Bulgaria, un viaggio lungo 20 anni

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Bulgaria, un viaggio lungo 20 anni

Ho messo piede per la prima volta in Bulgaria nel settembre 1988, un anno prima della caduta del muro. Ho trovato un Paese triste, povero, grigio, imbalsamato e immobilizzato dalla paura nei confronti di un regime dittatoriale che lo opprimeva. Da allora molto è cambiato ed ho avuto la grande fortuna di vivere questo cambiamento passo dopo passo. In oltre 20 anni, ritagliando parecchio tempo dai miei impegni di lavoro, sono riuscito a girarlo davvero tutto.
Questo diario di viaggio sarà un po’ anomalo: lascerò molto più spazio alle notizie utili, quelle che tutto sommato interessano di più il viaggiatore, integrandole poi da un itinerario consigliato che ovviamente io non ho mai compiuto in quei termini. Tuttavia ho visitato queste e altre località anche molte volte, in momenti e stagioni diverse. Servirà solo a dare una idea di cosa è meglio vedere. Per le descrizioni storico/artistiche dettagliate vi rimando alle numerose guide, qui ci sono solo le mie impressioni personali, che devo per forza ridurre per motivi di spazio!

COSA È CAMBIATO IN QUESTI 20 ANNI
Il muro è caduto nel 1989 ma le cose non sono cambiate subito: anzi, nei primi anni sono andate peggiorando. Fino almeno al 1994 sono stati anni bui. L’ex Unione Sovietica, da sempre primo partner commerciale della Bulgaria, ha abbandonato i Paesi satelliti al proprio destino, facendole mancare per esempio le forniture energetiche a costo quasi zero, come succedeva prima. Il Paese è precipitato nel caos e nell’anarchia, la classe dirigente comunista è stata sostituita spesso da persone incapaci che avevano il solo “pregio” di dichiararsi anticomunisti e i Bulgari hanno vissuto momenti terribili, per certi aspetti anche peggiori del periodo comunista. Non si trovava la benzina, talvolta neppure al mercato nero, non c’era carburante neppure per riscaldare gli hotel, la gente non aveva soldi per comprarsi neppure da mangiare, si vedevano anziani frugare tra le immondizie, la criminalità era a livelli inimmaginabili (per molto tempo è stato sconsigliato persino di viaggiare di notte per le strade extraurbane). Poi, a partire dal 1995 le cose sono cominciate a migliorare: il potere centrale ha ripreso vigore, le forze dell’ordine sono riapparse per le strade per reprimere il crimine, non i cittadini, come prima del 1989, e la Bulgaria ha intrapreso lentamente il cammino verso la modernizzazione. Ora è un Paese con infrastrutture che stanno rapidamente migliorando, anche se, soprattutto in provincia, il divario con il resto d’Europa resta abbastanza ampio.
Ma proprio adesso è il momento migliore per visitare il Paese, visto che i flussi turistici sono ancora abbastanza limitati. Non sarà così per molto perché la Bulgaria offre molti spunti per un piacevole viaggio!

