Porquerolles e Port-Cros, le "isole d'oro"

in viaggio con leander in Francia

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Porquerolles e Port-Cros, le

L'arcipelago di Hyères, un gruppo di tre isole maggiori con isolotti sparsi disabitati, è una meta ideale per un weekend lungo, praticamente in ogni stagione. Essendo nel punto più meridionale della Provenza e situate a ridosso di un bel golfo, le isole godono di un clima privilegiato (i dépliants parlano di 300 giorni di sole l'anno) che le rende apprezzabili in estate per il mare stupendo ma anche nelle mezze stagioni per le belle passeggiate nel cuore di una natura incontaminata.
Da sempre noto come arcipelago delle "isole d'oro" per le sue bellezze, esso fu abitato nel corso della storia da popolazioni liguri, poi dai greci e dai romani. In certi periodi non mancarono vicende legate alla pirateria.
Su richiesta di un dopolavoro aziendale, vi ho organizzato un soggiorno di tre giorni in occasione delle festività pasquali e questo ne è il resoconto.

Come spostarsi

Essendo un gruppo di una quarantina di persone, abbiamo affittato un pullman con autista, sostenendo una spesa più contenuta rispetto alle auto private.
Hyères dista da Genova 340 km., prevalentemente in autostrada: A10 fino a Ventimiglia, A8 oltre il confine, A57 dopo Vidauban Sud, infine A570 per gli ultimi 10 km. dopo il bivio di La Chaberte.
Alle isole si accede tramite battelli:
** per Porquerolles in partenza dal molo di La Tour Fondue, all'estremità della penisola di Giens, una decina di km. a sud di Hyères. La traversata dura 25 minuti.
** per Port-Cros in partenza dal porto di Hyères, con una traversata di circa un'ora.
** per l'Iledu Levant in un'ora e un quarto da Hyères.

Dove alloggiare

Abbiamo fatto base in uno dei tanti alberghi tutti uguali sul lungomare di Hyères, attrezzati per gruppi organizzati. Come da aspettative, si è rivelato senza infamia e senza lode, nel senso che, cambiando clientela ogni uno o due giorni, non si affannano più di tanto nel sistemare piccole magagne come il rubinetto che perde, la rete del letto allentata, la serratura dell'armadio rotta o il pezzo di moquette che si stacca.
Del resto l'uno vale l'altro, salvo rivolgersi a un quattro o cinque stelle; trattandosi però di una struttura nella quale passare solo due notti, non mi è sembrato il caso.

In cucina

Le due cene erano comprese nella mezza pensione concordata con l'albergo, quindi immancabile il menù fisso: la prima sera couscous e insalatona mista, la seconda zuppa del giorno e un misto pesce. Niente di memorabile.
Colazione anch'essa in albergo, su livello di un grigio anonimato.
Dovendo ripetere l'esperienza di organizzare un gruppo, non sottoscriverei la mezza pensione ma mi orienterei su uno dei tanti ristorantini del lungomare o del centro storico.
Per i due pranzi al sacco con provviste acquistate individualmente.

Itinerario

Giunti a Hyères intorno alle 15 del primo giorno, abbiamo impiegato qualche ora nella visita della città, mentre il secondo e il terzo sono stati dedicati rispettivamente a due delle isole principali, Porquerolles e Port-Cros, privilegiandone ovviamente l'aspetto ambientale e naturalistico.
Abbiamo tralasciato la terza, l'Ile du Levant, in quanto è quasi per intero zona militare, fatta eccezione per la colonia di naturisti di Héliopolis.

Da non perdere

HYÈRES
E' la classica città provenzale, con un tocco di mondanità e modernismo aggiunti essendo punto di riferimento per la visita delle isole. Le attrattive si concentrano nella città vecchia, con le antiche case lungo le stradine che si intersecano, le botteghe, i laboratori di artigianato, qualche insegna caratteristica; ne è punto focale la Place St-Paul con l'omonima chiesa gotica, fin troppo rimaneggiata. Sulla collina vi sono le rovine del castello e delle fortificazioni medioevali, al cui proposito viene da fare una considerazione: in tutta la città ci si imbatte in cartelli "Chateau", in pratica un continuo invito alla visita, che peraltro si rivela deludente, trattandosi di brevi tratti di muretti sparsi in un'area alquanto trasandata. Indubbiamente gli amici francesi ci sanno fare, pur avendo solo una piccola percentuale delle bellezze che vantiamo in Italia. Se in un paese c'è anche una sola, piccolissima attrazione, state pur certi che sanno pubblicizzarla anche oltre l'effettivo pregio; quante volte in Italia ci si imbatte invece in meraviglie di cui nemmeno i residenti conoscono l'esistenza!
Insomma, quattro passi a Hyères, nel suo centro e sul lungomare si possono fare giusto se ci si trova a soggiornare lì… Andarci appositamente, beh, penso che si possa sopravvivere anche senza…

