Profumi d’Indocina: la Cambogia - Parte prima

in viaggio con Boy-80 in Cambogia

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Profumi d’Indocina: la Cambogia - Parte prima

Inseguivo la Cambogia da quando ho cominciato ad interessarmi al sud-est asiatico,le foto dei suoi templi avvolti dalle radici degli alberi e la sua storia intrisa di violenza mi hanno conquistato immediatamente.Assieme al viet nam e al laos faceva parte dell'Indocina francese e grazie alla Francia il paese non venne fagocitato dai ben piu' potenti Thailandia e Viet Nam.
Sfortunatamente dopo l'indipendenza,cominciarono i guai,gli USA,in guerra col Viet Nam bombardarono segretamente la Cambogia causando la morte di 250'000 civili,e favorendo indirettamente l'affermarsi dei khmer rossi che mandarono in ginocchio il paese abolendo la proprieta' privata,la moneta,evacuando le citta', costringendo il popolo a lavorare come schiavi nei campi di riso,cercando di imitare il modello cinese.In 3 anni e 8 mesi vennero assasinati dai khmer rossi pare 2 milioni di cambogiani, tra questi insegnanti,artisti,politici,vietnamiti e chiunque sapesse anche solo una lingua straniera.dopo l'intervento dei vietnamiti nel 1979,la Cambogia venne liberata dai khmer rossi ma,per tutti gli anni 80 il paese rimase chiuso,isolato e governato dal viet nam,poi alla fine della guerra fredda e con l'intervento dell'onu,i vietnamiti sloggiarono e i cambogiani trovarono la pace tra alti e bassi.Ora la cambogia è un paese tranquillo,(anche se la corruzione raggiunge ancora livelli molto alti) che attende a braccia aperte i sempre piu'numerosi turisti pronti a strabiliarsi di fronte alle grandiosita' del suo passato.
La moneta locale si chiama riel che vale pochissimo,ma di fatto si usano quasi sempre i dollari americani.
La stagione migliore per visitare la cambogia è durante la stagione secca che corrisponde al nostro inverno,dove anche i trasferimenti per le zone piu' isolate sono piu' agevoli.
La loro lingua è il khmer,l'inglese è comunemente parlato.il francese è andato perso strada facendo.
La religione maggiormente diffusa è il buddhismo theravada(lo stesso di Sri lanka,Thailandia,Birmania e Laos).
Anche questo viaggio l'abbiamo organizzato da soli,senza tour operator,prenotando gli alloggi via internet,ma anche qui è possibile andare senza prenotare,ci sono veramente tantissime opportunita' per dormire nelle localita' piu' turistiche.

CONSIDERAZIONI
È stato un viaggio molto interessante e a volte toccante,sono sicuro che se non fossi stato male pure Ale l'avrebbe apprezzato di piu'.Malgrado sia un paese giovane dal punto di vista turistico(nel 1999 gli ultimi khmer rossi vennero catturati al confine con la Thailandia) non è difficile organizzare visite e spostamenti,i cambogiani poi sono un popolo molto gentile e sempre pronti a sorridere,l'unica cosa che mi è un po' mancato sono stati i bei paesaggi tipici del sud est siatico,infatti la Cambogia è quasi tutta pianeggiante e durante la stagione secca,malgrado sia un paese tropicale, si vedono solo grandi distese di erbe secche punteggiate da qualche albero.Immaginavamo di spendere meno,usando i dollari in realta' si spende un po' di piu',ma è comunque una destinazione molto economica.

PHNOM PENH: a noi è piaciuta tanto,una meta da non perdere se si va in Cambogia,sembra di ritornare a 30 anni fa,diversa rispetto alle grandi metropoli asiatiche, piu' asia, ancora senza globalizzazione! e pochi turisti.

SIEM REAP: è la destinazione principe del viaggio in Cambogia,i giorni da dedicarle non basterebbero mai,tanti sono i templi da vedere nei dintorni,noi in 3 giorni(il minimo) abbiamo visto solo i templi piu' famosi,ecco col senno di poi non sarei andato nella stagione secca,troppo,veramente troppo affollata,non si riesce a godersi in pace i luoghi che ispirano alla meditazione,molto meglio andare nella stagione delle piogge dove i turisti sono decisamente poco numerosi,magari ci si becca un po' di pioggia,ma la tranquillita' di quei posti unita alla loro bellezza non ha prezzo!!!