MONETA E LINGUA
La moneta è il Lev (plurale leva) divisa in 100 stotinki. Un Euro è equivalente a 1,95 Leva (cambio fisso), dunque i prezzi in leva equivalgono a quasi la metà in Euro (195 leva = 100 Euro): è facile!
Non cambiate se possibile in aereoporto, il cambio è ancora più “assassino” della media degli aereoporti! Lì è 1,65 leva, un vero furto legalizzato. In giro per il Paese cambiate nelle Banche che hanno un orario simile al nostro. Inutile dire che vanno accuratamente evitati i cambi proposti per strada, sono tutti truffatori!
La carta di credito è accettata in tutti i maggiori distributori di benzina e negli hotel più grandi e lussuosi. Dotatevi comunque di denaro contante perché i piccoli alberghetti e i ristorantini non le accettano.
Contrariamente a quello che alcuni pensano (ho letto infatti l’informazione sbagliata anche in uno dei diari qui pubblicati!) in Bulgaria si parla il Bulgaro, non il Russo! E’ una lingua slava, dunque ha qualche somiglianza con il russo, ma ha comunque regole e strutture tutte sue. In generale è più semplice del Russo, ma comunque una lingua ostica per noi Italiani. Il sottoscritto l’ha imparata e devo dire che allo straniero che conosce il Bulgaro si aprono una infinità di porte. I Bulgari sanno che sono pochi coloro che imparano la loro lingua e dunque apprezzeranno molto se vi sforzate a dire qualche parola. Se dunque imparate qualche termine usatelo, sarete ripagati da ampi sorrisi.
Non è difficile leggere lo stampatello maiuscolo cirillico (il corsivo è ben più complicato), basta un po’ di concentrazione. Comunque non c’è da preoccuparsi per le indicazioni stradali, ormai sono trascritti con i nostri caratteri praticamente dappertutto, solo alcuni villaggi dell’interno non hanno le traduzioni.
Un grande vantaggio del Bulgaro è che, come l’Italiano, si pronuncia come si legge, dunque il peggio che vi può capitare, una volta imparate alcune trascrizioni grafiche, è solo sbagliare l’accento (un esempio di trascrizione grafica “diversa”: Chirpan si legge Cirpàn perché loro trascrivono la c di ciao con il ch. Se si leggesse Chirpan, con la Ch di chiesa, loro trascriverebbero così: Kirpan).
Una vera e propria guida di viaggio che fa venire voglia di conoscere una terra capace di rivelare tante piacevoli sorpreseSe non siete ben organizzati, evitate l’inverno, perché la neve è abbondante e non sempre sono pronti a pulire le strade principali: le secondarie, invece, a volte non vengono pulite per niente: la neve arriva a novembre e se ne va a marzo!
La Bulgaria ha un clima continentale, quindi freddissimo di inverno e caldissimo d’estate. Ne consegue che la stagione migliore per visitarla è l’autunno e la primavera. Temperature di -20°C, soprattutto all’interno, sono frequenti d’inverno.
Se visitate il paese a marzo, vedrete dappertutto le martinitze, piccole bamboline o semplici legacci bianchi e rossi, da legare al polso o agli alberi in fiore o esposte all’esterno delle case, che sono il simbolo della rinascita primaverile. Sono un vero tormentone, come la marmellata di rose!
Il mese che consiglio io: giugno, con la valle delle rose in fiore e pervasa dal forte profumo dei fiori. Il primo week end di giugno, a Kazanlak, c’è il festival delle rose: molto turistico ma da spunti per belle foto. Nel corso del mese, poi, vaste zone del Paese sono dei veri tappeti gialli, a causa dei fiori della colza (a luglio invece si vedono sterminati campi di girasole, molto fotogenici). Per gli amanti dei boschi, i colori di fine settembre/ ottobre sono strepitosi.
Ho immaginato un itinerario di 11/12giorni. Evito di dare indicazioni “tecniche” che potete trovare in qualsiasi guida, mi limito invece a dare consigli su cosa non va assolutamente perso, ovviamente a mio parere!

1° GIORNO: SOFIA
La capitale non è certamente la mia città preferita. Purchè moderna e piena di bei locali, la Bulgaria che piace al visitatore non è certo rappresentata da Sofia. Riservate comunque un giorno intero per Sofia, non dimenticando di visitare Aleksander Nevski e la chiesetta di Sveti Georghi, strangolata dal traffico e dalle strade: è il più antico edificio di Sofia.
Per gli amanti della vita notturna: Sofia non ha nulla da invidiare alle altre capitali europee!

2° GIORNO: SOFIA - RILA - MELNIK
Da Sofia guidate verso sud, fino ad arrivare, dopo circa 2 ore e mezza, allo straordinario monastero di Rila. A mio parere Rila è il più bel monastero ortodosso esistente: ho avuto la fortuna di vedere i principali monasteri serbi e greci (monte Athos incluso), ma devo dire che nulla equivale in bellezza Rila, sommando la bellezza del monastero alla splendida posizione. Riservate a questo monastero una visita con calma, includendo il piccolo museo dove è conservato uno straordinario crocefisso con intagliati dei personaggi grandi a volte non più di un chicco di riso… Un capolavoro!
Sulla via del ritorno, consigliata una breve sosta con un facile trekking verso le formazioni rocciose di Stobi, pinnacoli erosi dal vento e dalle intemperie che si ergono su una verde vallata, con un colpo d’occhio davvero notevole.
La giornata si conclude con lo spostamento a Melnik, vicino al confine con la Grecia. Lungo la strada si notano altre piramidi di arenaria che ricordano le colonne di Stobi.

