Via… dove ci porta il vento!

in viaggio con enzo-bevi in Francia , Spagna

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Via… dove ci porta il vento!

Ricordando le due indimenticabili settimane di navigazione nelle Eolie di qualche anno fa, ci era tornato il desiderio di vivere un’analoga esperienza di mare. Grazie alla segnalazione di un amico e alla consultazione del sito internet di Flashvela, eccoci a Sanremo verso metà giugno 2003 per un primo contatto con l’organizazione e con la barca che per otto giorni sarà la nostra casa.
Flashvela è una scuola di vela, ma anche un affidabile operatore per l’organizzazione di crociere nel Mediterraneo, che dispone di una flotta di sei monoscafi e tre multiscafi; le barche si possono ammirare ormeggiate alla Marina di Portosole di Sanremo, mentre i catamarani sono attraccati a La Spezia.
Noi ci imbarcheremo su “Martinez impunito”, un’imbarcazione oceanica capace di ottime prestazioni. Alcuni dati: costruita nel 2002, lunghezza m. 15,50, tutte le dotazioni per essere autonomi per lunghi periodi, dieci cuccette, quindi perfino sovrabbondante per quello che sarà un gruppo di sei persone.Otto giorni sotto costa tra Francia e SpagnaCon partenza dal porto di Sanremo, la crociera prevede una rotta di otto giorni con meta finale Barcellona. Ci si sposta per lo più a vela, salvo qualche occasione in cui il poco vento rende opportuno l’uso del motore. Ogni sera si attracca in un differente porto delle coste francesi e poi spagnole, cogliendo l’occasione di sbarcare per visite delle località e rifornimenti; in un paio di occasioni abbiamo però privilegiato la tranquillità di un ancoraggio in rada.Ci sono veramente poche cose che non siano “da non perdere”! La cosa migliore è riferire per sommi capi il diario di viaggio, con la speranza di riuscire a trasmettere anche solo in parte i paesaggi goduti e le sensazioni provate.
Nota: nella descrizione di ogni tappa sono riportati la distanza percorsa in miglia marine (1 miglio = 1852 metri) e la tassa pagata alle locali Capitanerie, che comprende il diritto di ormeggio e di usufruire dei servizi portuali.

DIARIO DI VIAGGIO

Venerdì 11 luglio 2003
Lasciata Genova in treno a metà pomeriggio, arriviamo a Sanremo intorno alle 19 e formiamo il gruppo, che sarà costituito da sei persone: noi tre (io Marina, Enzo, mia madre Diva di 79 anni ma… la più giovane di tutti), lo skipper Mirko con la moglie Andreina, mentre Mario, da Torino, si aggregherà domani.
Dopo un’ottima cena in un ristorante sul Lungomare, ci dedichiamo a una passeggiata lungo la piacevole zona pedonale della “Città dei Fiori”, frequentatissima e ricca di bei negozi.
Ci portiamo infine a bordo di “Martinez impunito” per il primo pernottamento.

Sabato 12 luglio
SANREMO - ANTIBES (35 miglia - Tassa portuale Antibes € 52)
Ci svegliamo di buon’ora per espletare con calma le incombenze precedenti la partenza. Io, Enzo e Andreina ci attiviamo per rifornire la cambusa e non ci facciamo mancare proprio niente! Intanto Mirko si occupa della messa a punto della barca finché, sopraggiunto nel frattempo anche il sesto partecipante Mario, salpiamo finalmente intorno alle 15.
Siamo accompagnati da una giornata di splendido sole ma anche da carenza di vento, cosicché navighiamo per l’intero tratto a motore per raggiungere Antibes nei tempi previsti.
Dopo un’ottima cena allestita a bordo, sbarchiamo per una passeggiata in città, ben nota in quanto meta turistica tra le più quotate della Costa Azzurra. A parte il tono mondano del lungomare, vale la pena inoltrarsi nella più tranquilla Città Vecchia, con i bastioni e le fortificazioni medioevali molto ben conservati.
A conclusione della serata, non manca la sosta in un localino per un dessert in perfetto tono con la tradizione provenzale: crêpes e sidro.

