Dal Mar Ligure all'Atlantico!

in viaggio con enzo-bevi in Francia , Portogallo , Spagna

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Dal Mar Ligure all'Atlantico!

Dopo avere sentito decantare mille volte l'Andalusia e averne sempre rinviato la visita dando la precedenza ai viaggi oltremare, è finalmente arrivato il momento. Una macchina (la fedele Alfa 145 di tante belle vacanze con la quale copriremo oltre 5500 km.), tre persone (io Marina, Enzo e mia mamma Diva, ottantenne giramondo molto in gamba ed entusiasta), un bagaglio informale e ormai quasi estivo, un po' di guide e di mappe e… non ci serve altro!
Un'avvertenza per quanto riguarda il dato dei chilometraggi: quelli riportati giorno per giorno sono la somma della "percorrenza pura" tra la località di partenza e quella di arrivo (che però non sempre è la via più diretta) e delle deviazioni per raggiungere i luoghi di visita al di fuori della strada principale.
Per i pernottamenti, in questa stagione non è il caso di fare prenotazioni e ci sistemeremo di volta in volta appena saremo stanchi di guidare. Per mangiare, beh, in Spagna non ci sono mai problemi!
I dati delle strutture a cui abbiamo fatto capo sono di volta in volta riportati nel diario di viaggio.
L'unico piccolo appunto sarà sui prezzi: checché ne dicano, se l'avvento dell'euro da una parte ha messo fine ai noiosi cambi (in questo caso, tre Stati avrebbero significato tre differenti valute), dall'altra ha portato a un allineamento dei prezzi che è sempre verso l'alto e mai verso il basso.Due settimane tra Francia, Sud della Spagna e PortogalloDIARIO DI VIAGGIO

Sabato 15 maggio 2004
ARENZANO - ARENYS DE MAR (km. 895)
Partenza da Arenzano (GE) alle 7,15. Il percorso odierno sarà prevalentemente in autostrada.
La prima tappa è ad Aigues-Mortes, il bellissimo borgo medioevale nel cuore della Camargue, da noi già visitato ma sempre piacevole per una passeggiata in relax lungo le sue stradine. Vista l'ora, approfittiamo per lo spuntino di metà giornata.
Copriamo altri 200 km. fino alla frontiera franco-spagnola, dopodichè prendiamo l'uscita di Figueres per recarci a Cadaquès. La strada per raggiungere la cittadina è terribile, stretta, tutta curve e trafficata, ma ne vale la pena: il villaggio, noto per essere stato residenza (più precisamente Port Lligat) di Salvador Dalì, è veramente grazioso, nonostante il forte impatto turistico. E siamo appena a metà maggio…
Riprendiamo la strada che contorna la Costa Brava, percorriamo ancora 150 km., superiamo le mondane Tossa e Lloret de Mar ormai caratterizzate da una sfilata di casermoni di cemento, finché, giunti ad Arenys de Mar, decidiamo che per il primo giorno può bastare.
Di questo grazioso villaggio di pesca abbiamo un ottimo ricordo per avervi fatto sosta durante la crociera a vela dell'anno scorso (articolo "Via… dove ci porta il vento!" su questo stesso sito). Ci dirigiamo subito alla volta del Restaurante Montmar, ma purtroppo è chiuso e ci orientiamo su "Il toro azzurro", gestito da italiani: la cena, per complessivi 65 € in tre, è ottima con citazioni di merito per gli spaghetti al cartoccio e i ravioli di pesce.
Per il pernottamento non c'è molta disponibilità: scegliamo il camping "El Carlitos", dove spendiamo 60 € per un bungalow costituito di camera matrimoniale, letto a castello, bagno e cucinino.

