La mia prima crociera

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La mia prima crociera

Crociera sulla MSC Orchestra, itinerario di 7 giorni: Copenaghen - Kiel - Stoccolma - Tallinn - San Pietroburgo - Copenaghen.Tante considerazioni "vissute" su un tipo di vacanza da molti ambitoLE RISPOSTE AI RITUALI INTERROGATIVI:
Ogni volta che vedevo navi da crociera attraccate in un porto, in Italia o all’estero, e che incontravo nei miei viaggi un gruppo di crocieristi in escursione (con tanto di guida che mostrava in mano il cartello della compagnia navale e con tanto di adesivi identificativi della stessa apposti sulle maglie dei partecipanti), mi assalivano sempre le stesse curiosità: chissà com’è quella “città galleggiante” al suo interno; chissà quanto è bella la vita da crociera; chissà quanto costa una crociera; chissà che tipo di utenza ha la crociera… E alla fine concludevo le mie dissertazioni mentali dicendo a me stessa: “Prima o poi deciderò di farne una anche io”, e cosi’ è stato questa estate. A chi, al mio rientro dalla crociera, ha sollevato nei miei confronti gli stessi interrogativi che in passato mi ponevo io, ho risposto:
“La nave è molto elegante e spaziosa e comprensiva di tutto, dalla piscina ai ristoranti (a pagamento e non), dalla discoteca al teatro, dalla spa ai vari negozi.
La vita da crociera è bella perché è una vita a 5 stelle, a volte anche imbarazzante per lo stuolo di “servitori personali ” che ci si trova intorno fin dal primo momento che si sale sulla nave.
Fare una crociera costa abbastanza (anche se è un tipo di viaggio che stra-vale tutto ciò che si spende), e al costo di partenza, che varia a seconda del periodo in cui si parte e della cabina che si compra (esterna o interna, ovvero senza aperture), bisogna aggiungere il costo (in media dai 40 ai 120 euro, a seconda della durata) delle escursioni (facoltative, ma consigliate in alcuni luoghi, come S. Pietroburgo ove, peraltro, solo per avere il visto individuale si spende più della escursione di 10 ore in città con la guida in italiano) e quello dei servizi a bordo (ad esempio, per il servizio al tavolo del bar viene detratto il 15% in più della consumazione, ma non è obbligatorio farla: si può sostare, senza consumare, in tutti i locali a pagamento della nave dove, fra l’altro, ogni giorno si svolgono balli e spettacoli musicali. E poi, come negare al personale stra-servilista di bordo, che lavora 9 mesi in crociera fino alle 10 ore al di’, e per soli 3 torna nel Paese di provenienza - tra Brasile, Indonesia, Filippine - i 7 euro giornalieri fissi, addebitati in automatico dalla compagnia, e la “mancia extra”, a scelta, di fine viaggio? In pratica, tutti se l’aspettano, dai camerieri del ristorante al cabinista).
Quanto alla utenza, viaggia in crociera tutto il mondo e tutte le età, non necessariamente coppie in luna di miele o anziani; e purtroppo, molto spazio occupano anche “i cafoni arricchiti” (e si vede! senza voler fare una discriminazione). E poi si incontrano tanti “esperti crocieristi” che amano fare le differenze tra compagnia e compagnia, tra rotta e rotta, con frasi del tipo: “là il personale era più italiano che straniero ed era molto più formale… quella nave era più elegante… qui si mangia di meno…” ecc. Mentre, in verità, tu, pur non avendo metri di paragone visto che sei alla tua prima crociera, pensi che tutto sia ineccepibile!