3° GIORNO: MELNIK - SIROKA LAKA - PLOVDIV
Dopo una visita al villaggio di Melnik, con le sue case caratteristiche, trasferimento verso Plovdiv passando da Gotse Delchev e Siroka Laka, con le sue costruzioni caratteristiche dove è consigliata una sosta. Il percorso è a tratti molto suggestivo e passa attraverso boschi bellissimi e riposanti, ma attenzione al fondo stradale che potrebbe non essere in buone condizioni.

4° GIORNO: PLOVDIV
La città merita come minimo questa giornata e, potendo, aggiungetene pure un’altra! E’ forse la città più interessante della Bulgaria. Ha una storia intensa e burrascosa, dove sono passati Greci, Romani, Filippo il Macedone, da sempre importante crocevia dei traffici tra Oriente e Occidente. Notevolissimo il centro storico con le case dalla tipica archittettura rinascimentale bulgara e l’anfiteatro romano.
In ulitza Suborna, andate a vedere la Apteka Ipokrat, una farmacia del XIX secolo che è ancora come erano allora le farmacie anche da noi, con gli scaffali in legno e i barattoli in ceramica che contengono i medicinali. Ora è un museo, ma si possono comprare ancora medicine!
Infine da non perdere il museo archeologico dove è custodito il tesoro di Panagyurishte: nove pezzi strardinariamente lavorati, in oro e argento, per oltre 6 kili di peso. Davvero dei pezzi da non perdere!

5° GIORNO: PLOVDIV - BACKOVO - KOPRIVISHTIZA - KAZANLAK
Da Plovdiv, il secondo più bel monastero di Bulgaria, Backovo, dista solo una quarantina di kilometri. Piacevolissima la strada per arrivarci, che costeggia il fiume. Consigliata una sosta anche alla fortezza di Assen, lungo la via, che dominava la valle sottostante.
Da lì ci si sposta verso nord per visitare il bellissimo villaggio tipico di Koprivishtiza, un vero e proprio museo all’aperto. Purtroppo l’arrivo dei turisti ne ha un po’ stravolto l’essenza. A me piace ricordarlo come era negli anni 90, magari meno bello perché non restaurato, però più genuino, con i vecchi contadini che rientravano al villaggio sui carri trainati dai muli alla sera. Comunque non disperate, queste scene di vita si riescono ancora a vedere, magari non molto qui, ma molto di più nei villaggi più sperduti. Ma per quanto ancora? Affrettatevi!
Da qui trasferimento a Kazanlak

6° GIORNO: TOMBE DI KAZANLAK E VELIKO TARNOVO
Mattinata da dedicare alla visita delle notevolissime tombe tracie di Kazanlak. Siamo in quella che è definita la valle dei re traci. Nella zona intorno alla città sono state scoperte e aperte al pubblico parecchie sepolture risalenti al periodo dei traci, soprattutto a nord. La tomba più bella resta comunque quella che si trova a nord del centro città, della quale è ora visitabile una copia identica costruita a fianco, proprio per evitare che luce e calore danneggi i delicati affreschi. Accontentatevi comunque anche della copia!
Kazanlak è la capitale della valle delle rose e della produzione dell’olio essenziale di rose: occorrono circa 4000 kg di petali di rose per un litro di olio essenziale. Considerando il peso di un petalo, vi lascio immaginare. Se visitate il Paese a maggio e giugno, vedrete lungo la strada campi di rose davvero notevoli!
Da Kazanlak trasferimento a Veliko Tarnovo con la visita alla rocca di Tsarevetz e al bellissimo villaggio di Arbanasi, dove potete anche dormire, tralasciando i rumorosi alberghi della città. Ad Arbanasi non perdete la meravigliosa chiesa della Natività: da fuori non ispira di certo, ma dentro è tutt’altra cosa, ricoperta di straordinari affreschi. Fuori stagione occorre telefonare per visitare questo e altri luoghi ad Arbanasi: spesso gli incaricati non parlano l’Inglese, ma non perdetevi d’animo: trascrivetevi il luogo che volete visitare in bulgaro e imparate i pochi numeri che indicano l’ora: vedrete che vi capirete!
Nei dintorni ci sono parecchi monasteri, il mio preferito è il Preobrazhenski, piccolo ma suggestivo.

