Cartolina da Salisburgo

in viaggio con Federico in Austria

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Cartolina da Salisburgo

Salisburgo dal Nord Italia si raggiunge con discreta rapidità, da Verona sono circa 400 km passando per il Brennero e la Germania. Per una full immersion nell’atmosfera natalizia, che comprenda magari anche Innsbruck, due giorni sono sufficienti per innamorarsi delle casette di pan di zenzero, per inebriarsi e scaldarsi con il vin brulè, ammirare la bellezza delle città austriache e goderne le suggestioni invernali.
L’Austria che si incontra è quella dell’Impero, dell’orgoglio e dello sfarzo di grandi palazzi barocchi e meravigliosi giardini; quella della musica classica, dei caffè eleganti e delle calde stube; delle montagne alte e innevate, dei laghetti blu d’estate e ghiacciati d’inverno, con i bambini che vi pattinano in grossi maglioni e calde berrette di lana, come nelle vecchie pubblicità.
Una zona bellissima, meta troppo trascurata dai turisti italiani, forse perché troppo vicina, troppo facilmente raggiungibile.

Dove alloggiare

Niente di particolarmente interessante da riportare. Qualche anno fa, d’estate, alloggiai in una casa privata, in una delle tante “zimmer” disponibili che si trovano nella periferia della cttà.
Quest’anno, invece, sono stato in albergo, al Renaissance Salzburg Hotel, un 4 stelle situato nella zona centro-nord, abbastanza vicino alla stazione ferroviaria. L’hotel, di stile prettamente moderno, è gradevole, le camere ampie e la colazione ottima; offre le “facilities” che abitualmente si trovano nelle strutture austriache di pari livello: piscina, sauna, massaggi, palestra, oltre ad una squisita cortesia ed all’ottimo Inglese del personale. I prezzi? Stavolta non li conosco, ero ospite…

