Aquitania e Midi-Pirenei, il fascino discreto di una Francia d’altri tempi

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Aquitania e Midi-Pirenei, il fascino discreto di una Francia d’altri tempi

Venti giorni trascorsi alla scoperta di due regioni affascinanti, poco conosciute e per questo ancora “genuine”, che davvero non ci hanno risparmiato nulla:
* Conques, Saint-Cirq Lapopie, Pujols, Penne d’Agenais, Monpazier, Beynac, La Roque Gageac, Domme, Sarlat, Saint Jean de Côle, Brantôme, Bergerac, Cordes sur Ciel, Albi: bastides e borghi dall’aspetto più o meno medievale che, sebbene si rassomiglino molto per via della loro struttura urbanistica, non ci hanno mai stancati;
* imponenti castelli costruiti in luoghi strategici e mozzafiato, testimonianza del passato tormentato di una terra sempre contesa. Dall’alto di uno sperone roccioso o in armonia con la quiete del parco circostante, ci hanno lasciati attoniti i castelli di Bonaguil, Castelnaud, Beynac, Castelnau-Bretenoux, Hautefort, La Brède, Roquetaillade;
* vigneti, vigneti e ancora vigneti. File perfettamente parallele di viti con l’uva nera che brilla al sole. Sicuramente questa immagine mi tornerà in mente ogni volta che sentirò parlare di Bordeaux e di Saint-Émilion. Ricordo con piacere la giornata che abbiamo passato a scorrazzare tra i numerosi Châteaux del Médoc, le tenute dei produttori di vino;
* la costa Atlantica: rocce aspre e inospitali che si alternano a distese di sabbia battute dal vento. Peccato per il tempo, quasi sempre brutto o comunque coperto, e per i pochi giorni a disposizione da dedicare al bacino di Arcachon con la sua celebre Dune du Pyla, meta delle vacanze dei francesi, ma anche alla mondana Biarritz, dove palazzi enormi e ville lussuose convivono in un contesto paesaggistico degno di nota;
* i luoghi di passaggio lungo il Cammino di Santiago de Compostela. Abbiamo apprezzato la solennità e il fascino di mete di pellegrinaggio come Conques o Rocamadour e l’architettura delle abbazie di Moissac, La Sauve-Majeure e St. Sever, del santuario di Penne d’Agenais, delle cattedrali di Périgueux e Albi.

Le nostre guide
* Le Guide Mondadori - FRANCIA DEL SUD-OVEST (Mondadori 2007, € 24,00)
La prima edizione di una guida italiana interamente dedicata all’Aquitania e ad un tratto dei Midi-Pirenei: Bordeaux (la storia, i vigneti, le cantine, l’alta cucina), le spiagge di Biarritz, le dune di Arcachon, il Faro di Cordouan, le grotte di Lascaux, i castelli del Périgord, i parchi naturali delle Landes, i Paesi Baschi (le montagne, le antiche tradizioni, le feste, le corride).
* BORDEAUX E LA STRADA DEI VINI (Dumont 2003, € 14,00)
Anche se un po’ datata, la guida è utile per integrare un itinerario tra Bordeaux e Bordelais (la città di Bordeaux, le terre tra Garonna e Dordogna, Saint-Émilion e il Libournais, la strada del vino del Médoc), Côte d’Argent e Landes (la costa del Médoc, la baia di Arcachon, le Landes e i parchi naturali) e Paesi Baschi (la costa e l’entroterra).
* TRAVELLER Francia magica Aquitania e Midi-Pirenei (Condé Nast Marzo 2003, € 6,20)
Un viaggio straordinario sulle strade dell’arte, dell’ospitalità e del gusto: Bordeaux, Mont-de-Marsan, Biarritz, Pau, Périgueux, Agen, Tolosa, Cahors, Montauban, Auch, Lourdes, Tarbes, Rodez, Albi, Foix e i loro dipartimenti.
* Ultime, ma non meno importanti, le informazioni reperite su FRANCE GUIDE, il sito internet ufficiale del turismo francese: articoli e brochures scaricabili gratuitamente in formato pdf, ma anche dépliants cartacei ricevuti via posta. Oltre ai dépliants, ci siamo fatti spedire “Pass’Périg’OR 2007”, un carnet di buoni sconto, gratuito, che agevola con alcune riduzioni l’ingresso a molteplici siti turistici del Périgord.Venti giorni tra le bastides, le vigne, i castelli e le architetture religiose del Sud-OvestDomenica 5 agosto 2007
Ore 8:00, si parte! Finalmente, dopo mesi di preparativi, è arrivato il grande giorno.
Caricata la macchina, iniziamo la lunga “traversata” verso ovest che ci terrà occupati per tutta la giornata. Il viaggio procede tranquillamente, con più soste rispetto al solito a causa della presenza di Camilla, il mio cane, che giustamente ha le sue necessità durante un viaggio di 950 km.
Nel tardo pomeriggio arriviamo al VIADOTTO DI MILLAU, il più alto del mondo, prima vera attrazione di questa vacanza e tappa d’obbligo per Alessio. Arriviamo fino alla piazzola di sosta ai piedi del viadotto (il torcicollo è assicurato!), dove troviamo anche un ufficio informazioni ed una piccola esposizione.
Terminata la visita di un vero e proprio prodigio dell’ingegneria, riprendiamo il viaggio verso Luzech, base del nostro primo pernottamento.