7° GIORNO: DA VELIKO TARNOVO A PLISKA - MADARA -VARNA
Oggi si arriva al mare, passando dalla vecchia capitale bulgara, Pliska, fondata nel sesto secolo, dalle estese rovine. Purtroppo non è rimasto molto di significativo, ma una visita è comunque da consigliare, è sempre la vecchia capitale bulgara.
Di maggiore impatto visivo è certamente il cavaliere di Madara, poco distante, entrato nel 1979 nella lista dei Patrimoni mondiali dell’Umanità. E il solo esempio di figura in rilievo scolpita nella roccia in Europa, almeno di queste dimensioni.
Terminiamo la giornata a Varna, importantissimo centro sul mar Nero, già porto Romano (da non perdere la visita alle terme) ora anche centro turistico e balneare.

8° GIORNO: VARNA - BOURGAS - TROYAN
Giornata dedicata al trasferimento, passando però per la visita al piccolo centro di Nasebar, a nord di Bourgas, che nel XVII secolo ospitava più di 40 chiese costruite nei 1000 anni precenti , alcune ancora intatte. Purtroppo in estate l’atmosfera è un po’ rovinata dalla vicinanza con Slantchev Brjiag, la spiaggia dorata, una città moderna con mega hotel sulla spiaggia, dei veri mostri (la Las Vegas della Bulgaria!). Ma non si può certo per questo saltare una così piacevole cittadina ricca di storia.
A Bourgas si riprende la strada verso Sofia, via Sliven Kazanlak, per arrivare, oltrepassando la catena montuosa Stara Planina, a Troyan, sede dell’omonimo monastero.

9° GIORNO: TROYAN - BELOGRADCIK
Dopo la visita al monastero, scendere per la strada che va verso nord e, via Vratza, si arriva a Belogradcik, una cittadina incastonata tra i monti dove svettano delle rocce modellate in strane forme dal vento e dalle intemperie tra i boschi di conifere.
Raccomando di arrivare nel pomeriggio, perché la rocca che domina la cittadina, circondata da queste strane formazioni, ha una migliore angolazione di illuminazione proprio nel pomeriggio.

10° GIORNO: BELOGRADCIK - MAGURA - VIDIN - VRATZA
Da Belogadcik ci sono solo 25 kilometri alla grotta di Magura, una interessante cavità carsica composta da una galleria principale di oltre 2 kilometri. Non ha la bellezza delle nostre grotte carsiche, ma è estremamente interessante per il fatto che in più grotte ci sono dipinti eseguiti con escrementi di pipistrelli, databili anche a oltre 8.000 anni fa!
Calcolare quasi tre ore per la visita guidata e trasferimenti.
Da Magura trasferimento a Vidin, all’estremo nord della Bulgaria, per la visita alla fortezza Baba Vida, la fortezza medioevale meglio conservata della Bulgaria. Si trova nella parte settentrionale della città, lungo il Danubio, che separa il Paese dalla Romania.
Infine ritorno verso Vratza.

11° GIORNO: VRATZA - SOFIA
Tra tutti i musei che uno può scegliere di visitare o meno in Bulgaria, quello storico di Vratza va caldamente raccomandato. E’ un museo piccolo, ma ha alcuni pezzi davvero straordinari. Tra tutti spicca il tesoro di Rogozen! Scoperto per caso da un contadino nel 1985, si compone di oltre 100 pezzi in argento e oro finimente cesellati e risalenti circa al quarto secolo prima di Cristo. Sono principalmente anforette e ciotole e costituiscono da sole i due terzi dei manufatti in argento di questo genere conosciuti del periodo dei Traci! Da qui l’importanza del tesoro che è comunque bellissimo da vedere. Tra l’altro è esposto molto bene, in una stanza buia e termocondizionata, che viene aperta solo quando il visitatore arriva alla sala. L’illuminazione proviene solo dalle teche e, udite, udite è consentito fotografarle pagando 5 leva, circa due euro e mezzo. Non so quanto durerà ancora questa stranezza, visto che in tutti i musei del mondo tesori del genere non si possono fotografare per questioni di sicurezza (e per vendere più cartoline!) ma a luglio 2010 era ancora consentito! Altro pezzo notevole, conservato in una teca, il più vecchio scheletro ritrovato in Bulgaria: si tratta di una giovane donna, sepolta, intorno al 5.800 a.C. e ritrovata nel 2004 vicino alla città, in uno stato di conservazione eccellente. Infine alcuni pezzi in oro, ritrovati in una tomba del IV secolo avanti cristo, anche essi ottimamente conservati.
Rientro a Sofia.

