In Vespa fra le valli bresciane

Una piccola raccolta di viaggi fra le montagne della Lombardia … da fare solo in Vespa!!

GITA MOTOCICLISTICA AL PASSO DEL VIVIONE mt.1850

Partenza da Brescia di primo mattino, direzione lago d'Iseo, salite fino a Pisogne e poi verso la sponda occidentale a Lovere (paese natio di Giacomo Agostini) , quindi direzione Clusone.
L'escursione si svolge a cavallo della provincia di Bergamo e Brescia. Superata la periferia di Clusone si sale verso passo Presolana, sovrastato dalla omonima montagna, con una vetta di ben 2.521 m. Superato il passo, godrete di una bella vista sulla valle di Scalve con al centro una caratteristica montagna fatta a tronco di cono. La discesa vi porterà in breve a Schilpario piccolo centro turistico con discrete attrezzature per il periodo invernale. Superato l'abitato inizierete una piccola strada in mezzo al bosco che in pochi chilometri vi porterà al passo del Vivione. Il rifugio di piccole dimensioni, vi consentirà di rifocillarvi e di ammirare se il cielo è limpido, i contrafforti dell'Adamello innevato. L'itinerario prosegue verso Paisco Loveno, piccolo paese circondato da boschi di castagni. La strada scende a valle costeggiata dal fiume Allione, verso Forno, dove una volta era attiva la società Union Carbaide. All'innesto con la statale che sale a Edolo c'è un ottimo ristorante denominato Ristorante Vivione che vi propone tutte le specialità tipiche della valle. Scendiamo verso sud fino a Breno, dove dal centro del paese potrete imboccare la strada che sale verso il Crocedomini. La strada quando la percorsi, era oggetto di lavori di ampliamento e consolidamento. Bello il paesaggio alpino che consente in distanza di individuare il rifugio al passo. Se il tempo è bello azzardate la direzione verso il Maniva, altrimenti scendete verso il Gaver e Bagolino. Quindi rientro a Brescia o verso la vostra città.

Gita effettuata da Maurizio con la fedele Vespa PX200E in data 1.09.99 per complessivi 230 Km percorsi senza problemi.

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GITA MOTOTURISTICA IN ... VAL DAONE - altitudine mt.1.800

Come sempre la nostra gita inizia da Brescia di buon mattino, possibilmente in una bella giornata di sabato. La sera prima preparo il mezzo, faccio il pieno di benzina, controllo la pressione delle gomme e nel bauletto anteriore della fedele Vespa, metto un litro di olio per la miscela e un litro di benzina per ulteriore riserva; nel bauletto posteriore la tuta impermeabile, un maglione e un paio di panini per un leggero pranzo. Attraversata la città verso nord imbocco la statale del Caffaro , superate le coste di S.Eusebio, scendo a Sabbio e proseguo per Vestone e Idro. Superato il lago omonimo si prosegue nella Val Giudicarie fino a Pieve di Bono da dove troverete l'indicazione per la Val Daone. Questa valle è caratterizzata da due bacini artificiali formati dal corso del fiume Chiese. Il primo che incontriamo viene chiamato lago Boazzo , sovrastato dalla cima Re di Castello mt.2.890. La strada segue verso nord la stretta valle che d'estate è frequentata da parecchi gitanti bresciani in cerca di fresco. Dopo pochi tornanti che mi portano in quota, la strada termina in un piccolo parcheggio alla capanna Marcolini da dove potete ammirare l'imponente diga di Malga Bissina alle cui spalle svetta il Carè Alto mt.3.462 del ghiacciaio dell'Adamello. La diga ha un'altezza di 81 mt. ed è lunga 561 mt. , il bacino ha una capacità di 60.700.000 mc. d'acqua . Chi volesse sgranchirsi le gambe può iniziare il sentiero che costeggia il lago artificiale e prosegue verso la Val di Fumo fino al ghiacciaio dell'Adamello. E' ora di pranzo, mi cerco un posto riparato dal vento e al sole e mi godo un'oretta di relax.
Iniziato il viaggio di ritorno, se volete rifate il medesimo percorso verso Brescia, oppure come abitualmente faccio, scelgo un altro itinerario, per variare il paesaggio. A Storo prendo per la Val di Ledro, la strada si inerpica nella stretta valle caratterizzata da una bella cascata e da salti d'acqua utilizzati da neofiti del canyoning. Giunti a Bezzecca in breve potrete scorgere il lago di Ledro, tranquillo lago subalpino sul quale la navigazione a motore è limitata a foribordo con max 10 CV. Questo lago è collegato con il sottostante bacino del Benaco con una condotta forzata che scende a Riva del Garda, l'acqua scendendo a valle aziona le turbine dell'impianto Enel di Riva del Garda producendo energia elettrica. Di notte le pompe riportano l'acqua al bacino superiore, ripristinando il livello del lago. Dopo questa escursione di carattere tecnico, iniziamo la mitica gardesana con le sue innumerevoli gallerie che ci portano a Salo' e da qui verso Brescia.

