Il Désert des Agriates, la Corsica più selvaggia

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Il Désert des Agriates, la Corsica più selvaggia

Compreso fra il Capo Corso e la Balagna, il Désert des Agriates è una zona selvaggia e poco frequentata. Per 35 chilometri, la strada offre scenari incontaminati: macchia a perdita d'occhio, montagne desertiche, e più avanti il golfo di Saint Florent. La presenza umana è limitatissima, solo qualche abitazione di tanto in tanto.
Il Désert, così chiamato nel secolo scorso - lo si intuisce - per il suo quasi totale spopolamento, fu un tempo zona coltivata e la presenza umana è attestata da quattro dolmen ai piedi del Monte Revinco. Lungo il percorso, capita di imbattersi nei tipici pagliaghj (pagliai, segno di un passato di coltivazioni di frumento), costruzioni in pietre a secco coperte di erba oggi usate come rifugi di pastori.
Trattandosi di un'area protetta, la fascia costiera è integralmente preservata e del tutto priva di costruzioni. Di conseguenza, la gente che si vede sulle spiagge nella stagione estiva è per la quasi totalità arrivata via mare, essendo l'accesso via terra evitato dalla massa dei turisti per il caldo e l'aridezza del territorio.
E' quindi vincente la scelta di effettuare l'escursione a piedi nelle mezze stagioni lungo il cosiddetto "sentiero del doganiere", una fascia litoranea larga qualche metro percorribile a tratti o interamente, a seconda dei giorni a disposizione.
Gli estimatori delle belle spiaggie di sabbia bianca sono appagati da scenari mozzafiato e mare cristallino, in particolare a Loto e Saleccia. Ma anche chi ama la montagna può trovare grossa soddisfazione, visto che - nonostante la modestia delle quote, la massima è quella della Cima d'Ifana con 479 metri - il contesto circostante ha spesso l'asprezza e la grandiosità degli ambienti alpini.
E' su queste premesse che un gruppetto di amici del CAI di Arenzano (in rigoroso ordine alfabetico per non fare torto a nessuno Agnese, Elvira, Enzo B, Enzo N, Franco, Gabriella, Gianpaolo, Laura, Raffaele, Marina, Rosy) hanno organizzato in quattro e quattr'otto un fine settimana lungo per toccare con mano (anzi… con piedi!) le bellezze del Désert.Un fine settimana lungo, per gustare al meglio la parte più integra dell'isola nella quiete del "fuori stagione"Qualche indicazione di carattere pratico:
Il sentiero è classificato di difficoltà E (escursionisti) con alcuni brevi tratti EE (escursionisti esperti).
Carte utili (acquistabili nel negozio sulla piazza principale di Saint Florent): n. 4249 OT e 4348 OT dell'IGN (Institut Geographique National) al costo di 9 euro a cartina.
Ecco il nostro itinerario, descritto per sommi capi ritenendo preferibile far parlare le immagini, ben più eloquenti di un elenco di luoghi!
Le fotografie sono di Marina Traverso, Enzo Bevilacqua e Laura Ghiron.

Partenza da Savona venerdì 5 ottobre alle 21 con il traghetto della Corsica Ferries.
La mattina successiva arriviamo a Bastia alle 8 e ci trasferiamo con le macchine a Saint Florent. Come prima incombenza, provvediamo subito a portare una vettura al luogo di arrivo dell'escursione, vale a dire alla spiaggia dell'Ostriconi (90 minuti fra andata e ritorno). Posteggiamo le altre auto alla fine della spiaggia La Roya (volendo si può guadagnare 1 km facendo in macchina la strada sterrata).
Alle 10,45 cominciamo a camminare. È un sentiero carico di profumi di macchia mediterranea e di selvagge piccole insenature. Attraversiamo in successione Punta Cepo, Punta Mortella, la spiaggia di Loto, Marina di Peraldu, Punta dell'Acqua, Punta Curza, Punta Furmiguli, la spiaggia di Saleccia: qui giunti, attenzione, bisogna attraversare tutta la spiaggia per arrivare al campeggio "U Paradisu" e non lasciarsi ingannare dal cartello esistente all'inizio che porta fuori strada!
Arriviamo al campeggio alle 17, con tutto il tempo di dedicarci alla vena e a una bella nuotata in un'acqua che non ha nulla da invidiare al mare caraibico.

Domenica 7 ottobre partiamo alle 8,30. Attraversiamo Cala Fecciajo, Punta Mignola, la spiaggia di Trave, Punta Negra, la spiaggia di Ghignu (circa 2 ore). Qui è possibile pernottare, esiste infatti un Gite d'etape con alcuni bungalow senza bagno né letto, ciascuno dei quali può ospitare sette persone.
Proseguiamo toccando Punta Pietre Alta, Cala Mafalcu, Punta Mafalcu, Punta Tagliacarne, San Martinu, Cala d' Arghiaghiu, Punta u Dalfinu, Punta Solche, Punta Corbu: il sentiero si sviluppa ora in quota, passa all'interno attraversando il Monte Orlandu (107 m.) e ritorna sul mare a Cala Vana. Toccate Punta Paraghiola e Cala Paraghiola, raggiungiamo infine la spiaggia di Osticoni, punto terminale dell'itinerario, intorno alle 17. È stata una tappa lunga e faticosa e risulta ben meritato un magnifico bagno.
Tre autisti ritornano a Saint Florent a recuperare le macchine. Alle 20 siamo a Sant'Ambrogio dove disponiamo di due appartamenti. Doccia e cena.

Lunedi 8 ottobre giornata di meritato riposo nella quale facciamo i turisti, dapprima a Calvi, con visita della Cittadella (già nota ma sempre piacevole), pranzo e un po' di mare. Alle 16 ritorniamo a Bastia, dove in attesa del traghetto abbiamo il tempo per una passeggiata nella città vecchia.
Imbarco e partenza alle 21. Martedi 9 ottobre in mattinata arrivo a Savona.

Considerazioni e consigli finali:
1) evitare il percorso in luglio e agosto per il caldo e la mancanza d'acqua.
2) se possibile effettuarlo in tre tappe anziché due con pernottamenti al camping "U Paradisu" e al gite d'etape di Ghignu: oltre che poter tenere un ritmo di marcia più pacato per ammirare con calma gli splendidi paesaggi, c'è la possibilità di bagni più frequenti in un mare che non sfigura al confronto di tante mete esotiche e lontane!Campeggio "U Paradisu", tel 0033495378251 (sig. Abdul); bungalow da 4 posti letto con bagno, doccia calda (20 euro a persona), uso cucina e possibilità di acquistare acqua, bevande e generi alimentari essenziali.

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