PORQUEROLLES
Di forma allungata che ricorda una mezzaluna, è la più grande delle tre isole maggiori, lunga 7,5 km. e larga 3. Già attraccando sulla sua costa nord, si ha un bel colpo d'occhio sulla rada e sul porticciolo turistico dominati dalla mole del quattrocentesco Fort St-Agathe, ben conservato e adibito a mostra di archeologia sottomarina.
L'isola è contraddistinta dalla varietà di vegetazione, nella quale dominano estesi boschi di pini. Sono presenti anche tre terreni coltivati a vigneto, che producono un apprezzato Côtes de Provence. Inoltre oliveti, frutteti, agrumeti e una grande varietà di piante tutelate dal Conservatorio Botanico.
Porquerolles è percorsa da numerosi sentieri escursionistici praticabili anche con biciclette, disponibili a noleggio al porto.
La visita può partire dal villaggio, situato subito a sud dell'area portuale, tutto raccolto attorno alla bella piazza alberata, delimitata dalla chiesa e contornata da negozietti e locali di ritrovo con i déhors ombreggiati.
Gli itinerari consigliati sono principalmente due, che consentono un'idea esauriente delle due coste, caratterizzate da morfologie completamente differenti: spiagge di sabbia finissima su quella settentrionale, falesie rocciose a strapiombo su quella sud.
Dal villaggio si segue verso est il sentiero che rasenta in successione le spiagge della Courtade e di Lequin, scavalca i promontori di Pointe du Lequin e Pointe de l'Alycastre per scendere poi sulla splendida spiaggia di Notre Dame. Si taglia in direzione sud verso l'interno dell'isola fino a toccare il Sémaphore, già visibile da lontano e punto più elevato con 142 metri: qui è opportuna una sosta per il vastissimo panorama. Raggiunta la costa meridionale raccordandosi così al secondo itinerario, ci si spinge fino alla Pointe de l'Oustau de Dieu, che offre vedute vertiginose da entrambi i versanti del promontorio sul mare sottostante. Si piega di nuovo verso nord per raggiungere il Fort St-Agathe e di lì il porto.
L'intero anello descritto impegna non più di tre ore, il che lascia il tempo di raggiungere (un paio di km. tra andata e ritorno dal porto) anche la Plage d'Argent, considerata la più suggestiva dell'isola.

PORT-CROS
E' l'isola mediana dell'arcipelago e la più piccola delle tre, estendendosi per meno di 7 kmq. Dagli anni Sessanta è Parco Nazionale e, per apprezzare i fondali di grande bellezza, vi è stato realizzato un percorso sottomarino di 600 metri, segnalato come quelli a terra, nella baia antistante la Plage de la Palud, raggiungibile con una passeggiata di mezz'ora dal molo.
L'isola, interdetta al traffico motorizzato, è la più selvaggia dell'arcipelago e può essere visitata con tre itinerari pedestri ad anello, tutti con partenza e arrivo dal porticciolo:
** sentier des Plantes (1 ore 30');
** circuit des Crètes (3 ore);
** circuit de Port Man (4 ore).
Quest'ultimo è il più esauriente ed è quello che scegliamo per la nostra escursione. Dal porto, situato in una bella rada sulla costa nord-ovest dell'isola, si punta verso l'interno e per quasi un'ora e mezza si procede attraverso una vegetazione rigogliosa; pur trovandoci in un'isola piccola, per lunghi tratti nemmeno si scorge il mare.
Giunti in vista della spiaggia di Port Man, prima di scendervi merita una breve deviazione sull'omonima penisoletta, estremità orientale di Port-Cros e punto panoramico di prim'ordine sulla meravigliosa baia. Contornata la spiaggia e ripresa quota, inizia il settore più spettacolare dell'itinerario, un sentiero sempre in cresta a breve distanza dalla costa rocciosa con vedute sempre nuove sul mare sottostante; tra la Pointe de la Galère, punto più settentrionale dell'isola, e la Pointe de la Palud il percorso prende il nome di Sentier des Falaises du Nord, sempre in vista di falesie strapiombanti.
Il belvedere dall'alto sulla già citata Plage de la Palud è il più appagante dell'intera escursione e merita una sosta per ammirare l'acqua cristallina della baia sulla quale spicca il Rocher du Rascas, un suggestivo isolotto roccioso.
Scesi alla spiaggia, è il momento giusto per un spuntino, per la prima tintarella della stagione e per un tentativo di balneazione che, data la temperatura di metà aprile, non va al di sopra dei polpacci e oltre i dieci secondi di permanenza in acqua!
Siamo ormai a breve distanza dal molo, ma vale la pena impiegare ancora una mezz'ora per una breve visita al Fort de l'Estissac e al poco distante Fort de l'Eminence, le più ben conservate delle cinque fortezze che un tempo costituivano il sistema difensivo dell'isola.

Curiosità 

Presso l'imbarcadero di ciascuna isola è presente un ben attrezzato ed efficiente ufficio di accoglienza turistica. Consiglio una sosta prima della partenza delle escursioni per acquistare le mappe (marine e terrestri) delle isole, molto utili non solo per l'orientamento ma anche per le molte notizie in esse contenute, che consentono una visita veramente completa sotto ogni aspetto.

Immergiamoci in un mare d'incanto e in una natura incontaminata!

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