SIHANOUKVILLE: ad Ale non è piaciuta per niente,secondo lui le spiagge non sono un granchè e sono sporche, ed è tutto piuttosto squallido,a me dispiace dei suoi giudizi troppo negativi,è vero è squallida(penso sia la cittadina piu' brutta che abbia mai visto),non c'è grande scelta nelle sistemazioni o topaie in bambu' o casermoni,è vero, i cambogiani non hanno ancora la minima cura dell'ambiente e buttano tutto nel mare,ma le spiagge non sono cosi' male,per qualche giorno si sta bene, e si possono organizzare escursioni interessanti per gli amanti della natura.Forse un giorno diventera'una ridente cittadina di mare,diamole un po' di tempo.Eravamo un po' preoccupati sull'argomento pedofilia,visto che hanno fatto molti reportage in TV e sembrava,dai servizi,che Sihanoukville fosse invasa dai pedofili,in realta' non abbiamo visto nessun uomo solo intrattenersi con i bambini del posto,come in tutte le localita'cambogiane visitate da noi,sicuramente il problema esiste(come in molti altri paesi poveri!)ma non è cosi' evidente.

VITA GAY
In Cambogia l'omosessualita' è ben tollerata,l'amato re Sihanouk era un gran sostenitore della necessita' di garantire alle coppie gay gli stessi diritti delle coppie etero.Tutti dicono che l'attuale re Sihamoni sia gay,(lineamenti e modi delicati,senza figli nè moglie) e nessuno ha da ridire.Sebbene lo scenario dei locali gay non sia neanche paragonabile a quello della vicina Thailandia,a Phnom Penh pare ci sia qualche locale,che pero' non abbiamo frequentato,mentre a Siem Reap c'è solo il Linga bar,molto carino e ben frequentato.La comunita' gay ci è sembrata comunque molto discreta,senza gli eccessi della vicina Thailandia, è possibile senz'altro fare amicizia per le strade dove non è difficile incrociare qualche sguardo d'intesa con i timidi ragazzi cambogiani.Sensazioni forti e un pizzico di sfortuna nel regno dei templi23-1-2010
Il nostro viaggio comincia non appena mettiamo piede fuori da casa,saliamo in auto e partiamo, destinazione Malpensa;arriviamo nel nostro autoasilo di fiducia(travelparking) e,dopo aver lasciato a loro l'auto,ci accompagnano al terminal 1.Dopo il check in,facciamo colazione anche se è ormai mezzogiorno,compriamo qualche rivista per il viaggio e ci imbarchiamo sul volo thai diretto a Bangkok,ogni volta che prendo la thai mi sembra di essere gia' in Thailandia non appena varco la soglia dell'aereo.Partiamo e salutiamo la fredda italia sotto di noi, per un po' staremo al caldo!Dopo cena,stranamente non riesco a prendere sonno,e cosi',mentre Ale è gia immerso nella visione di un film,me ne guardo uno pure io.FInalmente mi addormento.

24-1-2010
Le hostess cominciano a dare il buon giorno a tutti,sotto di noi la Thailandia!facciamo colazione e dopo un'oretta atterriamo a Bangkok sono le 7 di mattina.Ritiriamo le valigie e ora che facciamo?il nostro volo per Phom Penh parte alle 15,30 e Ale non se la sente di fare un giro in citta', quindi facciamo un giro nell'avveniristico ed enorme aeroporto(anni fa,quando ero stato in thai ero atterrato sul vecchio e piu' modesto aeroporto),ci viene una gran fame e malgrado siano le 9 di mattino, andiamo a mangiare in un ristorante thai,ordiniamo spinaci d'acqua con salsa d'ostriche,dim sum,satay,manzo al pepe,il tutto annaffiato dall'immancabile coca cola,poi belli pieni andiamo ad aspettare nella zona dei check in e mi addormento sulla sedia.Ale mi sveglia,hanno aperto il gate,facciamo il check in e finalmente ci disfiamo delle nostre valigie e andiamo a bighellonare nel duty free;diamo un'occhiata ai negozi, Ale compra dei profumi scontati e decidiamo di farci fare un bel massaggio alle gambe di un'ora in una bella spa.Cosi' riusciamo ad ingannare il tempo e senza accorgercene arriva il momento dell'imbarco! ci imbarchiamo sul volo air asia diretto a Phom Penh,puntuale e nuovo di zecca sono le 15,30.Durante il volo vedo scorrere sotto di noi,prima, la verde e collinosa Thailandia, poi la piatta Cambogia dal color oliva.Atterriamo a Phnom Penh alle 16,30 e dopo aver ottenuto il visto(20 dollari a testa) usciamo e prendiamo il taxi che per 7 dollari(prezzo fisso)ci porta al Pavilion hotel.Sulla strada cominciamo a farci un'idea della citta',ci ricorda vagamente Yogyakarta,ma decisamente piu'ariosa.Arriviamo in hotel,veramente bello e tranquillo, ricavato da una villa francese restaurata,la nostra camera dietro alla reception è graziosa e dopo la doccia,verso le 19 andiamo a fare un giro a Samdech Sothearos boulevard,una sorta di piazzona rettangolare dove....sorpresa!vi è un sacco di gente! i ragazzi giocano tra di loro con palle di bambu' intrecciato o al volano,mentre intere famiglie ballano tutte
assieme al ritmo della musica sparata dalle autoparlanti,i bambini giocano a rincorrersi attorno alla grande fontana che si illumina dei colori dell'arcobaleno,insomma uno spettacolo,non ho mai visto tanta gente divertirsi con cosi' poco,Phnom Penh ci ha accolti nel migliore dei modi,staremmo ore a guardare questo spettacolo, ma è tardi abbiamo fame,prendiamo di nuovo il tuk tuk e ci facciamo portare da boat noodle restaurant,consigliatoci dalla lonely:il posto è carino,una casa in legno su due piani immersa in un lussureggiante giardino,c'è pure musica tradizionale dal vivo,mangiamo come dei maiali e io mi rimpinzo di involtini con rucola e gambretti buonissimi,paghiamo l'onesto conto e poi crolliamo a letto.