QUALCHE CURIOSITA’ DI NATURA TECNICA:
La mia prima crociera è stata con la MSC, flotta che esiste dall’87, conta undici unità e, come spiegava il Comandante di Crociera, Giuseppe Maresca, ha circa trenta uffici in tutto il mondo con sede principale a Napoli (Piano di Sorrento, da dove perciò provengono quasi tutti i membri dell’equipaggio che, gironzolando nel tempo libero, o lavorando a bordo, nonostante la presenza di tantissimi stranieri e nonostante navigassimo all’estero, mi hanno costantemente donato - essendo io Campana - la piacevole sensazione di stare “a casa”). La mia nave, la “MSC Orchestra”, è del 2007 e ogni due anni sottoposta a revisione totale, dalla pittura alla verifica delle eliche, ecc. Viene guidata, ha detto il Comandante Maresca in conferenza coi passeggeri, col pilota automatico: l’ufficiale controlla e cambia la rotta secondo la pianificazione del Comandante stesso. Misura 294,60 m di lunghezza, contiene 3173 passeggeri, 1027 membri dell’equipaggio, e ospita ogni tipo di mestiere: dai macellai ai panettieri, pasticcieri, baristi, camerieri, cuochi; dagli addetti alla raccolta differenziata dei rifiuti a chi ogni notte lucida le ringhiere delle scale interne alla nave, ai riparatori di valigie, ecc.
Il Comandante,che ho più volte nominato, è una figura molto particolare in crociera: una sorta di “Jolly”. Intorno a lui vengono “costruite” le serate di Gala (nel mio caso 2 nelle 2 giornate di sola navigazione), durante le quali prende il coktel e parla con i crocieristi, inaugura dal palco lo spettacolo a teatro, balla con le passeggere, o si presta all’obiettivo fotografico. A quest’ultimo proposito, c’è un fotografo di crociera ovunque: dal tavolo di ristorante all’ingresso nel teatro della nave, dal porto in cui la nave attracca ai luoghi visitati durante le escursioni e spesso è affiancato da animatori in costume: ad esempio, a Stoccolma questi erano vestiti da Vichinghi. Le foto che ritraggono i passeggeri, nella maggior parte dei casi scattate a sorpresa, vengono esposte nella galleria fotografica della nave il giorno stesso o all’indomani e, se gradite, si possono ritirare a pagamento (a partire dai 9 euro l’una, fino a 13 euro circa - dipende da dimensione e soggetti: per esempio la foto col Comandante o quella tipo- fotomontaggio sono le più care).
Ogni sera c’è qualcosa da “studiare “perchè tornando nella propria cabina, si trova sul letto il programma della giornata successiva: orario di ogni pasto - sia a pagamento che non - e delle attività (aerobica, torneo di ping pong, bingo, complesso musicale, rappresentazione teatrale, gara di ballo, concorso di bellezza...), promozioni praticate dai negozi presenti sulla nave, escursioni prenotabili, ecc.

CONSIDERAZIONI:
In sintesi, ho vissuto un’esperienza davvero singolare: non capita tutti i giorni di fare colazione, ad esempio, immersi nel blu, dietro vetrate a dimensione umana, tutte accerchiate da gabbiani in volo, vicinissimi e bellissimi… O di avere, allo schioccare delle dita, ogni genere di comodità e cortesia… Una casa e una “famiglia allargata” (formata da tutti quelli che partono con te, con cui si instaura un legame di conoscenza e di piacevole intrattenimento, anche se non li vedrai mai più nella maggior parte delle ipotesi) che ti seguono in ogni città ed escursione, locale e ascensore. Né capita spesso di veder calare il sole alle ore 23,00 (come è accaduto tra la Russia e l’Estonia).
Tuttavia, una settimana a bordo è più che sufficiente. Infatti, anche se il viaggio è dolce, e la nave è grande, alla fine comprendi che è sempre lo stesso lo spazio disponibile (due o tre sono i ponti interessanti, il resto sono magazzini e cabine) e ripetitiva è anche l’attività organizzata dagli animatori durante il soggiorno sulla nave (repertorio del complesso musicale, sport, balli…). Per questo, non so come fanno quanti scelgono una crociera di ben 15 o 20 giorni: la mia è durata 7 giorni, tutti bellissimi e impegnati di cose da fare, ma il terzo e il settimo di sola navigazione mi hanno dato un senso di forte alienazione, per cui non vedevo l’ora di attraccare nel porto successivo, per vedere qualcosa e per passeggiare all’aria aperta. 7 giorni vanno più che bene anche perché, se si decide di godere di tutto ciò che questo tipo di vacanza offre, alla fine ci si stanca fisicamente e poi c’è un orario necessariamente per tutto (tempo di permanenza nelle città, pasti regolari tra primo e secondo turno che è il più conveniente, the con pasticcini, bouffet, uscita e ingresso in nave, lezione di ballo…).
Un fatto, poi, mi ha colpito tantissimo: il popolo dei crocieristi di ogni ordine di età, e soprattutto in età molto matura, ama davvero divertirsi e concedersi a tutto senza le inibizioni mentali che magari vigono nel proprio luogo di appartenenza.