Da non perdere

Salisburgo offre il massimo dell’atmosfera di Natale: bella cittadina, sapientemente addobbata, negozi natalizi in ogni dove, profumo di cannella e musiche diffuse nell’aria e un bel freddo, quello di una volta che ti impone guanti e berretto.
La città è il “salotto buono” dell’Impero, un piccolo gioiello d’atmosfera fatto di chiari palazzi eleganti e ombrosi angoli intimi e suggestivi, di grandi chiese e ordinati giardini.
Il centro è sufficientemente limitato nello spazio e può agevolmente essere visitato in una giornata, come io stesso ho fatto in due occasioni, una estiva, qualche anno fa, e una in questo dicembre; è diviso in due dal fiume Salzach: su una riva la parte medioevale della città, a ridosso delle alture dalle quali domina la fortezza Hoensalzburg, sull’altra la zona principesca e barocca, con viali ampi e bellissimi palazzi, su tutti il castello Mirabell, risalente al XVIII secolo e oggi sede degli uffici comunali.
Da quest’ultimo può partire la visita della città. Famosi i giardini che accompagnano l’entrata a palazzo, immergendo i visitatori nell’atmosfera nobile dell’impero autro-ungarico: frequentatissimi d’estate, nel freddo invernale restano vuoti, certamente poco colorati ma non meno affascinanti nel silenzio che li avvolge.
Poco più a sud, si snoda la Linzergasse, la via che recentemente è divenuta molto apprezzata per gli acquisti dei salisburghesi; la strada ospita, tra l’altro, la chiesa di San Sebastiano ed è il punto di partenza per la salita (praticamente un “muro”) verso il monte dei cappuccini, con chiesa e convento, un’alternativa originale rispetto alla più frequentata fortezza per un panorama della città dall’alto.
Oltrepassato il fiume (ma possibile che l’acqua in pieno centro sia così limpida?) su uno dei ponti pedonali che lo attraversano, l’atmosfera cambia, le strade si stringono e ci si trova tra la gente che cammina numerosa in quella che viene definita come la più bella via commerciale d’Austria: Getraidegasse, resa celebre, oltre che per la casa natale di Mozart che vi si affaccia, per le innumerevoli insegne in ferro battuto dei negozi (perfino l’immancabile Mc Donalds’, fortunatamente, ha sostituito la solita “M” luminosa con una bella insegna in ferro).
Altra caratteristica di questa via sono i piccoli cortili che si trovano frequenti sui due lati: al termine di brevi gallerie, si aprono suggestive corti, dove trovano posto eleganti botteghe, quasi tutte dedicate alla vendita di addobbi natalizi nel periodo che precede le Feste.
Le piazze di Salisburgo si raccolgono on un fazzoletto. Il cuore della città è la Residenzplatz, dominata dal palazzo dei principi-vescovi, del 1500/1600, di cui è apprezzabile in particolare la fontana barocca che si affaccia sul cortile.
Collegata alla Residenzplatz si trova la Domplatz, che ospita nel periodo il Salzburger Weihnachtmarkt, il mercato di Natale cittadino. La grande cattedrale, anche questa del 1600, è un esempio di architettura italiana all’estero: ammirevole la grandiosa cupola, l’interno per il vero non mi è parso strabiliante, molto ampio e sontuoso, ma tutto sommato privo di grandi attrattive.
Giusto dietro alla piazza del Duomo si trova la Chiesa dei Francescani, una delle più antiche di Salisburgo, risalente all’VIII secolo, più affascinante e più intima della cattedrale, anche se purtroppo gli interventi effettuati sull’interno in diverse fasi evidenziano una palese disomogeneità di stile.
Tornati per un attimo sui nostri passi, si apre ai nostri occhi l’elegante Mozartplatz, dominata dal monumento al musicista, vero eroe cittadino, nella quale tra l’altro nel periodo invernale è allestita una pista di pattinaggio e dove è possibile ascoltare giornalmente il carillon che risuona nel palazzo vescovile.
Salisburgo è una della patrie della musica classica, e non poteva essere diversamente, considerato un centro storico che sembra quasi interamente dedicato a Mozart, che compare in scritte, musei, negozi e soprattutto sotto forma di cioccolatino, le onnipresenti Echte Salzurger Mozartkugeln, tradotto in italiano poco elegantemente come “Palle di Mozart”.
E Salisburgo dedica piazze e palazzi ai grandi della musica, come le centralissime Herbert Von Karajan Platz o la Toscanini Hof. Ancora, la città ospita annualmente il celeberrimo Festival di musica classica, un vero evento mondano che si svolge nel Complesso del Festival addossato al Monchsberg; varrebbe la pena di assistere anche solo all’arrivo degli spettatori, soprattutto di quelli dell’alta borghesia austriaca che, con malcelata spinta nostalgia, raggiungono il teatro con orgoglioso incedere in elegantissimi abiti stile impero, un vero spettacolo nello spettacolo, senza ironia.
La città è sovrastata in modo pittoresco dall’Hoensalzburg, la fortezza medioevale visibile da ogni angolo e raggiungibile con una “passeggiata” di una ventina di minuti dalla Festungasse, o meno eroicamente, con la teleferica. La fortezza, dicono gli austriaci, è il più grande castello interamente conservato del centro Europa; tant’è, la visita vale per lo splendido panorama sulla città (dal cortile, accesso libero) più che per gli interni, visitabili a pagamento.
Merita una menzione, nella periferia sud di Salisburgo, il castello arcivescovile di Hellbrunn, un bel palazzo di architettura barocca situato in un parco boscoso, interessante soprattutto per il teatro meccanico e per i divertenti giochi d’acqua ospitati nel giardino; evidentemente, consiglierei la visita nel periodo estivo.

