Pirenei trekking, la montagna con la M maiuscola!

in viaggio con Enzo Bevilacqua in Francia , Spagna

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Pirenei trekking, la montagna con la M maiuscola!

Questo trekking di una settimana, organizzato ed effettuato dal C.A.I. di Arenzano (GE), si svolge nel cuore delle montagne calcaree più rappresentative dei Pirenei Centrali, che comprendono venti cime superiori ai 3000 metri e culminano ai 3355 del Monte Perdido.
L'area fa parte del Parque Nacional de Ordesa y Monte Perdido, istituito nel 1918 su spinta dell'allora re Alfonso XIII, che si estende per 156 kmq e confina a nord, senza alcuna frontiera, con il francese Parc National des Pyrénées, nato nel 1965 ed esteso per 457 kmq.
E' doverosa una nota di merito per l'ottima gestione del Parco, molto curato anche per l'opera di pulizia da parte di volontari con sacchi che ci è capitato di incontrare.Un'entusiasmante settimana a cavallo tra Francia e SpagnaVenerdì 26 maggio 2006
Avendo deciso di raggiungere il luogo di partenza del trekking viaggiando di notte, partiamo da Arenzano alle 20. Lungo i 950 km. che ci separano da Gavarnie incontriamo poco traffico. Effettuiamo due soste all'altezza di Salon de Provence e di Toulouse e giungiamo a destinazione alle 8,30.

Sabato 27 maggio
GAVARNIE (m.1380) - REFUGE ESPUGUETTES (m.2027)
Dislivello +647 - Tempo 2h30' - Difficoltà E
La giornata si preannuncia splendida, ottimo auspicio per la buona riuscita del trekking.
C'è il tempo per sgranchirci le gambe con una passeggiata lungo le vie di Gavarnie, paesino piacevole e ordinato immerso in un rigoglio di prati e boschi; all'intorno si alzano le imponenti muraglie montuose del Cirque de Gavarnie, zona dichiarata dall'Unesco Patrimionio dell'Umanità.
Prepariamo gli zaini e alle 10,30 ci mettiamo in marcia seguendo la segnaletica HRP (Haute Route des Pyrénées). Un po' per il peso sulle spalle, un po' per le poche ore dormite, accusiamo parecchio la fatica della salita. Fortunatamente la prima è una tappa breve e alle 13 giungiamo al Refuge Espuguettes. La sistemazione è spartana, ma lo scenario circostante è magnifico.
Dedichiamo il pomeriggio a un meritato relax nei dintorni. Verso le 17 abbiamo l'occasione di avvistare, anche molto da vicino, il gipeto: sono addirittura sei esemplari a volteggiare sopra il rifugio, una consuetudine - a detta del gestore - quasi quotidiana verso quest'ora.
Una buona cena e, alle 21,30, tutti a letto!

Domenica 28 maggio
REFUGE ESPUGUETTES (m.2027) - REFUGIO PINETA (m.1250)
Dislivello +642 / -1419 - Tempo 7h - Difficoltà EE/Alpinistica
Giornata magnifica, quanto quella di ieri. Colazione alle 7,30 e partenza alle 8.
Cominciamo subito a salire e arriviamo in circa un'ora al Colle Horquette d'Alans (m.2430), che si affaccia sul Cirque d'Estaubé.
C'è ancora molta neve: su nevaio affrontiamo un lungo traverso sino ad un colletto a quota 2431, sul quale facciamo sosta per attrezzarci con piccozza e ramponi, visto che ci attende un canalino impegnativo che sale ai 2669 metri della Breca de Tucarroya con il bivacco omonimo. La pendenza è impressionante e percorriamo il tratto lentamente e in sicurezza.
Giunti al bivacco alle 12,40, ci attende sull'opposto versante un panorama mozzafiato, con il sottostante Lago di Marborè, il Monte Perdido e il Cilindro de Marboré. Discesi al lago (m.2595), notiamo che lo spessore del ghiaccio è consistente, per cui lo attraversiamo direttamente anziché contornarlo.
E' d'obbligo una sosta per uno spuntino, dopodiché ha inizio la discesa dal Balcòn de Pineta. Le vedute sull'omonima valle sono spettacolari, il che allevia un po' la fatica della discesa che sembra non finire mai: d'altra parte si tratta di un dislivello di oltre 1400 metri!
Raggiungiamo un ponte in località El Felqueràl (m.1400), oltre il quale ha inizio un tratto di un paio di chilometri, prima sterrato poi asfaltato, estremamente gradito per rilassare le ginocchia. Sono le 18 quando raggiungiamo il Refugio Pineta, che si rivela ottimo, sia per la cena che per la sistemazione nelle camere.
Alle 22 tutti a nanna!