25-1-2010
Come sempre,quando siamo in vacanza,la sveglia suona presto, facciamo una gustosa colazione in hotel, torniamo sul boulevard e per prima cosa guardiamo il monumento dell'amicizia tra Cambogia e Vietnam,circondato da colorate aiuole,in fondo alla piazza dall'Istituto buddista cominciano ad uscire i giovani monaci,uno dei piu' belli spettacoli d'asia,uno ha pure il solito ombrellino per non abbronzarsi,poi andiamo a visitare il Wat Botum che si affaccia proprio sul boulevard,all'interno troviamo tutti i monaci intenti a ristrutturare il tempio e malgrado il pesante lavoro sono tutti sorridenti , ci guardano divertiti e ci salutano tutti in coro hallooooo;
andiamo via dopo poco,non vogliamo disturbarli.Diamo anche un'occhiata all'Istituto buddista,dove prima erano usciti i monaci(ci vanno per studiare),ma sembra una scuola normale,sul marciapiede invece incontriamo una simpatica benzinaia,in pratica un tavolino con sopra diverse bottiglie di coca cola riempite di benzina! i benzinai come li conosciamo noi sono ancora poco diffusi,ne abbiamo visto qualcuno solo sulla statale che da Phnom Penh porta a Sem Reap.
Camminiamo sul lungofiume,piuttosto desolato malgrado la lonely dica tutt'altro e ci dirigiamo verso il palazzo reale,ci si avvicina un'autista di tuk-tuk e ci dice che tra poco chiudera' e quindi di tornare nel pomeriggio,io non gli credo penso che voglia fregarci per portarci da qualche altra parte e invece...ha ragione!Come sono diversi dagli indonesiani dico ad Ale,quindi andiamo al museo nazionale che è praticamente attaccato al royal palace,il posto è bellissimo dall'insolito color terracotta e le collezioni al suo interno favolose,ma non si possono fotografare,ci perdiamo piu' di un'ora ad ammirare l'arte dei khmer in tutta tranquillita' e con un bel freschino,dopo visitiamo il tranquillo giardino interno,al centro c'è ovviamente buddha circondato da fiori e laghetti,qui invece, si possono fare le foto.
Usciamo e assistiamo ad una scena bellissima,una mamma sta lavando il suo bambino nel prato di fronte al museo,troppo dolce.Sulla via che porta al royal palace ci sono delle bellissime ville coloniali francesi,alcune restaurate ed abitate,altre abbandonate.
Riprendiamo un tuk tuk(ad ogni tragitto ci chiedono 2 dollari)e andiamo a visitare il Wat Ounalom,che comunque non si trova molto lontano dal museo,ma fa caldissimo e preferiamo starcene comodi sul tuk tuk.Il tempio fu fondato nel 1443,ma l'attuale costruzione risale agli anni 50,è stato gravemente danneggiato dai khmer rossi,ma ora è in fase di ampliamento,come un po' tutte le pagode sparse in cambogia.Il santuario principale,dalla forma curiosa è chiuso;gironzoliamo in solitudine,non c'è nessuno,notiamo che oltre ai monaci, all'interno del monastero vive una piccola comunita',immancabile lo stupa in stile angkor.Sul retro dell'edificio principale vediamo diversi stupa dorati,dalla forma piu' classica: la guardiana,ci apre la porta di uno stupa per farci pregare buddha e ci si presenta davanti agli occhi un povero buddha adornato da lucine tipo albero di natale!la furbina,ci dice che dobbiamo fare una donazione,e cosi' sganciamo 1 dollaro direttamente in mano a buddha e ce ne andiamo,ma lei indugia troppo la dentro,secondo noi se l'è intascato lei...
Usciamo poi da un portale che da' su un vivace(e puzzolente)mercato locale,dove diamo una rapida occhiata e prendiamo un tuk tuk per andare al Wat Phnom,il tempio piu' vecchio della citta', fondato da una signora di nome Penh(da cui deriva il nome Phnom Penh) è situato su una piccola collina,il punto piu' alto di phnom penh(27 metri); i turisti pagano un dollaro metre i locali entrano gratis,il posto è bello e vivace, circondato da giardini, ci piace.Saliamo la scalinata senza sforzo vista l'esigua altezza e cominciamo a guardarci intorno assieme ad altri turisti,l'interno del santuario lo immaginavo diverso,piu' ricco di decorazioni dorate e invece è tutto affrescato,il risultato comunque è molto bello,all'uscita guardiamo uno stupa bianco e ci viene incontro una bellissima farfalla,cominciamo a scendere e visitiamo un tempietto cinese attiguo al Wat Phnom,in un forno bruciano tante banconote finte,gesto beneagurante.Incontriamo tante scimmie grasse,qui sono molto piu' docili e tranquille rispetto a Bali,mi fanno persino tenerezza,stanno tutte a terra,forse sono veramente troppo ciccione per arrampicarsi sugli alberi.