Lunedì 6 agosto 2007
Ci svegliamo sotto un cielo grigio che non promette nulla di buono e nel giro di pochi minuti la pioggia ci sorprende mentre siamo in viaggio verso Conques, prima tappa della giornata.
CONQUES, paese-gioiello dell'Aveyron superbamente adagiato sull’altopiano di Larzac, è sicuramente uno dei luoghi che ci sono piaciuti di più. A differenza di altre località, conserva ancora un aspetto naturale e non troppo turistico. Raccolto intorno all’Abbazia di Sainte-Foy, il paese è un insieme di stradine acciottolate e di case a graticcio, che io adoro. L’abbazia è meta dei pellegrini in viaggio verso Santiago di Compostela e ne abbiamo trovati alcuni, riconoscibili con gli enormi zaini in spalla e il bastone in mano, all'ingresso dell'ostello gestito dai monaci. Conques è di dimensioni contenute, quindi non ci rimarremo più di tre ore. Dopo la visita di Conques ci spostiamo alla volta di Figéac.
Forse gli unici punti di interesse della città di FIGÉAC sono Place Champillon, cuore della città, e la chiesa di Notre-Dame-du-Puy, da dove si ha una discreta veduta d’insieme sulla città medievale. Nel complesso, Figéac non ci ha lasciato un ricordo indelebile.
Lasciata Figéac, veniamo nuovamente sorpresi da un acquazzone, al che decidiamo di rimandare a domani la visita di Saint-Cirq Lapopie, sperando in un tempo migliore.
Ci spostiamo allora a Cahors e, sempre sotto l’acqua, cerchiamo un ristorante per la cena. Per il pernottamento ritorniamo a Luzech.

Martedì 7 agosto 2007
Il risveglio sembra una replica della giornata di ieri: tempo molto incerto e di lì a poco ancora pioggia.
Facciamo ritorno a CAHORS, attirati da quel poco che abbiamo visto la sera prima mentre cercavamo un ristorante. Il destino sembra proprio remarci contro, visto che la pioggia si trasforma in diluvio universale proprio mentre Alessio è a scattare fotografie sul Pont Valentré, a detta della guida uno dei ponti medievali più belli d’Europa.
Per nostra fortuna, di lì a poco smetterà di piovere, quindi, dopo un giro sul lungofiume di Cahors, ci muoviamo in direzione di Saint-Cirq Lapopie.
SAINT-CIRQ LAPOPIE, abbarbicato su una parete rocciosa della valle del fiume Lot, non è certo a caso uno dei più bei villaggi di Francia. Più turistico di Conques, il borgo è pur sempre un insieme delizioso di viuzze lastricate e botteghe di artisti. Consiglio una visita nel primo mattino perché con il passare delle ore la quantità di gente aumenta in maniera esagerata.
Lasciata Saint-Cirq Lapopie, ci dirigiamo verso uno dei “flop” più clamorosi della vacanza: MONTAUBAN. Credo che ancora oggi Alessio si stia domandando il perché della sosta e, in effetti, anche io. Forse mi sono lasciata ingannare da una bella foto del Pont-Vieux, l’imponente ponte fortificato, fatto sta che la visita di Montauban ha sicuramente battuto ogni record di non-permanenza visto che una passeggiata di venti minuti per la zona pedonale non ci ha convinti a rimanere oltre.
Una cinquantina di chilometri ci separano da MOISSAC e dalla sua abbazia. Il chiostro dell’Abbazia di Saint-Pierre è davvero notevole, annoverato tra i patrimoni mondiali dell’umanità (ingresso € 5,00) insieme al prezioso timpano.
Lasciata Moissac, ci muoviamo in direzione di Dondas, un minuscolo paesino nella zona di Puymirol. Qui si trova il nostro b&b, che troviamo non senza fatica a causa della scarsa segnaletica. Dopo un attimo di panico, dato che la proprietaria si era dimenticata della nostra prenotazione, ci sistemiamo in camera, fortunatamente libera, e ci prepariamo per la table d’hôtes. Per la prima volta proviamo l’esperienza di cenare a casa dei proprietari ed è stata una bellissima serata, tra gente di età e nazionalità diverse, discorsi più o meno capiti e risate, il tutto accompagnato con ottimi cibi e vini locali.

