastanza pulito ma con numerose zanzare) nei pressi della riserva ornitologica. Il mattino successivo una visita all’alba in ciclo-risciò di un paio d’ore al risveglio della natura è meritata davvero.

Il giorno 11 dopo aver visitato Fatehpur Sikri (con relativo assalto dei venditori di souvenir) giungevamo ad Agra ove pernottavamo due notti presso il Gypsy Hotel (piuttosto modesto e abbastanza sporco) per 350 rupie a notte.

Il giorno 12, visita quasi d’obbligo del Taj Mahal e del Forte. Nel pomeriggio, dopo aver congedato l’autista, passeggiata per Agra e shopping.

Il mattino del successivo 13, ci recavamo presso la stazione ferroviaria di Agra Fort per prenotare i biglietti tratta Varanasi-Bombay. Successivamente andavamo negli Uffici della India AirLines per prenotare dei biglietti aerei in quanto due di noi (Massimiliano e Patrizia) avevano deciso di raggiungere il Nepal (Kathmandu) con volo da Varanasi (andata 85 USD in executive class, ritorno 71 USD in tourist class + 20 USD A/R di tasse + 15 USD per il visto, il tutto a persona), mentre altri due (Bruno e Loredana) decidevano di raggiungere Goa da Bombay (A/R 130 USD a testa in classe turistica pagati con carta di credito Amex).
All’uscita degli uffici India Airlines, che sono ubicati nei pressi dell’Hotel Clarrks, per caso conoscevamo una ragazza cilena che viaggiava sola e che alloggiava presso lo stesso albergo. Dopo aver fatto amicizia decidevamo di cenare con lei presso la terrazza dell’albergo. Buffet-barbecue per 350 Rupie più tasse per persona, bevande escluse: merita dopo 13 giorni di riso!
La serata stessa partenza dalla stazione ferroviaria Agra Fort alla volta di Varanasi.
Il viaggio in treno si è tutto sommato svolto abbastanza bene. A parte il ritardo di 3 ore circa con cui siamo arrivati a destinazione, è doveroso segnalare i 100000 decibel esternati dai venditori di chai (il latte-te caldo e dolciastro) che salgono in ogni stazione in cui si ferma il treno a qualsiasi ora della notte.
Altro particolare curioso è la ricerca della carrozza e del posto a sedere: nel vagone, vicino alla porta viene letteralmente incollato un foglio stampato con le riservazioni ed i cognomi dei passeggeri con i relativi posti assegnati. (Chissà come faranno in periodo monsonico!).

Il 14 mattina, arrivati a Varanasi, alloggiavamo per due notti a 500 rupie a notte presso il tranquillo e pulito Hotel Surya. Unico particolare da smentire della Lonely Planet è la cucina, che non è decisamente un granché.

Il giorno 15 visita ai Ghat e relax.

Il giorno 16 al mattino divisione del gruppo: Massimiliano e Patrizia alla volta dell’aeroporto di Varanasi per il Nepal, mentre io e Loredana alle ore 11.30 siamo partiti puntuali da Varanasi per Bombay.
Dopo 28 ore di treno, 1530 chilometri in un pulito vagone cuccetta di 2^ classe con A.C. al costo di 1490 rupie a testa (piuttosto caro per essere in India) giungevamo alle 15.15 del 17, quasi in anticipo, a Bombay. Viaggio molto confortevole, piacevoli gli incontri con gli altri viaggiatori indiani molto socievoli.
Essendo il volo alle 12.25 del giorno dopo, optavamo per il pernotto nei pressi dell’aeroporto dei voli domestici visto che il tempo a disposizione non ci avrebbe certo permesso di visitare la città. L’Hotel Cafeteria (pulito e tranquillo) situato a 100 metri circa dallo scalo aereo terminal 1B, per 750 rupie ci è sembrata la soluzione migliore per una notte, visto che altri alberghi medi più lontani ci chiedevano non meno di 1000 rupie a notte.

