Croazia: ogni nuova isola, una nuova scoperta!

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Croazia: ogni nuova isola, una nuova scoperta!

Dato che le nostre bambine sono cresciute, una di 7 e una di 4 anni, abbiamo deciso di rifare un viaggio all’estero, dopo molti anni in cui siamo rimasti “imprigionati” nella nostra pur bellissima Toscana. La meta è stata la vicina Croazia, spinti dal sentito dire dei colleghi e dai prezzi decisamente accessibili. Dopo un’accurata ricerca sul web abbiamo trovato una casa che faceva al caso nostro: giardino grande, posto tranquillo, vicino al mare e con una spiaggia di sabbia “vera” per le bambine; il tutto consultabile nel sito riportato nei links.

Siamo stati veramente bene. Potocnica è l’ideale per i bambini, l’acqua è bella dappertutto, Postumja, le Kornati, Krka e Plitvicka Jezera sono posti splendidi. Per il resto la Croazia è aspra, poche abitazioni e poca vegetazione, questo a causa della bora.
Le strade principali sono buone, quelle secondarie con un po’ di buche. Poi ovviamente c’è da adattarsi.
La gente non ha certo il calore dei “latini”: sono slavi. Abbiamo sempre però trovato gente educata e gentile. I padroni di casa erano meravigliosi.
A chi piace la vacanza tipo Versilia non è questo il posto: le spiagge sono tutte libere, tante hanno un pezzo riservato ai naturisti, come è ormai tradizione da queste parti. Bisogna attrezzarsi con ombrelloni e materassini di gommapiuma per via dei sassi.
Ai ristoranti la carne è buona, specialmente al “grill”, il pesce è sempre fresco, la birra economica, il resto non sappiamo ma ci hanno detto che anche i primi e la pizza non sono male.
La musica locale non rientra nei nostri abituali canoni di bellezza, diciamo così.
I prezzi sono decisamente più bassi che da noi. Nell’isola di Pag non c’erano tanti turisti italiani come pensavamo, in maggioranza erano croati, ungheresi, tedeschi, cechi e slavi: in genere, abbiamo incontrato tutta gente educata e discreta. Anche le spiagge erano per lo più pulite. Insomma noi ci siamo adattati subito bene e sicuramente ci torneremo!Andiamo a Pag, un gioiello della costa croataDopo tanta attesa (abbiamo prenotato a marzo) e con qualche timore per via della recente guerra, della lingua, della moneta e di tutto l’ignoto che si può trovare all’estero, alle 5 di mattina dell’8 di agosto, venerdì, siamo partiti insieme a una famiglia collega di lavoro in direzione Postumia per visitare le grotte e per evitare la decantata coda del sabato alle frontiere. In effetti abbiamo attraversato la frontiera di Gorizia dove non c’era anima viva e, sorpresa, adesso c’è quasi tutta autostrada fino a Lubliana, quindi siamo arrivati prestissimo a Postumia. Infatti abbiamo visitato le stupende grotte nella stessa mattinata.
Non c’è bisogno di raccontare delle grotte che sono famose e basta consultare il sito, ma vi voglio raccomandare il vicino castello di Predjama che abbiamo visitato nel pomeriggio, una vera chicca!
Dopo aver dormito in paese in un confortevole appartamento tutto per noi (abbiamo speso la metà di quello che ci aveva richiesto l’albergo), siamo partiti in un orario non proprio intelligente in direzione Croazia. Attraversata senza troppi problemi la verdissima Slovenia, non abbiamo fatto neanche troppa coda alla frontiera, ma appena attraversata…
Si incomincia con mezz’ora per uno stop dopo un chilometro. Poi tutto ferma e riparti fino a Fiume e da lì per fare 50 km. abbiamo impiegato oltre tre ore, che invenzione il condizionatore!
Dopo lasciato i nostri amici all’albergo che avevano prenotato a Novi Vinodolski, abbiamo pranzato dai miei gentilissimi zii che avevano affittato una casa a Povile, subito dopo la cittadina (a proposito, molto bellino, con due, tre spiagge incantevoli) e abbiamo ripreso il viaggio verso l’isola di Pag. Il traffico sparisce e incomincia una strada bella ma tutta curve direttamente sul mare.
