La Danimarca “on the road” inseguendo una margherita

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La Danimarca “on the road” inseguendo una margherita

Il fascino che il nord Europa esercita su di me e su Alessio ci ha portati a scegliere come meta delle vacanze estive appena passate la Danimarca. Un viaggio itinerante lungo 18 giorni e 6.300 km ci ha permesso di scoprire un paese meraviglioso dove il tempo pare essersi fermato, complici i piccoli villaggi di campagna e uno stile di vita legato alle tradizioni agricole, ma che ha saputo regalarci anche attimi di vita “metropolitana” culminati con la scoperta di una città affascinante, connubio tra passato e presente: Copenhagen.

Perchè la "margherita"?
Se avete in programma un viaggio itinerante in Danimarca ricordatevi della margherita! L’itinerario margherita è un percorso per automobilisti che si sviluppa per circa 3.400 km lungo strade di campagna particolarmente interessanti dal punto di vista paesaggistico, segnalate da cartelli stradali di colore marrone e da una margherita bianca.
Nel caso non foste amanti dei paesaggi campestri (alla lunga l’itinerario potrebbe stancare chi non è particolarmente interessato a campi coltivati, mucche, cavalli e pecore al pascolo), e, soprattutto, in mancanza di tempo visto che l’itinerario rallenta la velocità di percorrenza e allunga i percorsi, c’è comunque l’efficiente rete autostradale che collega le principali città (non si pagano pedaggi, a parte quelli di alcuni ponti).
Noi abbiamo cercato di seguire sempre l’itinerario margherita e ci sentiamo di consigliarlo per apprezzare in pieno la realtà danese

La nostra guida
Ad accompagnarci durate il viaggio è stata la guida “Danimarca” Baedeker-Istituto geografico DeAgostini (2004). Complessivamente la guida è stata di sufficiente utilità. Il principale aspetto positivo è rappresentato dal fatto che allegata alla guida c’è una cartina stradale della Danimarca (1:300.000) che ci ha evitato di doverne comprare una. Non abbiamo particolarmente apprezzato questa guida per la sua struttura: nonostante alcune pagine introduttive che forniscono brevi itinerari regione per regione, i luoghi da visitare sono elencati in ordine alfabetico e quindi risulta poco pratico dover continuamente cercare le località da una parte all’altra della guida e non averle organizzate secondo un itinerario geografico.

Chi volesse contattarmi, può farlo sul Forum di Ci Sono Stato, al quale sono registrata con il nickname "barrbara".Un viaggio itinerante in un paese in cui il tempo pare essersi fermato, complici i piccoli villaggi di campagna, con l'eccezione della sfavillante Copenhagen!Il tempo in Danimarca è estremamente variabile. Noi siamo stati particolarmente sfortunati perché su 15 giorni di permanenza ha piovuto almeno 10 giorni. Fortunatamente si è quasi sempre trattato di rovesci passeggeri alternati a sprazzi di sole per cui consigliamo di organizzarsi con un vestiario che offra una soluzione per ogni evento atmosferico. Sono indispensabili la giacca a vento (che noi ovviamente ci siamo dimenticati…), a causa del vento particolarmente fastidioso lungo le coste, e un paio di scarpe da tennis perché alcuni luoghi, come ad esempio le falesie dell’isola di Møn, sono un po’ impervi da raggiungere.Il nostro viaggio è iniziato il 5 Agosto 2006 e si è concluso il 22 agosto 2006. All’andata abbiamo sostato una notte in Germania (Münster) mentre al ritorno ci siamo concessi due giorni di sosta in terra tedesca (Lubecca e Bamberga).
Abbiamo cercato di visitare quasi tutte le regioni danesi passando, nell’ordine, attraverso Jutland, Fiona, Selandia e Møn.

Sabato 5 Agosto 2006: Milano - Münster
Partenza intorno alle 9 per questa tanto sospirata vacanza! Il giorno è interamente dedicato al viaggio e intorno alle 19 arriviamo a Münster. Preso possesso della nostra camera, decidiamo di rimandare al giorno dopo la visita della città.

Domenica 6 Agosto 2006: Münster – Jejsing
La mattina la dedichiamo alla visita del centro di Münster, graziosa città universitaria. Mezza giornata è stata sufficiente per visitare il Duomo di San Paolo, la piazza Prinzipal, il Municipio ed i palazzi barocchi di J.C. Schlaun – Erbdrostenhof.
Dopo pranzo ripartiamo e verso sera ci lasciamo la Germania alle spalle e siamo in Danimarca, finalmente! Subito ci dirigiamo a Jejsing, un piccolo paese nei dintorni di Tønder dove si trova il b&b prenotato. La proprietaria è molto gentile e dobbiamo riconoscere che la gentilezza e la disponibilità sono caratteristiche comuni dei danesi.
Lasciate le valigie ci dirigiamo a Møgeltønder, minuscolo paesino pochi km a ovest di Tønder la cui unica attrattiva è rappresentata dalla via principale del paese, una strada acciottolata lungo la quale sono allineate le tipiche casette in cotto con il tetto di paglia. La via conduce a Schackenborg Slot, residenza del principe Joachim. Purtroppo da fuori non si vede un granché e le visite al castello avvengono ad orari prestabiliti nel primo pomeriggio.
Lasciamo Møgeltønder dopo le foto di rito e ci spostiamo a Tønder per la cena. Passeggiando lungo la piacevole zona pedonale arriviamo alla Torvet, la piazza del mercato, dove ceniamo in uno dei pochi ristoranti aperti che troviamo, il Torvets Restaurant.