Ai piedi della collinetta ci sono le venditrici di frutta e di uccellini:si comprano gli uccelli vivi per liberarli(gesto beneagurante per i buddisti),ma loro essendo addomesticati tornano poi in gabbia;mi fanno troppa pena,ammassati come sono nelle gabbiette,ci sono varie specie:passerotti,gruccioni e rondini;ovviamente non resisto e decido di comprare 2 rondini,(pensando che forse sono piu' difficili da addomesticare rispetto alle altre specie) per un dollaro,una a me un ad Ale e via le liberiamo e le vediamo volare lontano e poi sparire, ma continuo a guardare le altre povere loro sorelline e ne compro altre 2 che tornano libere,dopo Ale mi porta via,avrei finito per comprarle tutte!c'è pure un elefante che porta i turisti sulla sommita' della collina,è stupendo ci fa un po' di pena, pero',costretto in citta'.
Poi imbocchiamo una via per andare a vedere la vicina bibioteca nazionale,un'edificio coloniale francese,a detta della lonely "un'elegante edificio" in realta' non è proprio nulla di che e sembra quasi abbandonata.Cominciamo ad avere fame e decidiamo di pranzare da Friends:il locale è carinissimo,i ragazzi gentili,si mangia benissimo e si aiutano i ragazzi sfortunati della citta', da non perdere! finalmente andiamo a visitare il palazzo reale di Phnom-Penh,non sto piu' nella pelle,qui purtroppo c'è un po' di coda da fare(e io detesto aspettare )sembra sia l'unico monumento preso d'assalto dai turisti,dopo un vialetto costeggiato da tanti buddha bianchi ecco apparirci un vero spettacolo..gli edifici eleganti dal giallo dominante spiccano sulle curate aiuole verde chiaro e verde scuro;la prima cosa che visitiamo è la sala del trono,l'interno è spoglio,i khmer rossi hanno fatto piazza pulita e non si puo' fotografare,ovviamente per entrare bisogna togliersi le scarpe.
Nelle immediate vicinanze della sala del trono vediamo(solo vedere pero', sono in una zona off-limits ai visitatori) la piattaforma dell'elefante,e il padiglione Chan Chaya,dove si svolgevano le danze classiche...è un peccato non poterlo visitare perchè ha il soffitto tutto affrescato,ma noi gli abbiamo dato un'occhiata dalla strada.Dopo visitiamo da fuori gli uffici della corona,con la casa in ferro donata al re di cambogia da Napoleone terzo,in fase di restauro,entriamo in un'anonima porticina e subito abbiamo di fronte la vera regina del complesso,la Pagoda d'argento cosi' chiamata per il pavimento costituito da piu' di 5000 piastrelle d'argento del peso di un kg l'una,dal retro osserviamo pure una scultura dell'Angkor Wat.La cinta muraria della pagoda è decorata,in tutto il suo perimetro da un bellissimo affresco del Ramayana,quasi scampato dalla furia dei khmer rossi,alcuni particolari sono molto vividi nei colori,entriamo nel posto piu' sacro di tutta la cambogia,a piedi scalzi e senza macchina fotografica...che splendore!il buddha di smeraldo(in realta' cristallo)è posto in cima ad uno stupa dorato,tutt'attorno ammiriamo altri biccoli buddha dalle pose piu' diverse, tutti d'oro,ma quello che piu' mi colpisce è un buddha in piedi alto 1,5 metri, d'oro massiccio con diamanti grossi come noci un po ovunque:negli occhi,sulle mani, sul corpo, favoloso.Qui i khmer rossi hanno fatto pochi danni se cosi' si puo' dire(è andata persa "solo" piu' della meta' della decorazione interna ),perchè volevano dimostrare al mondo che erano interessati a preservare le ricchezze culturali della Cambogia,maledetti!ce la godiamo con calma,senza fretta, di fronte all'ingresso della pagoda c'è la statua di re Norodom, e diversi stupa commemorativi finemente scolpiti come quello di re Ang Duong e quello di una figlia di re Sihanouk che ha al centro un fiore di loto dorato,tutt'attorno ci sono molti grandi vasi in pietra pieni di orchidee in fiore.Verso l'uscita diamo una rapida occhiata alle collezioni reali,piatti del re, argenteria e varie amenita'.Mi è piaciuta un sacco la visita al royal palace,ci abbiamo perso piu' di 3 ore e non siamo riusciti ad andare al museo Tuol Sleng,che ovviamente visiteremo domani.torniamo in hotel a piedi,doccia e andiamo a cenare in un ristorante sul lungo fiume:il Bopha Phnom Penh restaurant,bello e romantico(e un po' pacchiano ovviamente) con l'arredamento in legno,fontane, statue in stile Angkor e balletto di una giovane apsara;magiamo molto bene e spendiamo un po' di piu'sui 15 dollari a testa,peccato solo per gli stormi di moscerini attratti dalle luci.Poi prendiamo un tuk tuk e ,malgrado l'autista ci proponga il boom boom massage(se non avete capito, sesso a pagamento con ragazze oltretutto!)torniamo in albergo e andiamo a letto.