DIVERGENZA DI OPINIONI:
Naturalmente, esistono persone con idee diverse dalle mie, pur avendo fatto la mia stessa esperienza di viaggio: di ciò sono convinta, specie se penso ai gruppi di tedeschi che hanno trascorso sull’ultimo ponte della nave, a bagno in piscina (peraltro non era quella olimpionica e non faceva abbastanza caldo per immergervisi) le ore dedicate alla sosta e visita nelle città. C’è stato addirittura chi per scelta non ha visto S. Pietroburgo, ma ha frequentato la spa o ha giocato a golf o ha continuato a fare tuffi su tuffi sull’ultimo ponte. C’è stato anche chi non è sceso a S. Pietroburgo per aver dimenticato a casa il passaporto e, nonostante ciò, ha minacciato di aprire un contenzioso legale: come si fa?! E c’è stato chi ha talmente gradito la vita di bordo, da dedicarsi - facendo a gomitate con gli altri “mangiatori” - solamente ai vari bouffet allestiti in orari diversi: come dimenticare l’arrembaggio al bouffet di mezzanotte, dopo aver consumato l’impossibile alla precedente cena? Era davvero spettacolare il cibo in quella occasione: sculture di ghiaccio, sculture di pane, sculture di frutta, torte ricche di fantasia che nemmeno nelle famose pasticcerie vengono create… Anche gli anziani, già a letto nelle cabine, si erano svegliati per assistere a quello spettacolo gastronomico e riempire fino all’orlo i loro piatti: peccato che quasi nessuno di loro fosse attratto dalle coreografie ma solo dall’idea del “tutto compreso”, alla faccia dei Bambini del Terzo Mondo… Ma anche questo profilo fa parte del prestigio della crociera!

LE CITTA’ VISITATE:
Per quanto riguarda le città, ovvero l’aspetto più importante del viaggio, penso di aver visitato luoghi difficilmente raggiungibili singolarmente, anche perché i voli aerei, le formule di pernottamento e la vita in quelle città sono alquanto cari (per dirne una su tutte: il costo di due panini a Copenaghen è stato pari a 28 euro).
Ho acquistato a bordo le escursioni più complete possibili per: Tallinn (Estonia) non conoscendo la mentalità del posto e quanto esso offrisse da visitare, S. Pietroburgo (Russia) ove è quasi obbligatorio scendere in città con la compagnia di crociera, e Copenaghen (Danimarca) perché l’avevo in programma l’ultimo giorno di viaggio, e facendo diversamente avrei perso l’aereo di ritorno a Roma, visto il tempo ristretto a disposizione dal momento dell’arrivo in porto e la mancanza di praticità sugli spostamenti nella città stessa. Ma se avessi avuto più tempo l’avrei potuta girare anche da sola, perché non è molto esteso il suo centro. Invece, a Kiel (Germania) conviene la visita in autonomia, perché il porto è vicino al centro della città e questa offre poche bellezze da scoprire (secondo me, Kiel ricorda il grigio - cemento di Berlino, ma è meno istituzionale e più ricca di zone verdi); cosi come conviene conoscere da soli Stoccolma (peraltro è fantastico arrivarci con la nave che permette di costeggiare i suoi isolotti) ove, in 20 minuti di passeggio si arriva dal porto al Palazzo Reale, al Parlamento, al Municipio - sede dei Nobel (che è spettacolare, e offre dal giardino la più bella “cartolina” della città)…
Tra tutto ciò che ho visitato, devo fare due confessioni: la prima è che non sapevo quanto fosse imitata la nostra Italia da quelle parti (Stoccolma e S. Pietroburgo sono - erroneamente - dette “Venezia del Nord”; i più importanti palazzi di S. Pietroburgo, gli arredi e le fontane della reggia di Pietro il Grande… sono stati creati da architetti italiani; a Copenaghen c’è la cupola della chiesa collocata tra gli appartamenti del Palazzo Reale che volutamente rievoca quella di San Pietro a Roma…). In secondo luogo, proprio la città di S. Pietroburgo, quasi il motivo principale del mio viaggio e da tempo oggetto dei miei desideri, mi si è rivelata deludente per l’idea di posto fantasioso che avevo tracciato nella mia mente: invece è straordinario ciò che si visita “a domicilio”, ad esempio l’area degli Zar - che lusso! - e le chiese ortodosse (da mille e una fiaba) con le loro cupole colorate e gli interni ricchissimi; ma la città è nel suo insieme poco avvolgente e molto dispersiva; la stessa vista sui canali non mi ha appassionato. Inoltre a S.P. si notano molto la traccia sovietica e stalinista e la povertà (esistono ancora le case di coabitazione, dove in 30 metri quadri vivono tre generazioni senza vincoli di sangue) e la gente si caratterizza, come la cultura locale vuole, per quella che i russi stessi chiamano “faccia di pietra”. Anche altri viaggiatori italiani che ci sono stati la pensano come me. In ogni caso, la fortuna del momento ha voluto che il meteo donasse uno dei 55 giorni all’anno in cui S. Pietroburgo vive di caldo e di sole!
Tra tutti i posti, Tallin - aimè, ignoravo la sua esistenza sulle carte geografiche dai tempi delle scuole medie - è un gioiello di architettura (medioevale), natura e umanità! Un’autentica scoperta! E poi vive di turismo, per cui tutto è “tipico”, anche i suoi abitanti che, dai negozi ai ristoranti, e nelle strade, vestono abiti folkloristici e di tradizione estone.