Mercoledì 8 agosto 2007
Dopo un’abbondante colazione e dopo aver obbligato Alessio a fotografare tutti e dieci i cani della tenuta, ci spostiamo alla volta di Puymirol, prima tappa della giornata.
PUYMIROL è la più antica bastide della zona di Agen. Il borgo, in realtà, non ci è piaciuto moltissimo, forse perché troppo poco curato. Basti pensare che la piazza centrale, che in altri luoghi è così caratteristica, qui è un comune parcheggio. Non dedichiamo molto tempo e Puymirol e preferiamo spostarci alla volta di Agen.
AGEN è di dimensioni maggiori, una città vera e propria. Lasciata la macchina in un parcheggio del centro, giriamo tutta la città vecchia, di dimensioni contenute, a piedi, seguendo il percorso proposto dalla guida e che ci fa passare in rassegna Place des Laitiers, Place du Maréchal Foch con la Cathédrale Saint-Caprais, la chiesa di Notre-Dame-du-Bourg, Place du dr. Esquirol con il celebre Théâtre Ducourneau e rue Beauville, la via delle case a graticcio.
Da Agen ci spostiamo alla volta di LAROQUE-TIMBAUT, minuscolo paesino sorto su un affioramento roccioso, la cui unica attrattiva è la halle (il mercato coperto) in legno che poggia su delle belle colonne toscane.
Dopo due mezze delusioni (Puymirol e Agen, appunto), ci rifacciamo con la visita di PUJOLS, classificato uno dei più bei villaggi di Francia. Accedendo dalla Porte de Ville, ci muoviamo senza una meta precisa tra la piazza centrale, con l’immancabile halle, e le stradine lastricate. La quiete regnerebbe sovrana in questo minuscolo borgo se non fosse per i preparativi del mercatino serale. Ci ripromettiamo di tornare a Pujols il giorno dopo, sperando che nel frattempo tutti i banchetti siano stati rimossi.
Ultima tappa della giornata e sede del nostro b&b, PENNE-D’AGENAIS.
Penne-d’Agenais è stata una bella sorpresa, ci è piaciuta tantissimo. Abbiamo avuto l’opportunità di visitarla all’ora di cena, quindi “sgombra” dai turisti, silenziosa e suggestiva. Giriamo per tutte le viuzze fino ad arrivare in cima al colle su cui sorge la Basilica di Peyragude, riconoscibile anche da lontano grazie alla sua cupola argentata.

Giovedì 9 agosto 2007
Dopo un ultimo giro a Penne-d’Agenais, ritorniamo a Pujols, che adesso ha riacquistato il suo stile di borgo medievale.
Dopo essere passati per VILLENEUVE-SUR-LOT, la bastide più grande del Lot-et-Garonne (fin troppo grande, "sa" troppo di città) e MONFLANQUIN, una bastide che, seppur classificata uno dei più villaggi di Francia, non ci è piaciuta più di tanto, ci spostiamo in direzione del vero protagonista della giornata, il Castello di Bonaguil.
Il CASTELLO DI BONAGUIL è un affascinante castello duecentesco che si erge su uno sperone roccioso ai piedi di un colle. Indimenticabile la sensazione di stupore nel ritrovarselo davanti svoltata una delle tante curve della strada che conduce al castello.
Il nostro b&b di questa sera si trova ad una manciata di chilometri dal borgo di Monpazier, dove ci fermeremo solo per la cena, rimandando a domani la visita.

Venerdì 10 agosto 2007
Iniziamo la giornata con la visita di MONPAZIER, una bastide che pare essere una delle meglio conservate di tutto il sud-ovest della Francia. Molto caratteristica la piazza centrale, in particolare le sue costruzioni a graticcio.
Passando per BIRON, celebre per il suo imponente castello medievale e rinascimentale, arriviamo al bellissimo CASTELLO DI CASTELNAUD, che visitiamo anche all'interno (€ 7,20). Qui il cane, infatti, entra senza problemi nelle corti, ma anche all’interno del castello stesso, che ospita una vasta esposizione sulle armi e sulla guerra nel Medioevo. Imperdibile il panorama sulle valli della Dordogna e del Céou. Da qui si vedono distintamente Beynac e La Roque Gageac.
Terminata la visita del castello, ci muoviamo in direzione di Cénac, dove avremmo dovuto trovato la prenotazione al b&b scelto. Anche qui, incredibilmente, se ne sono dimenticati! Non siano fortunati come a Dondas perché di camere libere non ce ne sono più e, dopo un attimo di smarrimento, i proprietari, visibilmente mortificati, si mettono all’opera e riescono a trovarci una camera in un piccolo hotel di Cénac. Nonostante il risparmio dato che l’hotel ci costa meno e i proprietari del b&b per scusarsi ci pagheranno la prima notte, siamo un po’ amareggiati perché la nostra chambre d’hôte era decisamente più caratteristica.
Per la cena ci spostiamo a Beynac, molto suggestiva con le luci della sera.

