L'isola di Hvar (otok Hvar)

in viaggio con fabrizio48 in Croazia

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L'isola di Hvar (otok Hvar)

Il nostro viaggio si è svolto dal 10 al 19 agosto, ovvero nel periodo di teorica massima affluenza turistica. Abbiamo deciso la destinazione della vacanza solamente 4 giorni prima della partenza, in quanto avevamo la fortuna di poter decidere di partire da un giorno all'altro.
Tutte le scelte che abbiamo fatto sono state dettate da un giusto (secondo noi) compromesso tra economia e qualità della vacanza.

UN PO' DI NOTIZIE PRATICHE
Cambio euro-kuna
Durante i giorni della nostra permanenza, 1 euro valeva circa 7,24 kuna. Come sempre, è conveniente acquistare valuta locale in loco, presso le banche del posto. Se arrivate di domenica vi toccherà ritirare presso un Bancomat, in questo caso pagando la commissione.
Fumo
In Croazia il fumo è permesso ovunque, oltretutto i croati sono acerrimi fumatori. Pertanto, capita spesso di dover respirare passivamente fumo senza poter protestare. Purtroppo le sigarette costano meno che in Italia, quindi non è un buon posto per decidere di smettere...
Il bagno a mare
Se avete scelto la Croazia, già sapete che non ci sono quasi spiagge di sabbia, solo ghiaia e scogli. Pertanto, procuratevi scarpette da scoglio, sono indispensabili se non volete che ogni bagno si trasformi in una sofferenza...sassi appuntiti e ricci sono in agguato!!
Telefonare
Ho letto da qualche parte che l'uso del telefono cellulare è sconsigliabile a causa di prezzi molto alti. Abbiamo visto molte persone acquistare schede prepagate e chiamare poi da cabine per strada. In ogni caso, la scelta più economica è quella che abbiamo fatto noi, ovvero chiamare da un Internet Point (si chiama Cima, non è molto visibile ma è indicato da un cartello lungo il molo), meglio ancora se dotato di connessione VoIP. Chiamando al fisso in Italia, la tariffa è una kuna al minuto.
Lingua
Il croato è incomprensibile, potrebbero insultarvi con il sorriso sulla bocca senza che ve ne possiate accorgere. Comunque, italiano e inglese di base li parlano praticamente tutti. Nei pochi giorni di permanenza abbiamo imparato alcuni termini, voda (acqua), kava (caffè) e pochi altri, ma più che altro per motivi di routine...

Come spostarsi

L'unica cosa che occorre necessariamente acquistare è il biglietto del traghetto, soprattutto se il vostro viaggio si svolge durante il mese di agosto. Varie compagnie effettuano il servizio fino alle isole e alle coste della Croazia. La più gettonata è la Jadrolinija, la flotta ufficiale di trasporto marittimo tra Italia e Croazia. Anche noi avremmo scelto questa compagnia, ma siamo già stati fortunati a trovare 2 posti ponte su un traghetto della Blue Line. Non c'era possibilità di portare la macchina, comunque avevamo già deciso di non farlo, in quanto la nostra vacanza si sarebbe limitata all'isola di Hvar e quindi, come poi avremmo verificato, ci saremmo mossi abbastanza comodamente in autobus. Se anche il vostro obiettivo è visitare solo l'isola, oltre a risparmiare, eviterete anche code di imbarco e sbarco.
Il costo del passaggio ponte è stato di 116 euro (A/R), inclusi 6 euro di diritti di agenzia. Si tratta, come di certo già saprete, di posti (poltrona, divanetto, sedia) non assegnati, che occorre sapientemente scegliere per non incappare in spiacevoli ore di navigazione. Tra le cose da valutare, soprattutto se il viaggio avviene di notte, ci sono la posizione della sala bar, che in notturna potrebbe essere frequentato da personaggi molesti, e la presenza nelle vostre vicinanze di gruppi rumorosi.
Sui traghetti della Blue Line la sala bar comunica con le altre e al suo interno non è vietato fumare. Il fumo è quindi un tuttuno con l'aria che respirate. Purtroppo abbiamo constatato che la pulizia non è adeguata alla quantità di persone che frequentano le navi, ma a parziale discolpa della compagnia rimane il fatto che molte persone sono scandalosamente maleducate e scortesi.