Lunedì 7 Agosto 2006: Jejsing – Ribe
La giornata di oggi è dedicata all’isola di Rømø, la più grande isola danese nel Mare del Nord.
Prima di raggiungere l’isola, facciamo una piccola deviazione verso nord e raggiungiamo il Monastero di Løgumkloster. Il monastero, fondato nel 1173, merita decisamente la deviazione. Noi abbiamo visitato solo l’esterno della chiesa, edificata a partire dal 1225.
In tarda mattinata raggiungiamo l’isola di Rømø. Il nord dell’isola è pressoché deserto, i turisti e i danesi sono tutti concentrati sulle spiagge a sud-ovest dell’isola, talmente larghe che la gente arriva in riva al mare con la macchina. Il vento è fortissimo e l’acqua molto fredda, non ci capacitiamo di come i bambini riescano a giocare ed a sguazzare nell’acqua come se fossero sul litorale romagnolo.
Avremmo voluto concludere il giro dell’isola con la visita del Kommandørgården, ex dimora di un capitano della marina che conserva lo scheletro di un capodoglio arenatosi sulla spiaggia nel 1996, ma il lunedì è giorno di chiusura.
Lasciamo l’isola alla volta di Ribe, ultima tappa della giornata e sede del prossimo pernottamento.
A soli 2 km da Ribe troviamo l’indicazione per il Ribe Vikingecenter. Dedichiamo due ore a questo interessante sito che, grazie alla ricostruzione di diversi ambienti vichinghi, permette di rivivere l’atmosfera di quell’epoca (ingresso: 70 DKK).
Intorno alle 18 arriviamo a Ribe. Il tempo di trovare l’hotel e di prepararci e raggiungiamo la zona pedonale della città, sicuramente una delle più belle della Danimarca. Decidiamo di mangiare subito perché alle 20 e alle 22 è possibile seguire il guardiano della città durante la ronda per le vie del centro. Il ristorante che scegliamo (“Weis Stue”), che dà sulla Torvet, la piazza della chiesa, ci ha davvero entusiasmato ed Alessio ha ordinato un piatto a base del suo amato fegato. La cameriera al momento dell’ordinazione ci ha chiesto se sapessimo cosa volesse dire “liver” in inglese, stupita del fatto che un italiano volesse del fegato!
Non facciamo in tempo per la ronda delle 20, ma forse è meglio così visto che è ancora chiaro (il sole fino alle 22 non tramonta completamente). Alle 22, però, non ci lasciamo sfuggire questa simpatica messinscena organizzata per i turisti: seguire il guardiano mentre compie la ronda per la città raccontando antiche storie in danese si rivela molto singolare, ma dopo un pò abbandoniamo il gruppo e torniamo in hotel.

Martedì 8 Agosto 2006: Ribe – Aalborg
Dopo un’abbondante colazione e una spesa veloce al supermarket per il pranzo, partiamo alla volta di Aalborg che raggiungeremo lungo il litorale ovest dello Jutland.
La prima sosta è stata la costa di Ho Bugt. Il posto ci appare alquanto desolato, il silenzio regna sovrano e di turisti non ce ne sono. Di fatto, il luogo è l’ideale per il suo scopo: punto di osservazione per gli amanti del birdwatching. Anche a causa del vento, la visita a Ho Bugt dura solo pochi minuti e riprendiamo il nostro viaggio verso nord.
A Blåvands Huk, il punto più occidentale della Danimarca, ci fermiamo incantati da uno dei tanti fari che incontreremo durante questo viaggio: Blåvands Fyr. La veduta dall’alto dei 39 m del faro è davvero suggestiva (salita: 15 DKK).
Nel tardo pomeriggio arriviamo ad Aalborg e dopo aver raggiunto il nostro hotel ci prepariamo per la cena. Proprio in un ristorante di Aalborg ci è successo un fatto che ci teniamo a segnalare: in caso di pagamento con carta di credito estera, alcuni esercizi commerciali (soprattutto i ristoranti) applicano un sovrapprezzo che giustificano come “risarcimento” per le commissioni bancarie a loro carico. Anche se la cifra è irrisoria, dà fastidio che a volte questo non venga specificato in anticipo per cui, prima di pagare, conviene chiedere e valutare di conseguenza la modalità di pagamento.