Sabato 11 agosto 2007
Oggi prosegue la “tre giorni” nella Valle della Dordogna, con mia grande impazienza visto che, nei mesi che hanno preceduto il viaggio, tra ricerche di informazioni e scambio di opinioni con chi già c’era stato, mi ero fatta l’idea che questa zona potesse rivelarsi molto interessante. E così è stato, perché abbiamo trovato la Valle della Dordogna a dir poco affascinante.
Incominciamo la giornata ritornando nella vicina BEYNAC, cittadina abbarbicata su una formazione rocciosa a strapiombo sul fiume, davvero spettacolare. Ci inerpichiamo per le ripide vie lastricate fino ad arrivare alle pendici del castello che, strategicamente posizionato tra il Périgord e l’Agenais, garantisce una bella vista sul fiume e sulla valle circostante.
Vicino a Beynac, visitiamo il PARC DE MARQUEYSSAC, un groviglio di giardini (6 km il percorso totale) e di punti panoramici su tutta la valle. Il parco ci è piaciuto, ma meno di altri giardini visti nei giorni successivi. In un ipotetico itinerario lo consiglio, ma in mancanza di tempo si può tranquillamente evitare (ingresso € 6,80).
Rimandiamo a domani la visita della vicinissima La Roque Gageac e ci spostiamo alla volta della splendida SARLAT che, nonostante sia una città a tutti gli effetti, conserva lo spirito medievale dei tanti borghi visti finora. Sarlat è molto trafficata e infatti impieghiamo una buona mezz’ora a trovare un parcheggio libero. Ci spostiamo nel cuore della città, Place de la Liberté, e da qui ci muoviamo nelle vie medievali, alla scoperta delle bellezze di Sarlat: la Maison de la Boétie, la Cathédrale Saint-Sacerdos, il Palazzo vescovile, la Lanterne des Morts.
Lasciamo Sarlat dopo esserci gustati una crêpe in uno dei tanti bar del centro e torniamo in direzione di Cénac passando prima per DOMME, altro borgo degno di nota.

Domenica 12 agosto 2007
Anche la giornata di oggi inizia nella Valle della Dordogna, con la visita di LA ROQUE GAGEAC, simile a Beynac come struttura e bella uguale. Il vero obiettivo della giornata, però, è il complesso religioso di Rocamadour. Per arrivarci, passiamo innanzitutto per il CASTELLO DI CASTELNAU-BRETENOUX.
Questo imponente castello di fattura militare, che ci limitiamo a visitare solo da fuori, è molto caratteristico per il colore quasi rosso del materiale, ripreso anche dalla manciata di case che sorgono ai suoi piedi.
Nel tornare indietro di pochi chilometri in direzione di Rocamadour, ci fermiamo nel borgo di CARENNAC, scoperto per caso proprio per raggiungere il castello. Carennac è, a ragione, classificato uno dei più bei villaggi di Francia. Ci reputiamo fortunati ad esserci passati perché merita davvero una visita e ci stupiamo del fatto che la nostra guida non gli dedichi spazio.
È pomeriggio inoltrato quando, finalmente, arriviamo a ROCAMADOUR, una delle più celebri mete di pellegrinaggio della Francia che sorge su un altopiano di roccia calcarea sulla valle dell'Alzou.
Per prima cosa, seguiamo il consiglio della guida e ci dirigiamo a L’Hospitalet, un piccolo villaggio nei pressi di Rocamadour da dove si gode di una splendida visione d’insieme sul complesso. Qui, come nei pressi dei parcheggi di Rocamadour, c’è una quantità incredibile di gente e anche traffico, tra macchine e pullman di gruppi organizzati. Dall’Hospitalet decidiamo di lasciare la macchina al parcheggio del castello, quindi in cima all’altopiano. I parcheggi sono gratuiti, mentre è a pagamento l’ascensore per scendere al Santuario e al borgo. Lasciamo perdere l’ascensore e dal castello percorriamo il Chemin de Croix, un’antica Via Crucis che conduce alla Croce di Gerusalemme e che permette di scendere al Santuario. La Basilica di Saint-Sauveur, impressionante per il fatto che poggi direttamente sulla parete di roccia, funge quasi da punto di smistamento tra coloro che scendono ulteriormente per raggiungere il paese e chi vuole dedicarsi alla visita dei luoghi religiosi che comprendono, oltre alla Basilica stessa, la Chapelle Saint-Jean-Baptiste, la Chapelle Saint-Michel, la Chapelle Sainte-Anne, la Chapelle Saint-Blaise, la Chapelle Notre-Dame, il cui altare ospita la famosa statua della Madonna Nera con bambino, la cripta di Saint Amadour, dove furono ritrovati i resti dell’eremita cristiano. Visitati i luoghi di culto, utilizziamo anche noi, non senza difficoltà, la ripida scalinata e scendiamo in paese, che in realtà è una lunga via, la Grand’Rue, sulla quale si affacciano i negozi e le case. Per tornare al castello, alziamo bandiera bianca e decidiamo di prendere l’ascensore.
Molto soddisfatti di questa visita, carica anche di emozioni e solennità, ci muoviamo per tornare a Cénac per la cena ed il pernottamento.

