In pieno relax a Santo Domingo

in viaggio con Brunella in Dominicana, Rep.

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In pieno relax a Santo Domingo

Vi scrivo qualche mia impressione, di ritorno da questo anticipo di estate vissuto ai Caraibi.
Eravamo in quattro: io e mio marito, più Mauro e Rosella, una coppia di amici coi quali ogni tanto “scappiamo lontano”, con le rispettive figlie adolescenti al seguito, o meno. Stavolta le avevamo lasciate a casa, a faticare sui libri, visto l’approssimarsi della fine dell’anno scolastico.
Maggio 2005 - 9 giorni/7 notti
Costo approx in due: € 1900 per il pacchetto (T.O. "Un altro sole") + 200 spesi sul posto.
Clima
Nei 15 giorni precedenti era piovuto molto, nella nostra settimana invece il tempo si è stabilizzato, era caldo ma molto umido: infatti si stava bene solo in acqua o all’ombra a far niente!
Di mattino il mare era fantastico, liscio come l’olio e con colori stupendi; poi arrivava un po’ di brezza, il mare si increspava un poco, e il sole pian piano diventava più cocente: vi consiglio creme solari ad alta protezione e una esposizione graduale.
Da non perdere
La località
Il nostro villaggio si trova nella parte sud-orientale dell’isola, tra il porto di Bayahibe e il parco nazionale dell’Este, quasi di fronte all’isola Saona: qui nel raggio di qualche chilometro di susseguono pochi resort (i due Viva, Beach e Palace, il Ventadominicus venduto per l’Italia dal gruppo del Ventaglio, e il Canoa Coral), intervallati da qualche spiaggia libera dove troverete i mercatini per i turisti (souvenir di ogni tipo e quadri naif tipici dominicani).

Il villaggio
Il Dominicus Beach si trova in un’ampia baia tra due promontori rocciosi, e prevede sistemazione in camere standard o superior in palazzine a tre piani a 100-150 metri dal mare, oppure in bungalow fronte mare, o zona giardino, in seconda linea.
Tutti gli alloggi hanno l’aria condizionata, il ventilatore a soffitto, zanzariere alle finestre e cassaforte.
Il prezzo da noi pagato (lastminute acquistato da agenzia del circuito Cisalpina) prevedeva la sistemazione in camera standard, essenziale e non tanto grande; dal momento che il tempo trascorso nella stanza era minimo, non ci è sembrato il caso di pagare supplementi per avere una superior o un bungalow, anche perché questi ultimi si trovavano spesso vicino alle zone di animazione, e quindi non erano propriamente tranquilli.
Il Dominicus Beach è un villaggio informale e più completo e gradevole del vicino Dominicus Palace, che si trova nella baia a fianco e ha la stessa gestione: quest’ultimo è infatti di livello più alto (ad es. ha tutte camere superior, grandi e con due letti king size), ma per il resto i servizi dell’uno sono usufruibili anche dai clienti dell’altro, se pur con alcune limitazioni relative ai ristoranti.
Era la prima volta, almeno per noi due, che alloggiavamo in un villaggio all inclusive: siamo stati sopraffatti dall’abbondanza! Snack, pizzette, hamburger, e ancor più cocktail, alcolici o meno, serviti a tutte le ore del giorno dai vari bar sparsi nel complesso: per noi la moderazione è stata la regola principale, ma non lo è stato per tutti!
Abbiamo mangiato abbastanza bene, soprattutto nel ristorante principale a buffet; ci hanno un po’ delusi i ristoranti con servizio al tavolo - abbiamo provato il messicano e il grill - di cui avevamo tanto sentito parlare nei forum su internet: a quel punto non ne abbiamo provati altri, ritornando al ristorante a buffet “La Terrazza”, dove prediligevamo pesce e frutta (e pensare che c’era chi si lamentava!).
Devo rettificare, una sera ci siamo intrufolati al buffet del Palace, scoprendo che era curato nella presentazione, ma forse più piccolo del nostro e con minor scelta. Ecco perché i loro ospiti li vedevamo spesso nella nostra parte di villaggio!
Lo staff di animazione è composto prevalentemente da personale dominicano, dunque con pochi italiani, e il “menu” che viene servito è il solito: si inizia con giochini da spiaggia, lezioni di aerobica, di aqua-gym e di balli latini, per finire con musical serali con commento multilingue, affinchè siano comprensibili alla variegata clientela del villaggio (sia pur con una prevalenza italiana).

Le escursioni
Rammolliti dalle comodità del villaggio e dal caldo, non ci è venuta voglia di provare le gite all’interno dell’isola, anche perché temevamo le zanzare e i sandfly (i terribili moschini neri, attivi di giorno) che colpivano già nel villaggio, soprattutto la povera Rosella.
Abbiamo fatto la gita in barca di mezza giornata organizzata dal centro immersioni del villaggio, all’isola Catalinita e a un reef di fronte all’isola di Saona, poiché ci interessava fare almeno uno snorkeling degno di tale nome: abbiamo visto grandi coralli colorati e tanti pesci, anche se non paragonabili alla varietà che si trova in Mar Rosso.
Avevamo appreso che Saona è meta di moltissime escursioni - anche da gruppi in arrivo da Punta Cana o Bavaro - e che ogni tour operator aveva là un tratto di spiaggia riservato: per cui abbiamo evitato l’escursione proposta dal villaggio di una giornata intera perché temevamo di ritrovarci in un gruppo troppo numeroso.
La nostra escursione prevedeva sulla via del ritorno una sosta in una secca, dove l’acqua arriva alla vita e nella quale si trovano grandi stelle marine arancioni e rosse (si possono prendere in mano, ma è opportuno non sollevarle oltre il pelo dell’acqua, altrimenti si possono disidratare in fretta). Anche in questa zona c’era un via-vai di barche, e non tutti i turisti avevano un comportamento adeguato: chi si tirava le stelle marine, chi beveva il rum dalla bottiglia - stando in acqua - neanche fossimo al bar del villaggio! E’ molto triste vedere a che punto può arrivare qualcuno, pur di divertirsi ad ogni costo!

Considerazioni
La zona di Bayahibe è piuttosto tranquilla, con hotel a basso impatto ambientale: per quello che ho potuto vedere dai cataloghi, diversi da quelli di Punta Cana e Bavaro, che mi sembrano fatti per soddisfare una clientela prevalentemente americana (multipiani tipo Hilton).
Bayahibe è anche molto vicina all’aeroporto della Romana, una ventina di chilometri circa, dove arrivano i charter dall’Italia.
Devo ammettere che, avendo passato solo una settimana qui, in un villaggio all inclusive dove non si è stimolati a muoversi più di tanto (complice il clima), non posso dire di avere conosciuto questo Paese, per quanto abbia scambiato qualche parola con il personale dell’hotel o dei negozi vicini.
Sentivo dire che nelle campagne il livello di vita era ai minimi termini, anzi ci sono molti profughi da Haiti - dove stanno anche peggio - che vengono a lavorare nelle piantagioni di Santo Domingo.
Speriamo di avere in futuro la possibilità di ritornare con più tempo a disposizione, per visitare le piantagioni e la capitale e magari il nord, dove in inverno, al largo della baia di Samanà, si possono vedere le megattere.L'immutabile fascino del mare dei Caraibi

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