Natale in Baviera

in viaggio con leander in Germania

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Natale in Baviera

Un’idea “di stagione” per una vacanza di quattro-cinque giorni: immergersi nell’atmosfera che a dicembre pervade con i caratteristici mercatini le città e i paesi della Baviera.
 

Clima

A dicembre, freddo, senza mezzi termini. Siamo nel classico inverno continentale, che è però sopportabile per la scarsa ventilazione: indossando capi d’abbigliamento caldi, senza trascurare un copricapo e calzature dalla suola spessa, passeggiare per le vie cittadine può diventare un piacere. Il sole non l’abbiamo praticamente visto, ma gli scenari hanno anche così una particolare suggestione; anche la scelta di inserire alcune fotografie in bianco e nero mi sembra che renda al meglio le atmosfere.
Comunque, ritorneremo nella bella stagione!

Come spostarsi

Ci siamo serviti del treno sia per il trasferimento dall’Italia che per gli spostamenti interni. Utilizzando una relazione notturna via Milano-Verona-Brennero si può giungere nelle prime ore del mattino a Monaco di Baviera. Di lì sono frequenti le corse che permettono in un paio d’ore di arrivare a Norimberga; rispettivamente a ovest e ad est sono ubicate Rothenburg e Ratisbona, distanti ciascuna non più di un centinaio di km., quindi poco più di un’ora di treno. I tre centri storici possono poi essere tranquillamente girati a piedi.

Dove alloggiare

Essendo Norimberga in posizione strategica in quanto equidistante dalle altre due città, abbiamo ritenuto preferibile fissare lì tre pernottamenti: ci siamo orientati su un albergo moderno e un po’ anonimo ma confortevole nell’immediata periferia (quelli centrali sono più cari), distante comunque solo un quarto d’ora di autobus dal centro storico.

In cucina

Per noi italiani è sempre imbarazzante impostare il tema in termini di raffronto: la cucina mediterranea (non sono io a dirlo) è la migliore del mondo e, salvo qualche eccezione, all’estero c’è quasi sempre da perdere. Né io né i miei amici siamo però tipi che vadano in crisi di astinenza da spaghetti; anzi, siamo sempre curiosi di sperimentare la gastronomia locale, che è uno dei tanti aspetti del viaggio.
Non me ne vogliano gli amici tedeschi, non ho ricordi esaltanti di ciò che ho mangiato in quei quattro giorni. Ma è un giudizio largamente incompleto: a mezzogiorno spuntini in qualche bar o birreria o chiosco, la sera tre cene nel nostro albergo, piuttosto standardizzate su assortimento di carni bovine e suine (buone, a parte qualche spezia alla quale non siamo abituati) e gli immancabili crauti e patate. Troppo poco per una conoscenza esauriente.

Itinerario

Il nostro itinerario è incentrato, più precisamente, nella regione denominata Franconia, che con le tre città che visiteremo, Norimberga (Nürnberg), Rothenburg ob der Tauber e Regensburg (Ratisbona) offre attrattive di altissimo valore anche a prescindere dal richiamo del periodo natalizio.

