Una settimana a Vienna

in viaggio con Antonio_De_Notaris in Austria

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Una settimana a Vienna

Itinerario

19 - 25 giugno 2005
Ho trascorso una settimana di ferie nella capitale austriaca, ospite del mio amico di gioventù Massimo, che qui risiede e lavora ed approfitto quindi della sua amabile disponibilità per rivisitarmi la mia città preferita: si tratta di un tuffo nel passato, visto che ritorno qui per la terza volta e dopo circa 12 anni dall’ultima.
Sono giunto la mattina, dopo un viaggio di notte in treno: con le offerte TRENITALIA ho viaggiato nelle cuccette ad un prezzo irrisorio e con una ricca colazione mattutina.
Sono un po’ stanco ma, dopo aver raggiunto casa di Massimo, fatto una rapida doccia e un riposino di qualche oretta, mi fiondo al centro per iniziare la visita della città: inizio dal centro di Vienna, ovvero la P.za di Santo Stefano (Stephanplatz) dove svetta alto il Duomo omonimo (Stephansdom) col suo tetto a piastrelle policrome, le sue torri laterali e il suo interno gotico: questo anno la città è tutto un cantiere poiché si appresta a celebrare i 50 anni di Repubblica.
Dalla piazza percorro la Karntner Strasse, la via principale, ricca di negozi di vario genere e affollata di turisti e viennesi: ai suoi lati stradine dagli scorci particolari e la Piazza del Mercato Nuovo (Neuer Markt) con la scenografica Fontana di Providentia o di Donner (dal nome del suo costruttore) e i sontuosi alberghi e palazzi.
Alla fine della lunga strada trovo l’Opera di Stato (Staatoper), fra i più famosi teatri lirici del mondo, affacciato su un enorme viale detto Ring dove, percorrendolo, trovo una serie di bellissimi palazzi decorati in vari stili e la Statua di Goethe, posta all’ingresso del Giardino del Castello (Burggarten): in quest’ampio spazio verde trovano sede alcune statue di uomini celebri (fra cui quella di Mozart) e l’ingresso al Nuovo Castello (Neue Hofburg).
Sono ora nel quartiere dei Musei dove, in un ampio spazio circondato dal verde, troneggia la Statua dell’Imperatrice Maria Teresa e si aprono le facciate gemelle d’ingresso al Museo di Storia Naturale (Naturhistorisches Museum) e al Museo di Storia dell’Arte (Kunsthistorisches Museum).
Attraverso la strada per recarmi dalla parte opposta, in modo da accedere alla Piazza degli Eroi (HeldenPlatz) tramite la Porta del Palazzo (Burgtor) ed entrare nel vasto spiazzo dove si erge il Palazzo Imperiale (Hofburg), vasta dimora degli imperatori austriaci: una fila di tipici fiaker sosta davanti l’ingresso e i turisti sprecano foto per immortalare la Statua del Principe Eugenio di Savoia (posta davanti l’ingresso) o quella dell’Arciduca Carlo con il suo particolare sfondo di torri.
Per collegare le varie ali del Palazzo è stato nei secoli creato un passaggio che immette nel Cortile degli Svizzeri, ricco di statue e portali decorativi ( come quello d’accesso alle Scuderie di corte), per finire poi nella Piazza di San Michele (Michaelerplatz) passando sotto il Portale degli Svizzeri e la maestosa cupola che lo contraddistingue.
Sulla piazza c’è la bianca facciata della Chiesa di San Michele (Michaelerkirke) e, un po’ più avanti, si sale all’Albertina, museo voluto dagli Asburgo e dedicato alle opere grafiche.
Con una retromarcia di qualche metro imbocco una via laterale e ritorno al centro e sbuco proprio sul Graben, altra importante e centralissima strada, quasi tutta pedonalizzata: meravigliosi palazzi di vari stili (Judendstil, Neorinascimentali, Liberty, ecc.) si affacciano su questa affollata arteria trafficata da turisti e piena di negozi.