Mercoledì 9 Agosto 2006: giro del Limfjorden
La giornata è interamente dedicata al giro del Limfjorden, lo stretto che separa la parte settentrionale della penisola dello Jutland dalla terraferma. Il nostro percorso si è sviluppato da sud-ovest verso nord-est, attraverso le varie regioni del Limfjorden: Salling, Thy, Mors.
La prima tappa è stata Spøttrup Slot, un incantevole castello medioevale posizionato circa 16 km a nord-est di Skive, il capoluogo della penisola di Salling. Certo, il castello non può competere con i più famosi castelli del nord della Selandia, ma merita decisamente una visita.
A Thyborøn sono da segnalare la spiaggia disseminata di bunker, testimonianza della seconda guerra mondiale, e la Sneglehus, una casa con muri e pareti completamente ricoperti di conchiglie. All’interno dell’edificio è stato allestito uno strategico negozietto dal quale è impossibile uscire senza aver comprato anche la più piccola sciocchezza fatta con le conchiglie. Da segnalare che l’ingresso alla casa, e di conseguenza al negozio, è a pagamento (si tratta di poche corone).
Quella di oggi è stata la più deludente delle giornate passate in Danimarca, complice un tempo pessimo che oltre ad aver compromesso i piani della giornata non ci ha fatto apprezzare al meglio il Limfjorden e ci ha visti ritornare alla “base” prima del previsto.

Giovedì 10 Agosto 2006: Aalborg – Skagen e ritorno
Sveglia al mattino presto e subito si parte verso nord. Oggi raggiungeremo la punta settentrionale della Danimarca, Grenen.
Nei pressi di Lønstrup visitiamo la piccola chiesa romanica di Marup Kirke, incontrata per caso lungo il percorso verso Rubjerg Knude.
Rubjerg Knude è una gigantesca duna mobile alta 80 m che degrada verso la spiaggia. Il panorama dall’alto della duna è davvero mozzafiato, ma il vero protagonista è il Rubjerg Fyr. È davvero impressionante vedere questo faro che gradualmente si sta ricoprendo della sabbia trasportata dal vento. L’adiacente museo è quasi del tutto sepolto e fa una certa impressione pensare che presto lo sarà completamente.
Il faro di Rubjerg non è l’unica testimonianza della forza innarrestabile della natura. A pochi km da Skagen, la città più a nord della Danimarca, si trova infatti la Tilsandede Kirke, una chiesa del XVIII della quale è visibile solo il campanile: il resto dell’edificio è stato ricoperto dalla sabbia.
Un’altra duna mobile che si incontra proseguendo verso nord è quella di Råbjerg Mile: anche da qui si gode di uno splendido panorama, ma a nostro parere non può competere con la duna di Rubjerg.
A Hirtshals visitiamo il Nørdsømuseet (ingresso: 110 DKK), un acquario sicuramente interessante che tuttavia non ci ha particolarmente entusiasmati. Forse la nostra delusione è dovuta al fatto che la guida lo decantava come acquario più grande d’Europa e luogo assolutamente imperdibile e quindi ci aspettavamo qualche cosa di veramente grandioso: a questo punto viene da chiedersi quale sia il vero acquario più grande d’Europa visto che ogni volta che ne visitiamo uno viene definito tale….
Spostandoci verso nord-ovest raggiungiamo Grenen, la piatta lingua di terra punto di incontro tra il mare del Nord e il mar Baltico. Grenen è raggiungibile a piedi, con una passeggiata di una decina di minuti, oppure con il Sandormen, il trattore che trascina una specie di vagone passeggeri e che fa la spola dal parcheggio alla punta (20 DKK andata e ritorno). Grenen è affollatissima di turisti e così, dopo esserci stati con il Sandormen, decidiamo di ritornarci a piedi al tramonto, quando il numero di turisti è decisamente minore.
Dopo cena ritorniamo ad Aalborg per l’ultimo pernottamento in questa città.

Venerdì 11 Agosto 2006: Aalborg – Knebel
La mattina la dedichiamo alla visita di Aalborg visto che ci siamo fermati tre notti ma non l’abbiamo mai visitata. Degni di nota sono il centro storico e, soprattutto, la Jens Bangs Stenhus, una bellissima residenza rinascimentale rivestita da ornamenti in arenaria. Anche ad Aalborg risulta particolarmente piacevole passeggiare e perdersi lungo le vie del centro pedonale.
Lasciamo Aalborg e ci spostiamo in direzione sud-est, verso Aarhus.
Attraversiamo le sconfinate campagne danesi, consuete compagne di viaggio oramai, e raggiungiamo Kolind dove ha sede il Skandinavisk Dyrepark, un parco faunistico dove si possono ammirare una ventina di specie animali delle regioni nordiche (ingresso 120 DKK). Cervi, alci e renne passeggiano tranquillamente per il parco e ad alcuni animali è possibile dare da mangiare l’apposito mangime che viene venduto all’ingresso (6 DKK). I grandi protagonisti del parco sono gli orsi bruni e quelli polari, le volpi artiche ed i lupi. Nel corso della giornata, ad orari prestabiliti, è possibile assistere a varie attività che permettono di conoscere meglio la vita quotidiana di questi animali.
A metà pomeriggio lasciamo, a malincuore, il parco e ci dirigiamo verso la costa: dobbiamo cercarci un b&b per questa sera. Lungo il percorso incontriamo uno dei tanti castelli che hanno caratterizzato il nostro itinerario: Rosenholm Slot. Nonostante siano passate da poco le 16, il castello è già chiuso e quindi ci limitiamo a visitarlo dall’esterno facendo un giro nel suo parco, deserto.
Abbiamo notato che molti luoghi di interesse aprono tardi – tra le 10 e le 11 – e chiudono presto – tra le 16 e le 17. Questo fatto ci ha un po’ stupiti perché ci aspettavamo, soprattutto in estate, una maggiore flessibilità degli orari. Sicuramente questo è da tenere in considerazione per la programmazione dei luoghi da visitare.
Dopo svariati tentativi in diversi b&b e hotel, troviamo una camera libera a Knebel in uno splendido kro (locanda) sperduto in mezzo ai boschi. Siamo esausti e dopo la cena andiamo subito a dormire.