Da non perdere

NORIMBERGA - NÜRNBERG
Il mercato natalizio (Christkindlesmarkt), il più antico della Germania risalendo al 17° secolo, si tiene dall’ultimo venerdì di novembre (quindi quest’anno dal 29) al 24 dicembre e comprende quasi duecento bancarelle coperte dalle caratteristiche tende a strisce bianche e rosse: ci si può sbizzarrire tra decorazioni per albero di Natale e presepe, giocattoli, piatti decorati, artigianato e oggetti regalo in grande assortimento. Non mancano i chioschi di ristoro, sempre affollati, dove si possono gustare specialità quali il Lebkuchen (una sorta di panpepato), lo Hutzelbrot (un tipo di pane con uvetta e frutta secca) e il Gluhwein (vino caldo aromatizzato).
Oltre al colore locale (anche se siamo in un contesto ormai profondamente turisticizzato), si può apprezzare lo stupendo scenario della piazza che ospita il mercatino: è un vero trionfo dello stile gotico, con la Frauenkirche (Chiesa della Vergine), l’orologio meccanico che a mezzogiorno esibisce una coloratissima sfilata di automi, e la Schönen Brunnen (Fontana bella), una guglia dalla lavorazione raffinatissima che si eleva fino all’altezza di 19 metri.
Ma la maggiore attrattiva di Norimberga è il vastissimo complesso della Fortezza Imperiale (Kaiserburg), il cui nucleo originario risale alla metà del Millecento. Varcata la “Porta del Paradiso” ci si trova nel cortile interno, che già propone un colpo d’occhio tra i più scenografici: si allineano il Palazzo della Segreteria e il Magazzino delle Finanze, mentre al centro sorge la Casa del Pozzo, così detta in quanto racchiude il Pozzo Profondo che, scavato nel sottosuolo roccioso fino a 50 metri, assicurò per secoli il rifornimento d’acqua alla Fortezza. Tutti gli edifici denotano la tipica architettura nordica, con i tetti molto spioventi in tegole e le facciate con le travi a vista, che hanno funzione portante e non decorativa. Il cortile è dominato dalla tozza Torre Sinwell a sezione cilindrica sormontata da un’aggiunta cinquecentesca di forma conica, dalla sommità della quale si può ammirare uno splendido panorama sulla città.
Disponendo di un po’ di tempo, si può approfondire la visita dei locali interni della Fortezza, che costituiscono un vero e proprio museo, tra i quali la Sala dei Cavalieri, la Cappella dell’Imperatore, la Cappella Walpurga e la Torre dei Cinque Angoli: quest’ultima, di poco successiva all’anno Mille, è il più antico edificio cittadino rimasto intatto.
Lasciata la Fortezza, si percorre la via Am Ölberg per poi scendere tramite una scalinata fino alla Tiergärtnertor Platz, spazio di impianto teatrale che costituisce uno dei luoghi di aggregazione più graditi da abitanti e turisti. Accanto alla porta-torre quadrata che dà il nome alla piazza sorge la cosiddetta Casa di Pilato, nel Quattrocento officina di armature; di fronte, la bella casa dove visse negli ultimi vent’anni della propria vita Albrecht Dürer, oggi suggestivo museo che conserva intatti i locali abitativi, lo studio e le attrezzature del grande pittore e incisore.
A Norimberga sono ancora da vedere:
- la Weissgerbergasse, pittoresca strada che presenta una sfilata di belle case con facciate a graticcio e bovindi, i balconi sporgenti tipici del mondo germanico;
- il Maxbrücke, ponte dal quale si può apprezzare una delle più famose “cartoline” della città, con l’edificio del Weinstadel, prima lazzaretto poi magazzino di vino e oggi ostello, affiancato dalla Torre dell’acqua, che si specchiano nel fiume Pegnitz;
- la chiesa gotica di Sankt Sebald, ricchissima sia all’esterno che all’interno, in particolare la tomba del Santo, un elaborato monumento in bronzo alto quasi cinque metri strutturato in finissime colonnine ricche di motivi ornamentali;
- il Museo del giocattolo, industria della quale Norimberga fu una vera capitale mondiale prima dell’avvento dell’elettronica: per noi, che siamo la generazione dei meccanismi a molla e delle bambole ante-Barbie, uno struggente salto all’indietro nel tempo.

