L'Oasi di Siwa e El-Alamein

in viaggio con Milena75 in Egitto

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L'Oasi di Siwa e El-Alamein

Quest’anno per le nostre vacanze invernali decidiamo di passare una settimana in Egitto. Prenotiamo, pochi giorni prima della partenza, il soggiorno di 3 notti a Siwa e 4 notti ad El Alamein tramite la Cisalpina di Brugherio spendendo 1259 euro in due.Non il "solito Egitto"Lunedì 4 gennaio 2010
Partiamo dall’aeroporto di Malpensa di notte all’una e quarantacinque, in ritardo di quasi due ore. Facciamo scalo a Roma e atterriamo all’aeroporto di Dabaa City intorno alle 7.30 del mattino. Dopo aver sbrigato le pratiche aeroportuali piuttosto lunghe, ritiriamo i bagagli e ci dirigiamo all’uscita dell’aeroporto dove ci aspetta l’assistente di Phone and Go.
Arriviamo al Ghazala Resort di El Alamein verso le 9.00, facciamo il check-in e andiamo a riposare in camera per un paio d’ore, giusto riprenderci dal viaggio. Dopo il breve riposo pranziamo e prendiamo l’autobus diretti all’ Oasi di Siwa. L’oasi si trova in una depressione (tra i 18 e i 60 metri sotto il livello del mare): dista circa 300 km dalle coste del mediterraneo e si estende per 80 km di lunghezza e 20 di larghezza.
Durante il tragitto, prenotiamo le escursioni per entrambi i giorni spendendo 100 euro a testa e facciamo anche una sosta di mezzora in un’autogrill. Arriviamo al Siwa Shali Resort intorno alle 19.30 dopo circa 5 ore e mezzo di viaggio. La struttura è molto carina, i muri esterni sono tutti di argilla come molte abitazioni della zona.

Martedì 5 gennaio
Ci svegliamo verso le 8, facciamo colazione e ci troviamo con il nostro gruppo per la prima escursione. Saliamo sulla nostra gip insieme ad un’altra coppia (Giancarlo e Alessandra), la nostra guida e l’autista: partiamo verso le nove e un quarto. La prima tappa è ai Bagni di Cleopatra: si tratta di una piscina di acqua sorgiva di forma rotonda con un diametro di circa venti metri: nei pressi dei bagni, c’è un negozio ed un locale arabo. Proseguiamo il giro fino ai resti del Tempio dell’Oracolo di Amon edificato tra il 663 e il 525 a.C. dalla XXVI dinastia egiziana. Amon era il dio più importante che era stato assimilato allo Zeus greco. La leggenda narra che Alessandro Magno si recò in questo tempio per chiedere all’oracolo (un sacerdote) chi aveva ucciso il padre e per chiedere presagi per le campagne militari. L’oracolo rivela ad Alessandro che in realtà è figlio di Zeus (Amon) e gli conferma la missione divina di creare un impero universale. Si narra che Alessandro Magno sia stato sepolto in questo tempio dopo la morte. Dopo aver visitato la fortezza ed il tempio, proseguiamo l’escursione diretti alla Montagna dei Morti (la collina di Gebel al-Mawta). Si tratta di una massa calcarea traforata che accoglie molte tombe della XXVI dinastia e del periodo tolemaico e romano. Quattro di esse sono decorate con iscrizioni e pitture ed una in particolare, la tomba di Si-Amun, ha conservato immagini e colori molto vivi. Le altre tre sono la tomba di Mesu-Isis, quella del Coccodrillo e la tomba di Niperpathot. In alcune di esse sono state trovate mummie e alcuni utensili. Nelle tombe di Gebel al-Mawta aveva trovato rifugio la popolazione di Siwa durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Conclusa la visita delle tombe, rientriamo in hotel per pranzo e nel primo pomeriggio ripartiamo per un’altra escursione. Visitiamo i resti dell’antico Villaggio di Zaitouna, fatto tutto di argilla. Subito dopo ci spostiamo verso l’ Oasi di Abu Shrouf, dove Marco fa il bagno nella piscina insieme ad altri del gruppo. Intorno alle 17.00 ripartiamo in direzione Siwa. Nel tragitto facciamo una sosta sulle sponde del lago Ein Fetnas per ammirare il tramonto e scattare qualche foto.
Una volta rientrati in hotel, ci sistemiamo e dopo cena facciamo un giro per la Cittadella di Shali. La parte più antica è formata da abitazioni fatte interamente di fango e materiali salini della zona. Questi materiali si sciolgono facilmente con l’acqua per cui ogni pioggia anche se rara, richiede costosi restauri che non sempre vengono fatti: molte abitazioni infatti sono diroccate. Nel centro abbiamo modo di visitare diversi negozietti per acquistare qualche souvenir. Dopo un’ora e mezzo riprendiamo il pullman che ci riporta in albergo.

