Finalmente Anafi!

in viaggio con Girello in Grecia

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Finalmente Anafi!

L’ultima sera mentre eravamo a cena, ci siamo trovati a sperare che, causa meltemi, la nave per Santorini non partisse il giorno dopo e questo, più di ogni commento, la dice tutta su quanto ci è piaciuta.
Non è bellissima, non è perfetta, ma forse sono proprio le sue imperfezioni a renderla affascinante; all’inizio ti lascia sconcertato, dopo qualche giorno non vorresti più venir via.
Prendiamo il free camping e il nudismo: certamente creano qualche disturbo ma, secondo me, contribuiscono a farti sentire, anche tu “regolare”, un po’ più libero.
Penso che farebbero male a combatterli, magari un po’ di regolamentazione ma eliminati no; in fondo è una caratteristica di questa isola.
E’ un’isola in forte crescita e, quindi, il suo futuro dipende molto dalle scelte che farà la municipalità; speriamo che non la facciano diventare molto diversa da oggi, il rischio maggiore che corre è quello di venire “omologata”.
Mi ha detto un locale che Anafi, sebbene dia l’impressione di grande aridità, ha moltissima acqua nel sottosuolo per cui la fioritura a fine aprile/maggio è straordinaria (e le foto di Bea su questo thread lo confermano). Mentre percorrevamo il sentiero che costeggia le spiagge, tra vegetazione bassa completamente secca (passeggiata comunque di grande soddisfazione), ho provato a immaginare i cespugli intorno a me colorati di viola, di giallo, di blu: deve essere qualcosa di magnifico.
La prima volta che capita un ponte 25 aprile - 1° maggio di quelli giusti… so dove venire a camminare.

Dove alloggiare

Gli studios di Iliovasilema sono abbastanza diversi tra loro sia come grandezza sia come spazio all'esterno e vista per cui dipende da cosa ti tocca. In generale sono semplici ma ben ambientati, 65€ a notte (no breakfast) a ferragosto sono più che equi, transfer da e per il porto all'arrivo e alla partenza incluso nel prezzo. Warnings: l'inglese della padrona è limitato a poche parole, l'albergo è ai bordi della Chora dalla parte opposta rispetto alla piazzetta da cui partono i bus (10 minuti a piedi).
Poiché la mia seconda scelta era il Ta Plagia sono andato a dargli un'occhiata: Iliovasilema più bellino, Ta Plagia più vicino ai servizi.

In cucina

Taverne testate

** To Steki = la tradizione; menu standard da taverna greca, bella posizione, qualità senza infamia e senza lode;
** Liotrivi = il pesce; il proprietario è un pescatore per cui si trova il suo pescato a buon prezzo e questo lo rende molto frequentato. Il problema è che, almeno nei giorni in cui ci siamo stati noi, pesci da fare alla griglia ne aveva pochi e, quindi, dopo il primo turno rimaneva solo frittura di paranza; che a me piace moltissimo ma... non si può nemmeno mangiare il fritto tutte le sere;
** Armenaki e Alexandra sono di livello superiore ai due sopra citati, hanno un menu un po’ più vario, un aspetto e un servizio più da ristorante che da taverna e... un costo leggermente superiore. Tra i due abbiamo finito per preferire di poco Alexandra (di solito cambiamo tutte le sere ristorante e l’ultima sera torniamo in quello che ci è piaciuto di più): è leggermente defilato dal tratto più frequentato della Chora e, quindi, più tranquillo e i due ragazzi che servono sono molto gentili ed efficienti.

Itinerario

14 agosto 2012
Arriviamo ad Anafi da Folegandros con il ferry Aquaspirit proveniente dal Pireo che ha “solo” 45 min. di ritardo (22:30 anziché 21:45). Ad aspettarci al porto c’è il minivan del Iliovasiliema.
Veloce consegna della camera e poco dopo le 23 siamo nella Chora per cenare.
Prima sorpresa: c’è un mucchio di gente (l’avevo immaginata meno frequentata)! Fila ininterrotta di auto per parecchia centinaia di metri sulla strada che fiancheggia la Chora e, alle 11, dobbiamo aspettare 10 minuti perché si liberi un tavolo.
Finiamo di cenare dopo mezzanotte e nell’attraversare la Chora per tornare in albergo ancora tanta gente nei locali e seduta sugli scalini della piazzetta a suonare e cantare.Fauna molto più variegata che non a Folegandros: figli dei fiori, figli dei figli dei fiori, frikkettoni, italiani meno numerosi rispetto alla media agostana, nutrita presenza di francesi (per lo più “radical chic”), tanti greci.