REGENSBURG - RATISBONA
Alla città possiamo purtroppo dedicare solo un pomeriggio, anche se la nevicata della notte e la giornata uggiosa ce la fanno apprezzare in una dimensione di calma ovattata che forse ne mettono ancora più in risalto il fascino.
La ben conservata Porta Praetoria ne rivela l’origine romana come “pagus” insediatosi sul Danubio già dal 70 a.C. Le successive vicende storiche videro Regensburg rivestire sempre un ruolo di rilievo, quale centro più importante del Granducato Bavarese poi prescelto come prima capitale della Baviera, più volte sede di importanti Diete durante l’Impero Carolingio e florido centro commerciale tra il XII e il XIV secolo.
I passati splendori sono tutt’ora ben visibili nel centro storico, in una mescolanza di aspetti monumentali ed angoli pittoreschi. Il Ponte di Pietra (Steinerne Brücke), scandito da sedici arcate e ottimamente conservato benché la sua costruzione risalga al 1146, fu considerato per secoli un punto di riferimento dell’ingegneria, tant’è vero che fu preso come modello per il più noto Ponte Carlo di Praga.
Tra le cose più rilevanti, anche in una visita superficiale qual è la nostra, suggerisco:
- l’Altes Rathaus (Vecchio Municipio), in stile gotico, nel quale si riunì il primo parlamento tedesco; oggi è sede del Museo della Dieta Imperiale, da non perdere per le grandiose sale medievali e rinascimentali;
- il Duomo, consacrato a San Pietro, che è considerato il massimo capolavoro dell’arte gotica in Baviera: veramente straordinaria è la lavorazione dei due campanili affiancati, mentre l’interno merita una visita per la ricchezza delle opere d’arte e delle vetrate policrome del XIV secolo;
- il castello dei principi Thurn und Taxis, fino a metà Settecento abbazia di Sankt Emmeram; da qualche anno la nobile famiglia ospita nei locali delle vecchie scuderie del maniero le ricchissime collezioni del Museo Nazionale Bavarese, grandi capolavori di pittura, ceramica, armeria e oreficeria;
- le numerose torri e case patrizie disseminate un po’ in tutta la città, testimonianze dell’antica potenza commerciale;
- una passeggiata lungo l’argine del Danubio opposto a quello del centro storico, oggi ancora più suggestiva per via della neve; da lì il colpo d’occhio, che abbraccia il fiume, i palazzi che vi si affacciano, lo Steinerne Brücke, la porta a torre che immette nel borgo sullo sfondo delle guglie del Duomo, è davvero indimenticabile.