Gita effettuata il 17.08.1998 dal sottoscritto Maurizio con la fedele Vespa P200E per complessivi 260 Km.
Senza nessun problema.

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UNA CARTOLINA DA.....................PASSO MANGHEN (TN) mt.2018
Gita motociclistica da effettuarsi da Giugno a Settembre.

Partenza da Brescia di primo mattino, giorno preferito il sabato, si evita il traffico pesante. Le prime ore del viaggio le chiameremo marcia di avvicinamento, in quanto le statali utilizzate ci consentiranno solo una breve sosta per la colazione mattutina. L'itinerario più rapido da Brescia per raggiungere Trento, senza utilizzare l'autostrada del Brennero, è la Gardesana Occidentale, fino a Riva del Garda e successivamente verso Arco e Vezzano. Nella valle del Sarca la strada corre tra vigneti e piantagioni di prugne, sulla vostra sinistra dopo l'abitato di Arco potete ammirare la grigia e ripida parete rocciosa , palestra ideale per gli amanti del free climbing. Superato Ponte Sarche, confluenza con la statale che vi collega alla Val Rendena, sulla vs. destra potrete vedere il lago di Toblino che ha una penisola sulla quale è edificato un vecchio castello , ora sede di un rinomato ristorante. Dopo pochi chilometri si raggiunge Vezzano e successivamente Cadine, appena fuori dal paese inizia una divertente discesa (la strada è a senso unico) in una stretta gola, che termina con una lunga galleria, fuori dalla quale dopo una bella discesa arriverete a Trento.
Seguite ora la tangenziale che indica direzione Bassano, Vicenza, dopo alcuni tratti in galleria, si raggiunge Pergine e subito dopo il Lago di Caldonazzo.
La statale della Valsugana vi mostra a destra Cima Dodici e la strada di Monterovere che vi porta all'altopiano di Asiago, mentre a sinistra vi mostra l'abitato di Levico Terme con sovrastante il monte Panarotta. In pochi chilometri siamo a Borgo Valsugana, pausa per un rifornimento di benzina. Se siete fortunati ed il tempo è bello, potete iniziare la salita al passo Manghen. Seguite l'indicazione per Telve.
Inizia una agevole salita nella valle di Calamento, principalmente nel bosco di abeti . In prossimità del passo, a secondo della stagione, sarete affiancati da arbusti e cespugli in fiore; appena scollinati potrete vedere il rifugio con il parcheggio e il caratteristico laghetto.
Se vi capita di arrivare all'ora di pranzo, potrete gustare un buon piatto di polenta con salsiccia e crauti. D'obbligo l'acquisto di una cartolina sulla quale annoterete al ritorno il diario del viaggio, con Km percorsi, consumi, tempo e itinerario.
La discesa verso Cavalese, vi deve portare ad una certa prudenza nel primo tratto, in quanto la presenza di malghe e quindi di mucche al pascolo che non disdegnano di camminare sulla strada, può crearvi dei problemi in frenata su un fondo stradale viscido. Raggiunta la periferia di Cavalese, potrete seguire l'indicazione per la valle di Cembra. La statale è ampia e poco trafficata , ciò vi consentirà di godervi il paesaggio, inizialmente a sinistra un lago artificiale. Arrivati a Cembra, vi consiglio di seguire l'indicazione per il Lago Santo che raggiungerete dopo pochi chilometri.
Ripresa la strada principale che vi porta a Lavis, sulla vostra sinistra potrete vedere delle cave di pietra rossa. Giunti a Lavis,( in breve sarete di nuovo a Trento e quindi pronti per il ritorno a Brescia, seguendo il medesimo tragitto che avete fatto all'andata), ma se vi è rimasta ancora voglia di chilometri, seguitemi in questo itinerario alternativo. Salite verso Mezzolombardo, e Fai della Paganella, scendete ad Andalo, godetevi il bel paesaggio delle Dolomiti di Brenta sopra Molveno, costeggiate il lago e scendete a Comano. Sosta per sgranchirsi un po' le gambe e poi via verso Tione.
In successione Pieve di Bono,Condino , Ponte Caffaro , lago d'Idro e per finire se non siete ancora ubriachi di curve, Odolo e le Coste di Sant'Eusebio.
Naturalmente lungo il tragitto è d'obbligo fermarsi e scattare qualche foto che saranno un bel ricordo da vedere con gli amici in inverno.