26-1-2010
Dopo colazione,prendiamo un tuk tuk nel "posteggio" di fronte al Pavilion,concordiamo il prezzo, 15 dollari, per andare a visitare i Killing Fields,appena fuori Phnom Penh,il tempo non è dei migliori è nuvoloso,prima di partire osserviamo un barbiere che ha il suo "salone di bellezza" sul marciapiede, sta lavorando seriamente,incurante del traffico di moto attorno a lui.Partiamo,e dopo esser usciti dalla citta' prendiamo una grande e polverosa via con molti "negozi"(bancarelle e baracche col tetto in lamiera) da un lato e un bellissimo lago dall'altro,con villaggi su palafitte e giacinti d'acqua,peccato per le fogne che scaricano direttamente dove la gente pesca e raccoglie verdure.
Dopo mezz'oretta arriviamo e con mio disappunto noto la scarsissima presenza di turisti(tutti vogliono vedere solo le cose belle,ma è importante toccare con mano quello che è successo qui)dopo aver pagato 3 dollari a testa, ci dirigiamo verso lo stupa commemorativo;per rispetto ci si deve togliere le scarpe, compriamo dell'incenso,e lo accendiamo in memoria delle vittime,lo stupa alto piu' o meno 30 metri è pieno di teschi umani ordinati in base al sesso e all'eta; scioccante,vedere cosi' tanti teschi,tutti con fratture(li ammazzavano con una botta in testa per risparmiare le pallottole) e non riusciamo a dirci una parola.
Un piccolo sentiero ci porta alle fosse comuni,dove, nel 1980 trovarono le ossa ora poste nello stupa,la cosa che mi sconvolge di piu',è vedere,sparsi un po' ovunque nel terreno i brandelli di vestiti,appartenuti a qualcuno e i frammenti di ossa,compreso un dente.Arriviamo di fronte all'albero magico dove gli innocenti venivano giustiziati qui e,grazie a degli altoparlanti posti in cima e alle cavita'dell'albero,la musica si diffondeva in tutto il campo nascondendo le urla dei poverini,cosi'i nuovi arrivati non capivano la fine che avrebbero fatto;qualche metro piu' in la', invece c'è ancora l'albero dove uccidevano i bambini,dal tronco massiccio,il metodo usato per assassinarli è agghiacciante:li prendevano per le gambe e li sbattevano fracassandogli la testa contro il tronco.
Poi,facciamo un giretto nei paraggi,per riprenderci un'attimo dalle forti emozioni ed ecco apparirci un bellissimo laghetto,coperto da giacinti d'acqua;visitiamo pure il piccolo museo,dove vediamo le foto di tre vittime riconosciute:un giornalista australiano,una attrice cambogiana e un cantante cambogiano,poverini soprattutto gli ultimi due,uccisi solo perchè erano artisti come le migliaia di professori,ballerini,monaci,benestanti,quelli che lavoravano per gli occidentali e quelli che sapevano una lingua straniera.Guardiamo anche il,toccante documentario nella saletta attigua,usciamo,è tornato il sole e per un po' non faccio altro che guardare per terra.
Riprendiamo il tuk-tuk,ritorniamo a Phnom Penh e ci facciamo lasciare all'ingresso del famigerato Tuol Sleng.Entriamo nella ex scuola diventata carcere,ci accompagna una signora sui 40 anni e ci fa vedere,nel cortile, le tombe delle ultime 14 vittime torturate dai khmer rossi e trovati dai vietnamiti quando hanno liberato Phnom Penh nel 1979,la prima zona che visitiamo è proprio dove hanno trovato le ultime vittime,in alcune aule ci sono ancora i letti in rete metallica(per dar modo al sangue di colare),dove venivano torturati i prigionieri,nelle stanze attigue ci sono centinaia di foto:dei khmer rossi, ragazzini ignoranti dal sorriso beffardo e poi di cambogiani innocenti,vietnamiti,tutti con lo stesso sguardo senza speranza,straziante,quasi tutti erano giovani...ma non finisce qui perchè quei porci li fotografafano prima e dopo la loro "cura" e vedere le foto di quei corpi torturati e senza vita è ancora peggio.