Sabato 12 Agosto 2006: Knebel – Ravnebjerg
Di buon mattino lasciamo il kro e ci spostiamo verso quei castelli che il giorno prima non abbiamo potuto vedere a causa del tempo speso per la ricerca dell’alloggio: Gammel Estrup Slot e Clausholm Slot.
Sono le 9.30 circa quando arriviamo a Gammel Estrup Slot. Il castello è ancora chiuso (apre alle 10), ma per fortuna il parco che lo circonda è aperto. Il castello di Gammel Estrup è molto bello, ricorda un po’ quello di Rosenholm che abbiamo visitato il giorno prima. Dopo le foto di rito decidiamo di andarcene senza aspettare che il castello apra: all’interno ospita una raccolta di arredamenti.
Quando arriviamo a Clausholm Slot troviamo sia il castello che il parco ancora chiusi (aprono alle 11) per cui ci limitiamo a sbirciare da fuori. Da quel poco che abbiamo visto il parco ci è apparso molto bello e curato mentre il castello, barocco, non ci ha particolarmente impressionati.
Solo 25 km ci separano da Aarhus, la seconda città della Danimarca. Arrivati in città ci dirigiamo subito al Den Gamle By (ingresso: 80 DKK, studenti 64 DKK), importante museo all’aperto. Il museo riproduce la vita quotidiana di una cittadina che è stata ricreata attraverso la fedele ricostruzione di edifici provenienti da più parti della Danimarca e risalenti ad un periodo che va dal XVI secolo fino ai primi decenni del Novecento. E’ davvero singolare passeggiare per le strette vie lastricate, entrare nei vari ambienti domestici e commerciali (la bottega del calzolaio, la farmacia, l’atelier del sarto, l’officina del fabbro, etc.) e in alcuni casi trovarvi dei figuranti che, con indosso i costumi dell’epoca, svolgono le varie attività. Durante le ore trascorse al Den Gamle By ci è sembrato davvero di ritornare indietro nel tempo!
Fortunatamente il tempo è stato clemente con noi e ci ha concesso di visitare il Den Gamle By in santa pace visto che ha piovuto solo per pochi minuti. Pagheremo tutta questa fortuna di lì a poco quando, raggiunto il centro di Aarhus, veniamo sorpresi da un vero e proprio acquazzone che ci fa desistere dal visitare la città. Decidiamo di tornare in macchina e dopo un pò lasciamo Aarhus in direzione sud.
E’ arrivato il momento di lasciare la penisola dello Jutland e di raggiungere l’isola di Fiona. Per farlo, si utilizza il ponte sul Piccolo Belt. In circa 15 minuti attraversiamo lo stretto che separa le due regioni e proseguiamo in direzione di Odense. Il nostro b&b si trova a Ravnebjerg, una decina di km prima di Odense, e, una volta preso possesso della camera, decidiamo di spostarci proprio ad Odense per la cena.
Odense, la città più grande dell’isola di Fiona, è famosa per essere la città natale del favolista Hans Christian Andersen. Come tutte le città danesi ha un centro storico molto grazioso ed è piacevole passeggiare lungo le belle vie pedonali.

Domenica 13 Agosto 2006: Ravnebjerg – Karlsrup
Lasciato di buon’ora il b&b, ci spostiamo in direzione sud per raggiungere uno dei castelli più belli che abbia mai visto: Egeskov Slot.
Il castello sorge in mezzo ad un lago ed è circondato da un ampio parco che ospita vari musei (musei delle carrozze, dei mezzi di soccorso e dei mezzi d’epoca), due labirinti e giardini di piante officinali. L’ingresso al castello e al suo parco non è certo a buon mercato (150 DKK), ma il sito merita decisamente la visita.
Lasciato il castello, percorriamo tutta la costa verso est. Oggi lasceremo l’isola di Fiona per spostarci sull’isola di Selandia.
Attraversiamo in circa 10 minuti il ponte sul Grande Belt (pedaggio: 200 DKK) e usciamo appena possibile dall’autostrada per trovare un punto dal quale fotografarlo (gli studi di architettura di Alessio hanno la meglio sulla mia stanchezza).
Raggiungiamo il nostro b&b che si trova a Karlsrup, solo 30 minuti di macchina da Copenhagen. Avendo programmato tre giorni per la visita di Copenhagen abbiamo preferito trovare un alloggio in centro città in modo da evitare spostamenti con la macchina, però, avendo più tempo a disposizione, questo b&b è sicuramente una valida alternativa alle soluzioni offerte dalla capitale danese, decisamente poco convenienti. Senza contare che Eva e Asger, i proprietari, sono molto simpatici e la Sig.ra Eva parla un ottimo italiano.
Lasciati i bagagli ci spostiamo a Køge per la cena. Køge è una graziosa cittadina, anche se un po’ deserta. Troviamo pochi locali aperti e ci fermiamo in un caffè che si affaccia sulla Torvet, la grande piazza del mercato.