Lunedì 13 agosto 2007
Dopo essere ripassati per Rocamadour per un’altra serie di fotografie, ci muoviamo alla volta dei GIARDINI DEL MANOIR D'EYRIGNAC, splendidi giardini in stile francese e all'italiana, davvero curati nei minimi dettagli e classificati monumenti storici (€ 6,50). Entriamo senza problemi con il cane e ci perdiamo in un intrico di alberi, siepi e fiori, passando per il viale dei carpini, il porticato inglese, lo splendido giardino bianco con le sue rose e i suoi laghetti, il giardino francese e la terrazza incantata. Questi giardini sono sicuramente da vedere, a differenza del Parc de Marqueyssac.
Lasciati i giardini, ci spostiamo alla volta del CASTELLO DI HAUTEFORT, mirabile fortezza medievale considerata il più bel castello del Périgord. Circondato da un parco che comprende alcuni giardini alla francese molto curati, il castello è anche in questo caso classificato monumento storico. Il biglietto di ingresso comprende sia la visita del parco che la visita dell’interno del castello (€ 6,50).
Dal castello ci muoviamo in direzione di Ségonzac, la nostra tappa per il pernottamento e l’ennesimo paesino sperduto nella campagna che troviamo dopo varie ricerche a vuoto e indirizzati da gente del posto.

Martedì 14 agosto 2007
Ci spostiamo alla volta del borgo di SAINT JEAN DE CÔLE, annoverato nell’elenco dei villaggi più belli di Francia.
Partendo dall’immancabile piazza centrale con il suo bel mercato coperto, facciamo il giro del priorato e della chiesa e poi del ponte medievale sul fiume e della rue du Fond-du-Bourg con le sue case trecentesche.
Lasciamo Saint Jean de Cole e seguiamo le indicazioni per un castello, a pochi chilometri da lì. Ci troviamo così di fronte al CASTELLO DI PUYGUILHEM, edificato nel primo Rinascimento e classificato monumento storico. Qualche foto di rito all’esterno del castello e ci ritroviamo in macchina alla volta della cittadina di BRANTÔME.
Edificata su un’isola in un’ansa del fiume Dronne, è considerata la “Venezia del Périgord”. Brantôme ci è piaciuta tantissimo, in particolare la zona della cittadina nei pressi della bella abbazia benedettina. Imperdibile la passeggiata nel parco sul lungofiume, davvero rilassante.
Abbandoniamo Brantôme alla volta di Eyliac, dove pernotteremo. Il b&b di questa sera si merita il premio come peggior pernottamento dell’anno, non tanto per la camera, che in ogni caso non brilla per bellezza, ma per il bagno, buio e triste, che non ci convince per niente.

Mercoledì 15 agosto 2007
In primissima mattinata decidiamo di ritornare a Brantôme per un ultimo giro sul lungofiume e poi ci spostiamo alla volta di Périgueux.
PÉRIGUEUX è il capoluogo del dipartimento della Dordogna ed ha uno dei più estesi centri storici protetti di Francia. Parcheggiamo la macchina in prossimità del simbolo della città, la Cathédrale de Saint-Front , iniziando proprio da qui l’itinerario proposto dalla guida per la visita del centro. Già da lontano sono inconfondibili le cupole con pinnacoli che contraddistinguono la chiesa più grande del Sud-Ovest.
Ci muoviamo quindi in direzione di BERGERAC, con la bella Place de la Mirpe, cuore della città vecchia, che al centro ospita la statua dell’eroe del romanzo di Edmond Rostand. Dalla piazza ci spostiamo verso il fiume, passando prima a dare una sbirciatina al Cloître des Récollets, un incantevole chiostro che però non possiamo ammirare al meglio perché al momento fa da sfondo ad un concerto di musica jazz.
Da Bergerac ci spostiamo a Saint-Philippe d’Aiguilhe, un paese ad una decina di chilometri da Saint-Émilion, dove siamo alloggiati per le prossime due notti.

Giovedì 16 agosto 2007
La giornata incomincia con la scoperta della stupenda SAINT-ÉMILION, una meraviglia dell’architettura a cielo aperto.
Parcheggiamo la macchina in Place Meyrat, proprio in faccia all’Abbazia. È proprio dall’Abbazia e dal suo mirabile chiostro che inizia la visita di Saint-Émilion.
Passando per Rue du Clocher, prendiamo una ripidissima scalinata che scende sulla bella Place de l’Église Monolithe, una volta Place du Marché, riconoscibile per il grande albero che sorge al centro della piazza e per la chiesa che le da il nome. Noi non ci siamo saliti, ma dal campanile della chiesa si gode di un panorama sul borgo e sui vigneti circostanti. A fianco della chiesa, poi, si può accedere alle catacombe.
Da place du Marché raggiungiamo lo Château du Roi, una fortezza del XIII secolo, e la sua Tour du Roy. Dalla fortezza ritorniamo alla nostra macchina ripercorrendo i vicoli del centro, alla scoperta di nuovi scorci di questa suggestiva località.
Da Saint-Émilion ci spostiamo alla volta dell’ABBAZIA BENEDETTINA DI LA SAUVE-MAJEURE, iscritta nella lista dei patrimoni dell’umanità. Quelli che si vedono oggi sono i resti di un’imponente struttura gotico-romanica che, dopo secoli di splendore e di importanza, grazie anche alla collocazione lungo il cammino di Santiago di Compostela, è rimasta vittima delle guerre, che hanno finito per distruggerla. Oggi si può ammirare quello che rimane dell’abbazia, del chiostro, della sala capitolare e del refettorio. Inoltre, è possibile visitare un piccolo museo dove sono esposti alcuni reperti recuperati durante gli scavi.
Lì vicino, il CASTELLO DI LA BRÈDE dove nacque e visse lo scrittore Montesquieu. Arriviamo in prossimità dell’orario di chiusura, quindi non possiamo visitarlo all’interno, ma solo all’esterno (visita del parco € 2,50).
Per la cena ritorniamo a Saint-Émilion e poi al nostro b&b a Saint-Philippe d’Aiguilhe.