Dove alloggiare

Dopo aver inutilmente cercato appartamenti privati su Internet o chiamando presso agenzie specializzate per la Croazia, abbiamo deciso di andare senza prenotazione, convinti di trovare comunque qualcosa anche nella settimana di ferragosto. Così è stato: appartamento di 25 mq 1700 kuna per 8 notti, poco meno di 120 euro a persona. Ed eravamo a 200 mt dal centro!

In cucina

Non ci sono problemi nel trovare un posto dove sfamarsi, ma se pensate di mangiare carne o pesce a sazietà pagando poco dovrete darvi da fare, non accontentarvi dei posti più vistosi e turistici, ma camminare, rischiare, chiedere a chi capita. All'interno del racconto di viaggio sono indicati alcuni posti che potreste non incontrare facilmente; noi siamo stati fortunati, è bastata una sana faccia tosta da italiano, condita da cortesia ed educazione, per scovare vere attrazioni.
Supermercati e mercati: state alla larga, se proprio dovete acquistare qualcosina fate un giro nei negozietti più piccoli. Chiaramente con oculatezza!!
Colazione: non tutti i posti dove fanno colazioni hanno prodotti da forno. È un'ottima idea acquistarli nei numerosi panifici (pekarnica), alcuni tipi di strudel sono davvero deliziosi.

Itinerario

Viaggio Ancona - Stari Grad
Una vacanza di 8 giorni è l'ideale per godere delle stupende riserve naturalistiche di Hvar, che vanno dalle frastagliatissime coste cosparse di ricci e granchi ai centri storici delle poche città sparse sull'isola. La fortuna ha voluto che pochi giorni prima riuscissimo a trovare un passaggio ponte su una delle navi Blue Line. Siamo partiti da Roma per Ancona venerdì 10 agosto, una data che poteva diventare memorabile a causa del traffico previsto; così abbiamo deciso di non rischiare. Il traghetto sarebbe partito alle 21.00, così siamo partiti alle 12.30 da Roma per evitare qualunque brutta sorpresa. Autostrada A24 fino a Teramo e poi A14 fino ad Ancona. Circa 300 km percorsi in poco più di tre ore e mezza. Nell'attesa, abbiamo avuto modo di cercare un parcheggio gratuito per la macchina. Saremmo anche partiti in treno, ma la totale assenza di coincidenze per il ritorno ci ha scoraggiati. Infatti, l'ultimo treno per Roma parte da Ancona verso le 19.00, mentre l'orario previsto di arrivo del traghetto era per le 19.30. Avevo cercato senza troppa fortuna su Internet informazioni su possibili parcheggi dove lasciare l'auto senza pagare e senza rischiare rimozioni forzate o, ancor peggio, furti. Gli unici consigli in merito riguardavano la zona Fiera, a circa mezzo km dalla zona di imbarco, ma piuttosto sconsigliata in quanto poco raccomandabile. Dopo aver chiesto in giro a diversi personaggi in divisa, ma anche ad abitanti della zona, abbiamo deciso di lasciare l'auto proprio in zona fiera. Si tratta di parcheggi incustoditi, strisce bianche, dove nessuno dice niente. Evitate di lasciarla invece nei parcheggi dedicati alle partenze, pare che una sosta prolungata possa provocare la rimozione. La mia macchina è sufficientemente vecchia e malandata da potersi assumere il rischio di lasciarla, se invece ci tenete molto e l'avete appena acquistata fateci una pensata.

Una volta lasciata la macchina, carichi di borse e zaini, ci siamo incamminati verso la zona d’imbarco, costeggiando la fortezza e attraversando un paio di passaggi a livello. Avevamo dei voucher e quindi per prima cosa siamo andati a prendere i biglietti. Subito dopo, abbiamo affrontato una lunga fila di persone per avere il visto per la Croazia. Eravamo dunque pronti alla partenza. A discapito delle numerose ore di anticipo con cui eravamo arrivati ad Ancona, con tutte queste operazioni, compresa la ricerca del parcheggio, siamo saliti sul traghetto alle 19.00 passate, appena in tempo per rimediare una poltroncina su cui passare la notte. I posti migliori, i divani, erano già gremiti di passeggeri. Qualcuno aveva già pronto il materassino gonfiabile, niente di meglio per non dover dormire a contatto con la moquette.