Domenica 13 luglio
ANTIBES - PORT-CROS (50 miglia)
Partenza alle 9 mentre perdurano le condizioni meteo di ieri: magnifico sole e poco vento, per cui anche stamane si naviga a motore.
Superata Saint Tropez, ci ancoriamo nella Baia di Pampelonne, a breve distanza dal promontorio di Cap Camarat. La sosta è degnamente occupata da uno splendido bagno e da un pranzo preparato con le abbondanti provviste di bordo, finché intorno alle 15 riprendiamo la navigazione; approfittiamo dell’ottimo vento che si è levato per alzare le vele e possiamo finalmente vedere all’opera “Martinez impunito” nell’ambiente che più gli è consono: questo sì che significa andar per mare! E’ una vera emozione e ce la spassiamo davvero alla grande!
La nostra meta serale è Port-Cros, una delle tre isole che formano l’arcipelago di Hyères. Port-Cros, che è per intero Parco Nazionale, è caratterizzata da folti boschi di eucalipti e pini; ma questa sera non sbarchiamo e preferiamo calare l’ancora in un’insenatura appartata.
L’animazione delle località alla moda della Costa Azzurra sarà bella, ma il silenzio incantato che fa da sottofondo al bagno nelle acque cristalline, alla cena e a un tramonto da brividi non ha prezzo!

Lunedì 14 luglio
PORT CROS - CASSIS (50 miglia - Tassa portuale Cassis € 84)
Svegliarsi in rada, guardarsi attorno, non scorgere segni di vita sulla costa e sentire solo i versi dei gabbiani e delle cicale è un’emozione impagabile che centelliniamo sino in fondo!
Buona parte della giornata è dedicata alla navigazione intorno alle isole dell’arcipelago di Hyères. Oltre alle tre principali Porquerolles, Port-Cros e Ile du Levant (nota per la colonia naturista di Héliopolis), ne fanno parte alcuni isolotti disabitati, divisi da bracci di mare lungo i quali ci inoltriamo ammirando splendidi scenari sempre nuovi: la denominazione di “isole d’oro” ci appare quanto mai giustificata!
Tentiamo anche un po’ di pesca alla traina per nobilitare la dispensa con qualche bel pesce fresco, ma con risultati assolutamente scoraggianti: cercheremo di rifarci stasera in ristorante…
Intorno alle 15 giungiamo a Cassis, dove decidiamo di attraccare per la notte. Il porticciolo è grazioso ma davvero minuscolo, tanto che incontriamo qualche difficoltà ad ormeggiare: per fortuna il servizio portuale è eccellente.
Cassis è un piccolo porto di pesca ubicato a 25 km. da Marsiglia, racchiuso in posizione spettacolare tra il Cap Canaille, le cui falesie di 416 metri sono le più alte d’Europa, e il massiccio delle Calanques, scavato da profondi canyons.
Ci rilassiamo con una piacevole passeggiata e cogliamo l’occasione per rifornire la cambusa, dopodiché, visto l’esito negativo della pesca, ci concediamo una cena in ristorante. L’esperienza si rivelerà istruttiva in senso negativo, visto il conto esagerato in relazione alla qualità: basti dire che ci sono addebitati 44 € per due bottiglie di vino bianco che poi troveremo esposto in supermercato a 6 € cadauna!
Ci consoliamo con il magnifico spettacolo di fuochi artificiali: oggi infatti è il 14 luglio, Festa Nazionale per la Francia.