Domenica 16 maggio
ARENYS DE MAR - GRANADA (km. 991/1886)
Partiamo presto e dirigiamo subito in autostrada scegliendo quella più costiera (C32), ma è da preferire quella a monte (A7): in Barcellona abbiamo infatti qualche momento di difficoltà in quanto la segnaletica è poco chiara.
Abbiamo in programma una tappa lunga e possiamo marciare spediti, grazie al fatto che, essendo domenica, non circola il traffico pesante. Superata Alicante, facciamo sosta ad Elche, quando abbiamo ormai lasciato alle spalle quasi 600 km.: la cittadina merita una breve visita soprattutto per l'attrazione del Palmeral, un immenso palmeto nel quale si ha veramente la sensazione di trovarsi in Africa.
Ancora una cinquantina di km. e tocchiamo Murcia, oltre la quale ci aspetta una gradita sorpresa: da qui in avanti l'autostrada non è a pagamento!
Prima di Granada abbiamo il tempo per due soste. La prima è a Velez Rubio, bella cittadina dalla quale in pochi minuti si raggiunge Velez Blanco (siamo a quota 1130 metri), notevole per il bellissimo castello; in zona le guide raccomandano la Cueva de los Letreros, una grotta con iscrizioni preistoriche, ma la strada è dissestata e vi rinunciamo.
La seconda sosta è dedicata a Guadix, situata ormai ai piedi della Sierra Nevada: veramente degno di nota è il Barrio de Santiago, un villaggio trogloditico costituito da cavità scavate nel tufo. Molto caratteristico.
Una deviazione porta al castello de Lacalahorra, ma preferiamo puntare su Granada per arrivare a un'ora decente e sistemarci con calma.
Entriamo in città immergendoci in un traffico intenso ma scorrevole. Per il pernottamento di questa sera e per il successivo ci indirizziamo all'Hostal Eurosol, Camino de Ronda 166, tel. 0034-958279900, modesto ma pulito: spendiamo 42 € per la doppia e 24 € per la singola.
Ceniamo ottimamente al Restaurante El Aguador, nei pressi della Cattedrale (Calle de Capuchinos 12), per complessivi 65 €.

Lunedì 17 maggio
IN GIRO PER GRANADA (km. 17/1903)
Puntiamo subito verso l'Alhambra in auto, ma il traffico ci costringe a deviazioni obbligate, finché ci ritroviamo nel quartier dell'Albaicìn. Il piccolo contrattempo è però ripagato dal belvedere che offre la più bella veduta sull'Alhambra e sulla città.
Una poliziotta ci indirizza infine su una circonvallazione esterna che in breve ci porta al parcheggio dell'Alhambra. La folla è notevole, ma riusciamo a visitare molto bene l'immenso complesso, anche grazie all'ottimo aiuto dell'auricolare che ci viene fornito. Nelle tre ore che gli dedichiamo, non possiamo che concordare con quanto raccontatoci e descritto nell'articolo "Catalogna e Andalusia" dall'amico Leandro: senza ripetere la descrizione degli splendidi edifici e giardini già presenti in tutte le guide, è un insieme di autentiche meraviglie, che da solo ben meriterebbe un viaggio in Spagna!
Il pomeriggio è dedicato alla visita del resto della città, in particolare alla stupenda Catedral e alla Capilla Real (tenere conto che l'apertura è alle ore 16). Ci riportiamo poi all'Albaicìn, di cui visitiamo a piedi la parte bassa, affascinante per le stradine, le case e l'impianto urbanistico che ricordano i tempi della dominazione araba.
Per la cena ci orientiamo sulla Bocadilleria La Castellana: molto bello il locale, ottimo il cibo e contenuto il conto totale di 40 €.

Martedì 18 maggio
GRANADA - MALAGA CON SOSTE E DEVIAZIONI (km. 342/2245)
Lasciamo Granada imboccando l'autostrada in direzione sud, dalla quale usciamo a Beznar per Lanjaron. La nostra meta è ora la panoramica strada dell'Alpujarras che, con traffico molto scarso, comincia a salire tra scenari sempre più belli: ci troviamo nell'area dei cosiddetti "pueblos blancos", su un'altezza media di 1400 metri, una successione di paesini spesso abbarbicati sul pendio e sempre in vista dell'imponente Sierra Nevada. Tra i tanti, tutti molto pittoreschi, Orgiva, Pampaneira, Capileira, Trevélez, Juviles, alcuni dislocati lungo la strada e altri raggiunti con brevi deviazioni.
A Cadiar cominciamo a perdere quota e dirigiamo verso Albuñol, ormai in vista della Costa del Sol.
Approssimandosi al mare, lo scenario diventa deprimente: una successione di serre di nylon bianco, spesso strappato, e costruzioni di case a schiera. Di tanto in tanto si aprono, per fortuna, tratti con spiaggette da sogno.
Ad Almuñecar la nostra guida (Mondadori, peraltro buona e affidabile) raccomanda la visita del castello, ma nella pratica risulta impossibile raggiungerlo per mancanza di segnalazioni. Facciamo invece sosta, poco più avanti, a Nerja per visitare le grotte, molto belle e talvolta utilizzate per ambientarvi rappresentazioni teatrali e musicali. Prolunghiamo la sosta nella cittadina recandoci sul lungomare, decantato come "Balcòn de Europa": mah... non per sminuire, ma se quello è il Balcone d'Europa, la passeggiata a mare di Genova Nervi dovrebbe essere il Balcone del Mondo! D'altra parte, è normale che ciascuno decanti, anche oltre l'oggettiva bellezza, le attrattive di casa propria...
Raggiungiamo infine Malaga, dove prendiamo alloggio all'Hotel Los Naranjos, un tre stelle al n. 35 del Paseo de Sancha, che ci costa 62 € per la doppia + 55 la singola + 11 il parcheggio.
Per la cena rimaniamo in zona, al Restaurante "O mamma mia". Il nome dice tutto: pasta, pizza, musica italiana, ecc. Conto totale 40 €.