Dopo avere attraversato Senj, arriviamo a Prizna dove ci imbarchiamo con il traghetto senza troppi problemi. In appena 15 minuti sbarchiamo sull’isola, che sembra una montagna di sassi e basta, proprio un paesaggio lunare. Invece poi arrivati nella parte ovest dove non imperversa la bora, il paesaggio cambia un po’ e si trova il verde e le coltivazioni. In prevalenza però a regnare sono le pecore e le capre, grande risorsa dell’isola per il famoso formaggio “paski sir”. E’ buonissimo e si trova dovunque, ci sono i pastori che lo vendono anche ai lati della strada.
Il nostro paesino, Potocnica, si trova 9 km. a nord di Novalja. La strada è stretta e circondata da muri a secco, tracciata direttamente sul crinale dell’isola, con il mare a destra e a sinistra. Potocnica è un villaggio creato apposta negli anni 80 per i turisti. In gran parte sono seconde case, come nel caso della nostra. Un ristorante, un alimentari e tanta tranquillità. Traffico uguale a zero perché lì finisce la strada, tramonti da sogno e la sera la compagnia di un bellissimo cielo stellato.
C’è una piccola baia con una spiaggia deliziosa, a volte affollata a volte no a seconda della quantità dei “pendolari”. Acqua limpidissima e bassa fino a duecento metri e con il fondo sabbioso, pesci, granchi… per le famiglie un vero paradiso.
La signora Maria è squisitissima, molto gentile e discreta e ci ha riempito di delizie cucinate da lei, peccato non parli né l’inglese nè l’italiano, solo un po’ di tedesco. Bravissimo anche il marito che viene nei fine settimana e almeno lui parla l’inglese.
Novalja è una cittadina molto vivace ed è il centro turistico dell’isola, anche se lì non ci sono spiagge. Ma la sera è affollatissima per i numerosi negozi, ristoranti, bar e la passeggiata direttamente sul mare. Difficile trovare il parcheggio: arrendersi e parcheggiare lontano.
L’italiano base (prezzi, menu) è abbastanza conosciuto, difficile trovare qualcuno che lo parli correntemente ma in tutte le locandine, i menu ecc. c’è la traduzione in italiano. L’inglese lo parlano tutti, almeno quelli che lavorano con i turisti. A Novalja c’è anche l’unico distributore nel nord dell’isola e anche se fa orario continuato la coda è sempre lunghissima. La benzina costa circa 85 centesimi al litro. Davanti al distributore ci sono tre supermercati, tipo un nostro centro commerciale. La merce è “abbarcata” all’inverosimile ma ci si abitua alla svelta.
L’isola è piena di spiaggette, anfratti e spiagge “nazional popolari” e noi abbiamo girato anche un po’. La spiaggia di Zrcè (tutte le spiagge sono tassativamente di sassi, eccetto la nostra di Potocnica) è la spiaggia di tutti, con servizio navetta da Novalja. Ombrelloni ammassati l’un l’altro, discoteche, ristoranti e bar direttamente sul mare, addirittura una palestra all’aperto. Poi musica a tutto volume, motoscooter, pedalò, beach volley e quant’altro. L’acqua comunque è sempre bellissima. Frequentatissima anche la spiaggia Trincel (sempre pieno zeppo).
Molto più appartata ed esotica invece la spiaggia di Ruzica, a Metajna. Si arriva dopo un km. di strada sterrata.Consigliabile il pranzo nel ristorante lì sulla spiaggia, il Grill Kanion (il posto sembra proprio un canyon). Il locale è costruito tutto in legno, veramente bellino. I calamari ripieni di formaggio di Pag e prosciutto dalmato erano una cosa…
Bello anche Simuni, a sud di Novalja, dove l’acqua è verdissima e la pineta è direttamente sul mare. Anche qui si mangia il pesce fresco nei tre ristoranti al porticciolo.