Venerdì 17 agosto 2007
La giornata di oggi è interamente dedicata alla visita di BORDEAUX.
Verso metà mattina, dopo essere passati al b&b in cui alloggeremo questa notte, a soli quindici minuti da Bordeaux, raggiungiamo il centro della città. Trafficatissima, l’unica soluzione per parcheggiare sono, manco a dirlo, i parcheggi a pagamento.
La visita della città parte dalla spaziosa Esplanade des Quinconces, un’immensa piazza circondata da alberi, il cui ingresso frontale è caratterizzato da due colonne che alla sommità ospitano le statue di Montaigne e Montesquieu. Sul lato opposto, il bellissimo Monument aux Girondines, un insieme di fontane e statue che celebrano la concordia e la repubblica. Sulla sommità del monumento, la statua che rappresenta la libertà mentre spezza i ceppi che la tengono legata.
Lasciamo l’Esplanade e, percorrendo il lungo Quai Louis XVIII, ci ritroviamo sulla settecentesca Place de la Bourse, sulla quale si affacciano il Palais de la Bourse e il Musée des Douanes. Al centro della piazza, la Fontana delle Tre Grazie. Di fronte, sul lungofiume, si trova il Miroir d’eau, una sorta di vasca rasoterra che a intervalli regolari si riempie di 2-3 cm d'acqua dando la sensazione di essere un vero e proprio specchio, sulla cui superficie si riflettono i palazzi. Ogni tanto qualche gioco d'acqua (spruzzi, bolle, etc.) anima il Miroir.
È quasi sera quando, abbastanza stanchi, terminiamo la visita di gran parte del centro storico. Per la cena, ritorneremo a Bordeaux in un discreto ristorante nei pressi del Grand-Théâtre.

Sabato 18 agosto 2007
Oggi, finalmente, toccheremo la costa Atlantica. Per farlo, percorreremo le distese di terreni che ospitano i famigerati VIGNETI DEL MÉDOC.
Il Médoc, una striscia di terra tra due fiumi lunga circa 80 km, è tra le regioni vinicole più celebri al mondo. Noi l’abbiamo percorsa tutta, passando in rassegna i vari Châteaux: Mouton Rothschild, Cos d’Estournel, Longueville, Beychevelle, Lafite-Rothschild, Latour, Maucaillou e Margaux.
Lasciamo il Médoc dopo la visita del FORT-MÉDOC, una roccaforte difensiva alla foce della Gironda, e facciamo una piccola deviazione nell’entroterra per visitare il MOULIN DE VENSAC, un autentico mulino a vento del 18esimo secolo ancora funzionante (ingresso: 2,00 €).
Siamo sempre più vicini alla costa e dopo alcuni chilometri di attesa, eccolo finalmente: l’oceano!
Arriviamo alla POINTE DE GRAVE, da dove in lontananza si scorge il FARO DI CORDUAN, monumento storico nazionale posto a circa sette km al largo dalla Pointe.
Dopo quest’assaggio d’oceano, ritorniamo nell’entroterra e raggiungiamo il nostro b&b nei pressi del LAGO DI HOURTIN.

Domenica 19 agosto 2007
La giornata di oggi è interamente dedicata al BACINO DI ARCACHON, che percorreremo in tutta la sua lunghezza, dalla penisola di Lège-Cap-Ferret fino alla celebre Dune du Pyla.
Per prima cosa raggiungiamo la punta estrema di CAP-FERRET e visitiamo il FARO (€ 2,25), che con i suoi 52 metri di altezza garantisce una superba vista su parte del bacino.
Il bacino è un susseguirsi di località balneari piene di turisti. Di conseguenza, nonostante le brevi distanze tra una località e l’altra, con la macchina ci si muove a fatica. Sotto un cielo sempre più incerto passiamo in rassegna località più o meno note: ARES, ANDERNOS-LES-BAINS, LE TEICH, GUJAN-MESTRAS, LA TESTE-DE-BUCH, fermandoci a seconda dell’ispirazione in piccoli porticcioli di ostricoltori in alcuni casi molto pittoreschi.
ARCACHON, la città che da il nome al bacino, è affollatissima e molto trafficata, quindi dopo aver percorso parte del lungomare, ci addentriamo nel suo interno e passiamo in rassegna le bellissime e singolari costruzioni della celebre Ville d’Hiver, il quartiere delle ville ottocentesche.
Proseguiamo alla volta della DUNE DU PYLA, la duna più imponente e grande d’Europa. Attualmente la duna è lunga circa 3 km, larga 500 m e alta 117 m, ma è in continuo movimento. Lasciamo la macchina nel grande parcheggio e ci inerpichiamo per la ripida scalinata che permette di arrivare in cima. La vista del bacino dall’alto della duna è davvero superba, peccato per l’ennesimo acquazzone che ci sorprende sul più bello. Quel poco, però, che abbiamo visto ci è bastato per apprezzare la maestosità di questa meravigliosa opera della natura.