15 agosto
Dell’Iliovasilema ho già detto, per cui mi limito ad allegare qualche foto.
Ci sposteremo con i bus e a piedi; non ci sono taxi, le auto sono esaurite, disponibile qualche motorino.
Il servizio bus è buono: alle 10 parte il primo bus per Porto/Klissidi, alle 10:20 quello per il Monastero con fermata a tutte le spiagge della costa sud a est della Chora; appena arriva a destinazione torna indietro.
Frequenza ogni due ore con un buco tra le 14 e le 18; insomma per venire via dal mare o prendi il bus verso le 14:30 oppure aspetti le 18:30. Questo per noi è stato l’unico problemino.
Inizio con la spiaggia più vicina: Klissidi.
La spiaggia è bella (il mare un po’ meno), tutta orlata di tamerici ma abbiamo un momento di “sbandamento” quando vediamo che sotto le tamerici… è pieno di tende (free camping con un po’ di nudismo).
Ci riprendiamo velocemente perché:
- il nostro modo di fare mare non prevede le tamerici, stiamo al bordo della battigia, facciamo spesso il bagno e quando il caldo diventa insopportabile veniamo via;
- ci sono tende ma non sporcizia o quantomeno non si vede: la spiaggia è pulitissima;
- i campeggiatori se ne stanno tranquillamente presso le loro tende e quindi la parte della spiaggia vicino al mare è praticamente tutta libera;
- chi si mette nudo (la minoranza) lo fa senza esibizionismo per cui non è certo un “pistolino all’aria” che va a fare il bagno a dare noia.
A fine mattinata ci trasferiamo a piedi al porto (camminata di 15 min.) per il bus delle 14:10 e mangiamo qualcosa arrivati in Chora.
La Chora di Anafi è molto diversa da quella di Folegandros: mentre quest’ultima è una bomboniera (prendo a prestito la definizione di Bea nell’altro thread perché la trovo efficacissima) quella di Anafi è irregolare sia nella struttura urbana sia perchè alterna angolini lindi a parti più disordinate con fili della luce e panni stesi ad ogni inquadratura; per questo, però, finisce per sembrare più autentica e poi, soprattutto, regala viste stupende in continuazione.

16 agosto
Poichè la notte i locali sono pieni fino a tardi, la mattina non è facile trovare chi serve la colazione prima delle 10-11: Alexandra, To Steki e pochi altri.
Oggi tocca a Megalo Roukonas; bus delle 10:20 dalla Chora.
Situazione free camping: la spiaggia è praticamente divisa in due parti, metà occupata dalle tende, metà libera per gli altri.
Mi raccontava un italiano, frequentatore di Anafi da lunga data, che negli anni ’90 il campeggio libero fu messo al bando (con tanto di guardia che presidiava le spiagge) ma nel giro di un anno o due venne fatta marcia indietro (si accorsero che anche i soldi dei “saccapelisti” facevano comodo all’economia dell’isola) e sulla spiaggia di Roukonas venne messa una staccionata per delimitare l’area riservata alle tende; adesso la separazione fisica non c’è più ma l’abitudine è rimasta.
Bella spiaggia di sabbia dorata anche più grande di quella di Klissidi; il meltemi oggi è rinforzato ma qui lo si sente meno rispetto alla Chora, anzi: meno male che c’è, con un mare stupendo.