Martedì 15 luglio
CASSIS – SÈTE (80 miglia - Tassa portuale Sète € 44)
Partiamo, come di consueto, intorno alle nove per dedicare buona parte della giornata alla visita delle Calanques, uno dei fiori all’occhiello di questa crociera.
Le Calanques offrono, in una mirabile miscela di mare e rocce selvagge, uno dei più scenografici spettacoli della costa mediterranea. Con queste parole ne cantò le bellezze il poeta del ‘900 Maurice Guillaume:
Une calanque, c'est un peu de mer qui chante
Ou qui rêve et sommeille au creux d'un ancien val
Dans le lit desséché d'un torrent, vers l'aval
Entre le double mur de la roche plongeante.
(Una calanque è un poco di mare che canta
o che sogna e sonnecchia nel cavo di un’antica valle,
nel letto asciutto di un torrente, verso lo sbocco
tra il doppio muro della roccia strapiombante).
Le Calanques sono antiche valli fluviali sommerse con l’alzarsi del livello del mare. Le rocce sono calcari di un bianco talvolta abbagliante, il cui aspetto attuale si formò circa 12.000 anni fa; il mare presenta un infinito ventaglio di colorazioni che variano dal blu al verde a seconda delle ore della giornata.
Gli escursionisti si possono sbizzarrire tra una scelta di itinerari che vanno dalla gita per famiglie agli impegnativi trekkings di due o tre giorni, fino all’arrampicata riservata ad esperti freeclimbers. Trattandosi di zona protetta, non è consentito accamparsi e si può solo pernottare in sacco a pelo all’aperto (o, per dirla con gli amici francesi, “à la belle étoile”).
Dopo averle percorse qualche mese fa a piedi, ecco in tutto il loro splendore le Calanques dal mare: lo spettacolo, anche da questa prospettiva, lascia devvero senza fiato!
Entriamo in alcune delle insenature più anguste, quali Port Piu, En Van e Morgiou, rinnovando ogni volta la meraviglia.
Le previsioni meteorologiche però non sono buone e, visto che nel Golfo del Leone è meglio non scherzare, a metà pomeriggio riteniamo saggio puntare verso il porto di Sète. Vi giungiamo, con un certo sollievo, intorno alle 21 sotto un cielo da far paura e mare parecchio agitato.
La tassa portuale e poco più della metà di quella precedente di Cassis, ma del porto abbiamo un’impressione per niente favorevole; sui gabinetti, infine, meglio stendere un velo pietoso…

Mercoledì 16 luglio
SÈTE - GRUISSAN (35 miglia - Tassa portuale Gruissan € 41)
Sète è il secondo maggior porto commerciale della costa dopo Marsiglia, ma non ci ispira il desiderio di approfondirne la conoscenza; a questa sensazione negativa contribuisce anche l’instabilità del tempo, che con i grossi nuvoloni sopra la nostra testa non promette niente di buono.
Partiamo quindi alla solita ora senza un programma preciso per la meta da raggiungere. Procediamo a vele spiegate e il vento di Mistral ce la mette tutta per farci tenere una velocità sostenuta. Mentre comincia a farsi largo qualche squarcio di sole, il mare raggiunge ben presto forza 8 e il vento i 36 nodi.
Decidiamo di puntare su Gruissan: per un bel pezzo “balliamo” parecchio e quando finalmente raggiungiamo l’approdo apprezziamo come noi mai il piacere della stabilità della terraferma!
Colpisce subito la differenza con la situazione della sera precedente: un porto bellissimo, con ottimi servizi sia di Capitaneria sia per quanto riguarda le toilettes e le docce.
L’impressione favorevole è confermata nella visita del paese, dopo la cena consumata a bordo. Gruissan è infatti una piacevole cittadina, nella quale convivono la tradizione peschereccia e il turismo da diporto; ma si tratta anche di una località ricca di storia ed è raccomandabile una passeggiata fino al punto più alto del villaggio, dominato dai resti del castello del decimo secolo che ha il suo culmine nella Torre Barberousse.
Il bello scenario è completato da un meteorite che attraversa il cielo, spettacolo inatteso e bella conclusione di una giornata piuttosto impegnativa.

Giovedì 17 luglio
GRUISSAN - PORT LLIGAT (50 miglia)
Il tempo è cambiato e al risveglio ci saluta una giornata di pieno sole.
Oggi attraverseremo l’ideale confine tra Francia e Spagna, segno che, avvicinandosi la meta finale di Barcellona, siamo anche prossimi al termine della crociera. Partiamo con vento meno forte, l’ideale per una navigazione tranquilla a vele spiegate.
E’ una giornata senza particolari emozioni, ma dopo quelle dei due giorni precedenti è una gran bella cosa, soprattutto è segno che possiamo goderci il mare (e l’andare per mare) nella sua dimensione più piacevole.
Raggiunta la costa spagnola, facciamo sosta in una delle tante calette per un bagno (freddissimo!), dopodiché puntiamo su Cadaquès. Qui giunti, troviamo un eccessivo affollamento: non è un caso, visto che si tratta di una delle località più turistiche della Costa Brava. Ci spingiamo così un poco oltre fino a Port Lligat (dove c’è la casa natale di Salvador Dalì) e ci ancoriamo in una bella insenatura rinunciando a sbarcare.
Bagno, cena a bordo, scenario incantevole, tramonto da favola. Per qualche incontentabile non basta?