Lunedì 14 Agosto 2006: Karlsrup – Tisvildeleje
Tralasciata la visita di Køge che abbiamo più o meno visto la sera precedente, ci rechiamo a Roskilde, antica città famosa per il suo Domkirke, dichiarato patrimonio culturale mondiale dall’UNESCO. L’esterno del Duomo, purtroppo, è in parte coperto da un’impalcatura per cui ci concentriamo sull’interno dell’edificio (ingresso: 25 DKK). Il Duomo è il luogo di sepoltura dei reali danesi e ospita numerosi sepolcri in marmo ed alabastro.
Terminata la visita del Duomo facciamo un giro per il centro storico di Roskilde, una città davvero vivace e piena di gente.
Lasciata Roskilde decidiamo di raggiungere Tisvildeleje, prossima tappa, seguendo il percorso margherita lungo il fiordo di Roskilde. Sono tante le soste necessarie per fare foto al paesaggio e verso sera raggiungiamo Tisvildeleje e il nostro b&b. Dopo alcune foto sulla spiaggia, concludiamo la serata in un ottimo ristorante.

Martedì 15 Agosto 2006: i castelli del nord e il Louisiana Museum
La giornata è dedicata principalmente alla visita dei castelli del nord della Selandia.
Il cielo non promette nulla di buono e infatti di lì a poco inizia a piovere.
Prima tappa, il castello di Hillerød: Frederiksborg Slot. Il castello, in stile rinascimentale, è decisamente affascinante e decidiamo di visitarlo anche all’interno (ingresso: 60 DKK, studenti 50 DKK). Terminata la visita, non ci dilunghiamo troppo con le foto all’esterno a causa della pioggia che questa mattina è particolarmente fastidiosa e ci dirigiamo a pochi km da Hillerød per vedere Fredensborg Slot, anch’esso uno splendido castello che però non è visitabile all’interno in quanto abitato dalla famiglia reale. E’ comunque possibile passeggiare nel parco che circonda la residenza, molto grande, e che arriva fino alle sponde del lago Esrumsø.
Lasciamo la residenza reale e ci spostiamo in direzione Helsingør, ma prima ci fermiamo ad una decina di km dalla città per visitare il Luisiana museum, il museo di arte moderna. Ciò che affascina di più del museo, oltre alle collezioni permanenti e temporanee che ospita, è la sua struttura, fusione tra il museo stesso e la natura che lo circonda. Essendo arrivati in prossimità dell’orario di chiusura abbiamo potuto dedicare solo due ore alla visita del museo, ma siamo decisamente soddisfatti.
Ad Helsingør, città meritevole di una visita nella zona pedonale del centro, ci aspetta il castello di Amleto: Kronborg Slot. Essendo già chiuso, possiamo visitare il castello solo all’esterno lungo il suo perimetro.
Torniamo in direzione del nostro b&b lungo la costa, fermandoci per la cena in un grazioso paese di pescatori: Gilleleje.

Mercoledì 16 Agosto 2006: Tisvildeleje - Copenhagen
La mattina è interamente dedicata allo spostamento verso Copenhagen e, visto che abbiamo tempo, lo facciamo seguendo il percorso margherita.
Arriviamo in città verso le 12 e alle 12.30 abbiamo appuntamento con la ragazza che ci ha affittato l’appartamento. Paghiamo la cifra dovuta e ci prepariamo per iniziare la visita della città.
Visto che oggi abbiamo solo il pomeriggio a disposizione, decidiamo di rimanere nella zona meridionale di Copenhagen, dove siamo alloggiati, e ci dirigiamo sulla Rådhuspladsen (la piazza del Municipio), punto di partenza ideale. Purtroppo non possiamo apprezzare in pieno la bellezza della piazza a causa dei lavori in corso, ma ammiriamo lo stesso gli imponenti edifici che si affacciano su di essa, a cominciare dal Municipio. Avremmo voluto salire sulla torre del Municipio, alta 106 metri, ma oggi è chiusa.
Lasciamo la piazza e costeggiamo l’H.C. Andersens Boulevard fino alla celebre Ny Carlsberg Glyptotek e poi deviamo verso Christiansborg Slot e gli edifici vicini: Teatermuseet, Børsen, Holmens Kirke, Kongelige Bibliotek.
Attraversando il ponte Knippelsbro si raggiunge il quartiere di Christianshavn e la più celebre Christiania. Passeggiare per la Città Libera di Christiania è davvero surreale. Il quartiere è accessibile solo attraverso due ingressi pedonali. Prima di entrare ci sono dei cartelli che invitano a non scattare fotografie, soprattutto lungo la via principale: Pusher Street.
Tornati al nostro appartamento ci prepariamo per trascorrere la serata al Tivoli. Decidiamo di mangiare all’interno del parco di divertimenti visto che sono già le 19 e il parco chiude alle 24 (ingresso: 75 DKK). Il Tivoli è davvero bello, sia per le giostre, sia per gli spettacoli organizzati. L’ideale è venirci verso sera perché dopo il tramonto il parco è un tripudio di luci. Davvero da consigliare a tutti, a prescindere dall’età.

