Soggiorno nella Foresta Nera

in viaggio con Gafforio in Germania

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Soggiorno nella Foresta Nera

Quest’estate si è deciso di passare le vacanze nella Foresta Nera/Schwarzwald (www.schwarzwald-tourismus.info; www.schwarzwald.com; www.schwarzwald-geniessen.de; www.viaggio-in-germania.de/foresta-nera.html; http://blog.original-schwarzwald.de), un luogo consigliatoci vivamente da amici e conoscenti.
In totale il periodo di vacanza è stato di 12 giorni di cui 10 di effettivo soggiorno e 2 di viaggio.
Abbiamo scelto come località di villeggiatura Todtnau per la sua posizione “strategica”: a pochi chilometri dai due incantevoli laghi di Titisee e Schluchsee e da Feldberg il “Tetto della Foresta Nera”, vicino ai confini con Svizzera e Francia in una regione sovranazionale turisticamente ribattezzata Trirhena (www.tourismtrirhena.com) e punto di partenza ideale per visitare il “triangolo delle cattedrali gotiche” (Basilea-Friburgo-Strasburgo).
Inoltre Todtnau (www.todtnau.de), il cui simbolo è l’imponente chiesa, è un paese attrezzato per trascorrere un rilassante soggiorno: Ufficio del turismo, alberghi, ristoranti/pizzerie, pasticcerie, supermarket, distributore di gpl (non facile da trovare in Germania), base di partenza per incantevoli passeggiate a piedi o in bici, e, per la gioia di grandi e piccini, una spettacolare pista di fun-bob di 2,9 km (www.hasenhorn-rodelbahn.de).
In questa speciale regione che unisce luoghi di grande interesse culturale ad una natura quasi incontaminata il programma delle vacanze poteva essere solo uno: visite alle città d’arte alternate con passeggiate en plein air.
Escursioni sulle montagne della Foresta Nera e visita alle grandi cattedrali gotiche1° giorno – Escursione al lago Schluchsee
Giornata splendida: ricca colazione in giardino, vestizione, preparazione degli zaini e via con le automobili fino al grazioso villaggio di Altglashutten.
Consueta richiesta di informazioni presso l’ufficio turistico e abbozzo di itinerario: a piedi fino al lago Windgfallweiher, poi dritti fino al lago Schluchsee (www.schluchsee.de) e infine tappa al rinomato Gasthaus Unterkrummen (in totale ca 9 km).
Dopo un estenuante colloquio italo-anglo-tedesco sostenuto con l’addetta turistica e dopo la ricomposizione del gruppo sparsosi nel paese per foto e riprese varie, ci muoviamo alla volta del piccolo lago di Windgfallweiher.
Il minuscolo lago è immerso nel verde e poco frequentato, è comunque presente un piccolo stabilimento di balneazione dove, a un prezzo accessibile, è possibile prendere il sole, fare il bagno o vogare in assoluta tranquillità… la tentazione è grande, ma proseguiamo costeggiando il lago dalla parte della ferrovia fino ad uno stretto canale che collega i due specchi d’acqua.
Seguendo il canale giungiamo infine al lago Schluchsee il più grande della Foresta Nera; stanchi per i 5 km percorsi, ma pronti per intraprendere gli ultimi 4 km per arrivare al punto di ristoro.
Il miraggio del Gasthaus ci fa dimenticare la fatica accumulata e la strada (molta) ancora da percorrere, soprattutto per i bambini.
Alla fine però il sacrificio è stato ripagato: magnifica vista sul lago, scelta di menù tradizionali, ottima birra Rothaus, prezzo contenuto (ca 12 euro a persona).
Una volta rifocillati, però, si è presentato un non trascurabile problema da risolvere: ritornare al parcheggio!
Ci rimettiamo in cammino senza l’entusiasmo iniziale, ma giunti, dopo 5 km, sulla strada notiamo un cartello con l’indicazione della vicina stazione ferroviaria di Aha e, immediatamente e simultaneamente, si fa largo in tutti noi, compresi i bimbi, un pensiero scandaloso per degli escursionisti “seri”: ritornare al punto di partenza comodamente seduti.
Pensare e agire è un tutt’uno.
Scendiamo alla stazione di Altglashutten e via con le auto verso casa.