Lunedì 29 maggio
REFUGIO PINETA (m.1240) - REFUGIO DE GORIZ O DELGADO UBEDA (m.2200)
Dislivello +1800 / -900 - Tempo 9h - Difficoltà EE
Terza giornata consecutiva di pieno sole! Fatta colazione, zaini in spalla e partenza alle 8 per una tappa che si rivelerà lunga e dura. Per l'intera giornata seguiremo il segnavia GR11.
Dopo un breve tratto sulla riva di un fiume, il sentiero comincia a prendere quota senza dare un attimo di tregua. In alcuni tratti la pendenza raggiunge il 90% e quando si esce dal bosco il caldo è terribile: non a caso su questo sentiero sono condotte a fare addestramento le truppe di artiglieria da montagna con carichi di 40 chili!
Alle 12,30 raggiungiamo il Collado de Añisclo (m.2453), dove facciamo una meritata sosta. L'itinerario proseguirebbe per il Collado de Arrablo mantenendosi in quota, tratto che però ci è stato sconsigliato dal gestore del Refugio Pineta per l'eccessivo innevamento. Ripieghiamo giocoforza sulla soluzione più faticosa, perdere cioè parecchia quota che inevitabilemente dovremo però recuperare. Scendiamo così lungo una stupenda valle impreziosita da spettacolari cascate fino a raggiungere intorno alle 15,30 una passerella a quota 1700, dalla quale riprende la salita: siamo stanchi, fa molto caldo, ma passo dopo passo scolliniamo finalmente al Collado de Arrablo (m.2343).
Il tratto finale è per fortuna in leggera discesa e alle 18,30 arriviamo al Refugio Goriz. Il rifugio, nel quale dormiremo due notti, è piccolo e la cena discreta.
Alle 21,30 tutti in branda!

Martedì 30 maggio
REFUGIO DE GORIZ O DELGADO UBEDA (m.2200) - MONTE PERDIDO (m.3355)
Dislivello +1155 / -1155 - Tempo 6/7 ore - Difficoltà EE/Alpinistica
Altra giornata splendida per l'ascensione alla montagna simbolo del Parco.
Colazione alle 7,30 e partenza alle 8. Il sentiero si sviluppa subito a tornanti in direzione del gruppo de Las Tres Sorores: El Cilindro (m.3325), Monte Perdido (m.3355) e Pico de Añisclo (m.3259). Non tardiamo ad incontrare abbondante neve e dobbiamo attrezzarci di ghette, ramponi e piccozza.
Intorno alle 11 giungiamo in riva al Lago Helado (=Gelato), che con i suoi 2989 metri è il più alto dei Pirenei. In uno scenario grandioso facciamo una sosta ristoratrice, osservando con una certa apprensione la pendenza del canalino di salita: non a caso il tratto più ripido è chiamato "La Escupiera" (la sputacchiera), poiché se si scivola si è proiettati contro le rocce come un sputo!
Saliamo quindi con la massima cautela fino a raggiungere la cima del Perdido alle 13,20. Il panorama è indescrivibile e si può ammirare l'intero Parco in tutta la sua grandiosità. La discesa impone un'attenzione ancora maggiore ma tutto va per il meglio.
Facciamo ancora una sosta al Lago Helado e prendiamo la via del ritorno, che coincide con l'itinerario di salita. Alle 18 siamo al Refugio de Goriz, dove ci godiamo un po' di meritato relax.
Cena e alle 21,30 tutti a letto.