Mercoledì 6 gennaio
Ci svegliamo verso le 8, facciamo colazione e ci troviamo con il nostro gruppo per la seconda giornata di escursione. La jeep di ieri è occupata e con Giancarlo ed Alessandra ne scegliamo un’altra. Prima di salire, notiamo che perde un po’ di acqua, così avvisiamo l’autista. L’autista ci rassicura dicendo che è tutto ok! Con un po’ di perplessità saliamo e partiamo in direzione del lago di Shyata. Dopo un’ora di percorso, facciamo una prima sosta all’inizio del deserto e scattiamo qualche foto. Tra una foto e l’altra notiamo che il nostro autista fa una serie di rabbocchi d’acqua alla sua jeep. Ripartiamo per poi fermarci nel deserto di cristallo: per terra troviamo resti di conchiglie marini e cristalli di quarzo. Proseguiamo verso il Lago di Shyata per la sosta del pranzo. Il panorama è molto suggestivo: si tratta di un piccolo lago salato in mezzo al nulla! L’acqua è molto fredda e un paio di coraggiosi fanno un bagno veloce. Dopo il pranzo prendiamo un po’ di sole e successivamente ripartiamo per dirigerci verso le dune. Percorriamo alcuni chilometri di deserto e cominciamo a salire e scendere per le dune: all’inizio fa un po’ paura, ma poi ci divertiamo molto! Successivamente ci spostiamo verso l’ Oasi di Bir Wahed: nel tragitto facciamo una sosta fotografica in una zona dove è caduto un piccolo meteorite. Proseguiamo per l’oasi dove si trova una piscina rotonda in corrispondenza di una sorgente di acqua termale sulfurea. L’acqua è sui 35 gradi anche se un po’ sporca: ad ogni modo qualcuno si fa un bagno rilassante.
Ritorniamo alle jeep per proseguire il giro: purtroppo la nostra fa fatica a ripartire. In quel momento ci tornano in mente le parole del nostro autista: “E’ tutto ok!”. Dopo qualche tentativo inutile, decidono di trainarla per vedere se si accende e questa volta riparte. Continuiamo per pochi chilometri dopo di che la jeep comincia a fare dei rumori strani e dalla faccia dell’autista capiamo che non può proseguire il viaggio: sembra che la testata sia andata! Ci guardiamo in faccia e la prendiamo sul ridere anche perché fortunatamente c’è posto su altre jeep. Dopo esserci ridistribuiti, proseguiamo per il Lago di Bir Wahed. Facciamo una breve sosta fotografica per poi riprendere a cavalcare le meravigliose dune. Ci fermiamo nei pressi di una duna vicino al nostro albergo per gustarci un bellissimo tramonto. I nostri accompagnatori fanno un falò e ci preparano un the prima di rientrare.
Prima andare nella nostra camera, chiediamo alla guida se è possibile prolungare il nostro soggiorno a Siwa di un giorno, togliendo una notte ad El Alamein: dopo qualche verifica, riescono ad accontentarci. Inizialmente pensiamo di sfruttare la giornata in più per rilassarci in piscina mettendo in programma di fare la gita ad Alessandria due giorni dopo. Poi però ci informiamo meglio sull’escursione di Alessandria e sull’ultima gita prevista a Siwa. Decidiamo di fare l’escursione nell’Oasi di Tabaghbagh (depressione di Qattara) perché ci incuriosisce di più. Abbandoniamo l’idea di andare ad Alessandria in modo da rilassarci un po’ almeno gli ultimi due giorni. Il costo dell’escursione del giorno seguente è di 50 euro a testa.