Mercoledì 19 maggio
MALAGA - CONIL DE LA FRONTERA (km. 339/2584)
Alle 9,30, ora di apertura, ci troviamo all'ingresso dell'Alcazaba di Malaga. Notiamo subito la scarsa organizzazione: tutto è lasciato all'iniziativa del turista, né guide, né auricolari. In un'ora visitiamo il complesso, che comprende anche un piccolo museo.
Ci dirigiamo al Museo di Belle Arti, decantato dalla guida Mondadori per i dipinti di Murillo, Ribera, Zurbaràn ecc. L'ingresso è gratuito, ma vi troviamo appena tre opere di Murillo mentre degli altri artisti non c'è traccia.
Completiamo con un giro in macchina la visita di Malaga, che ci lascia un'impressione positiva, percorsa com'è da grandi viali alberati, e lasciamo infine la città puntando all'interno in direzione Càrtama. Di lì a poco ci tocca un episodio poco chiaro, veniamo cioè fermati da una pattuglia della Polizia che ci contesta una velocità di 94 km/h in un tratto con il limite dei 60; sta di fatto però che siamo stati sempre incolonnati ad altre auto e solo la nostra è stata fermata. La multa da pagare ammonta a 140 €, pena il sequestro dell'auto: facciamo presente di non disporre di quella cifra in contanti e dopo una lunga trattativa ne paghiamo 95. Ce ne andiamo con la sgradevole sensazione di essere stati raggirati...
Lungo una strada sempre panoramica raggiungiamo Campillos, da cui una deviazione porta alla Garganta del Chorro, una fenditura nella roccia molto suggestiva che precipita sulle acque del Rio Guadalhorce e si può scavalcare con un'ardita passerella.
Dirigiamo ora sulla poco distante Ronda, dove abbiamo qualche problema per il posteggio. In compenso la cittadina è molto caratteristica, in pratica due nuclei di case bianche che si affacciano su stradine pittoresche congiunti dallo spettacolare Puente Nuevo a picco sulla spaccatura percorsa, 200 metri più in basso, dal Rio Guadalevìn. Alcuni edifici antichi, risalenti al '500-'600, sono molto pregevoli, mentre la Plaza de Toros del 1748 è considerata la più antica della Spagna.
Dai 723 metri di Ronda scendiamo tortuosamente verso la costa, che raggiungiamo all'altezza di San Pedro de Alcàntara: lo scenario è ben poco edificante, con palazzoni e villaggi a schiera a testimoniare un turismo ben poco rispettoso dei valori ambientali.
Puntiamo decisamente su Gibilterra, emblematico "punto estremo" di questo nostro viaggio da Arenzano all'Atlantico. Giunti alla Rocca, troviamo una coda interminabile in attesa di entrare; si aggiunga che il promontorio è completamente immerso nelle nuvole, così preferiamo proseguire oltre; anche Algeciras, porto d'imbarco per Ceuta, sulla costa del Marocco, è tutt'altro che attraente.
Finalmente il paesaggio comincia a farsi più ameno, con campi di papaveri, colline rigogliose e animali al pascolo.
Restiamo incantati dalla vista di Conil de la Frontera, paesino che mescola la bellezza dei "pueblos blancos" al fascino del villaggio di pesca affacciato sulla Costa de la Luz. C'è poca gente e decidiamo di fermarci per la notte: ci sistemiamo al "Sonrisa del Mar" un due stelle nel quale spendiamo 66 € per due camere (Paseo del Atlantico, tel. +34-956-440197).
Ceniamo ottimamente all'Hotel Restaurante Oasis; il menù di polpo, gamberi all'aglio, pesce spada alla griglia, insalata, sangria per tre ci costa un totale di 38 €.