Mercoledì 31 maggio
REFUGIO DE GORIZ O DELGADO UBEDA (m.2200) - CAMPING Y REFUGIO VALLE DEL BUJARUELO (m.1300)
Dislivello +300 / -1200 - Tempo 7h - Difficoltà T/E
Continua la sequenza di giornate di pieno sole. Colazione alle 7,30 e partenza alle 8 per una tappa lunga ma prevalentemente in discesa.
Cominciamo ad abbassarci lungo la GR11 in direzione del Circo de Soaso. A un bivio optiamo per un tratto di ferrata che ci fa perdere rapidamente quota fino a raggiungere la cascata Cola de Caballo. Il pianoro, percorso dal fiume Arazas, è magnifico come tutta la Valle dell'Ordesa ed è un continuo fotografare cascate, corsi d'acqua, pareti e scenari stupendi; durante questa traversata il Parco si palesa in tutto il suo splendore e notiamo con piacere la cura e la pulizia che lo contraddistingue.
Alle 13 arriviamo al parcheggio Pradera de Ordesa e approfittiamo del ristorante per concederci un'insalatona: dopo giorni di cibo da rifugio ne sentivamo l'esigenza!
Continuiamo a scendere seguendo sempre la GR11 fino al Puente de los Navarros dove ha inizio la Valle el Bujaruelo. Mancano ancora 3 km e mezzo per arrivare al luogo di pernottamento, che raggiungiamo intorno alle 17.
Il Camping è confortevole, con camere a quattro letti, doccia calda, mercatino per piccoli acquisti. Ottima anche la cena. Stasera tiriamo tardi e ci corichiamo nientemeno che alle 22!

Giovedì 1° giugno
CAMPING Y REFUGIO VALLE DEL BUJARUELO (m.1300) - RIFUGIO SARRADETS O DE LA BRÈCHE DE ROLAND (m.2587)
Dislivello +1287 - Tempo 6h - Difficoltà EE/Alpinistico
Ancora una giornata splendida. Fatta colazione, partiamo alle 8,10 per un tratto sterrato di 3 km. che porta al Refugio San Nicolàs de Bujaruelo; qui si lascia la GR11 per riprendere la HRP che sale verso il Passo de Bujaruelo (o de Gavarnie), punto di confine franco-spagnolo. Siamo a quota 2273 e tira un forte vento, per cui riduciamo la sosta al minimo.
Riprendiamo la marcia in salita verso mezzogiorno e ben presto ci troviamo nella neve, che attraversiamo con qualche passaggio un po' delicato.
Alle 14 siamo al Refugio Sarradets, un vero nido d'aquila che offre un panorama strepitoso a 360°. Ci prendiamo un'oretta di riposo, ci alleggeriamo degli zaini e saliamo ancora fino a guadagnare la famosa Brèche de Roland (m.2807), un intaglio nella roccia largo una cinquantina di metri, talmente squadrato da sembrare un'opera artificiale. La bellezza del luogo, con i panorami sull'uno e sull'altro versante, è difficile da descrivere e ce lo godiamo a fondo, sempre benedetti da un magnifico sole.
Alle 16,30 scendiamo velocemente al rifugio. Buona cena. Alle 22 tutti a nanna.

Venerdì 2 giugno
RIFUGIO SARRADETS O DE LA BRÈCHE DE ROLAND (m.2587) - GAVARNIE (m.1380)
Dislivello -1207 - Tempo 4h - Difficoltà EE/Alpinistico
Ancora giornata bella ma con forte vento. Dopo la colazione, diamo inizio alla "vestizione" con particolare cura: d'obbligo ghette, ramponi, giacca a vento, guanti, piccozza.
Alle 8,30 intraprendiamo la discesa lungo la HRP prestando molta attenzione per la neve ghiacciata. Per fortuna, perdendo quota il vento si attenua e il sole comincia piacevolmente a scaldarci, finché, ricongiuntici con il sentiero verso quota 1900, possiamo finalmente fare una sosta per alleggerirci di tutti gli strati possibili.
Adesso la valle ci appare sotto tutt'altra luce: in lontananza si scorge la cascata mentre lo sguardo abbraccia a perdita d'occhio l'intero Cirque de Gavarnie in tutto il suo splendore.
Con il ritorno al punto di partenza, l'anello di sette giorni può considerarsi concluso, con grande soddisfazione di tutti. Ci si divide, con alcuni che decidono di avvicinarsi il più possibile alla cascata mentre altri preferiscono raggiungere al più presto il paese. Ci si ritrova alle 14 per l'ultima bicchierata, dopodiché il gruppo si scioglie: due auto preferiscono prendere subito la via del ritorno, altre due se la prendono più comoda per una tappa a Lourdes per poi pernottare in un albergo nei pressi di Carcassonne.
Impagabile il piacere di una doccia calda, di un'ottima cena e di un letto comodo!

Sabato 3 giugno
Giornata di puro trasferimento. Colazione e partenza verso le 9. Sosta a St-Marie de la Mer per un piatto di cozze ed arrivo ad Arenzano alle 18,30.

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