ROTHENBURG OB DER TAUBER
Prima di partire, una collega che nell’arco di quindici anni ha girato la Germania in lungo e in largo, mi aveva detto: “Vai in Franconia? Non ti perdere assolutamente Rothenburg: è il più bel centro storico tedesco!”.
Trovandomi in Germania per la prima volta, non ho termini di raffronto, ma la cittadina è davvero splendida e si offre in tutta la bellezza grazie al divieto di circolazione delle auto nel centro storico. In buona parte racchiusa in una cerchia di mura, già dall’esterno se ne può ammirare il profilo ricco di campanili, torri e case con i tetti aguzzi dai pressi del trecentesco Ponte Doppio. Benché non manchino edifici di architettura civile e religiosa, l’attrattiva di Rothenburg è data più che altro dal tessuto urbano nel suo assieme, con le case-torri massicce, gli edifici dal tetto a spiovente, le nove porte che si aprono lungo le mura, le botteghe tradizionali, le insegne in metallo dorato, gli stemmi e i rilievi sulle facciate.
Nel marzo 1945 un terribile bombardamento distrusse buona parte della città, ma nel dopoguerra si operò un restauro rigoroso e, grazie all’uso del selciato, delle tegole, della pietra da costruzione, dei coloranti delle facciate conformi agli originali, si ha tuttora la sensazione di trovarsi in un angolo di Medioevo.
Cominciamo il nostro giro dalla Piazza del Mercato (Marktplatz), circondata da belle case nobiliari, che è oggi il principale luogo d’incontro così come nel corso dei secoli fu scenario degli avvenimenti rilevanti della storia cittadina. Centro del potere fu sempre il Municipio (Rathaus), imponente edificio in cui si mescolano lo stile gotico e quello rinascimentale; essendo un gruppo di una decina di amici, ci siamo prenotati per partecipare alla consueta udienza domenicale di un rappresentante del Borgomastro, nel corso della quale viene rievocato l’episodio della Meistertrunk (vedi Curiosità) bevendo un sorso di vino bianco da una grossa caraffa passata di bocca in bocca.
La Marktplatz ospita, durante il periodo dell’Avvento, l’immancabile mercatino natalizio, mentre all’interno del Rathaus sono allestite le bancarelle del Reiterlesmarkt, con una ampia offerta di prodotti tipici e giocattoli. L’atmosfera di festa è sottolineata per tutto il mese di dicembre da coloratissime luminarie lungo le strade, fiaccolate, spettacoli di marionette e concerti d’organo.
Vivamente consigliabile è una passeggiata non frettolosa lungo la Via dei Signori (Herrengasse); ognuna delle case che si affacciano si differenzia dalle altre e merita un’attenta osservazione per qualche particolare, siano i cortili interni fioriti, i balconi sporgenti, le torrette agli angoli o i frontoni decorati.
Assolutamente da vedere (ma le attrattive elencate non escludono tutto il resto) sono:
- la piazzetta sulla quale sorge la magnifica fontana Herterich (Herterichsbrunnen), una vasca a dodici lati al centro della quale si alza la colonna di San Giorgio; sull’angolo tra la “Casa dei Macelli e del ballo” e la “Casa Jagstheimer”, è uno degli angoli più incantevoli di Rothenburg;
- lo scorcio della Porta della Fortezza (Burgtor) ai piedi del torrione più antico e più alto della città, nei pressi dei giardini (Burggarten), dai quali si gode di un vasto panorama sulla Valle del Tauber disseminata di piccoli villaggi e numerosi mulini;
- la chiesa di San Giacomo (Jakobskirche), uno slanciato edificio gotico che racchiude all’interno gli Altari dei Dodici Apostoli e del Preziosissimo Sangue, due meravigliose opere in legno intagliato e dorato considerate tra i maggiori capolavori dell’arte tedesca;
- il Plönlein, una pittoresca piazzetta che costituisce una delle più classiche “cartoline” della città, con una bella fontana antistante una casa gialla a travatura reticolare, fiancheggiata dalla Torre Sieber e dalla Porta di Kobolzell;
- il cammino di ronda, ideale completamento della visita della città; di fianco alla Porta di Röder (Rödertor) sale una scaletta in legno che porta al camminamento, coperto da una tettoia in legno, che un tempo sormontava l’intero perimetro delle mura; sono tuttora accessibili 2000 dei 3600 metri complessivi e credo sia superfluo raccomandare di percorrerli su tutto il loro sviluppo per non perdere uno solo dei fantastici scorci dall’alto sul borgo.

Curiosità 

** È davvero curioso sapere che la dinastia dei principi Thurn und Taxis, di cui ho parlato a proposito di Ratisbona, ha le proprie origini in Italia, più precisamente a Cornello dei Tasso, piccolo villaggio delle montagne bergamasche. Circa cinque secoli fa la famiglia istituì il primo servizio postale d’Europa, dando inizio all’accumulo di un’immensa ricchezza. Nel 1748 il principe Alexander acquistò l’abbazia di Sankt Emmeram e la fece ristrutturare come castello, che diventò per secoli il principale polo della vita culturale e mondana della città.
** La storia di Rothenburg ebbe il momento culminante durante la Guerra dei Trent’anni il 31 ottobre 1631, con un episodio rievocato ogni anno in una rappresentazione in costume il giorno di Pentecoste. Il generale imperiale Tilly, entrato in città dopo un lungo assedio, ordinò di darla alle fiamme e di giustiziare i quattro membri del Consiglio. In attesa del boia, il capocantiniere non volle venire meno ai doveri dell’ospitalità e offrì al generale il tradizionale boccale da 3 litri e un quarto di vino, al che Tilly promise la grazia se uno dei consiglieri fosse riuscito a bere l’intero contenuto in un solo sorso. Si fece avanti l’ex borgomastro Nusch, che in dieci minuti riuscì a compiere la “Bevuta magistrale” (Meistertrunk). La promessa venne mantenuta e la città fu salva; Nusch si svegliò dopo tre giorni ma campò ancora 37 anni e morì ottantenne.

La Franconia: mercatini, ma non solo

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