La nave è partita in orario. Abbiamo mangiato i panini acquistati al supermercato di Ancona e dopo aver letto qualche pagina di libro è iniziata l'avventura. Nella sala bar, adiacente alla nostra, alcuni loschi figuri fumavano continuamente e stavano affumicando anche la nostra sala. Chi ha provato a farli smettere si è sentito rispondere che erano personaggi poco raccomandabili ed era meglio lasciarli stare... Per finire, oltre alla posizione scomoda e all'aria condizionata, quando le luci della sala erano ormai spente e il sonno iniziava a bussare, ecco che diversi baldi giovani croati, ormai sbronzi, hanno iniziato a cantare a squarciagola.
In queste condizioni, Dio ha voluto che arrivassimo alle coste di Hvar. Le notizie che avevamo raccolto sulle condizioni del tempo non lasciavano presagire nulla di buono, si diceva che stava piovendo a dirotto e che avrebbe continuato fino al mercoledì successivo. In effetti, a Stari Grad stava piovendo e il cielo era completamente coperto dalle nuvole. Ma il nervosismo della stanchezza e la deprimente constatazione del maltempo non sono riusciti a demoralizzarci. Dopo essere sbarcati, subito abbiamo trovato un autobus diretto al centro di Stari Grad. Le tariffe per questi spostamenti sono a totale discrezione degli autisti. A noi hanno chiesto 3 euro in due, ad altre coppie anche 4 o 5 euro. Ma non era il caso di stare a discutere, eravamo già abbastanza esausti per la nottataccia trascorsa.

Stari Grad
Si impiegano solo 5 minuti per arrivare dal porto in città. Poi 300 metri fino al centro, proprio davanti al molo da cui inizia il paese. Erano le 7.30 e l'ufficio informazioni era ancora chiuso, avrebbe aperto alle 9.00. Così abbiamo approfittato per fare colazione e cambiare i soldi in banca. Proprio sulla piazzetta ci sono due forni, vi consigliamo il Paris, sarebbe stato il nostro preferito per tutta la vacanza. Provate gli strudel alle ciliege e alle mele, acquistateli e portateveli al bar. Dopo esservi seduti in quello che vi piace di più, ordinate un cappuccino, un caffé o un tè. Ora la vostra vacanza è davvero iniziata e per noi già si vedevano i primi spiragli di sole in quella che sarebbe stata una settimana di sole fenomenale, contro ogni previsione meteo!!
Stari Grad (che significa Città Vecchia) o Pharos è davvero un gioiellino, un piccolo paese che si estende a ferro di cavallo, al centro lo stretto golfo che costeggia i due lati della città. Arrivando, sulla sinistra c’è la parte più caratteristica, una serie di strette viuzze e piazzette che conducono nei meandri del centro storico. Nella parte destra si trovano invece le case più nuove, generalmente quelle più abbordabili per chi vuole affittare un appartamento privato.
A proposito, noi dovevamo ancora trovare alloggio! Si, perché siamo arrivati in Croazia senza sapere dove avremmo soggiornato, tra Stari Grad, Hvar, Jelsa e Vrboska, eravamo sicuri di poter rimediare qualcosa di nostro gradimento. I quattro paesi che ho menzionato sono quelli che abbiamo visitato nel corso della vacanza, ciascuno di loro è meritevole di una pallina ben più grande sulla cartina dell'isola.