Giovedì 20 maggio
CONIL DE LA FRONTERA - SEVILLA (km. 206/2790)
Partiamo in direzione Cadiz, che raggiungiamo dopo una cinquantina di chilometri.
Visitiamo la Cattedrale e facciamo un giro a piedi trovando la città molto gradevole, pulita e con tanti bei negozi. Purtroppo mia mamma ha un piccolo incidente: inciampa e cade, pare senza conseguenze, a parte una botta a un polso.
Lasciata Cadiz, puntiamo all'interno in direzione di Jerez de la Frontera che dista poco più di mezz'ora di macchina. Cinque km. prima di Jerez facciamo sosta alla Cartuja, bellissimo monastero certosino fondato nel XVI secolo da un discendente della famiglia genovese dei Fieschi: peccato che non sia visitabile in quanto occupato da suore di clausura, così ci limitiamo a una sosta nel cortile esterno approfittando per lo spuntino di metà giornata.
Raggiunta Jerez, preferiamo tranquillizzarci sulle condizioni di mia madre e ci rechiamo al pronto soccorso: viene prontamente visitata e curata, fortunatamente è esclusa la frattura.
A questo punto rinunciamo alla visita delle cantine per cui Jerez è rinomata e preferiamo puntare su Sevilla, che dista un centinaio di km. in direzione nord.
Ci sistemiamo nel quartiere Arenal all'Hotel Europa, in pieno centro quindi molto comodo ma estremamente caro (175 € per due camere minuscole, una addirittura senza finestra).
Per la cena ci indirizziamo su una delle tante "bodegas" del centro storico, la "Bodega Paco Gongora": prezzi contenuti, cameriere simpatico ma la paella è da dimenticare.

Venerdì 21 maggio
IN GIRO PER SEVILLA
Dedichiamo la giornata alle numerose attrattive della città.
Cominciamo dall'Alcazaba, per passare poi alla Cattedrale, la più grande della Spagna; la marea dei turisti è immensa, a stento si riesce a giungere nelle vicinanze del Retablo della Capilla Mayor, il più grande del mondo e straordinario capolavoro di legno scolpito e dipinto.
Io ed Enzo ci avventuriamo nella salita della Giralda, il minareto-campanile simbolo di Siviglia, anche qui immersi in una folla strabocchevole.
Ci prendiamo un po' di respiro con una piacevole passeggiata tra le deliziose stradine del Barrio de Santa Cruz, l'originario ghetto arabo e oggi quartiere caratterizzato dalle case con i muri a calce, i balconi fioriti, i silenziosi patios interni decorati con azulejos, le piastrelle in ceramica di cui Sevilla è una della capitali.
Utilizziamo poi uno dei bus turistici (11 € a persona) che effettuano il giro della città toccandone i luoghi salienti: ammiriamo così, tra le altre cose, il Parque de Maria Luisa, il quartiere dell'Expo '92, il Barrio de la Macarena. Scendiamo alla Plaza de Toros, che visitiamo insieme con l'annesso museo, di qui percorriamo il Paseo de Cristobal Colòn che costeggia la sponda sinistra del Guadalquivìr fino alla Torre del Oro dalla tipica pianta poligonale; infine scavalchiamo il Puente de Isabel II^ per visitare alcune manifatture di ceramiche, che si concentrano nel quartiere di Triana.
La giornata è stata impegnativa, così preferiamo, prima di cena, recarci in albergo per una rinfrescata. Mia mamma è piuttosto stanca e preferisce fermarsi a riposare in camera, io ed Enzo ci rechiamo alla "Casa Morales", un vecchia bodeguita molto caratteristica; vi sono in bella mostra enormi otri e oggetti d'altri tempi. Si cena a stuzzichini e vino bianco in un'atmosfera veramente spagnola.
Torniamo per una bella passaggiata rilassante nel Barrio de Santa Cruz, dove facciamo un'altra sosta nella tipica "Hosteria del Laurel" in Plaza de los Venerables senza resistere alla tentazione di una bella torta di pinoli accompagnata da vino rosso dolce.
Dopo una giornata così intensa ci basta toccare il letto per crollare nel sonno più profondo.