17 agosto
Meta di oggi sono le spiagge più lontane dalla Chora.
A colazione da Alexandra troviamo degli italiani che ci dicono che il giorno prima erano a Monastiri e che la parte finale del sentiero che scende alla spiaggia e la spiaggia stessa sono, a causa dei campeggiatori, delle (parole esatte) “discariche a cielo aperto”.
Con queste premesse non abbiamo fretta di arrivarci e scendiamo dal bus all’altezza di Mega Potamos.
La costa sebbene arida è bellissima: si vedono Mega Potamos (in primo piano), poi la chiesetta di Aghi Anarghyri con la spiaggia sottostante, sullo sfondo l’inizio della spiaggia di Monastiri con in alto il Monastero nuovo (Zoodochos Pigi).
Scendiamo alla spiaggetta di Ag. Anarghyri dove ci fermiamo per un primo bagno, qualche nudista “discreto” e nessuna tenda (anche perché su questa spiaggia credo ci sia il rischio di vedersela allagare); tutto molto bello.
A fine mattina proseguiamo per la spiaggia di Monastiri.
Quasi deserta: due gruppi di 4-5 tende sotto le tamerici a 100m di distanza l’uno dall’altro, nessuna traccia di sporcizia.
Mi sono tolto la curiosità di fare un buon tratto del sentiero che dalla spiaggia sale al Monastero: nessuna lattina, nessuna bottiglia, nessun sacchetto di plastica. O nella notte sono passati i volontari a pulire oppure alcune persone sono piene di pregiudizi.
Grazie al meltemi non sentiamo il caldo, tanto che, pur avendo a disposizione tutte le tamerici che vogliamo, non sentiamo il bisogno di metterci all’ombra; si sta talmente bene che rimaniamo fino al bus delle 18:40 con il Kalamos a farci compagnia.
Rientrati alla Chora faccio un ultimo tentativo per noleggiare un’auto per il giorno dopo solo per evitare di fare la salita alla Kalamiotissa con il sole di mezzogiorno (il primo bus, infatti, arriva al monastero basso poco prima delle 11). Niente da fare, nessuna auto e nemmeno motorini liberi; convinco la moglie a farla con il caldo.

18 ago
Stamane meltemi ancora più forte: ti sposta letteralmente mentre cammini. Considerando che per salire in cima al Kalamos ci sono tratti esposti decidiamo a malincuore di non correre il rischio; insomma tra la moglie e la Kalamiotissa ho scelto la moglie! La mancata salita rimarrà l’unica nota negativa e il mio più grosso rammarico della vacanza.
Ripieghiamo sulla salita a Kastelli dal versante sud. Ci facciamo lasciare dal bus all’attacco del sentiero e, in 30 minuti, arriviamo ai resti dell’antica città. Devo confessare che, per le mie conoscenze di archeologia, il sito non mi ha detto assolutamente niente; passeggiata comunque remunerativa per gli splendidi panorami sul Kalamos e sulla baia di Roukonas.
Tornati alla base del sentiero decidiamo di farci a piedi tutta la costa fino al porto.
Fatti 200m su asfalto prendiamo per Ag. Ioannis (senza scendere al mare perché la strada è proprietà privata), continuiamo per sentiero panoramico lasciandoci sotto di noi la graziosa Katalimatsa.
Scendiamo fino al mare a Megalo Roukonas dove facciamo sosta con bagno.
Riprendiamo il sentiero lungo la costa per Micro Roukonas (occupata dalla casa dell’“americano”) e proseguiamo per Exo Roukonas anch’essa con una casa privata. Da qui occorre abbandonare il mare e proseguire verso l’interno; arrivati in prossimità di un ristorante, si ritorna verso il mare poco prima di Katsouni.
Scendiamo nella baia precedente dove c’è una bella casa con tanto di molo e ci mettiamo in una minuscola caletta adiacente a questa per nuova sosta e nuovo bagno.
Da qui, guadando per pochi metri tra gli scogli, invece di risalire la collina, si arriva a Katsouni, spiaggia storicamente nudista. Troviamo una promiscuità di nudisti e non senza nemmeno quella divisione che normalmente avviene un po’ dappertutto (nudisti ad una estremità della spiaggia). Qui persone nude e in costume se ne stanno a parlare insieme amabilmente passeggiando sulla battigia: integrazione completa!
Risaliamo sul sentiero principale che passa sopra la spiaggia di Klissidi e prosegue fino al porto.

Fino a qualche anno fa sconosciuta ai più, la piccola isola delle Cicladi continua a trovare sempre nuovi estimatori

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