NOTE FINALI
Nel corso del vostro viaggio noterete molti insediamenti o villaggi davvero miseri, senza sistema fognario. Sono spesso abitati da zingari, che sono in numero elevato in Bulgaria. Di solito occupano i gradini più bassi della scala sociale, capiterà di vedere le donne addette alle pulizie delle strade o ai lavori peggio pagati: non sono comunque dediti al nomadismo, ma abitano ampie zone della Bulgaria. Molto numerosa anche la minoranza turca.
Generalmente la gente è ben disposta e si lascia volentieri fotografare, soprattutto nel caso di vecchi e bambini. E’ buona norma però chiedere prima di scattare. Gli zingari e le persone di religione musulmana non amano invece essere ritratti.
Infine la Bulgaria è la meta ideale anche per gli appassionati di birdwatching: le zone migliori sono le paludi a sud di Bourgas, ma in tutto il Paese c’è abbondante avifauna. Anche i più distratti non potranno non notare i numerosi nidi di cicogna lungo le strade.
Spero di incontravi in uno dei miei prossimi viaggi in Bulgaria!Esistono tante varietà di alloggio e devo dire che in questi ultimi 20 anni la Bulgaria ha fatto passi da gigante nella recettività turistica. Subito dopo la caduta del muro era praticamente d’obbligo andare nei grossi alberghi costosissimi e con un rapporto qualità prezzo davvero basso.
A Sofia e Plovdiv c’erano e ci sono alcuni alberghi di catene straniere lussuosissimi, con standard e prezzi adeguati.
In generale ora ci si può fidare di piccole pensioncine private (inavvicinabili un paio di decenni fa per lo standard miserevole!), che offrono sistemazioni decorose, a volte anche quasi lussuose, a prezzi decisamente bassi. Do di seguito il nome di alcuni alberghi che consiglio io, dove di solito mi fermo a pernottare (prezzi aggiornati al 2010).
SOFIA: hotel Rai www.rai90.com Gli hotel sono due, ma andate al Rai, non al RAI 90, più vecchio.
E’ vicino all’aereoporto, in una strada tranquilla e c’è anche un ristorante molto buono, dove si mangia con meno di 10 Euro. Tel. 02 - 9711435 di solito chi risponde parla inglese. Prezzi: 50 Euro la singola 60 la doppia, con colazione. Se potete pagate in contanti, perché con carta applicano un sovraprezzo del 3%.
SLIVEN: Hotel National Palace. www.nationalpalace.bg Un vero e proprio hotel di lusso a prezzi popolari! Costo circa 35 Euro la singola e 45 Euro la doppia, con una ricca colazione. Buono anche il ristorante, a prezzi un po’ più alti per lo standard bulgaro ma sempre modici per noi (circa 10-12 Euro).
BELOGRADCIK: Hotel Skalite, in centro, singola 40 Euro, doppia 50, con colazione. Dotato di Internet, Jacuzzi, sauna e comodità varie comprese nel prezzo, incluse alcune bibite nel minibar: è l’unico hotel che ho trovato in vita mia che ha il minibar incluso nel prezzo! In alternativa ci sono parecchie guesthouses al prezzo di circa 25/30 Euro per una doppia.
PLOVDIV/BACKOVO HOTEL Backovo, all’ingresso del Paese, 500 mt. dal Monastero. Tel. 887 515580. Piccolo hotel a conduzione familiare, circa 25/30 Euro (trattabili) per una doppia con colazione.
VELIKO TARNOVO / ARBANASI Hotel Prestige, Arbanasi. 40 Euro per la doppia. Piccolo hotel in una casa del 600 restaurata, molto suggestivo. Tel 0887 245880.
TROYAN Hotel Horeshak Tel. 0695 22109. Piccolo hotel a conduzione familiare, 30 Euro la doppia.I Bulgari sono molto simili a noi, culturalmente: amano mangiare e divertirsi, sono piuttosto chiassosi (cosa che non sempre è un pregio!) e sono molto espansivi. E’ facile entrare in confidenza con loro, l’importante è riuscire a comunicare!