2° giorno – Visita alla città di Basilea (Svizzera)
(www.basel.ch; www.basel.com; www.myswitzerland.com/it/basilea.html)
Basilea è attraversata dal Fiume Reno, che la divide in due parti, Grossbasel e Kleinbasel,
Città multietnica, con una nutrita colonia di immigrati italiani, si incunea tra Germania e Francia, con linee di confine che attraversano praticamente la città e si congiungono in un punto chiamato Dreilandereck (angolo delle tre nazioni).
Dato il tempo a disposizione decidiamo una road map: passeggiata nel Centro storico, visita alla Cattedrale e al Kunstmuseum.
Quello che più ci colpisce durante il giro nel Centro storico è l’unione armoniosa tra antichi edifici del XV secolo ed edifici moderni, fiancheggiati da strade dove è piacevole aggirarsi senza fretta attratti dalle vetrine dei numerosi negozi che invitano allo shopping e dai simpatici bistrot frequentati ad ogni ora dalla gioventù locale.
Camminando ci dirigiamo verso la Münsterplatz dove sorge la Cattedrale (Münster), su un’altura sulla riva sinistra del Reno, in una posizione strategica per il controllo del territorio, tanto che prima i Celti e poi i Romani vi costruirono un oppidum fortificato.
Le prime tracce della cattedrale risalgono all’età carolingia, ma l’edificio religioso fu incendiato una prima volta nel 917 d.C. a seguito di un’incursione degli Ungari, poi, riedificato in stile romanico, fu gravemente danneggiato dal terremoto del 1356.
Alla ricostruzione lavorò come capomastro Johannes da Gmünd (lo stesso impegnato nei lavori della Cattedrale di Friburgo) e successivamente Ulrich von Ensingen, architetto che collaborò anche al progetto per la Cattedrale di Strasburgo.
Basilea nel 1529 divenne protestante e, a seguito dell’abbandono della città da parte del clero cattolico, nella cattedrale fu introdotto il rito protestante.
Nell’interno sono conservate le spoglie di Erasmo da Rotterdam.
La facciata della cattedrale è chiusa ai lati da due torri gotiche asimmetriche.
All’interno, è divisa longitudinalmente da cinque navate, con transetto trasversale e coro con deambulatorio
Sulla destra della facciata è presente un doppio chiostro contenente le sepolture dei notabili della città; attraverso una porticina si accede poi alla Pfalz, ovverosia ad un’ampia terrazza che si affaccia sul Reno dalla quale si gode un magnifico panorama sulla città. Da qui si può scendere fino al molo sulla riva del fiume da dove è possibile prendere il traghetto (Münsterfähre) che fa la spola tra le due sponde.
Da Münsterplatz ci spostiamo alla vicina St. Alban-Graben dove è situato il Kunstmuseum (www.kunstmuseumbasel.ch), uno dei musei d’arte più prestigiosi della Svizzera e il primo sorto come museo pubblico.
La cospicua collezione di dipinti e disegni spazia dal XV secolo fino all’età contemporanea, dalla Pittura Renana alla Pop Art, con raccolte uniche al mondo di opere degli Holbein e di Arnold Bocklin (82).
Al piano terra sono ubicati la biglietteria, il bookshop e il bistrot.
Al primo piano si parte con le opere degli antichi maestri dell’Alto Reno, si prosegue con dipinti del Rinascimento (Witz, Schongauer, Cranach il vecchio, Grünewald ecc.), dell’arte fiamminga (Rubens, Rembrandt, Jan Brueghel il Vecchio ecc.), nature morte di scuola tedesca e olandese, per approdare agli Impressionisti (Manet, Monet, Degas, Renoir, Pissarro, Sisley, Cézanne, Van Gogh ecc.).
Il secondo piano è dedicato all’arte moderna (Munch, Schiele, Kokoschka, Braque, Kandinsky, Arp, Dalí, Warhol, Rauschenberg, Oldenburg, Twombly ecc.) e all’arte contemporanea (Hill, Stella, Viola, Fritsch, LeWitt, Zaugg, Ruff ecc.).
Da tenere presente i rilevanti gruppi di opere di Picasso, Léger, Giacometti, Chagall.
Per mangiare, visto l’alto costo della vita in Svizzera, facciamo una sosta, per la gioia dei bambini, nell’onnipresente Mc Donalds, dove, comunque, i menù costano mediamente il doppio degli equivalenti italiani.