Mentre aspettavamo che aprisse l'ufficio informazioni sono entrato nel negozietto adiacente di articoli per il mare, dove ho chiesto di qualcuno che affittasse appartamenti. Dopo qualche minuto è arrivato un signore (Sergej), che con l'atteggiamento tipico dei croati, sintetico, conciso, ma cordiale, ci ha proposto un appartamento a 1700 kuna per 8 notti, 235 euro. Non ce lo siamo fatto ripetere, vi assicuro che in quel periodo non è affatto male, e dopo aver controllato (fatelo sempre, potrebbero capitarvi brutte sorprese) abbiamo concluso l'affare. L'ufficio informazioni, almeno per ora, non ci serviva più. Alle 9.00 eravamo già sistemati, una camera da letto, un bagno e un corridoio fornito di frigorifero e tavolo con sedie. Per quanto tempo avremmo passato lì dentro, era più che sufficiente per le nostre esigenze.
La prima giornata è trascorsa in giro per Stari Grad, camminando per le stradine e cercando di orientarci sui prezzi e i luoghi di maggior interesse. Questi ultimi sono sicuramente rappresentati dalle vicine zone scogliose, dove, appena il tempo ce lo avesse permesso, saremmo andati a tuffarci in acqua. Il giorno dell'arrivo ha pioviccicato ancora un pò, ma anche le persone del posto ci rassicuravano sul fatto che non sarebbe durato a lungo. Promessa mantenuta; d'altra parte, l'isola di Hvar è nota per essere il posto meno piovoso di tutto l'Adriatico. Ma anche per un'altra cosa: cioè la lavanda, pianta odorosa dalla quale si estraggono semi per fare profumi e saponi. L'odore di lavanda aleggia improvviso lungo le strade e si mescola agli odori del posto, tra cui purtroppo va menzionato quello tipico del porto.
Durante uno dei numerosi passaggi in prossimità dell'ufficio informazioni, abbiamo preso la mappa della città e gli orari degli autobus che collegano Stari Grad con gli altri paesi dell'isola.

Nella prima piazzetta è anche possibile farsi un'idea sui prezzi dell'affitto di bici, motorini e macchine. A parte la bici, non è molto conveniente prendere uno scooter, il costo si aggira intorno ai 40 euro al giorno, davvero uno sproposito anche in relazione allo scarso beneficio che se ne trae. Anche le barchette a motore non sono molto convenienti, almeno per due persone, circa 45-50 euro al giorno. Andando in quattro la cosa cambia, ma è preferibile a mio avviso affittare canoa o kayak, mezza giornata costa 10 euro e tutta la giornata 14!! Vi consente, in assoluto silenzio e relax, di avvicinarvi agli scogli più angusti, fermandovi dove più vi piace. Occupati nelle visite agli altri paesi, abbiamo affittato una canoa solo l'ultimo giorno, se avete tempo e voglia è davvero bello.
La parte destra della città da questo punto di vista è la più bella, anche se purtroppo è anche quella su cui si incontrano 3-4 hotel che deturpano l'ambiente. Dopo averli superati, è possibile finalmente perdersi dentro le ombrose pinete, scegliendo lo scoglio che più vi piace tra quelli che spuntano alla vista. È conveniente arrivare presto, in quanto i posti migliori (quelli più comodi) vanno a ruba.
Dal punto di vista dello snorkelling, i fondali non sono attraenti come speravamo, parecchi pesci e poco di più. Sugli scogli abbondano invece ricci e granchi. Vi conviene, se già non le avete, acquistare scarpette da scoglio, indispensabili per entrare in acqua senza dolorose smorfie e per uscirne senza dover fare troppa attenzione ai ricci. Noi le abbiamo acquistate in uno dei negozietti adiacenti al mercato per 6-7 euro.