Siamo stati poi a baia Girenica. Ci si arriva prendendo la strada per Mandre e prima di scendere giù verso il paese, si prende una strada sterrata a destra (sulla sinistra ci sono delle antenne). Non c’è nessun cartello, la si percorre per due chilometri, è molto stretta, pregare perché nessuno venga in su. Si arriva direttamente sul mare, c’è un piccolo ristorante (dove però cucinano solo per cena: portarsi il panino o accontentarsi del carissimo prosciutto dalmato). La spiaggia è lunga e l’acqua stupenda, ideale per lo snorkeling. Il posto non è conosciuto e vi giuro che eravamo tre (3) ombrelloni in pieno agosto più una barca che ancorava lì.
Ma il posto più bello per noi l’abbiamo trovato il penultimo giorno. Ci si va da Stara Novalja, prima 200 m. dello scalo dei traghetti si va su a destra per una stradina in cemento (cancello sempre aperto, cartello con scritto “bike route”). Poi diventa sterrato e alla prima a sinistra (c’è solo quella) si scende giù verso il mare. Poi bisogna per forza lasciare la macchina in un piccolo spiazzo dove la strada finisce. Il paesaggio è aspro ma bellissimo. A piedi poi si scende per due-trecento metri verso il mare e si trova una inaspettata spiaggetta dove c’erano altre due famiglie e basta (una di Roma e l’altra di Verona). L’acqua è sensazionale, la più bella che abbiamo trovato sull’isola, bassa anche per una decina di metri dalla riva. Al tramonto c’erano dei colori intensissimi che ci sono rimasti impressi nella memoria.
A chi piace la mountain bike come me all’Azienda di Turismo di Novalja offrono una guida che descrive tutti i sentieri dell’isola. Io ne ho percorsi parecchi e sono ben segnalati. Infatti è con la bici che ho trovato queste spiagge e poi ci ho portato la famiglia.
Per finire il discorso dell’isola, il capoluogo Pag è bello solo per il centro storico e famoso per le sue saline, non ci andate per cercare bei posti per fare il bagno. Bello è invece il paesino di Lun, nella punta nord dell’isola, dove ci sono degli ulivi secolari, una chiesa antica, il porticciolo e tanto silenzio. Il tempo lì si è davvero fermato.I PARCHI NAZIONALI
Durante la nostra permanenza abbiamo visitato anche i parchi nazionali di Krka, Isole Kornati e Plitvice.
*** A Krka si arriva dopo due ore di macchina da Novalja, passando per il ponte che a sud collega l’isola alla terraferma e la città di Zara. Si prende poi per Benkovac e da lì ci sono le indicazioni per Skradin, da dove ci si imbarca per le famose cascate. La strada è abbastanza scorrevole e veloce sia per le poche curve sia per lo scarso traffico. Fanno però molta impressione i paesi rimasti completamente distrutti dalla guerra, case centrate dalle granate, finestre mitragliate, cippi che ricordano i caduti, alla televisione è una cosa ma vederlo dal vivo… Finalmente poi si arriva a Skradin, dove si entra nel parco nazionale di Krka. Skradin è un paesino delizioso, completamente ristrutturato dopo la guerra. Ci si imbarca facendo la fila ma senza pagare nessun biglietto e con 20 minuti di navigazione si risale il fiume fino alle cascate, a Skradiski Burk. Quando si scende si paga l’ingresso al parco e poi ci si gode lo spettacolo. Grandi cascate che confluiscono in un lago dove tantissima gente fa il bagno. In effetti l’acqua è calda e non esitiamo a buttarci anche noi. Si può usufruire dell’idromassaggio gratuito sotto il getto della tanta acqua a disposizione. C’è un grande prato dove prendere il sole e tanti stand dove poter mangiare. Ma vi invito a non fermarvi solo lì. C’è un facile percorso che parte dal prato e che con tante passerelle di legno fa visitare tutto il complesso di cascate, laghetti e fiumiciattoli. L’acqua è limpidissima e piena di pesci. Poi il percorso gira dall’altro lato del fiume e passa per il museo e la chiesetta e torna giù al laghetto dove poi si fa l’ultimo bagno e si riprende il traghetto.