3° giorno – Escursione alla Todtnauer Wasserfalle (Cascata di Todtnauberg)
Dal parcheggio di Aftersteg parte un sentiero che conduce ai piedi della cascata (ca 97 m). Da quì ci incamminiamo per un sentiero che sale verso l’alto con prima tappa nel punto dove il torrente precipita dando vita allo spettacolare fenomeno naturale. Il sentiero continua ancora, sempre verso l’alto, fiancheggiando il corso del torrente, per poi terminare nei pressi del villaggio di Todtnauberg.
Per il pranzo ci sono due soluzioni: tornare indietro fino al parcheggio e mangiare al chiosco che si trova all’inizio della passeggiata o continuare fino al borgo di Todtnauberg dove è possibile mangiare presso la Pizzeria “Romantica” (pizza e primi piatti italiani riadattati al gusto locale a 12/15 euro - www.romantica-info.de).

4° giorno – Visita alla città di Strasburgo (Francia)
(www.strasburgo.fr; www.otstrasbourg.fr)
Percorso: Petite France, Cattedrale di Notre-Dame, place Kléber
Partiamo dal parcheggio sotterraneo in place de l’Homme de fer e percorrendo rue de la Division Lecrerc e quai Saint Thomas ci dirigiamo verso la Petite France, il caratteristico quartiere del XVI secolo che prende il nome dall’Hospice des Veroles, ospedale dove veniva curata la sifilide, detta “mal francese”, contratta dai soldati durante le interminabili campagne di guerra.
Nel quartiere, attraversato da canali, alloggiavano e lavoravano pescatori, mugnai, conciatori e tintori.
Le case sono a graticcio con tetti spioventi d’ardesia sotto molti dei quali nel passato venivano fatte seccare le pelli da conciare.
All’estremità del quartiere si trovano i Ponts Couverts (ponti coperti), una successione di tre ponti che hanno perso la loro originale copertura nel XVIII sec., e le 4 torri, uniche sopravvissute della cinta muraria medievale.
Di fronte, a pochi metri di distanza, ecco la Diga Vauban (1690), detta Grande Ecluse (grande chiusa), costruita da Tarde, su disegno del noto ingegnere militare Vauban, con lo scopo, in caso di difesa, di allagare la parte sud di Strasburgo.
Terminata la piacevole passeggiata per la Petite France ci dirigiamo verso la cattedrale.
La Cattedrale di Notre Dame sorge sul punto più alto della città e la sua costruzione fu iniziata a partire dal 1015 in stile romanico e poi proseguita per quattro secoli in stile gotico senza mai essere stata completata del tutto a causa delle enormi dimensioni del progetto originale.
I portali della facciata sono ricchi di statue e bassorilievi, la maggior parte dei quali però sono riproduzioni del XIX secolo poiché gli originali furono distrutti durante la Rivoluzione francese.
Sul lato sinistro svetta, come nella cattedrale di Friburgo, un’unica torre campanaria.
L’interno è diviso in tre navate con transetto finale.
Sulle pareti delle due piccole navate laterali si aprono finestre con splendide vetrate colorate, le più antiche delle quali risalenti al XII sec. e raffiguranti il Giudizio salomonico, gli imperatori del Sacro Romano Impero, episodi della vita di Cristo, i santi.
Il transetto risente del primitivo stile romanico
In fondo alla cattedrale è ospitato un pregevole orologio astronomico (XVI sec.) che batte il tempo ogni quarto d’ora e alle 12,30 di ogni giorno mostra i dodici apostoli sfilare dinnanzi a Gesù mentre in alto il gallo canta per tre volte rammentando ai presenti il rinnegamento di Cristo da parte di S. Pietro.
Sulla piazza della cattedrale si affacciano i caratteristici edifici à colombage (graticcio) tra i quali spicca la Maison Kammerzell costruita nel 1427, in stile rinascimentale tedesco, oggi ospita un noto ristorante (www.maison-kammerzell.com).
Prima di riprendere il giro ci fermiamo in uno dei bistrot di fronte all’entrata della cattedrale per ristorarci con pietanze tradizionali e tipica birra alsaziana (naturalmente per i bambini ordiniamo la mitica coca-cola).
Terminiamo la nostra visita a Strasburgo in Place Kléber, così denominata in onore del generale Jean-Baptiste Kléber il cui corpo è stato sepolto al centro della piazza sotto la statua che lo rappresenta. Su un lato della piazza si affaccia il Palazzo Aubette (1765/1772) il cui interno è stato decorato nel 1920 da Hans Arp, Theo van Doesburg e Sophie Täuber-Arp.

5° giorno – Escursione a Stubenwasen
Dopo aver parcheggiato a Bureten, presso Todnauberg, prendiamo il sentiero in direzione del Berggasthaus Stubenwasen (1270 m - www.berggasthof-stuebenwasen.de). Passeggiata rilassante ai margini della foresta, con splendida vista sulle sottostanti valli e arrivo “comodo” al gasthaus dove ordiniamo le specialità della regione, accompagnate dall’immancabile birra, con fetta finale di torta ai mirtilli (ca 15 euro).
Per il ritorno ci avviamo verso il parcheggio per uno dei tanti sentieri che attraversano la foresta.