L'altra ala che visitiamo è quella delle celle,tutte le finestre sono protette dal filo spinato,per non permettere ai prigionieri di suicidarsi;da ogni aula avevano ricavato decine di celle minuscole,la permanenza era di circa 4 mesi,al buio con un pugno di riso al giorno e se sopravvivevano venivano spediti ai Killing Fields.In alcune celle vediamo le catene e le ciotole che usavano per fare i loro bisogni, nei piani alti invece vediamo una grande sala delle torture dove sono appesi i quadri di un sopravissuto che ha dipinto quello che ha visto e provato:seni strappati,falangi tagliate,immersioni forzate,sarcofagi pieni di scolopendre e scorpioni e altre atrocita';in altre sale delle foto illustrano la vita di molti khmer rossi che hanno "lavorato" a Tuol Sleng,molti ora vivono tranquillamente e come se nulla fosse nei loro villaggi,mi pervade un misto di rabbia e incredulita',ma i khmer la ragionano in modo diverso da noi e li hanno perdonati, il paradosso è che molti di loro sono al governo!
Comunque alcuni grandi capi,stanno aspettando di essere giudicati dal tribunale internazionale,ma ormai sono vecchi e probabilmente moriranno tranquilli nel loro lettuccio.
Mentre usciamo,la nostra guida racconta che si ricorda bene di quel periodo,lavoravano tutti assieme nei campi,le citta' erano state evacuate con la forza,mangiavano solo un poco di riso cotto e la gente moriva come mosche,ad un certo punto il suo sguardo si fa triste e ci dice che suo padre e suo fratello sono stati portati via da "loro"e non li hanno mai piu' visti.Usciamo col cuore pesante e con un tuk tuk raggiungiamo di nuovo Friends per un gustoso pranzo.Dopo aver finito prendiamo l'ennesimo un tuktuk per andare a fare un giro per i mercati;Sulla strada osservo la citta,ariosa e dalle case basse,molto diversa dalle piu' famose e ricche capitali asiatiche.Arriviamo allo Psar Thmei,purtroppo l'edificio è chiuso per restauro,le bancarelle quindi sono tutte attorno all'edificio e riusciamo a fotografare solo la grande cupolona in stile art déco,non ci entusiasma molto,tante cineserie e abbigliamento brutto, sembra di stare in Paolo Sarpi a Milano e dopo una breve occhiata,riprendiamo il tuk tuk e andiamo a visitare il Psar Tuol Tom Pong,chiamato anche mercato russo.Il posto è molto caratteristico e trafficato, ci sono piu' motorini che persone!l'area del mercato è molto grande, da fuori sembra un grande labirinto con i tetti ondulati; l'interno è un po' claustrofobico e...terribilmente caldo, Ale è gia' in un bagno di sudore ma ne vale la pena;non date retta alla lonely che dice che al suo interno è possibile trovare prodotti di marche occidentali trafugati dalle fabbriche...sono tutte copie false!pero' si possono fare ottimi aquisti,noi,nel nostro girovagare abbiamo comprato una maglietta per 2 dollari,pantaloncini lewis(falsi! )per 8 dollari,un buddha di legno per 10 e...un cappello vietnamita per 2 dollari da una tenera vecchina!visitiamo pure la zona degli alimenti freschi,Ale dopo 30 secondi scappa per via della puzza della salsa di pesce,io resisto un po'mi piace!a vendere ci sono solo donne,che tra una vendita e l'altra parlano tra di loro come in un'enorme salotto.Quando abbiamo finito torniamo in hotel e passiamo le ultime ore del pomeriggio a mollo nella piscina.Dopo la doccia, andiamo a farci fare un massaggio da Seeing hands massage,il famoso massaggio fatto da ciechi,paghiamo per un'ora 5 dollari,il posto mi ricorda un'ospedale con tutte le piastrelle bianche,il massaggio è energico e rinvigorente.Per cena decidiamo di andare a mangiare sushi da Origami,consigliato dalla lonely, sul Samdech Sothearos boulevard, il posto è molto bello ma troppo chic,noi poi siamo vestiti come barboni con maglietta,pantaloncini e ciabatte in paglia,la proprietaria molto snob ci accoglie guardandoci un po' perplessa e attorniata da camerieri,ordiniamo,ma non ci sentiamo a nostro agio,i camerieri stanno sempre alle nostre spalle attenti a versarmi la coca appena mi finisce,ho l'impressione che ascoltino quello che diciamo,ma è un'idiozia non parlano italiano,sono cosi' nervoso che mi rovescio addosso la salsa di soia e dico ad Ale di passarmi il tovagliolo, per pulirmi, da sotto il tavolo cosi'non mi vedono,dopo aver pagato un conto decisamente milanese,finalmente usciamo e diamo un'ultima occhiata al boulevard,domani si parte per Siem Reap,mi spiace un po' andarmene,torniamo a piedi in hotel e ci addormentiamo.