Giovedì 17 Agosto 2006: Copenhagen
Verso le 10 ci dirigiamo in centro e dopo aver percorso una parte dello Strøget, affollatissimo, arriviamo sulla Gammel Strand dove, nei pressi della Fiskerkone (la statua in pietra che raffigura una pescivendola), acquistiamo i biglietti per il giro della città in battello. Il giro costa 60 DKK a persona, dura circa 60 minuti con spiegazioni in tre lingue: danese, inglese, tedesco.
Al termine del giro in battello ritorniamo sullo Strøget e lo percorriamo in tutta la sua lunghezza attraversando le piazze della città, bellissime e brulicanti di gente: Gammeltorv, Amagertorv, Kongens Nytorv.
Pochi passi ci separano dal Nyhavn, il celebre quartiere con le case dai tetti spioventi, coloratissime, che fanno da sfondo al canale dove sono ancorate decine di imbarcazioni, alcune delle quali particolarmente belle.
A nord del Nyhavn, raggiungiamo Amalienborg Slot, la residenza dei reali danesi. I quattro palazzi che compongono il castello, quasi identici fra loro, sono davvero imponenti.
Una veduta spettacolare del castello e della sua piazza è garantita dalla cupola della Marmorkirken. In ore prestabilite della giornata (alle 13 e alle 15), infatti, è possibile salire sulla quella che è considerata una delle cupole più grandi d’Europa (ingresso: 25 DKK).
Lasciata la maestosità della residenza reale alle nostre spalle, ci incamminiamo lungo il porto verso il simbolo della città, Den Lille Havfrue: la Sirenetta. Sono tantissimi i turisti che si affollano intorno allo scoglio sul quale è ubicata la statua. Non è facile riuscire a farsi fotografare a fianco della Sirenetta, è necessario arrampicarsi sul suo scivoloso scoglio e sono pochi quelli che ci provano, rischiando una rovinosa caduta di fronte a tanta gente.
A noi la Sirenetta è piaciuta, avevamo letto pareri discordanti sulla sua bellezza. Certo, la posizione non è il massimo visto che come sfondo ci sono il porto e le sue industrie, però è pur sempre emozionante vederla dal vivo.
Siamo davvero stanchi, abbiamo camminato tantissimo e valutiamo se tornare in centro con il pullman del City Sightseeing, ma il prezzo (120 DKK) ci fa propendere per una nuova camminata… del resto camminare fa bene, no?
Torniamo al nostro appartamento per una doccia e per cena optiamo per un veloce pølser sulla Rådhuspladsen: non ne possiamo più di stare in giro!

Venerdì 18 Agosto 2006: Copenhagen
Anche questa mattina ci svegliamo scoprendo che ha piovuto da poco. Le strade sono tutte bagnate e fa freschino, ma tempo poche ore e il sole si fa sentire. Le giornate trascorse a Copenhagen sono state quelle migliori, sia per il caldo che per il bel tempo.
La mattina è dedicata alla visita di Rosenborg Slot, bellissimo castello rinascimentale circondato da un altrettanto splendido parco (Kongens Have). Arriviamo al castello intorno alle 11, qualche foto all’esterno dell’edificio e poi la nostra attenzione è tutta per le guardie reali che si preparano a raggiungere Amalienborg per il cambio della guardia. Alle 11.30 le guardie lasciano la caserma adiacente al castello di Rosenborg e alle 12 in punto il drappello arriva nella piazza di Amalienborg per iniziare il cerimoniale. La regina non è a palazzo, lo si deduce da due cose: sulla sua residenza non svetta la bandiera danese e al cambio della guardia non partecipa la banda. Ad ogni modo, anche se semplificata, la cerimonia è pur sempre emozionante.
Terminato il cambio della guardia ritorniamo verso lo Strøget e dopo aver pranzato in uno dei tanti locali che si affacciano sulla Amagertorv, passeremo quest’ultimo pomeriggio in giro per la città (alla ricerca di farmacie... non ne troviamo di aperte ed io ho assolutamente bisogno di un collirio).
Per cenare troviamo un ristorante (”Baron Von Dy”) che pare essere l’unico di Copenhagen a servire la Bourguignonne: una cena molto poco danese, ma decisamente ottima.