Sabato 22 maggio
SEVILLA - PORTIMÃO (km. 400/3190)
Dopo la colazione, dedichiamo buona parte della mattinata al Museo de Bellas Artes. L'edificio è già splendido di suo, mentre il Museo, secondo in Spagna solo al Prado di Madrid, ospita collezioni ricchissime; finalmente possiamo soddisfare la nostra voglia di pittura spagnola con le numerose opere esposte, da Murillo a Zurbaràn, a El Greco, Valdès Leal e tanti meno noti ma sempre apprezzabili. Cosa che non guasta, l'ingresso è gratuito.
Lasciamo Sevilla intorno al mezzogiorno puntando verso ovest in direzione Portogallo. Nei pressi di Huelva deviamo per Moguer, dove si trova la casa natale di Juan Ramòn Jiménez, poeta premio Nobel 1956, che però troviamo chiusa; ci va male anche al quattrocentesco Convento de Santa Clara, la cui visita non è ammessa a causa di una cerimonia privata.
Palos de la Frontera, cittadina di colombiana memoria, risulta deludente per il fiorire di raffinerie che ammorbano di gas pestiferi tutta la zona, così preferiamo scappare alla svelta e guadagnare in breve la frontiera ispano-portoghese.
Di lì a poco siamo attratti da Tavira, uno dei pochi paesini risparmiati dalla cementificazione che ormai caratterizza buona parte dell'Algarve, e ne approfittiamo per una passeggiata lungo le sue stradine piene di negozietti, ristorantini e bar. Una gradita sorpresa: in Portogallo il prezzo medio del caffè è dimezzato, 50 centesimi contro l'euro della Spagna!
Abbiamo ora in programma di prenderci in po' di relax individuando un luogo in cui fare un paio di pernottamenti per dedicarci a un po' di mare. Scegliamo Portimão, per la precisione Praia de Rocha e l'Hotel Alcalà, dove ci vengono assegnate due camere grandi che ci costano un totale di 70 € a notte colazione compresa. Anche qui non mancano le sfilate di palazzi, ma la spiaggia e il mare sono bellissimi.
Tra i tanti locali allineati sul lungomare, ci orientiamo al Restaurante Central, dove ceniamo bene per complessivi 54 €.

Domenica 23 maggio
PORTIMÃO E DINTORNI (km. 84/3274)
La giornata è nuvolosa e proprio non adatta alla vita di spiaggia. Decidiamo così di dedicare la mattinata a una puntata fino a Cabo San Vicente, estremità sud-occidentale della penisola iberica: nella nostra collezione di "località estreme" non poteva certo mancare!
Il promontorio è uno sperone di roccia a picco sul mare e spazzato dal vento: vi si trovano solo un fortino e un faro ma il panorama della scogliera è mozzafiato.
Rientriamo a Portimão verso mezzogiorno mentre il cielo si è rasserenato, così possiamo dedicare il resto della giornata al relax più completo. L'acqua è però quella dell'Atlantico, quindi molto fredda; solo i nordici si avventurano a fare il bagno.
Per la cena scegliamo il ristorante "Adri's", soddisfacente quanto quello di ieri sera, per una spesa totale di 46 €.