27-1-2010
Dopo la sveglia,andiamo a bordo piscina a fare colazione,salutiamo lo staff del Pavilion(ragazzi in gamba),fuori ad aspettarci c'è il ragazzo del tuk tuk che ieri ci ha accompagnati ai killing Fields,ora ci accompagna in aeroporto,partiamo e vediamo scorrere davanti Phnom Penh con intere famiglie sui motorini,case basse scrostate e i monaci in fila indiana,dopo poco tempo purtroppo arriviamo in aeroporto,comincio a sentirmi un po' strano sento freddo,ma penso sia normale,conoscendomi,con l'aria condizionata a manetta;facciamo il check-in a aspettiamo..è ora di imbarcarci e a piedi camminiamo in mezzo alla pista e saliamo sull'aereo angkorair(gemellata con la vietnamairlines)con le eliche sulle ali! ad ora l'aereo piu' piccolo che abbia mai preso,decolliamo ma non riesco a godermi il panorama,mi sento svenire e tutta la durata del volo,50 minuti,lo passo in bagno.Una volta atterrati,pero' mi sento meglio,fuori dall'aeroporto ci aspetta l'auto del Golden Banana,in poco tempo attraversiamo la sonnolenta cittadina di Siem Reap(sono le 11 di mattina e sono tutti ad Angkor)e arriviamo al Golden Banana bb la zona economica,mentre di fronte c'è il golden Banana Resort,la zona piu' cara con piscina, che comunque possono usufruirne indistintamente tutti gli ospiti del complesso,l'abbiamo scelto perche' è gestito da ragazzi gay ed è ovviamente gay friendly.Ci accolgono 4 simpatici ragazzi,parliamo un po' con davanti una tazza di the e organizzo per il pomeriggio la gita al villaggio di Kompong Phhluk,ma prima ci riposiamo in camera e mi prendo un'aspirina a scopo precauzionale.Arriva l'una e partiamo col tuk tuk....il primo tragitto su asfalto dura circa un'ora,il paesaggio non è memorabile( la cambogia è quasi tutta pianeggiante),solo campi arsi dal sole,erbe ingiallite,tutto decisamente secco,poi prendiamo una via secondaria e ci emozioniamo a vedere i villaggi,con i bambini che giocano,le galline che corrono e i maiali che poltriscono nel fango,dopo un po' ci fermiamo ad una specie di miniparcheggio per motorini,ci aspetta la seconda parte del viaggio,piu' impegnativa....ma prima dobbiamo pagare il biglietto d'ingresso che con nostra grande sorpresa ammonta a ben 35 dollari! dei ragazzi si accordano velocemente su chi deve portarci,poi due di loro accendono i loro motorini,gli montiamo dietro e partiamo!la "strada" è un solco di fango secco in mezzo a verdissime risaie,ci sono un sacco di buche e pozze,facciamo su è giu',mi fa male il sedere e piu' di una volta mi viene in mente Paperella, immagino la fatica che deve aver fatto a venire qui durante il monsone.
Finalmente arriviamo al fiume,melmoso e dall'acqua bassa,prendiamo una barcona solo per noi,attorno i ragazzi ci osservano e gli uomini gettano le reti, dopo poco si cominciano a vedere le prime palafitte,si ergono su pali alti sui 7 metri,il posto è magico,ma la gente non dispensa grandi sorrisi,sembrano quasi scocciati,ma forse sono timidi.Facciamo un bel giro attraverso i canali del villaggio,sono tutti indaffarati a fare qualcosa,ma quello che piu' ci impressiona sono le case!sicuramente,nella stagione delle piogge sara' totalmente diverso,l'acqua sara' molto piu' alta e le "casone" sembreranno,magari, delle normalissime palafitte.
Comincio a stare di nuovo male, sento freddo,ma non mi faccio scoraggiare e continuo ad osservare,attraversiamo la foresta alluvionale costituita da strani alberi che vivono con "i piedi" in acqua,pur non essendo mangrovie...un po' spettrale;arriviamo fino al Tonlè Sap,un'immensa distesa d'acqua marrone e poi torniamo indietro,per visitare a piedi il villaggio.Ma io sto terribilmente male,arriviamo al molo e devo assolutamente andare in bagno,una signora simpatica mi fa andare in quello di casa sua,un'impresa salire le scale in legno per arrivarci,mi sento debole,attraverso le varie camere della casa, e mi fiondo in bagno,una capannetta costruita all'esterno dell'abitazione sempre a 7 metri d'altezza con la turca che scarica direttamente nel fiume.Torno da Ale che comincia ad essere preoccupato come la proprietaria della casa che ha radunato delle sue amiche,che tenere,mi vogliono regalare delle pastiglie ma hanno le istruzioni in khmer e desistiamo;non possiamo piu' continuare nelle visite,dobbiamo tornare indietro, comincio a sentire i suoni ovattati,prendiamo la barca e arriviamo all'inizio del fiume dove i ragazzi con i motorini ci stanno aspettando,ma la nostra guida è preoccupata,mi consiglia di riposarmi un po' sulla barca prima di partire,ma non ci riesco è troppo scomodo dormire su una sedia di plastica,intanto sto sempre peggio,stasera dovremmo vedere Leandro per cena,ma con mi grande rammarico gli mandiamo un sms dicendogli che non ci saremo.Montiamo sui motorini e Ale è sempre piu'preoccupato,ha paura che io cada,ma mi aggrappo con tutte le forze al ragazzo che lo guida come un'opossum.La strada mi sembra ancora piu' dissestata e interminabile,quando arriviamo al parcheggio,dove ci aspetta il tuk-tuk, un nugolo di persone mi chiede come sto,mi vogliono fare bere,sono dispiaciuti di quello che mi sta succedendo,li ringrazio per le attenzioni e partiamo,mi addormento immediatamente e mi sveglio fuori dalla clinica privata, subito il medico mi misura la febbre(39,5) e mi fa qualche domanda generale,mi dice che è meglio che mi fermi per la notte,ho un'infezione intestinale!porca miseriaaaaa ci costera' 340 dollari!
Pazienza,ci fanno accomodare nella nostra camera,molto pulita e con ogni comfort:aria condizionata,tv,bagno privato,cominciano a farmi i prelievi e io impazzisco,come sempre non riescono a trovarmi le vene e mi massacrano,poi io ho il terrore delle siringhe e,ad ogni puntura devo stringere la mano ad Ale, poi mi mettono una flebo...nel corso della notte me ne faranno 4 di soluzione salina e 3 di antibiotico.Nel cuore della notte, dopo esser andato in bagno, svengo e cado a peracotta sul pavimento,mi risveglio nel letto con i medici che mi danno piccoli buffetti e Ale che piange,si è davvero spaventato, purtroppo non si "riprendera'" piu',rimarra' per tutta la vacanza con l'ansia e il terrore che possa accadere ancora. Per 3 o 4 volte nel corso della notte,l'autista di tuk tuk viene a vedere come sto,sono eccezionali i cambogiani!