Sabato 19 Agosto 2006: Copenhagen – Borre
Ultima mattinata a Copenhagen. Dovendo procedere verso sud, abbiamo programmato per oggi la visita al Carlsberg Besøgscenter, situato nella periferia meridionale della città (ingresso 40 DKK, studenti 25 DKK).
La visita della fabbrica è molto interessante e si sviluppa lungo un percorso che spiega il processo di produzione della birra: germinazione, fermentazione, imbottigliamento. Sono previsti due momenti di degustazione: la prima volta abbiamo scelto dell’ottima birra (non senza qualche problema... la birra alle 11 di mattina, a stomaco vuoto, non è il massimo), ma alla seconda degustazione ci siamo arresi e ci siamo orientati su una bibita. Avremmo dovuto fare come un gruppo di ragazzi che, molto saggiamente, si erano portati del pane per “tamponare” l’effetto sbronza. Dopo il passaggio obbligato al negozio dei souvenirs griffati Carlsberg, abbiamo lasciato la birreria e Copenhagen.
Quest’oggi scenderemo lungo la costa della Selandia per raggiungere l’isola di Møn.
Seguendo la nostra fidata margherita, ci siamo per prima cosa fermati nella graziosa cittadina di Dragør, luogo ideale per ammirare l’imponente ponte sull’Øresund che dal 2000 collega Danimarca e Svezia.
Altri 30 km verso sud e si arriva alle Stevns Klint. Meno imponenti delle falesie di Møn, ma non meno affascinanti, le falesie di Stevns Klint sono alte fino a 41 m. Noi le abbiamo osservate nei pressi della Højerup Kirke, una piccola chiesa del 1300 circa a strapiombo sul mare. Per ragioni di sicurezza, la chiesa venne chiusa nel 1910. Nel 1928 parte della scogliera precipitò in mare e con essa il coro della chiesa. Oggi quello che rimane dell’edificio è stato messo in sicurezza e la veduta dal balcone a strapiombo sul mare lascia senza fiato.
Lasciate le falesie abbiamo proseguito con il nostro viaggio in direzione Borre e verso le 19 siamo arrivati al nostro nuovo b&b, abbiamo cenato e poi a dormire.

Domenica 20 Agosto 2006: Borre – Lubecca
Ci svegliamo con una fastidiosa pioggia (che novità.. fortunatamente smetterà di lì a poco) e alle 9 siamo già pronti a lasciare l’ultimo b&b danese per raggiungere la grande attrazione dell’isola, Møns Klint.
Decidiamo di scendere sulla spiaggia per ammirare al meglio le imponenti falesie cretacee, alte fino a 130 m. Per scendere c’è un percorso obbligato, una scala con un’infinita quantità di gradini (ad un certo punto ho perso il conto). Viste del basso le falesie sono ancora più affascinanti e anche un pò inquietanti, danno l’impressione di non avere un aspetto molto solido.
Un consiglio: se potete, programmate la visita al mattino presto o verso sera, eviterete la massa di gente che da metà mattina in poi prende possesso della spiaggetta in cerca di fossili e di improbabili inquadrature fotografiche delle falesie.
Lasciate le Møns Klint, facciamo una piccola deviazione verso nord per raggiungere Liselund Slot.
Il castello di Liselund è un piccolo castello dal tetto di paglia risalente al 1795, molto grazioso, ma ancora di più lo è il suo parco (ingresso libero). Curatissimo in ogni dettaglio, il parco è una vera e propria oasi di pace con boschi, laghetti e alcuni edifici alquanto singolari: una baita elvetica, un padiglione del tè cinese e una casa norvegese.
Dopo la visita del parco riprendiamo il nostro percorso: dobbiamo lasciare l’isola di Møn e spostarci su quella di Lolland per raggiungere il porto di Rødby, punto di partenza dei traghetti della Scandlines per Puttgarden.
Ci concediamo l’ultimo pølser della vacanza e attendiamo l’arrivo del traghetto per la Germania.
I traghetti sono molto frequenti, ce n’è uno ogni mezz’ora e la traversata dura circa 45 minuti. Il costo varia ovviamente a seconda del tipo di veicolo e del numero delle persone (noi abbiamo pagato 420 DKK, 2 passeggeri e la macchina).
Alle 14.45 in punto partiamo e salutiamo definitivamente la Danimarca.
Arriviamo a Lubecca intorno alle 19 e subito la grande delusione: l’Holstentor, porta d’accesso e simbolo della città, è in fase di ristrutturazione e quindi completamente coperta da un’impalcatura!
Lasciamo i bagagli in hotel e ci dirigiamo verso il centro storico. Con una piacevole passeggiata percorriamo il centro storico dalla piazza del Municipio fino alla Burgtor, la porta cittadina. Gli edifici che ci circondano sono davvero degni di nota e quindi non stupisce che nel 1987 la commissione dell’UNESCO abbia dichiarato gran parte del centro storico di Lubecca patrimonio culturale mondiale.