*** Abbiamo anche fatto la gita al parco delle isole Kornati. La visita vale certamente la pena, le 200 e più isolette sono completamente disabitate e spoglie di vegetazione. Il paesaggio comunque è suggestivo: un dedalo di isolette e scogli attorniate da un’acqua limpidissima. Bella poi la scogliera di Dugi Otok e molto suggestivo il lago salato che si trova all’interno dell’isola dove noi abbiamo fatto il bagno. Dobbiamo dire però che lì gli operatori tirano “a far ciccia” come si dice noi in Toscana. Tutte le barche sono strapiene all’inverosimile, e in barca ci si deve passare tutto il giorno perché la sosta al lago salato è stata breve. E meno male che siamo arrivati presto e non c’era quasi nessuno perché dopo un po’ è arrivata tantissima gente e il lago si è trasformato in una tonnara cosicché l’acqua (caldissima) si è intorbidita tutta. Poi di corsa a pranzo (fatto in due turni, abbiamo mangiato alle due), a bordo sempre stipati come sardine e poi ritorno a Sveti Filip i Jacob da dove eravamo partiti.
Forse abbiamo sbagliato gita; ogni Agenzia a Novalja ne propone diverse, vi consiglio magari di farne una con due soste nelle isole (ce ne sono) e che il pranzo sia in un ristorante invece che sottocoperta! Leggete bene i programmi, non come abbiamo fatto noi! A parte che per visitare le Kornati converrebbe salpare da Murter, più a sud, perché da Zara e dintorni come abbiamo fatto noi ci vogliono due ore di navigazione solo per raggiungerle.
*** L’ultima escursione a Plitvice. La fama che il parco di Plivicka Jezera ha di essere uno dei più belli al mondo sicuramente è vera. La visita da sola vale la vacanza in Croazia. Nei giorni precedenti tutti ci dicevano bello bellissimo ma esserci lo è mille volte di più. Un sistema di passerelle e ponti ti permette di visitare tutti i laghi e le cascate: 6 ore che volano! Nel mezzo c’è il lago più lungo e te lo fanno attraversare in traghetto, allo scalo del quale c’è un grande prato con un’attrezzata area ristoro . L’acqua è sempre limpida e colore smeraldo e poi... bisogna andarci perché con le parole non si spiega. E perché era agosto e c’era il pienone, l’acqua era poca: in primavera o autunno deve essere ancora più bello! Anche le mie bambine di 7 e 4 anni hanno fatto il percorso rosso (quello più lungo) abbastanza bene perché è quasi completamente in discesa. Dapprima ti portano su con il bus al lago grande e da lì si scendono a piedi tutti i laghi fino alla cascata grande. Poi un pezzo di salita e si riprende il bus che ti riporta al parcheggio. Ci sono anche percorsi più corti ma io non ve lo consiglio perché se avete tempo non è affatto faticoso e poi non c’è il tempo di annoiarsi! Chiedere all’ufficio informazioni all’ingresso del parco (dove si paga), sono molto gentili e naturalmente parlano benissimo l’italiano.
Nota tecnica: da Novalja noi abbiamo preso il traghetto a Zjglien e siamo saliti su per il passo a 900 m di Baske Ostarje (magnifico panorama con tutte le isole del Quarnaro) e scesi giù a Gospic. Complessive 3 ore per arrivare al parco, la strada era deserta e belli i panorami. Ma non conviene! Sulla cartina ancora non c’è, ma hanno costruito un pezzo di autostrada, cosicché conveniva passare dal ponte a sud e prima di Zara prendere l’autostrada fino a Gospic e in due ore siamo al parco. Peccato che ce l’hanno detto dopo.Oltre al già citato formaggio “paski sir”, comprate i prodotti del posto (carne, pesce, pane, verdura) perché le nostre merendine, le bibite e soprattutto l’acqua minerale hanno i prezzi alle stelle. Buonissimi ed economici sono i famosi cevapcici (così si pronuncia, non so come si scrive), carne tipo il nostro macinato ma parecchio più buona. Come buoni sono il maialino e l’agnello cucinati direttamente sul “grill”, specialità del posto. Tanti ristoranti lo offrono, c’è l’imbarazzo della scelta, noi l’abbiamo mangiato buono da quello davanti al piccolo Luna Park a Novalja. Prendere solo quello, una porzione basta, il contorno di solito è compreso. Il vino non è molto buono e invece è caro, ma la birra è discreta ed economica (mezzo litro di spina circa 1,50 euro, ne abbiamo bevuta tanta…).

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