INFORMAZIONI UTILI:
La temperatura ha oscillato tra i 17 e i 28- 30 gradi: era la seconda settimana di agosto. Per cui, conviene viaggiare vestiti con indumenti estivi e “a cipolla” (utili anche a bordo della nave, dove, ovunque, si è “bombardati” di aria condizionata); non è male portare con sé un foulard, un giubbino impermeabile leggero, un ombrello tascabile (per fortuna a me è servito solo l’ultimo giorno di viaggio, cioè a Copenaghen) e un irrinunciabile paio di scarpe sportive per camminare con comodità durante la visita delle città.
Tallinn è un’ora avanti rispetto all’Italia; e San Pietroburgo 2 ore avanti (a bordo ti ricordano come e quando cambiare l’ora del tuo orologio).
Copenaghen ha la corona danese; Stoccolma quella svedese e Tallinn la corona estone, mentre a S. Pietroburgo c’è il rublo russo: a bordo della nave, presso l’ufficio contabilità, è possibile cambiare l’euro nella moneta del luogo, anche se ci sono negozi e locali che accettano il pagamento in euro, specie a Tallinn e a S.Pietroburgo.
Molti crocieristi prenotano la propria crociera anche con un anno di anticipo (ad esempio, nell’agosto 2009 comprano il viaggio con partenza nell’agosto 2010): è la formula del “prenota subito”, pubblicizzata in tv e nelle agenzie di viaggio. Pare che più in anticipo si prenota e meno si spende, col rischio, nel caso di mancata partenza e purchè si disdica fino a 2 mesi prima, di perdere solo una piccola percentuale (forse circa 30 euro a persona: la somma precisa dipende dalla compagnia di crociera). Nella migliore delle ipotesi, invece, si parte per una vacanza da sogno acquistata alle migliori condizioni possibili!

UNA SODDISFAZIONE:
Durante il mio viaggio in MSC Orchestra, il clima è stato buono ma certamente più fresco di quello che nello stesso periodo c’è in Italia (dove, di norma, ad agosto “si muore di caldo e di afa”). Ecco perché ho provato tanta soddisfazione al mio rientro (14 agosto): l’estate, con il suo caldo sole e il suo rincuorante cielo azzurro e limpido, non era ancora finita!

UN CONSIGLIO:
Bisogna non mirare al risparmio e comprare, come ho fatto io e meno male che l’ho fatto, la cabina esterna con balcone: non so proprio come avrei fatto senza, specie nei due giorni di sola navigazione!
Un saluto e un augurio di buon viaggio a tutti!
Giusy Melillo
Agosto 2010

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