Dove mangiare: questo è il mio argomento preferito, perché mi da molta soddisfazione scovare posti con il miglior rapporto qualità-prezzo, non trascurando la cortesia del servizio. Sarete d'accordo che non è importante solamente la prelibatezza dei cibi, ma anche l'ambiente in cui vengono degustati, la tranquillità del posto, la disponibilità e la gentilezza del personale. In base a queste personalissime valutazioni, non dovete assolutamente perdervi una cenetta in questi ristoranti:
Antika: il locale ha una decina di tavoli in tutto, ma vale la pena farsi sistemare nella piazzetta. Se occorre, attendere un pò non è tempo sprecato. Ottimo prenotare, soprattutto se si tratta di sabato o domenica.
I piatti di carne migliori sono il maiale in salsa di prugna e salvia e il petto di pollo ripieno di prosciutto e formaggio. Non male anche i primi. Tutti i secondi piatti vengono serviti con contorno. Non abbiamo provato il pesce. Il vino: ottimo anche quello della casa. Prezzo medio per 2 persone: 200 kuna (28 euro).
Pharia: questo posticino stupendo lo abbiamo scoperto solo due sere prima della partenza, girovagando per le strette stradine del centro e ficcando il naso dove capitava. Una volta entrati, verrete colpiti dalla elegante e romantica struttura in pietra, all'aperto, ornata da fiori e lampade. Non è tutto, ci sono tavoli anche internamente, salendo alcune ripide scalette in pietra. Salendo ancora, su una rampa in legno, si arriva alla terrazza. Qui è possibile prenotare l'unico tavolo all'aperto, romantico e riservato, dove la copertura dalle luci interne obbliga ad accendere le candele...
Qui devo sconsigliarvi assolutamente i primi, non sono all'altezza. I secondi di pesce sono invece formidabili: noi abbiamo provato gli scampi, sia fritti che alla griglia, e il filetto di tonno, una vera bistecca di laute dimensioni. I contorni così così, se le patate fritte non vi dispiacciono, preferitele a quelle indicate come "contorno dalmata". Il vino della casa anche qui è buono. Prezzo medio per 2 persone: 200 kuna.
Non sto qui ad indicare indirizzi, Stari Grad è talmente piccola che si arriva facilmente ovunque. Inoltre, tutti i ristoranti sono spesso indicati da frecce sparse per le stradine.

Hvar
La cittadina di Hvar dista solamente pochi km da Stari Grad, il pullman impiega poco più di mezz'ora e costa 15 kuna a persona. Hvar è la meta preferita di tutti coloro che vogliono tirare tardi la notte, passando da un locale all'altro e facendo baldoria. Non era nostro obiettivo, soprattutto desideravamo passare una settimana in tranquillità, divertendoci a contatto con il mare e la natura. Nondimeno, Hvar è un paesino stupendo dal punto di vista dell'architettura e della posizione geografica. La piazza centrale, costellata purtroppo da una moltitudine di ristoranti e bar, le stradine in salita che si addentrano verso il centro storico, il lungomare, su cui si aprono i locali notturni (tra cui il famoso Carpe Diem, che pare sia l'ultima moda dell'isola), la fortezza, da cui si gode un panorama mozzafiato verso il golfo. Ma accanto a queste meraviglie, esiste purtroppo uno scempio vero e proprio affacciato sul mare. Seguendo infatti la costa scogliosa, laddove la pineta inizia ad ombreggiare, si aprono enormi strutture alberghiere, veri e proprie masse di cemento la cui prosperità rischia, col passare del tempo, di demolire le potenzialità naturali e turistiche di queste terre.

Camminando oltre, finalmente arriviamo laddove il mare ci attendeva con tutta la sua freschezza. Non pensiamo neppure un attimo ad affittare un lettino e, dopo aver indossato le scarpette da scoglio nuove di zecca ci siamo tuffati in acqua. Il rinfresco ci voleva proprio, ora potevamo sdraiarci un pò ad abbronzarci, prima di tornare verso il centro per visitare il paese. La nostra prima preoccupazione è stata trovare un buon ristorante, dove si potesse mangiare un buon piatto locale spendendo poco. Girando per le viuzze abbiamo dato un'occhiata, i prezzi sono un po’ più alti che a Stari Grad. Alla fine, attratti da un'agenzia dove organizzavano attività sportive (climbing, trekking, kayaking) abbiamo chiesto anche dove si poteva degustare qualcosa, scegliendo alla fine il ristorante dove andavano a mangiare i dipendenti dell'agenzia, abbiamo pensato che se ci vanno i locali non doveva essere male. Così abbiamo scelto Groda, tranquillo ristorantino arroccato sulle scalette di una delle vie che partono dalla piazza centrale. Abbiamo speso 140 kuna per due piatti di pasta e due birre, buon compromesso, buona qualità e buona cortesia.
Per digerire, niente di meglio che arrivare alla fortezza. Il sole a picco e la salita del percorso hanno condito le prime ore del nostro pomeriggio, ma una volta arrivati siamo stati ripagati. Il golfo di Hvar si apre in tutta la sua bellezza, con vista sulle isolette circostanti cui si può facilmente arrivare con una barchetta. E' anche possibile visitare la fortezza, cosa che non abbiamo fatto.