L’ultima visita la effetto alla Chiesa di San Pietro (Peterskirke) dalle sue forme barocche e poi mi riposo in uno dei tanti bars da cui, comodamente seduti, si può guardare il passaggio, i palazzi circostanti e, contemporaneamente, assaggiare una buonissima fetta di Sacher Torte (alla faccia della dieta!): da tenere presente che qui però i prezzi sono più alti.
Il giorno dopo effettuo un secondo giro di visite che mi porta verso il centro più antico di Vienna.
Dalla Stephanplatz, lungo la Roternturm trovo quasi subito il Monumento a Gutenberg, circondato da altri bei palazzi e, in una stradina laterale, la Basilica Greca (Griechkirke) dagli ornamenti in terracotta dorata: al fianco della chiesa c’è un vecchio Griechenbeisl ossia una locanda birreria, ritrovo ormai scomparso in città e di cui questo è forse l’unico esempio.
Nelle vicinanze una chiesetta in stile Jugend e, non lontano, la più antica chiesa di Vienna, la Chiesa di S. Ruperto (Rupertkirke), in evidente stile romanico.
Percorro ancora le varie stradine e sbuco nella Piazza del Castello (Ham Hof) dove posso vedere la Colonna Mariana Barocca con alle spalle il vecchio Arsenale e la sfarzosa bianca della Chiesa dei Nove Cori Angelici (Kirke am Hof).
Il giro in centro lo concludo sulla Piazza della Libertà (Freyung) con la fontana omonima e il Palazzo Daun-Kinsky in bella mostra e, alle spalle, il campanile della Chiesa di Nostra Signora degli Scozzesi (Schottenkirke).
Mi sposto così sul Ring, la lunga e ellittica strada che separa il centro dal resto della città, per ammirare monumenti più recenti ma di straordinaria bellezza ed interesse.
Parto dal Teatro del Popolo (Volkstheater) per fermarmi all’adiacente Ministero della Giustizia (Justiz Minister) con di fronte il Palazzo di Giustizia (Justiz Palace).
Il bel prospetto del Parlamento (Parlament) è rovinato dai cantieri aperti per i lavori e la Statua di Atena Pallade è interamente ricoperta da un telone ma fortunatamente l’ingresso neoclassico permette di apprezzare la bellezza architettonica di questo edificio.
Dall’altra parte del Ring si aprono i Giardini del Popolo (Volksgarten) dove un bel fresco concede un riposo dalla torrida giornata: tra le aiuole fiorite e gli alti alberi ombrosi si incontrano il Tempio di Teseo (Theseus Tempel) e molte fontane, fra cui quella di Atena (Athene Brunnen).
Gli scorci panoramici sono molto belli e l’imponente costruzione neogotica del Municipio (Rathaus) svetta fra le piante e i rosai: la piazza davanti è sede di una infiorata biennale dedicata alla musica e il tappeto si estende fin quasi il Teatro di Corte (Burgteather), separato solo dal Ring.
Dietro il Municipio si ergono le torri pur esse noeogotiche della Chiesa del Voto (Votivkirke) e, continuando a camminare sul Ring, incontro: la Caserma di Rodolfo (Rossauer Kaserne), costruita in uno stile inglesizzante; la Chiesa di San Carlo (Karlskirke), fra i monumenti barocchi più importanti; la Secessione (Secession), padiglione in stile Jugendstil da particolare tetto dorato imitante foglie di lauro.
Il giro del Ring lo termino, dopo aver visto la bellissima facciata dell’Ambasciata di Francia, alla Piazza Schwarzenberg e al Monumento dell’Armata Sovietica con la spettacolare fontana.
Nel pomeriggio Massimo mi invita a far un giro a Modling e un tuffo in piscina, visto il caldo che c’è: piccole e graziose case contraddistinguono questa cittadina alle porte di Vienna e la piscina è piena di gente.
Il mio terzo giorno è caratterizzato da un tempo uggioso, non ideale per la visita al Palazzo del Belvedere: piove talmente forte che è impossibile visitare il bellissimo giardino.
Mi reco allora alla Mariahilferstrasse per un po’ di shopping, sia per ripararmi dalla pioggia sia per cercare un matterello con cui stendere la pizza che ho lasciato a lievitare: suppongo di essere rimasto un ricordo indelebile nei negozi di casalinghi con la mia pretesa alquanto singolare.