Lunedì 21 Agosto 2006: Lubecca – Bamberga
Sveglia di buon’ora e subito dopo la colazione torniamo in centro per terminare la visita di Lubecca.
Il Duomo romanico, una basilica a tre navate, è l’edificio più antico della città. All’interno è stata allestita una piccola esposizione fotografica che testimonia i gravi danni subiti dall’edificio durante un bombardamento avvenuto nel 1942 e che racconta con le immagini i lavori di ricostruzione.
Terminata la visita del Duomo riprendiamo la macchina: ci aspetta un viaggio di 600 km per arrivare a Bamberga, ultima tappa della nostra vacanza.

Martedì 22 Agosto 2006: Bamberga - Milano
Dopo un’abbondante colazione saldiamo il conto dell’hotel e carichiamo le valigie in macchina per l’ultima volta.
Verso le 10.30 ci spostiamo nel centro di Bamberga e lasciamo la macchina in un parcheggio a pagamento che rimarrà sicuramente impresso nei nostri ricordi (9 € per una sosta di 4 ore…).
Iniziamo la visita della città vecchia, compresa nell'elenco dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO perché ha conservato il suo aspetto medioevale. Il nostro giro parte dal simbolo di Bamberga, l’Altes Rathaus (il vecchio municipio del 1386, costruito nel mezzo del fiume Regnitz) e, attraverso le strette vie sulle quali si affacciano le tipiche case a graticcio, gironzoliamo alla scoperta delle bellezze della città: la cattedrale, la Alte Hofhaltung (la residenza dei vescovi nel XVI e XVII secolo), la Neue Residenz (la residenza dei vescovi dopo il XVII secolo) e la Klein-Venedig (Piccola Venezia), una serie di coloratissime case di pescatori allineate lungo il fiume.
Subito dopo pranzo, con calma, partiamo. Il nostro viaggio si concluderà alle 23 con l’arrivo a casa, siamo stanchissimi ma decisamente soddisfatti!
Le soluzioni scelte per il pernottamento le avevamo prenotate quasi tutte dall’Italia. Per la loro ricerca ci siamo affidati ai vari motori di ricerca ed a questi siti internet che troverete elencati nei links utili.
Nel complesso, le soluzioni che abbiamo trovato ci hanno soddisfatto e, avendo scelto sia b&b che hotel classici, i b&b si confermano ancora una volta la soluzione migliore sia in termini di costo che di “atmosfera”.
Questo è l’elenco dei nostri alloggi, i prezzi si intendono per camera doppia a notte compresa la colazione (ad eccezione dell’appartamento di Copenhagen, colazione esclusa):

• Münster: 56 € (Gästehaus Asche, vedi nei links)
• Jejsing: 450 DKK (B&B SJ Rooms, vedi links)
• Ribe: 650 DKK (Hotel Sønderjylland, vedi links)
• Aalborg: 645 DKK (Hotel Prinsen, vedi links)
• Knebel: 500 DKK (Fuglsø Kro, vedi links)
• Ravnebjerg: 480 DKK (B&B Lille Grynborg, vedi links)
• Karlsrup: 500 DKK (The B&B-House, vedi links)
• Tisvildeleje: 525 DKK (Tibirkelund B&B, vedi links)
• Copenhagen: 500 DKK (vedi links)
• Borre: 700 DKK (Tiendegaarden, vedi links)
• Lubecca: 70 € (Hotel Baltic, vedi links)
• Bamberga: 65 € (Brauerei Fässla, vedi links)

È possibile richiedere materiale informativo all’Ente del Turismo Danese (anche di questo mettiamo il link più sotto): sono gentilissimi ed efficienti, il materiale richiesto mi è stato inviato per posta rapidamente. Interessanti le brochures sui vari percorsi turistici e sui luoghi da visitare, tuttavia le notizie più utili e più pratiche per organizzare il viaggio arrivano sempre dal web.Sembrerà strano, ma non è così facile trovare un ristorante che offra la vera cucina danese. Il paese è pressoché invaso da catene di fast food e ristoranti internazionali (messicani, thai, cinesi, turchi, italiani).
La loro colazione è molto abbondante e prevede caffè, tè, latte, yogurt, marmellate, diversi tipi di pane, uova, salumi, formaggi. Emblemi della cucina danese sono gli smørrebrød (tartine di pane bianco o nero imburrate e ricoperte di salumi, pesce, paté, formaggio, il tutto accompagnato da salse e verdure) ed i pølser (i würstel, ce ne sono tantissime varietà e sono venduti ad ogni angolo della strada). Per il resto, la cucina è basata soprattutto sul pesce (salmone e aringhe la fanno da padrona), sulla carne (sono ottime le frikadeller, polpette di carne fritte) e sulle patate, onnipresenti in ogni piatto. Il tutto da accompagnarsi con dell’ottima birra (Tuborg o Carlsberg, ovviamente!) che risulta essere più economica (e più bevuta) dell’acqua e del vino (abbiamo visto solo vino italiano in circolazione).

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