Una volta ridiscesi al paese, abbiamo deciso di fare una passeggiata rilassante. Il molo è letteralmente costellato di yacht di ogni dimensione, quasi tutti battenti bandiera italiana. Una vista davvero sgradevole, esagerato sfoggio che rischia di rendere questi posti un coacervo di distributori di nafta e buste di plastica. Peccato, perché anche i locali che cospargono ininterrottamente il molo, così come le molte bancarelle, rendono caratteristica e piacevole questa parte dell'isola.
Torniamo verso casa, sono le 17.30. Abbiamo avuto la fortuna di prendere l'autobus al volo, ancora una mezz'ora di viaggio per tornare al relax e alla tranquilla eleganza di Stari Grad.

Vrboska
Quando siamo arrivati a Vrboska ci siamo guardati intorno e abbiamo capito che ci sarebbe piaciuta. Il pullman da Stari Grad costa 15 kuna e impiega circa 20 minuti. Vrboska è attraversata da un canale con acqua di mare, al centro del quale si trovano isolette minuscole e ponticelli caratteristici. Bastano un paio d'ore per percorrere tutte le stradine del suo centro storico, ed è davvero bello raggiungere gli scogli e scegliere quello più accogliente. La cittadina non è affatto affollata, solo pochi turisti la scelgono come destinazione, ma la sua tranquillità va gustata a fondo. Non so consigliarvi su dove mangiare, noi abbiamo pranzato con della frutta acquistata in precedenza e con un grande gelato al cioccolato seduti alla fresca ombra di un bar.
Incamminatevi senza fretta lungo uno dei due lati del molo, prima o poi verrete richiamati dal rumore del mare e vi fermerete. L'acqua cristallina vi starà aspettando, togliete quindi lo zaino dalle spalle e godetevi il silenzio del riflusso sugli scogli mentre entrate lentamente in acqua.

Jelsa
Anche a Jelsa si arriva facilmente con il pullman, da Stari Grad sono circa 20 minuti e 15 kuna. Una volta arrivati all'unica fermata di autobus abbiamo creduto di aver sbagliato qualcosa, perché il mare non si vedeva e tutto intorno a noi c'erano colline e distese di vigneti. Un lungo viale di circa 1 km ci ha condotti direttamente al porticciolo, laddove erano ormeggiate le varie barche arrivate da altri paesi o pronte a partire su richiesta del turista.
Le bancarelle esponevano i vari souvenir, soprattutto lavanda e oggetti in legno e corallo. Dopo aver acquistato un paio di prodotti da forno, abbiamo potuto sederci in tutto relax in un bar della piazzetta principale a fare colazione.
Lasciando il porto sulla destra e seguendo la strada asfaltata si incontrano comode calette ombreggiate da pini, perfette per godere del fresco della mattina prima di un bagno ristoratore. Molte insenature sono ottime anche per famiglie con bambini, perché sebbene ci siano spiagge ghiaiose, consentono un agevole e graduale ingresso al mare. La vista che si gode è affascinante, proprio davanti agli occhi si ergono imponenti catene montuose che trasmettono un piacevole senso di tranquillità.
Tornando indietro e lasciando questa volta il porto sulla sinistra, si incontrano alcuni ristoranti, tra cui un paio con la griglia all'aperto e con prezzi abbordabilissimi. Proseguendo sulla strada asfaltata si attraversa un camping fino ad arrivare ad una vera e propria piscina naturale. Adiacente ad una pineta, un breve tratto di spiaggia sabbiosa è il bordo estremo di una enorme vasca, nella quale l'acqua arriva tra il ginocchio e la vita per un lungo tratto. Qualcuno approfitta addirittura per giocare a racchettoni o a palla in acqua, un sospirato riposo per i piedi di chi ha sofferto finora entrando in acqua senza scarpe da scoglio. Prima e dopo questo tratto di spiaggia, rimangono stupende e sempre attraenti le discese verso gli scogli, su cui potrebbe capitare di dover disturbare un granchio che se la spassa al sole in attesa di qualche succulento gamberetto.
Non possiamo tralasciare di visitare il centro storico, conforme agli altri visti finora con stradine e piazzette incantevoli, dove il rumore delle scarpe sul mattonato si mischia al cinguettare degli uccellini e al rintocco periodico delle campane.