Dunque anche la cucina spesso ricalca i nostri gusti, con alcune eccezioni. Devo ancora trovare un italiano, infatti, che apprezzi il “tarator” una minestra fredda di yoghurt diluito con dentro cetrioli e aglio! Altri piatti hanno gusti un po’ particolari, perché viene usata una spezia, chiamata “ciùpriza” (in realta un mix di spezie) che non sempre viene apprezzata.
Al di là di queste eccezioni devo dire che non avrete comunque difficoltà a trovare piatti di vostro gusto. Onnipresente la “Shopska salata”, praticamente l’equivalente bulgaro della insalata greca: pomodori, cetrioli, cipolla e sopra grattuggiato il “sìrene” un formaggio caprino praticamente identico al feta greca (ma guai a dire loro che è identico, si offenderebbero! Ovviamente il sìrene è molto meglio, non dimenticatelo!). Alcune varianti prevedono nella Shopska anche peperoni e olive.
Tra i piatti che di solito riscontrano i gusti degli Italiani il sìrene po shopsko, formaggio caprino cucinato con pomodori e altre verdure nel coccio, al forno, la kebapcheta, una specie di salsiccia, oppure il Kifteta, un hamburger che spesso viene infarcito con la ciùpriza.
In generale il sìrene è un formaggio molto usato: lo troverete anche nella Banitsa, una torta salata con pasta sfoglia e appunto sirene al suo interno. Molto spesso però è abbastanza unta, è raro trovarla davvero buona come la si fa in casa. Esiste solo un altro tipo di formaggio, simile come gusto ad un normale Edammer, dal nome facile da imparare: Cach-caval (con la seconda c dolce di ciao).
Fortissima l’influenza dei vicini turchi e greci nella loro cucina. Non va dimenticato che hanno avuto i Turchi in casa per 6 secoli, per poi essere liberati dai Russi.
I Bulgari hanno delle abitudini a tavola un po’ rovesciate rispetto alle nostre.Si comincia con un aperitivo superalcolico, ovvero una grappa (rakia) o una vodka. Un vero mattone da ingurgitare a stomaco vuoto! Poi si passa all’insalata e quindi alla portata principale. Ovviamente non siete obbligati a fare lo stesso (soprattutto per quel che riguarda l’aperitivo!).
I vini sono spesso di alta qualità. Questo lo posso garantire, visto che io lavoro proprio nel settore.
I vini rossi sono in genere migliori dei bianchi e non c’è da stupirsi, visto il clima. Ce ne sono molti da consigliare, ma diciamo che tra quelli più diffusi, posso consigliare il cabernet riserva prodotto dalla cantina Domaine Boyar, oppure il Mavrud (vitigno tipico) di Assenovgrad oppure i rossi prodotti dalla cantina di Katerzyna o dalla Vinex Slavyantzi. Ma l’elenco potrebbe essere molto più lungo! Tra i bianchi hanno un buon standard le selezioni di Vinex Preslav.
Infine raccomando lo yoghurt: il lactobacillus bulgaricus testimonia senza ombra di dubbio che è una loro invenzione. Evitate gli yoghurt industriali alla frutta che sono anche peggio dei nostri e concentratevi in quello naturale che viene spesso servito nei banchi delle colazioni. Molto spesso arriva direttamente dal contadino che lo produce, e puzza un po’ di stalla! Passate sopra all’odore (garanzia di genuinità) e sentite il vero sapore dello yoghurt! Per chi non ce la fa, consiglio di aggiungere un po’ di zucchero e della frutta fresca.
Prezzi: salvo alcuni ristoranti raffinati a Sofia o altre grandi città, i prezzi dei ristoranti sono ancora bassissimi. Lungo le strade vi capiterà di mangiare in trattorie con conti che vanno dai 5 ai 7-8 Euro a testa, con punte di 10. Non sempre però la qualità del cibo è elevata, insalate escluse che sono sempre freschissime.
Ristoranti un po’ più frequentati in città offrono in genere garanzie maggiori in cambio di 3-4 Euro in più.