Venerdì 18 luglio
PORT LLIGAT - ARENYS DE MAR (60 miglia - Tassa portuale Arenys de Mar € 53)
E’ in tutto e per tutto l’ideale proseguimento della giornata di ieri: pieno sole, vento giusto, navigazione tranquilla. Con in più il fascino della Costa Brava, che via via cambia caratteristiche: è ricca di stupendi isolotti, selvaggia, frastagliata, non a caso in spagnolo “brava” significa selvaggia.
Facciamo l’immancabile bagno di metà giornata a Cala Planas, al quale segue il pranzo a bordo. Il tratto successivo è caratterizzato da meravigliose ville da destare ammirazione anche nell’uomo più insensibile alle lusinghe e anche noi non sfuggiamo a un pizzico d’invidia (anche se, tutto sommato, non possiamo certo lamentarci di questa settimana…).
Alle venti approdiamo al porto di Arenys de Mar, un suggestivo porticciolo di pescatori in bellissima posizione ai piedi di una cerchia di colline che digradano fino alla spiaggia.
La freschezza del pescato non dovrebbe essere in discussione, l’unico problema è che dobbiamo procrastinare l’appetito, che ben presto diventa fame, fino alle 22 (siamo in Spagna e gli orari di cena sono quelli!). Tra l’altro, il ristorante della Cooperativa dei Pescatori, il più quotato del paese, è strapieno; ma la dritta giusta ci arriva da un vecchietto al quale chiediamo consiglio. L’indicazione è vincente e a mia volta raccomando volentieri il ristorante Montmar: ottimi la paella e i piatti di pesce, contenuto il prezzo.

Sabato 19 luglio
ARENYS DE MAR - BARCELLONA (20 miglia)
Siamo ormai vicini alla meta finale. Decidiamo di partire più presto del solito, alle sette, per arrivare a Barcellona con tutto il tempo di ripulire e riordinare il “Martinez impunito” ad uso dei clienti che si imbarcheranno per la prossima crociera sul tragitto inverso al nostro.
Dopo esserci riempiti gli occhi con gli ultimi paesaggi costieri, raggiungiamo il capoluogo della Catalogna alle 10,30. Molto bello il porto, anche se affollatissimo di Polizia costiera in occasione dei Campionati Mondiali di nuoto.
Sciogliamo la compagnia auspicando una successiva occasione (che ci sarà di lì a pochi mesi…), mentre io, Enzo e Diva ci fermiamo un paio di giorni per una visita di Barcellona; rientreremo infine a Genova utilizzando il servizio di traghetto della flotta Grimaldi, veramente ottimo.
Rimpiangiamo immediatemente la vita di bordo e il cameratismo che fin dal primo momento ha aggregato il gruppo, l’affiatamento nello svolgimento delle varie incombenze, i momenti di convivialità, i piccoli rituali quotidiani quali l’aperitivo (tutte le ore erano buone…), le continue occasioni di scherzo, l’immancabile battuta prima di buttare la pasta “ma un chilo per sei persone non sarà troppo…?” e l’altrettanto immancabile risposta “buttala, vorrà dire che quella che avanza ce la mangiamo!”; e se i pesci avessero contato sui nostri avanzi, sarebbero morti di fame…I pernottamenti sono naturalmente avvenuti a bordo della barca ormeggiata, in ambientazioni che rendono questo tipo di esperienza davvero indimenticabile!Prima della partenza da Sanremo, abbiamo provveduto ad abbondanti provviste di viveri, poi reintegrate durante la crociera nelle località di sbarco. Abbiamo di volta in volta alternato pranzi a bordo o in ristorante sulla terraferma.

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