Bol, isola di Brac
La nostra unica escursione fuori dall'isola di Hvar è stata a Bol, sulla vicina isola di Brac, siamo stati attratti dalle fotografie delle spiagge pubblicizzate dalle varie agenzie turistiche. A Bol arrivano battelli a motore che partono sia da Stari Grad che da Jelsa, il costo è rispettivamente di 90 kuna e 60 kuna. Occorre prenotare il giorno prima, normalmente direttamente davanti alla barca che effettuerà il servizio. Il viaggio dura circa 1 ora e mezza.
Una volta arrivati al gremito porto di Bol, è possibile arrivare a Zlatni Rat a piedi oppure con uno dei tanti taxi-boat che partono nelle vicinanze. A nostro gusto, una bella passeggiata dopo un'ora e mezza di barca è ciò che ci vuole, anche perché dopo aver costeggiato il lungomare, si percorre un lungo percorso mattonato all'ombra di una pineta fino ad arrivare in vista della agognata spiaggia.
A sentirne parlare o a vedere le fotografie, la spiaggia di Zlatni Rat (Corno d'oro) sembrerebbe essere un paradiso terrestre, e forse lo è davvero, ma di certo non durante l'alta stagione estiva. Si tratta in effetti di una particolare conformazione naturale, una stretta lingua sabbiosa che si insinua in mare per una lunghezza di qualche centinaio di metri. La natura ha prodotto con la sua sterminata fantasia un luogo unico dove però, purtroppo, si accalcano migliaia di turisti muniti di ombrelloni, sdraio e racchettoni. E questo non lo rende unico, ma lo fa somigliare tristemente ad una delle tante spiagge del litorale laziale o romagnolo.
Dopo essere arrivati a Zlatni Rat, abbiamo faticosamente cercato uno striminzito posticino, all'ombra di qualche alberello distante una decina di metri dall'acqua. Gli asciugamani stesi verso la spiaggia e davanti a noi schiere di persone e di ombrelloni che lasciavano a malapena intravedere il mare. Abbiamo cercato di goderci un pò di relax, ma è stato impossibile riuscirci a causa del vociare e soprattutto del continuo rombo di motore dei taxi che sbarcavano con frequenza inaudita schiere di villeggianti in cerca di un metro quadrato di superficie.
Lo strazio è durato solo una ventina di minuti. Abbiamo deciso di cercare un posto più riservato e ci siamo di nuovo incamminati lasciandoci alle spalle Zlatni Rat. Essendo praticamente impossibile trovare un posto dove non ci fossero frotte di persone, ci siamo decisi per una graziosa caletta, dove perlomeno, tra le molte persone presenti, regnava la tranquillità.

Dopo aver goduto di un bagno ristoratore, ci aspettava la nostra solita visita del paese. Il centro storico è carino, pulito e caratteristico. Il panorama migliore, a mio avviso, si gode dal piccolo cimitero che si trova salendo dal porto e andando verso destra. Le poche tombe sovrastano dall'alto il mare, rendendo misticamente affascinante la vista che si gode camminando su questo piccolo fazzoletto di marmo. Questa è la zona più tranquilla del paese, nelle vicinanze si trova anche un camping. Prima di arrivare, un hotel fatiscente ricorda i non troppo lontani tempi della guerra e della povertà, ma sono sicuro che presto o tardi qualche geniale imprenditore lo renderà una discoteca alla moda o un centro benessere, togliendo al vicino cimitero il delizioso silenzio.

Dieci giorni alla scoperta delle bellezze croate

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