Lunedì 24 maggio
PORTIMÃO - ÉCIJA (km. 407/3681)
Il tempo volge ancora al brutto, cosicché lasciamo Portimão cominciando in pratica l'itinerario di ritorno verso l'Italia ricalcando nella parte iniziale la già nota strada costiera.
Facciamo la prima sosta della giornata, ultima in Portogallo, ad Albufeira, cittadina di case bianche molto carina e vivace e uno dei più importanti centri turistici dell'Algarve: basti pensare che alle 10,30 nelle edicole sono già reperibili il Corriere della Sera e la Gazzetta dello Sport del giorno stesso!
Rientrati in Spagna, facciamo una deviazione per La Rabida, un convento francescano fondato nel sec. XIV, noto anche per avere ospitato Cristoforo Colombo: è una splendida oasi di pace immersa tra boschi di pini, peccato che all'intorno pullulino le raffinerie e i cementifici di Huelva.
Ci inseriamo in autostrada, dove teniamo un'andatura sostenuta. Tagliata fuori la già visitata Siviglia, dopo circa 150 km. eccoci alle 16 a Carmona, alla quale dedichiamo una visita più prolungata. La cittadina è uno dei più attraenti "pueblos blancos", tant'è vero che nel 1988 il regista Francesco Rosi vi ambientò alcuni esterni della sua "Carmen" cinematografica. Ammiriamo le antiche porte d'ingresso, tra cui la monumentale Puerta de Sevilla, mentre rinunciamo agli interni delle due chiese di Santa Maria e San Pedro che non aprono prima delle 18: orari spagnoli!
Visitiamo anche lo splendido Paradòr Alcàzar del Rey Don Pedro, tutto esaurito anche se carissimo.
Lasciamo Carmona con un cielo nero da far spavento, tanto che di lì a poco si scatena un violento temporale: rinunciamo allora a raggiungere Cordoba e preferiamo fermarci per la notte una cinquantina di km. prima, per la precisione a Écija. Prendiamo alloggio all'Hotel Plateria (Calle Garcilòpez, tel. +34-954835010), carino e conveniente (95 € totali).
Écija è nota come "la padella dell'Andalusia" per il suo clima torrido: sarà vero, ma questa sera siamo costretti ad uscire con il maglione!
Ceniamo al Restaurante El Bisturi, proprio sulla piazza principale. Una volta tanto, niente pesce e decidiamo di orientarci sulle carni: tutto molto buono e abbondante, ottimo il vino. Spesa: 50 €.

Martedì 25 maggio
ÉCIJA - CORDOBA (km. 65/3746)
Uscendo da Écija ci fermiamo per colazione in un bar, dove non troviamo traccia di cornetti o brioches: tutti mangiano fette di pane tostato cosparso di olio crudo, una prima colzione piuttosto diffusa in Spagna.
In mezz'ora raggiungiamo Cordoba, alla quale dedicheremo quindi l'intera giornata. Provvediamo subito per l'alloggio prenotando per questa sera all'Hostal El Triunfo (Calle Luis de la Cerda 79, Tel. +34-957498484, totale 98 € compreso il parcheggio) e in un attimo eccoci già in giro per la città: Cordoba è più raccolta rispetto a Granada e Siviglia e i principali punti d'interesse sono concentrati in un'area piuttosto circoscritta.
Prima visita (imperdibile) è la Mezquita che, come già l'Alhambra di Granada, vale il viaggio! Le oltre 800 colonne che caratterizzano l'interno dando luogo a straordinari effetti di luce e ombra, i toni di bianco e rosso che si alternano, le pareti decorate a mosaico, i soffitti a stalattiti, il Mihrab (la cappella che custodiva il Corano) compongono un quadro di grande suggestione. Molto bello anche l'esterno, con le porte monumentali, gli archi, le torri, il vasto Patio de los Naranjos piantato a palme ed aranci.
Ci rechiamo quindi all'Alcàzar de los Reyes Cristianos, pregevole anche per i giardini (tra l'altro abbiamo la gradita sorpresa che per i pensionati l'ingresso è gratuito…), dopodiché gironzoliamo per le viuzze del centro storico con le inevitabili soste nelle varie bodegas per gli ormai abituali giri di tapas e "copas de fino".
Molto caratteristico è anche il quartiere della Juderia, un tempo ghetto ebraico, nel quale visitiamo la Sinagoga e il Museo Taurino, immancabile in tutte le città spagnole grandi e piccole. Attraversiamo infine il Puente Romano, risalente al tempo di Augusto, al di là del quale sorge la pittoresca fortezza araba della Calahorra dalla tipica sommità merlata; dal ponte si possono ammirare alcuni vecchi mulini arabi ben conservati sulle sponde del Guadalquivìr.
Completata la visita delle principali eminenze di Cordoba, non rimane che individuare un luogo in cui cenare; scegliamo "El Patio Andaluz", locale molto carino nel quale mangiamo ottimamente, anche se il conto è un po' più alto della media: 75 € in totale.