Giovedì 7 gennaio
Ci svegliamo verso le 8, mangiamo e ci troviamo con il nostro gruppo per l’escursione nell’ Oasi di Tabaghbagh. Ritroviamo la jeep del primo giorno e senza esitare ci saliamo.
Partiamo intorno alle 9.30, passiamo in mezzo a chilometri di deserto roccioso e ci fermiamo per varie soste fotografiche. Verso le 12.00 arriviamo all’oasi che è a 133 metri sotto il livello del mare. Sembra veramente di vedere un mare che si è prosciugato. Ripartiamo e poco dopo ci fermiamo per un’altra sosta dove troviamo fossili di conchiglie e stelle marine incastonate nelle rocce. Ripartiamo per un altro punto panoramico da dove la guida ci fa scendere all’interno della depressione. Il panorama è fantastico, assomiglia un po’ alla Monument Valley ma con colori rosa biancastri. Risaliamo verso l’auto e ci dirigiamo verso l’ Oasi di Om Ktabein per il pranzo. Il panorama che ci circonda assomiglia ai tipici paesaggi della savana. Dopo pranzo ci concediamo un po’ di sole. Risaliamo sulla jeep per proseguire il nostro giro, ma una delle jeep non si accende: questa volta non è la nostra! Cercano di collegarla ad un’altra ma niente da fare! Per farla ripartire, sono costretti a montare entrambe le batterie di un’altra jeep. Riprendiamo l’avventura percorrendo zone sabbiose pianeggianti. Facciamo una sosta in un punto caratterizzato da una distesa di sabbia piatta con dei coni di roccia di varie dimensioni che fanno da sfondo: si tratta di Cones in the sand. A questo punto la nostra guida ci propone di saltare il percorso in mezzo alle dune (come da programma) per andare in una zona del deserto, poco conosciuta, molto più bella di quella che stiamo vedendo. Facciamo una votazione democratica e per una sola persona si decide di saltare le dune. Poco dopo, raggiungiamo una pianura di sabbia dorata con quattro spettacolari monumenti di roccia di colore giallastro nella parte bassa e rosso in cima: si tratta di Monuments in the sand. In quel momento capiamo che la scelta è stata quella azzeccata! E pensare che ieri volevamo passare questa giornata a riposarci in hotel… Lasciamo questo bellissimo posto e raggiungiamo le Dune di Al Arag. Ci fermiamo con la jeep a ridosso di un paio di dune. Da quel punto possiamo salire a piedi in cima ad una duna ed ammirare il panorama dalla cresta. Dopo aver scattato decine di foto, ripartiamo per l’ Oasi di Al Arag. L’oasi è caratterizzata da una depressione (30 metri slm) di deserto roccioso a ridosso di formazioni rocciose giallastre con la cima rossiccia. In una di queste formazioni rocciose si trovano delle tombe egiziane scavate nella roccia. Sono una quarantina e risalgono alla fine del periodo tolemaico e inizio del periodo romano (100 BC - 100 AD). Sono isolate in un angolo dell'oasi a forma di piccola baia, scavate a una quindicina di metri d'altezza nella roccia gessosa, con ingressi quadrati o rettangolari, stanzette piccole, buie, vuote e col soffitto irregolare. Le poche e semplici pitture rimaste sono dedicate alle divinità egiziane. Sostiamo per fare qualche foto poi risaliamo in auto per rientrare a Siwa mentre il sole sta tramontando. Arriviamo in hotel e dopo cena ci fermiamo nel locale dell’hotel per berci un the fumare un bel narghilé alla mela.

Venerdì 8 gennaio
Ci svegliamo verso le 6.30 e dopo aver fatto colazione ci troviamo con il nostro gruppo per partire per El Alamein. Appena usciamo dalla camera ci troviamo in mezzo alla nebbia, che ci accompagnerà per metà viaggio. Arriviamo al Ghazala Resort, dove avevamo già sostato per poche ore dopo il nostro arrivo in Egitto. Dopo pranzo nonostante il vento un po’ fastidioso, riusciamo a stare in spiaggia fino al tramonto. Per cena riusciamo a trovare un posto per la cena a base di pesce, sebbene fosse necessaria la prenotazione il giorno prima. Mentre ceniamo ci accorgiamo che scende la nebbia sempre più fitta! Dopo cena incontriamo Giancarlo e Alessandra e passiamo la serata insieme al casinò. Ci divertiamo molto e con soli 10$ dollari riusciamo a giocare un paio d’ore alla roulette finché ovviamente rimaniamo senza nulla…

Sabato 9 gennaio
Ci svegliamo verso le 8.00 e fuori c’è ancora nebbia. Così ritorniamo a letto e ci alziamo verso le 10.00. Dopo aver fatto colazione, passiamo un paio d’ore nella piscina riscaldata al coperto. Dopo pranzo visto che ormai la nebbia è sparita, andiamo in spiaggia a prendere il sole. Marco si concede una partita a beach volley e poco prima del tramonto si fa anche un bagno veloce nell’acqua gelata del Mediterraneo.
Per cena ci uniamo al tavolo con Giancarlo e Alessandra per la cena orientale che non è niente male. Dopo cena ritorniamo al casinò, ma questa sera non gira bene e ci fumiamo 20 euro in meno di un’ora!

Domenica 10 gennaio
Ci svegliamo verso le 8.00 e dopo aver fatto colazione ci facciamo una passeggiata lungo la spiaggia. La giornata è meno ventosa dei giorni precedenti, ma il cielo è un po’ nuvoloso. Dopo circa mezz’ora le nuvole spariscono e comincia a fare caldo. Mentre passeggiamo ci sono tratti di spiaggia con sabbia alternate a piccole insenature rocciose. Il mare è molto bello ed ha i colori simili alla Sardegna. Ritorniamo nella spiaggia dell’hotel e ci rilassiamo al sole fino all’ora di pranzo. Dopo aver pranzato, rimaniamo in spiaggia fino alle 15.30 per poi rientrare in camera per una doccia e lasciare la camera.
Alle 17.30 ci portano in aeroporto e prendiamo l’aereo poco dopo le 21.00, in ritardo di circa un’ora. Dopo un volo di tre ore e mezza arriviamo all’aeroporto di Malpensa.

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