Se visitate il Paese d’estate, non mancate di fermarvi nei chioschetti che vendono frutta lungo le strade. La Bulgaria, assieme all’Ucraina, era considerata il granaio dell’Unione Sovietica, e ancora l’agricoltura è una voce importantissima dell’economia. La frutta venduta per le strade è prodotta direttamente da chi la vende ed è fantastica. Ciliegie e fragole a giugno, pesche e albicocche a luglio e agosto, uva e fichi a settembre… prelibatezze vendute ad un terzo dei prezzi italiani!Per visitare il Paese nel modo migliore è bene essere automuniti. I treni sono pochi e non raggiungono tutte le destinazioni importanti, gli autobus, anche se economici, sono lenti e poco affidabili. Si può arrivare direttamente in auto, passando dalla Serbia, oppure, soprattutto per coloro che provengono dal sud Italia, traghettando dalla Grecia ed entrando dalla frontiera sud. Alla frontiera non ci sono più grandi formalità: sono lontani i tempi in cui Beppe Grillo, cercando di descrivere una persona accigliata e prepotente, la paragonava ad una guardia di frontiera bulgara! Ora anche le guardie di frontiera sono sorridenti e ben disposte e tra loro ci sono molte ragazze giovani e carine! Per entrare nel Paese basta la carta di identità, dato che ora la Bulgaria fa parte dell’Unione Europea.
Per chi arriva in aereo, ricordo che ci sono due terminal a Sofia. Al terminal 1 (il vecchio aereoporto) arrivano e partono voli interni e low cost, al terminal 2, nuovo di zecca e moderno, arrivano gli altri voli internazionali. I servizi sono tutti al terminal 2, inclusi gli uffici rent a car, ma se prenotate in anticipo ed avvisate la società di noleggio, vi porteranno l’auto anche al terminal 1.
Ci sono tutte le maggiori compagnie di noleggio: personalmente io uso spesso Sixt e Budget che praticano tariffe molto interessanti, circa 40 Euro al giorno, assicurazioni incluse, per una piccola auto. Se dovete raggiungere il centro di Sofia in taxi, andate al banco degli autonoleggi: lì ci sono le due compagnie di taxi convenzionate con l’aereoporto, che vi praticheranno le tariffe corrette, circa 10-12 leva (6 euro circa) per il centro. Evitate le persone che vi avvicinano chiedendovi se volete i taxi, sono i soliti abusivi che vi chiederanno il doppio o anche più della tariffa. Il fenomeno sta quasi scomparendo, ma questi personaggi sono ancora attivi, soprattutto in centro città! Per evitare sorprese chiedete sempre prima di salire il costo della corsa, a meno che non vi rivolgiate appunto alle compagnie autorizzate o al servizio di radiotaxi: se il tassista fa finta di non capire lasciate perdere.
Esigete l’uso del tassametro, in Bulgaria è obbligatorio. Farsi chiamare il taxi dall’hotel dove pernottate è un ottimo sistema per evitare fregature.
Sia la benzina che il diesel sono cari, attualmente i prezzi sono equivalenti a quelli che ci sono qui in Italia (a fronte di uno stipendio medio di 4-500 Euro al mese!), mentre i taxi - autorizzati! - sono economici.
Guidate sempre con molta attenzione, perché le condizioni delle strade sono spesso pessime. La manutenzione lascia a desiderare e, soprattutto nelle strade secondarie, a volte ci sono delle buche che sono delle vere e proprie voragini! Non posso indicare quali, perché le condizioni cambiano rapidamente, conviene informarsi magari negli alberghi, nel caso si intenda percorrere strade interne: a volte si è costretti a percorrerle anche a 30 all’ora!
Attenzione ai radar e ai controlli della polizia, sono molto frequenti. Se nel bel mezzo del nulla vedete un cartello con il limite dei 50 all’ora, rispettatelo, probabilmente più avanti c’è una pattuglia della polizia con il radar. E’ un’ottima tecnica quella di individuare un’auto che procede più o meno alla velocità voluta e seguirla a distanza, in caso di eccesso di velocità fermeranno lui! Come da noi, si usa lampeggiare (anche se ufficilamente è proibito) per segnalare la presenza di una pattuglia.

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