Lunedì 20 agosto 2007
Di prima mattina siamo di nuovo sul bacino di Arcachon, ancora sotto la pioggia. Siamo molto indecisi sul da farsi, ma alla fine optiamo per il giro in battello (€ 13,50). Iniziamo il giro con la pioggia, che per fortuna di lì a poco smetterà di cadere. Questo è l’unico modo per poter vedere da vicino l’ÎLE AUX OISEAUX, una riserva ornitologica che ospita anche alcuni allevamenti di ostriche. Qui si trovano le famose cabanes tchanquées, le palafitte utilizzate dai cacciatori come riparo.
Terminato il giro in battello, salutiamo definitivamente il bacino di Arcachon per spostarci nell’entroterra, alla volta del Castello di Roquetaillade, prossima e ultima tappa della giornata.
Il CASTELLO DI ROQUETAILLADE è considerato uno dei castelli più affascinanti della Gironda. E’ circondato da un curatissimo parco e si compone di due parti: lo Château-Vieux (il castello vecchio), risalente al 1100, e lo Château-Neuf (il castello nuovo), la parte del castello aggiunta nel 1300. Le visite all’interno del castello sono solo guidate e durano quasi un’ora.
Arriviamo a SAINT-SEVER, dove siamo alloggiati per la notte e dove facciamo la conoscenza della simpaticissima Véronique e dei suoi due Labrador.
Per cena scopriamo per caso una catena di steak house (Buffalo Grill) dove si mangia dell’ottima carne in un ambiente molto accogliente.

Martedì 21 agosto 2007
Su indicazione di Véronique, andiamo a trovare Roberto, un ragazzo bergamasco che da undici anni vive in Francia e da sette gestisce un bar nel centro di Saint-Sever.
Dopo un vero caffè espresso, parlando del più e del meno, Roberto scopre che nei nostri programmi di oggi c’è la visita di Mont-de-Marsan. Ci guarda, incredulo, e spalleggiato da un signore del posto ci dice: “Dovete andare a Biarritz, non c’è paragone!”.
Terminata la visita dell’Abbazia di Saint-Sever, patrimonio dell’umanità, non abbiamo dubbi: saltiamo in macchina verso Biarritz.
Arriviamo a BIARRITZ sotto un cielo nero che di lì a poco ci regala un vero e proprio nubifragio. Approfittiamo di un attimo di tregua e ci gustiamo una passeggiata sul lungomare, passando in rassegna la Grande Plage, la spiaggia di fronte al casinò e al mastodontico Hotel du Palais. Percorriamo la spiaggia fino al vecchio porticciolo e da lì arriviamo al Rocher de la Vierge, uno scoglio sul quale è collocata una statua della Madonna, collegato alla terraferma da un passaggio in ferro. A causa del forte vento, il passaggio è bloccato e non è possibile raggiungere il Rocher. Terminata la visita del lungomare, riprendiamo la nostra auto e, dopo aver fatto un giro tra le bellissime ville “Belle Époque”, raggiungiamo il Phare de la Pointe Saint-Martin. Purtroppo ci aspettano un po’ di chilometri prima di arrivare al nostro b&b e, a malincuore, ci vediamo costretti a lasciare Biarritz.