CORDOBA - SAGUNTO (km. 555/4301)
Lasciata Cordoba, percorriamo una quarantina di km. in direzione est fino a una deviazione per Montoro. La cittadina è molto attraente ma piuttosto complicata per le viuzze strette e a saliscendi, così ci limitiamo a girarla in macchina. Principale curiosità è il cinquecentesco Puente de las Donadas, così chiamato perché le donne del paese donarono il ricavato della vendita dei loro gioielli per la sua costruzione.
Ancora un centinaio di km. ed eccoci a Baeza. La città, molto gradevole, si gira bene a piedi e le dedichiamo un po' di tempo: degni di nota sono le monumentali Plaza del Ayuntamiento e Plaza del Populo, la bella Cattedrale, il Palacio de Jabalquinto occupato dal Seminario San Felipe Neri, da sempre importante centro di cultura insieme con la vicina Università; inoltre, parecchi palazzi signorili con facciate molto belle ma purtroppo non visitabili.
A questo punto ci sembra il caso di stringere i tempi del ritorno verso casa. Continuiamo sempre sulla statale, 322 fino ad Albacete, poi 430 fino a Valencia, godendo di scenari sempre riposanti di uliveti, campi di grano, vigneti e prati in fiore.
Preferiamo superare l'agglomerato urbano di Valencia per concludere la tappa odierna, una trentina di km. più avanti, a Sagunto. Prendiamo alloggio all'Hotel Azahar (Av. Pais Valencia 8), che ci costa 84 € comprensivi di parcheggio.
Su consiglio dell'albergatore, ceniamo al "Meson El Cordobès". Ottimo menù di pesce, vino e dolce per 43 € totali.

Giovedì 27 maggio
SAGUNTO - ARLES (km. 733/5034)
Sagunto riveste grande importanza storica per essere stata a lungo alleata di Roma prima della devastazione ad opera di Annibale nel 219 a.C. dopo un assedio di otto mesi.
Testimonianza di quell'epoca e sito archeologico di prim'ordine è l'Acropoli, cioè il luogo dell'antica Saguntum che domina la collina. Ci rechiamo a visitare l'imponente complesso, con le rovine del teatro romano, del castello e delle mura, ma ci limitiamo alla parte esterna: l'interno apre infatti alle 10 e preferiamo metterci in moto, buttarci in autostrada e lasciarci alle spalle quanti più chilometri ci è possibile.
Limitiamo le soste alle esigenze fisiologiche, uno spuntino e un paio di caffè; la tappa risulta impegnativa, soprattutto per il micidiale traffico di TIR, specie nella regione di Barcelona ma anche per un potente nubifragio che ci coglie nel tratto presso la frontiera tra Spagna e Francia.
Alle 18 entriamo in Arles e decidiamo che per oggi 733 km. possono bastare. Prendiamo alloggio in un "Formule 1", una delle tante convenienti catene di motel presenti in Francia, al prezzo di 35 € per camera.
Dopo una buona doccia, abbiamo il tempo per una passeggiata nel sempre piacevole centro storico e concludiamo con la cena al "Restaurant Le Pistou". Mangiamo ottimamente per complessivi 65 €.

Venerdì 28 maggio
ARLES - ARENZANO (km. 500/5534)
Lasciata Arles, abbiamo il tempo per una digressione a sud nel cuore della Camargue. Facciamo una piacevole sosta a Les-Saintes-Marie-de-la-Mer, meta del famoso pellegrinaggio dei gitani che a fine ottobre giungono qui da tutto il mondo per venerare le sante protettrici. Saliamo sulla torre della caratteristica chiesa fortificata e ci immergiamo nel vivace mercato per acquisti di olio, vino, frutta, aglio e altri prodotti locali.
Rientrando verso la strada principale abbiamo anche occasione di fotografare dei gruppi di fenicotteri, abitanti tra i più caratteristici degli stagni della Camargue, dopodiché decidiamo per una puntata su Avignone, a noi già nota ma mai visitata da mia madre. E' sempre una città godibile, animata e piena di gioventù cosmopolita; visitiamo naturalmente il Palazzo dei Papi e facciamo un giro nel centro storico.
E' l'ultima visita di questo splendido viaggio: non rimane che immetterci in autostrada per gli ultimi 400 km. che ci dividono da casa, dove giungiamo giusto per l'ora di cena.

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