ALLA SCOPERTA DEI TESORI DEL NILO-2005

in viaggio con tripfactor in Egitto

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ALLA SCOPERTA DEI TESORI DEL NILO-2005

VIAGGIO IN EGITTO 2005

2 febbraio
La mattinata prevede l’ escursione a Philae. Passiamo per la grande diga di Aswuan, imponente coi suoi 3,6 km. di lunghezza e 111 metri di altezza che sbarrando il corso del Nilo forma un bacino artificiale, il lago Nasser, secondo al mondo come estansione.  Arriviamo in barca all’ approdo del sito archeologico che ci accoglie in tutto il suo splendore. Il tempio salvato con il lavoro italiano perché sommerso dalle acque del Nilo, fu smontato e  spostato sulla vicina isola di Agilkia in posizione più rialzata. I monumenti del complesso risalgono alla XXX dinastia e l’ edificio lungo 65 metri è ben conservato e contiene il tempio di Hator, il padiglione di Nectanebo, il bastione e il chiostro di Traiano, con i suoi 14 pilastri dagli splendidi capitelli. Sulla strada del ritorno ci fermiamo in una fabbrica di profumi dove compriamo delle ottime essenze a prezzi decisamente eccezionali: gli odori, i colori e la varietà dei prodotti creano una atmosfera indimenticabile. In serata c’ è la festa di commiato dal personale della nave che si rivela di un interesse straordinario. La danza derviscia, la danza del ventre ed io mi cimento goffamente con la danzatrice che mi invita a farle compagnia sulla pista!


4 febbraio
Oggi due importanti appuntamenti: il quartiere islamico ed il Museo Egizio. Il Cairo è una città estemamente ricca di vestigia islamiche, come ci confermano le numerose moschee, gli edifici difensivi, i mercati e i palazzi. Splendida la Moschea d’ Alabastro o di Mohamed Alì, così chiamata dalle lastre di alabastro che la rivestono: la sua costruzione risale al 1824. Più antica e molto interessante la moschea a cielo aperto dedicata a Ibn El Qawloon. Visitiamo le due moschee ovviamente a piedi scalzi. All’ uscita siamo circondati da una scolaresca locale che ci coinvolge in un giocoso parapiglia. Una visita del Cairo non può prescindere dal Museo Egizio. Fu realizzato nel 1857 dall’ archeologo francese Auguste Mariette e accoglie la più vasta collezione di reperti dell’ arte egizia che sono ordinati su due piani secondo l’ ordine cronologico. Al primo piano sono raggruppati pezzi monumentali e statue colossali risalenti all’ Antico regno. Il piano superiore è in gran parte dedicato dal tesoro di Tutankhamon, il faraone morto in circostanze misteriose all’ età di 19 anni. Questo tesoro, comprendente 1700 pezzi, fu l’ unico a sfuggire alla devastazione provocata da secoli di saccheggi. Splendida la sala dei papiri ed inevitabile la visita alla sala delle mummie. Unico rammarico, non possiamo effettuare riprese video e fotografiche…… Pranzo in un delizioso ristorante indiano e dopo, accolti dal canto del “muezzin” ci immergiamo nel Khan el Khalili, uno dei mercati più antichi che si conoscano. Nelle sue numerose botteghe vengono venduti tappeti, stoffe, oggetti in legno, madreperla, avorio, gioielli, argenteria, lavori in cuoio, profumi, selle per cammelli, narghilé e ogni sorta di chincaglierie. Anche costumi per la danza del ventre! Usciamo dal mercato sani e salvi! (qualche mese dopo nel mercato è avvenuto un attentato terroristico!)
  
5 febbraio
A circa 12 km a sud-ovest del Cairo si stagliano, in tutta la loro maestosità, le famose piramidi di Giza, considerate una delle sette meraviglie del mondo. Le tre piramidi risalgono alla IV dinastia, cioè all’ Antico Regno (2500 anni a.C.). Lo scenario è incomparabile. La realizzazione di queste gigantesche opere è avvenuta con un rigore geometrico ancora oggi lascia stupefatti. Siamo circondati dal deserto che poi tanto deserto non è visto che c’ è un intenso traffico di dromedari e cavalli  montati dai turisti, un andirivieni di pullman sempre turistici e scorribande di fastidiosi venditori di souvenir che vengono per fortuna tenuti a bada da poliziotti ovviamente a dorso di dromedario ed armati di una lunga frusta! Che direbbero i faraoni Cheope, Chefren e M1cerino vedendo le loro tombe ridotte in questo stato´ A completamento della necropoli ecco delinearsi la sagoma enigmatica della Sfinge, la più grande statua in pietra del mondo (7° metri di lunghezza per 20 di altezza) con il corpo di leone ed il volto umano che probabilmente veniva ritenuta una colossale rappresentazione di Chefren. Non ci perdiamo la barca funeraria di Cheope alloggiata in una moderna struttura museale con temperatura e umidità controllata non senza aver indossate delle ciabatte che evitano che si sparga la sabbia nel museo.
Dopo le meraviglie di Giza, tornando in città, ci fermiamo in una gioielleria  ed in una fabbrica di papiri. Pranzo in un famoso ristorante, Abou Zeid, dove servono dei piatti a base di pesce veramente eccezionali e poi partenza per Menfi e Saqqara sulla riva occidentale del Nilo a 30 km a sud del Cairo. Menfi, la più antica capitale d’ Egitto, fondata dal mitico re Menes circa 5000 anni fa conserva l’ enorme statua di Ramses II, realizzata in calcare tenero e per la sua fragilità non completata e la famosa sfinge di alabastro. Nell’ intorno vi sono le tombe dei nobili e dei dignitari delle prime dinastie. altopiano desertico ad ovest di Menfi, sorge invece la necropoli di Saqqara, la più grande d’ Egitto (si estende per circa 8 km) con le sue piramide e decine di mastabe, i monumenti funerari a forma di piramide tronca. All’ interno del complesso funerario di re Zoser (III dinastia) risalta per maestosità ed importanza storico-artistica, la famosa “piramide a gradoni” che, come tipologia, precede le più famose piramidi di Giza.
 Torniamo in albergo veramente sfiniti per l’ impegnativa giornata quando, mentre riposiamo in attesa della cena sentiamo un fragore assordante di musiche arabe e vocii provenire dal piano ristorante. Prendo immediatamente l’ attrezzatura video-fotografica e ci precipitiamo giù. Arrivati nella hall siamo ci imbattiamo  in un nugolo di persone festanti: è in corso luna festa di fidanzamento! Quale occasione più propizia per fare belle videoriprese e fotografie´ Dopo cena ci fermiamo nella zona salotto dell’ albergo dove si esibisce come pianista bar un egiziano che, a dire la verità, ha un buon repertorio oltre che una bella voce. Ma mi viene un solletico…conoscerà “O sole mio”´ Corro a chiederglielo. Conosce la canzone, non solo, mi invita a cantarla suggerendogli le parole nella esatta pronuncia napoletana. Evviva! Segue una performance canora mia e dell’ egiziano: io inizio in napoletano, lui mi segue, io riprendo la canzone nella versione di Elvis Presley “Its now or never” per finire alla grande in ensemble a due voci. Inutile dire che la sala si è affollata di clienti dell’ albergo, di commessi dei negozi dello store center ed addirittura di camerieri usciti dal ristorante! Non potevamo congedarci in modo migliore dall’ Egitto. A proposito, Bianca ha saggiamente imbracciata la videocamera e ripreso tutta la scena!
 

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