6° giorno – Giro del lago Schluchsee
La giornata è piovosa quindi si decide di effettuare il giro dello Schluchsee, in automobile naturalmente, passando per il minuscolo ma pittoresco paese di Geschwend.
Lo Schluchsee (www.schluchsee.de) è un lago artificiale e si trova completamente immerso nella Foresta Nera, a 930 m sul livello del mare.
Il luogo offre le seguenti opportunità turistiche: sport acquatici (vela, surf, canottaggio), giro del lago a piedi o in bicicletta su percorsi attrezzati, crociera sul lago, escursioni sulle vicine montagne, tour su treno d’epoca.

7° giorno – Triberg
Il tempo è incerto, ma decidiamo ugualmente di dirigerci verso Triberg, passando per il lago Titisee.
Attualmente il lago, che è di origine morenica, è uno dei luoghi più suggestivi della Foresta Nera e l’omonima cittadina è attrezzatissima per il turismo con locande, alberghi, ristoranti, negozi, centri benessere e la possibilità di praticare molti sport acquatici (nuoto, vela, surf, canottaggio, pesca).
A pochi km di distanza si trova la città termale di Titisee-Neustadt (www.titisee-neustadt.de).
Lasciato il Titisee ci dirigiamo verso Triberg e ci fermiamo ha mangiare lungo la strada al gasthof. Bum Creuz.
Triberg (www.triberg.de) è considerata la patria degli orologi in legno e il paese si sviluppa praticamente lungo la strada principale, dove si affacciano numerosi i negozi di souvenir con le caratteristiche insegne in ferro battuto e le facciate affrescate. Un’attrazione, soprattutto per i più piccoli, è la Tribaren Familie, una famiglia di orsi orologiai in legno che campeggia sulla facciata della “Casa dei mille orologi”.
Mentre papà orso si arrampica su e giù per la facciata, nonno orso è impegnato nella costruzione degli orologi, il piccolo si diverte sull’altalena e mamma orso osserva la scena e saluta felice.
Ogni quarto d’ora la famiglia si muove con accompagnamento musicale e ogni mezz’ora si attiva il cucù.
L’interno del negozio è un delirio di orologi a pendolo e a cucù - rigorosamente in legno - di ogni dimensione e di ogni prezzo con una varietà di scene pazzesca.
Anche gli altri negozi offrono in grande quantità orologi a cucù e molti altri souvenirs per la gioia dei turisti.
Da non perdere, nelle vicinanze, i paesi di Hornberg e Schonach con gli orologi a cucù più grandi del mondo e la cascata più alta della Germania (ca 163 m) formata dal fiume Gutach (l’ingresso, a pagamento, è situato poco prima di arrivare a Triberg).