Mercoledì 22 agosto 2007
Buona parte della giornata è dedicata alla visita di TOLOSA.
Arriviamo in città di prima mattina e lasciamo la macchina nel parcheggio sotterraneo più centrale, ovvero quello di Place du Capitole. In superficie ci ritroviamo su una piazza vastissima, animata e sede del mercato settimanale. La nostra attenzione viene catturata dal Capitole, il Municipio, considerato uno dei più belli di Francia.
Dalla piazza imbocchiamo rue du Taur, dove ci imbattiamo nella chiesa di Notre-Dame-du-Taur, per ritrovarci quindi su Place Saint-Sernin, dominata dalla Basilica di Saint-Sernin, tappa dei pellegrini in viaggio verso Santiago di Compostela. La Basilica è molto bella e al suo interno custodisce molte reliquie.
Dalla Basilica ci immettiamo nel dedalo di strade che conducono al complesso religioso Les Jacobins, gioiello gotico che merita di essere visto per le navate policrome e per il chiostro. Dai Jacobins raggiungiamo in un attimo il lungofiume e il Pont-Neuf. Dal ponte, imbocchiamo la lunga rue de Metz, che conduce alla singolare cattedrale di Saint-Etienne. Non credo di aver mai visto una chiesa più strana di questa, un insieme di stili diversi sia all’esterno che all’interno. Lasciata la cattedrale ritorniamo in direzione del municipio percorrendo le vie pedonali del centro, affollatissime e piene di negozi. Come Bordeaux, Tolosa ci è piaciuta molto.
A CASTRES, dove siamo alloggiati questa notte, rimaniamo alquanto delusi perché, di fatto, oltre alla serie di case colorate che si alternano sul lungofiume, non c’è altro da vedere e soprattutto troviamo la città deserta. Castres mi rimarrà sicuramente più impressa nella memoria per il b&b, davvero molto bello, e per i cani dei proprietari: una dolcissima boxer con i suoi tre cuccioli di due mesi e mezzo.

Giovedì 23 agosto 2007
Ancora pioggia. È forse una congiura´ CORDES-SUR-CIEL vale sicuramente una visita. Sarà la fatica della salita per le ripide strade, oppure il tempo che pare concederci una tregua, fatto sta che arriviamo sulla Grande Rue un po’ accaldati. Lo splendore delle case a graticcio, delle botteghe e della piazza centrale, però, ripagano di qualsiasi sforzo, senza contare la vista spettacolare sulla valle.
Da Cordes-sur-Ciel ci spostiamo alla volta di ALBI. Lasciamo la macchina in un parcheggio nei pressi della maestosa Cathédrale de Sainte-Cécile, insolita nella struttura esterna quanto affascinante e bellissima all’interno. Da Place Sainte-Cécile, dove si affacciano la cattedrale e il Palais de la Berbie con il Museo Toulouse-Lautrec, partiamo alla scoperta delle bellezze del centro città, come, ad esempio, il chiostro della collegiata romanica di Saint-Salvi, il monumento più antico della città, e la zona attorno a rue Toulouse-Lautrec, dove si trova la casa natale del pittore. Da non dimenticare il Pont-Vieux, già adocchiato al nostro arrivo per una serie di fotografie del lungofiume.
L’ultima tappa della giornata è Vérrières, un piccolo paese nei pressi del Viadotto di Millau: la nostra vacanza è agli sgoccioli.

Venerdì 24 agosto 2007
Il nostro itinerario si conclude dove era cominciato, ovvero al cospetto del Viadotto di Millau, che questa volta osserviamo dall’alto grazie agli appositi punti panoramici. Per concludere al meglio la visita, potevamo forse esimerci dal percorrerlo´ E così, passando su quello che alcuni definiscono il tetto del mondo, inizia il nostro viaggio verso casa.Gli alloggi sono stati scelti affidandoci a generici motori di ricerca e ai molteplici siti internet, ufficiali e non, che li raggruppano e permettono di selezionarli in base a vari criteri (regione, dipartimento, tipologia di struttura, prezzo, etc.).
Di seguito riporto l’elenco dei nostri alloggi. I prezzi si intendono per camera doppia, colazione inclusa:
* Zotier Chambres et Table d'Hôtes, La Sole - 46140 Luzech (€ 38,00)
* M. et Mme Marty Chambres et Table d'Hôtes, Lieu dit Gourraud - 47470 Dondas (€ 80,00)
* Carlane Chambres d'Hôtes, 47140 Penne d'Agenais (€ 54,00)
* Le Bouyssou Chambres et Table d'Hôtes, 24540 Monpazier (€ 40,00)
* Hotel Restaurant La Traverse – Le Bourg – 24250 Cénac (€ 52,00)
* La Grange des Suds Chambres d'Hôtes, Le Vieux La Vaysse – 19310 Segonzac (€ 60,00)
* Ferme de la Maurinie, La Maurinie – 24330 Eyliac (€ 40,00)
* La petite girondine Chambres d'Hôtes, 2, le Sac – 33350 Saint-Philippe d'Aiguilhe (€ 75,00)
* Domaine du Mascaret, 44, avenue de Labarde – 33290 Parempuyre (€ 80,00)
* La ferme de Cartignac Chambres d'Hôtes, rte des Lacs, lieu dit "Cartignac" – 33990 Hourtin (€ 44,00)
* Mme Charles Chambre d'Hôtes, 9 allée des Meuniers, lieu dit "La Coste" – 33830 Belin-Béliet (€ 48,00)
* La toast vin Chambres d'Hôtes, 5 rue Larrède – 40500 St Sever (€ 50,00)
* Chambres d'Hotes de Bel'Air, 1455 route de Villate – 31600 Eaunes (€ 65,00)
* Le Castelet Chambres et Table d'Hôtes, St Hyppolite – 81100 Castres (€ 90,00)
* Le Pailler Chambres d'Hôtes - Auberge, Vézouillac – 12520 Vérrières (€ 60,00)

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