Curiosità 

* Natale: Come ho già accennato, l’atmosfera natalizia di Salisburgo è impareggiabile. Oggetti ed addobbi in tema natalizio si trovano praticamente ovunque, principalmente nel negozio ad essi dedicato, “Christmas in Salzburg”, che si trova in Judengasse, un vero paradiso della “palla di Natale” decorata a mano, ma anche nei numerosi negozietti che colorano le corti attorno a Getraidegasse. Il classico mercato natalizio si trova nella Piazza del Duomo, ricchissimo e profumato di cannella e vin brulè, con musiche di sottofondo a rendere ancora più magica l’atmosfera; visitarlo verso sera, tutto illuminato, sotto una fitta nevicata come mi è capitato quest’anno, è stata un’esperienza di grande suggestione.
* Acquisti: Salisburgo è una città particolarmente votata al commercio; d’altro canto, la grande affluenza di turisti e l’elevato livello economico della zona sono stati giustamente sfruttati dai salisburghesi, con il risultato di una città particolarmente attiva e frequentata, molto più cosmopolita di quanto le limitate dimensioni farebbero pensare.
Due segnalazioni di negozi “particolari”. La prima, più che altro una curiosità, è per un negozio dedicato esclusivamente alla vendita di uova dipinte: si trova in Judengasse, ed è una vera “pazzia”: vetrine, locali, montagne di migliaia di uova, ma chissà quante possono essere veramente, tutte decorate e in vendita a prezzi… alti.
La seconda è per un gioiellino, una piccola pasticceria di legno e luci soffuse che si trova vicino al ponte pedonale Makarsteg, dalla parte del Castello Mirabell: vende solo Sacher Torte, anche in confezioni di legno da portare via. Le torte si presentano in modo eccezionale, si mangiano veramente con gli occhi; anche in questo caso, prezzi “da paura”.
* La vivacità culturale di Salisburgo, insieme con un aspetto di città ordinata ed “educata”, con poco traffico, grande uso del mezzo pubblico, naturalmente elettrico, e aria all’apparenza respirabile (parliamo comunque di quasi 150.000 abitanti, non di un paesello di montagna) fanno per l’ennesima volta riflettere sul triste stato in cui giacciono numerose città italiane. Sì, d’accordo, un conto è l’occhio del turista, ben altra cosa è vivere una città da dentro: accontentiamoci anche stavolta di questa “spiegazione”, ma un po’ di perplessità e qualche domanda restano.

Note dolenti

* Ricordo con malinconia quando l’Austria era un bellissimo Paese abbordabile anche per noi italiani penalizzati dalla nostra “Liretta”.
Con l’avvento dell’Euro (pronuncia rigorosamente “Oiro”) ci si attendeva dagli austriaci un controllo molto preciso sulla conversione e quindi un miglioramento per noi italiani rispetto alla situazione interna; invece, niente da fare, non so quale sia il motivo, ma da qualche anno a questa parte l’Austria è divenuto un posto carissimo, una specie di Svizzera nel cuore dell’Unione. Allora il semplice caffè costa più di 2 euro in una qualsiasi caffetteria del centro, peggio che in Norvegia, e una Sacher Torte di modestissime dimensioni, così ben sapientemente confezionata, ben 35 euro; il Vin brulè al mercato di Natale? 5 euro e rotti, e si potrebbe continuare…
Peccato: l’Austria resta un bellissimo Paese, ma pesantemente caro, e dagli austriaci questo non me l’aspettavo, mi sa proprio che quando si tratta di soldi, tutto il mondo è uguale, altro che triti e ritriti malvezzi italici.
* Un appunto. Premettendo che sono un “appassionato” di decorazioni natalizie (addirittura colleziono musiche natalizie del mondo, alcune veramente inascoltabili), secondo me a Salisburgo si è un tantino esagerato. Oltre al mercato ufficiale nella Domplatz, altri mercatini di minori dimensioni si trovano in altre zone della città, come ad esempio in Mirabellplatz; così, tra mercati, luminarie ed addobbi, fioristi e negozianti di bigiotteria o di articoli per la casa che con un incenso e un cd di Stille Nacht si trasformano durante le Feste in commercianti di articoli natalizi, Salisburgo diventa un’unica bancarella natalizia e forse l’atmosfera diviene un poco troppo spinta, suona vagamente falsa.
La sensazione spiacevole dura comunque poco, un paio di vin brulè e un O Tannenbaum che risuona sotto il portico della Domplatz e si è di nuovo in piena atmosfera, pronti per un biscottone allo zenzero o uno spiedino di frutta ricoperto di cioccolato (venduto da un ambulante che, guarda caso, “tratta” tranquillamente in Italiano e Inglese…).

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