Nel pomeriggio fortunatamente allo Schonbrunn trovo già il sole e così diventa piacevole trattenersi a visitare la reggia degli Asburgo, tra i palazzi reali più grandi d’Europa: i suoi giardini in stile francese, le sue fontane, i cortili di gala e le ampie vedute che si godono rendono questo posto tra i più belli della città.
Entrato nel vasto parco, tra aiuole fiorite e cespugli in verde, giungo al viale centrale, nella cui prospettiva si aprono la Fontana di Nettuno (Neptune Brunnen) e, sullo sfondo, il Palazzo della Gloriette: gironzolando a tempo perso, si incontrano anche la Piccola Gloriette (Kleine Gloriette), le Rovine Romane (Roman Ruine), l’Obelisco e una serie di fontane e piccoli giardini che rendono deliziosa la passeggiata e apprezzati i tanti scorci panoramici che si godono.
In serata, inforno le pizze da me preparate, che risulteranno molto gradita al mio amico.
Sono così al penultimo giorno e lo trascorro su una bicicletta gironzolando per le strade viennesi e lungo il corso del Danubio.
Massimo è un patito della bike così mi convince a montarne una e a raggiungere il Danubio tagliando con le piste ciclabili tutta la zona sud della città: dopo quasi un’ora, raggiungiamo il fiume ed è per me come vedere un’oasi nel deserto: non ne posso più di pedalare!
La sosta per la tintarella (oggi è tornato un tempo splendido e caldissimo) la facciamo a Kagran, che i viennesi hanno simpaticamente ribattezzato Copakagrana, visto che questa è la spiaggia ufficiale della città: la sera una serie di locali di ogni genere ne fanno il centro della vita notturna locale.
Comunque, lungo tutto il fiume si può passeggiare, andar in bici e anche accedere alle numerose spiagge presenti lungo le rive, fra cui alcune dedicate ai nudisti.
Nel pomeriggio mi rifiuto di rifare il ritorno di nuovo in bici così uso la metropolitana ed è comodo perché, a parte che porta in qualsiasi punto della città, in ogni convoglio c’è un vagone dove poter entrare con la proprio bici: a saperlo prima!!!
Ovvio che dopo tanto girare e pedalare venga un robusto appetito così invito il mio amico a cena fuori e ci rechiamo a Grinzing, piccolo villaggio alle porte di Vienna, famoso per la presenza degli Heurigen, le tipiche locande viennesi dove cucinano specialità come le Schnitzel (Cotolette), i Wurstel con gli onnipresenti ma squisiti crauti, le Kartopfen (Patate) cucinate con varie salsine e le costolette di maiale viennesi, il tutto accompagnato da un’ottimo vino frizzante: anche l’apprezzamento della gastronomia locale è ben soddisfatto!!
E così sono giunto all’ultimo giorno di soggiorno viennese: ho il treno in serata così la mattinata la dedico ad un veloce giro al Prater ma soprattutto raggiungo il gioiellino che manca ancora alla mia visita: la Hundertwasserhaus.
Questa meraviglia artistico-architettonica è un mix di colori, linee storte e turisti ed ha una gemella nella Kunsthaus, a qualche fermata di tram di distanza: entrambe dovrebbero rappresentare una nuova tendenza.
Da qui, mi reco al il Parco della città (Stadtpark) per una foto alla Statua di Strauss ed un giro tra gli alti alberi e le aiuole fiorite e poi mi fiondo in centro: è d’obbligo l’acquisto delle Mozartkugeln (le famose “Palle di Mozart”, ritenute tipiche viennesi ma invece sono specialità salisburghesi) e del solito ninnolo turistico.
In serata Massimo mi accompagna in stazione e così lascio la città con una punta di rammarico: farò in modo di porterci ritornare quanto prima.
Aufwiedersehen Wien…

In giro per la città, tra le attrattive più celebrate

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