Questo viaggio è stato fatto dal sottoscritto Maurizio con una Vespa Px200E nel settembre del 1998, per un percorso complessivo di 450 KM. Nessun problema, alla prossima.

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UNA CARTOLINA DA............PASSO CROCEDOMINI mt.1998
Gita motociclistica da effettuarsi da Giugno a Ottobre.

Per un mototurista bresciano, la gita Maniva , Crocedomini, Gaver, rappresenta l'approccio più facile per provare l'ebbrezza dell'escursione a 2.000 metri.
A questa altitudine, il silenzio è pressochè completo, rotto solamente da leggere raffiche di vento e dallo scampanellio delle mucche al pascolo.
Vi consiglio sempre di partire di buon mattino, per chi ama scattare fotografie il cielo mattutino in montagna è sempre più bello e azzurro che in pianura.
Partendo da Brescia, imboccate la Valtrompia, direzione Gardone V.T., superato l'abitato di Inzino la strada si fa più stretta, meno trafficata e già potete ammirare un paesaggio più montano. La statale segue praticamente parallela al letto del fiume Mella, fino all'abitato di S.Colombano, dove potrete fare una prima tappa per il caffè mattutino, o per farvi preparare in uno dei piccoli market un gustoso panino imbottito. Ripreso il viaggio, la strada comincia a salire verso il passo del Maniva, non spaventatevi se salendo vedete la sommità della montagna coperta dalle nuvole, spesso per effetto delle correnti, le nuvole lambiscono la vetta, ma giunti sulla sommità, dopo uno scollinamento che vi consentirà di vedere i vecchi radar militari, l'orizzonte si dovrebbe schiarire, consentendovi di spaziare all'orizzonte nord fino alle vette innevate dell'Adamello e del Bernina.
Ad un certo punto la strada asfaltata finisce, ed inizia una carreggiata in terra battuta larga non più di tre metri, guidate con attenzione, perchè spesso il fondo è viscido e a volte la strada è attraversata da piccoli canali per far defluire l'acqua piovana. Siete a duemila metri , mancano sette/otto chilometri al rifugio, godetevi questa mezz'ora di tranquillità, potrebbe capitarvi di non incontrare nemmeno un'auto, ma sicuramente incontrerete motociclisti tedeschi, questi sono ovunque, e abitualmente salutano tutti con un cenno della mano. Il rifugio, è all'incrocio di tre strade, una proveniente dal Maniva, quella che state percorrendo voi, una alla vostra sinistra scende in Valcamonica, mentre quella a destra scende nella Valdorizzo e a Bagolino. Dopo una sosta al rifugio, per il souvenir di rito, o se preferite un ricordo alimentare, potrete acquistare formaggio di malga o burro, (per questi prodotti non garantisco l'integrità nel viaggio di ritorno). Il viaggio prosegue verso l'altopiano del Gaver , potrete ammirare prima il monte Mattoni m.2271 e successivamente il Cornone di Blumone m.2.830. La strada corre ora lateralmente al fiume Caffaro che scende nel lago d'Idro insieme al Chiese, superato Bagolino (famoso per il carnevale e per il formaggio bagoss) potrete proseguire verso la Valsabbia e rientrare a Brescia.
In alternativa se il tempo è bello e non siete stanchi, quando sarete arrivati a Idro, prendete per Capovalle e Valvestino dove vi attenderanno decine e decine di curve prima di giungere alla diga del lago artificiale. Qui c'è uno spiazzo dove potrete parcheggiare e godervi il paesaggio. Il rientro verso Brescia passa per Gargnano , Toscolano Maderno, Gardone R. , Salò e Roè Volciano dove imboccando la tangenziale potrete raggiungere qualsiasi destinazione diversa da Brescia.

Questo viaggio è stato fatto dal sottoscritto Maurizio in tre diversi periodi, il primo nel settembre del 1985 e l'ultimo nel settembre del 1999 con la solita Vespa PX200E per complessivi 250 Km senza alcun problema. Alla prossima. :)

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