Il mattino del successivo 18 partenza per Goa con arrivo alle 14 circa (mezz’ora di ritardo). Per 14 rupie l’impiegato dell’Ufficio turistico dell’aeroporto di Goa ci vendeva una grossolana cartina dello stato. Avendo deciso per la destinazione di Colva, appena usciti dallo scalo venivamo caricati da un bus che per 11 Rupie a testa ci portava a Margao. Da lì coincidenza per Colva Beach per 4 rupie a testa. Alle 15.30 circa dopo essere arrivati e dopo aver consultato la guida incominciava la scelta dell’alloggio. Escludendo quello del Governo piuttosto malandato e caro in rapporto qualità-prezzo, sceglievamo il Colmar Hotel, che per 2000 rupie ci dava alloggio per 8 notti.
Otto giorni di relax erano il nostro obbiettivo: spiaggia, meravigliosi tramonti, cene a base di pesce, ma soprattutto tranquillità, proprio azzeccata forse per il posto o forse per il periodo giusto.
Giusto da segnalare in questi giorni di mare poche cose:
Il Sig. Norbert Fernandes presso il nostro Hotel che noleggia scooter e moto a 200 rupie al giorno e cambia valute;
I numerosi caffè lungo la spiaggia, un po’ tutti uguali ai quali manca forse un po’ di raffinatezza nella preparazione dei vari piatti;
I numerosi ragazzi del Kashmir, che a loro dire da novembre a marzo emigrano a Goa in quanto da loro fa molto freddo e quindi vendono tappeti e cianfrusaglie varie per mantenersi (ai quali purtroppo non riusciamo dar tutt’ora fiducia, chissà perché).
Gli abitanti del posto, gente comune e pescatori molto socievoli e gentili che sempre sorridenti sembrano ben disposti nei confronti dei turisti.

Il 26 alle ore 13.15 volo di ritorno Goa-Bombay (sempre in ritardo di mezz’ora) con rendez-vouz al terminal degli arrivi con Massimiliano e Patrizia

Alle ore 2.55 del 27 partenza puntuale da Bombay alla volta di Francoforte con arrivo in orario e coincidenza per Venezia con (purtroppo) conclusione del viaggio alle 13.50.
A conclusione di questo piccolo resoconto, sembra superfluo sottolineare che siamo a disposizione per vari ed eventuali quesiti che ci dovessero pervenire.Considerazioni ed osservazioni particolari, con una meta così affascinante, se ne possono ovviamente fare molte. Destano particolare fascino i vari monumenti, templi e forti che abbiamo visitato e che purtroppo sono un po’ in decadenza, forse perché trascurati dalle autorità governative che probabilmente non hanno molte risorse economiche da destinare alla loro cura.
Forse desta più interesse la popolazione, che ci ha particolarmente colpito per l’umiltà e l’orgoglio che ha dentro, nonché per la particolare socievolezza e curiosità nei confronti dello straniero.La pulizia, come risaputo, lascia molto a desiderare penso un po’ in tutto il Paese, ma forse può essere una questione di abitudine dal momento che con il passare dei giorni non ci si fa più tanto caso. Gli alberghi in cui abbiamo alloggiato, di media categoria, davano in un primo momento un’impressione pulita, ma poi le sorprese non mancavano mai; fra lenzuola o asciugamani che in un primo momento sembravano candidi c’era sempre la macchiolina optional. Tutte le camere in cui abbiamo dormito erano con bagno ed acqua calda (Hotel Silver escluso) ed i prezzi riportati si intendono per camera.Anche la cucina vuole la sua parte. Quando siamo partiti eravamo piuttosto incuriositi e forse un po’ impauriti di cosa ci aspettava, tant’è vero che una volta arrivati a Delhi per i primi tre giorni eravamo affezionati clienti della catena Pizza Hut. Le sorprese però arrivavano con il passare dei giorni perché ci rendevamo conto che nei vari posti che visitavamo con un poco di accortezza si riusciva a mettere qualcosa sotto i denti di veramente buono e (forse) sano. Una puntualizzazione per l’acqua minerale: oltre ad avere il sigillo come quello in uso in Italia, bisogna fare attenzione che vi sia un altro sigillo di plastica che “copre” il collo della bottiglia e che una volta tolto di solito si spacca e non si può quindi riutilizzare. Controllare sempre, perché sembra che qualcuno riesca a riempire e risigillare le bottiglie già utilizzate. Rompere la bottiglia dopo l’uso.Al prezzo di lire 1.075.000 a testa, tasse aeroportuali e assicurazioni comprese, abbiamo acquistato per corrispondenza tramite televideo RAI il biglietto aereo Lufthansa presso l’Agenzia Cisalpina Tour W.O.L. di Torino con tratta Venezia-Francoforte-Delhi andata e Bombay-Francoforte-Venezia ritorno. Il volo di andata si è svolto regolarmente. Siamo partiti alle ore 10.25 da Venezia per raggiungere Delhi puntualmente alle ore 1.25 (voli confortevoli).

Lascia un commento
Per inviare commenti è necessaria la registrazione
Vai alla pagina di registrazione
Seguici su Facebook