8° giorno – Visita alla città di Friburgo (Germania)
(www.freiburg.de)
Itinerario: Cattedrale, centro storico, Martinstor
L’edificazione della Cattedrale (Münster unserer lieben Frau) fu iniziata dal duca Berthold V nel 1200 sullo stesso luogo dove sorgeva una piccola chiesa parrocchiale dedicata a San Nicola e da dove nel 1146 S. Bernardo di Chiaravalle predicò in favore della II Crociata.
Alla morte del duca nel 1218 i lavori subirono una sospensione per riprendere poi nel 1235 con un cambio radicale di stile, infatti si passò dal romanico iniziale al gotico, la nuova tecnica proveniente dalla vicina Francia (Strasburgo) che permetteva agli edifici di raggiungere altezze prima impensabili.
La costruzione della cattedrale subì negli anni altre interruzioni per poi essere finalmente consacrata nel 1513.
Le mura esterne sono in pietra arenaria rossa come la Cattedrale di Basilea e probabilmente all’inizio furono impiegate le stesse maestranze, compreso il capo mastro Johannes da Gmünd.
La torre, vero capolavoro di architettura, fu iniziata nel 1260 su base quadrata, poi intorno al 1300 fu innestata una galleria a pianta di stella e si proseguì con pianta ottagonale terminante con una innovativa guglia completamente traforata. La costruzione fu completata intorno al 1330 e raggiunse l’altezza di 116 m.
Alla base della torre si apre il portale con un atrio che introduce nella cattedrale. La lunetta del portale e le pareti dell’atrio sono coperte da una grande quantità di statue e bassorilievi raffiguranti il Nuovo e Vecchio Testamento
L’interno della cattedrale è diviso in tre navate e sono ben visibili le tracce della prima fase romanica della costruzione e cioè il transetto e la base delle torri laterali del coro, le c.d. Torri dei galli.
Sulle pareti laterali e sul transetto si aprono ampie finestre con splendide vetrate dipinte (XIII-XVI sec.)
Nella piazza della Cattedrale (Munsterplatz), nella magnifica cornice formata da edifici d’epoca tra i quali la rossa Kaufhaus (casa del commercio), la Haus zum Ritter (antica sede arcivescovile) e il Wenzigerhaus, tutte le mattine, tranne la domenica, si svolge il coloratissimo mercato dei contadini e degli artigiani dalle antiche origini. Infatti il mercato è stato fondato nel 1120 dal duca Konrad von Zähringen e le tracce della fiorente e continua attività mercantile si rintracciano ancora oggi nelle misure e iscrizioni che compaiono sulla torre occidentale della Cattedrale. Da non perdere i mitici panini con würstel venduti dagli ambulanti sotto le mura della cattedrale.
La visita prosegue nella vicina piazza del Municipo (Rathausplatz) dove sorge il Vecchio Municipio (1557/1559) e poco distante il Nuovo Municipio (1896/1901).
Caratteristica del centro storico è la rete di canaletti (Bächle) ai lati delle strade dove scorre cristallina l’acqua che per secoli è stata utilizzata per pulire l’antico selciato formato da ciottoli del Reno.
Infine ecco il Martinstor, la più vecchia delle torri medievali superstiti (XIII sec.).
A pochi metri di distanza dal Martinstor consiglio vivamente una sosta nella tipica birreria Martin’s Brau (www.mbfr.de).

9° giorno – Escursione nel Münstertal
Arrivo al parcheggio di Schauinslandbahn e camminata all’interno di un magnifico parco escursionistico con sosta al ristorante Zähringer Hof (www.zaehringerhof.de) situato appena fuori della foresta e con un’incantevole vista panoramica sulla prospiciente valle.
All’interno, in un ambiente accogliente e familiare (ma anche sulla terrazza) si può gustare in tutta tranquillità una cucina tradizionale, ma raffinata e particolarmente curata nella presentazione dei piatti (12/18 euro) che hanno il loro punto di forza nella selvaggina, nel pesce e nei dolci e torte fatte rigorosamente in casa.

10° giorno – Escursione al Feldsee
Il Feldsee è un piccolo lago circolare (ca 350 m di diametro) di origine morenica, che si è formato dallo scioglimento di un ghiacciaio dopo l’ultima glaciazione.
Lo specchio d’acqua è inibito alla balneazione ed è raggiungibile solo a piedi o in bicicletta.
Parcheggiamo le auto a Feldberg (www.feldberg.de) dopodiché iniziamo un percorso tutto in discesa verso il lago attraversando un tratto di foresta che dal 1937 è stato dichiarato riserva protetta e dove sono presenti specie botaniche rare.
Il sentiero che porta al lago è ripido e un po’ faticoso, ma alla fine lo spettacolo merita: il lago per una parte è incastonato in un’alta scogliera, l’acqua è limpidissima e popolata di anatre e il tutto è immerso in una vegetazione rigogliosa.
Dopo aver percorso il sentiero intorno al lago ci siamo diretti verso il gasthaus Raimartihof (www.raimartihof.de) che rappresenta per questa località una vera e propria istituzione essendo attivo dal 1710 - sei generazioni di ristoratori!
Intorno al ristorante sono stati sistemati tavoli e panche di legno per godere così del panorama e la cucina funziona come un self-service con ottimi piatti tradizionali a un costo modesto.
Il ritorno, al contrario delle classiche escursioni in montagna, è in salita ma più che la fatica ad accompagnarci è il rammarico per aver terminato le nostre vacanze.
Comunque, prima di rientrare per preparare i bagagli, decidiamo di visitare il Museo di storia naturale (Haus der Natur - www.naturpark-suedschwarzwald.de/themen/haus-natur) situato all’entrata del parcheggio.
In serata suggelliamo la fine della giornata e della nostra magnifica vacanza a Todtnau, ritornando al Ristorante Pizzeria Bella Italia (ambiente curato nei minimi particolari, proprietari e personale gentilissimi) dove per prepararci al rientro ordiniamo delle fantastiche pizze “Foresta Nera” cotte nel forno a legna.

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