28-1-2010
E' mattina,mi sveglio e non ho piu' la febbre,mi sento meglio e vengo dimesso,ovviamente devo prendere sempre antibiotici(per una settimana)ma sono contento,torniamo in albergo,dove i ragazzi del Golden ci chiedono preoccupati se ora sto bene,ho ancora la nausea e la diarrea,pero' sto molto meglio!il pomeriggio lo passiamo tranquilli sulle sdraio della piscina dove facciamo amicizia con la cagnolina ruffiana del Golden Banana,poi,andiamo a visitare Artisans d'Angkor, una grande scuola artigianale dove insegnano ai ragazzi a scolpire,dipingere secondo gli antichi metodi khmer,ovviamente ci scappano pure gli aquisti,i prodotti sono molto belli e di qualita' anche se un po' cari,per un quadretto delle apsara in legno e legno dorato e una scultura d'elefante in pietra ho speso 80 dollari,c'è da dire pero' che non ho piu' trovato delle cose cosi' belle in giro.Poi andiamo in farmacia a comprare i fermenti lattici e il termometro e spendiamo ben 18 dollari,una bella cifra per i cambogiani, pensiamo, torniamo in albergo e ceniamo nel ristorante del Golden Banana: per me riso al vapore,che odio,e pollo alla griglia con pane bianco e... senza coca cola!decidiamo di stare un giorno in piu' per compensare il giorno perso,non ci importa della prenotazione aerea,in fondo siamo in Cambogia principalmente per Angkor!poi per organizzare il transfer c'è tempo;subito dopo andiamo a nanna domani cominceremo a visitare Angkor e non sto piu' nella pelle.

Le meraviglie di Angkor e il mare di Sihanoukville saranno il tema della seconda parte del resoconto, sempre su Ci Sono Stato naturalmente!

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