Il Tirolo da un mercatino all'altro

in viaggio con yby in Austria , Italia

torna alla mappa
Il Tirolo da un mercatino all'altro

L'idea è venuta quasi per caso molto prima della "stagione" natalizia; ancora ad ottobre, da poco tornati da un viaggio di una settimana in Egitto ma già stanchi della solita routine di città, abbiamo cominciato a pensare quale avrebbe potuto essere la prossima meta del prossimo viaggio e la scelta è caduta proprio sui mercatini di Natale.
Ci andava bene il periodo, volevamo riprovare l'atmosfera sentita anni fa a Bolzano e, non certo in secondo piano, ci andava benissimo il costo, non esorbitante e, grazie ad un po' di spirito d'adattamento, decisamente alla nostra portata!

Dove alloggiare

Abbiamo effettuato la ricerca dell'alloggio per la notte di permanenza a Innsbruck prevalentemente attraverso Internet, cercando di destreggiarci come meglio potevamo fra siti interamente in tedesco e qualche informazione trovata in inglese.
I risultati delle ricerche non erano molto omogenei: si passava da poche decine di euro ad hotel cinque stelle dieci volte più costosi senza trovare opportunità intermedie.
Visto anche il budget a nostra disposizione e volendo comunque restare il più possibile vicini al centro della città, la nostra scelta è caduta su Wilhelmine Matha, che si è rivelata essere una signora sui cinquant'anni che, a cinque minuti a piedi dal Tettuccio d'oro, affitta le stanze della propria abitazione, tutte dotate di TV e dei comodissimi piumoni, con tanto di colazione a € 23!
Soddisfatti in pieno del servizio, delle stanze e della gentilezza della signora! :)

Itinerario

Si parte presto, non è tantissima la strada per arrivare in Austria partendo da Brescia, ma vogliamo comunque goderci il più possibile la nostra piccola vacanza cercando di ottimizzare i tempi; "A4" e poi "la Brennero", piccola sosta prima della frontiera per acquistare il tagliando, da applicare al parabrezza della macchina, che ci consente il transito sulle autostrade austriache, e in poco più di tre ore siamo ad Innsbruck.
Non conosciamo la città molto bene ma grazie alla cartina acquistata prima di partire e ad un poco di fortuna riusciamo senza perderci troppo ad arrivare al bed & breakfast che ci ospiterà per la notte. Qui incontriamo la signora Wilhelmine, la proprietaria, che dopo averci dato le chiavi delle nostre stanze ad averci fatto sistemare il poco bagaglio, ha cominciato a spiegarci con l'aiuto di una cartina quali sono le attrazioni della città da non perdere e come fare a raggiungerle; unico problema il fatto che non parla l'italiano se non pochissimo e se non fosse per Luisa, l'unica fra noi che parla il tedesco, sarebbe impossibile capire qualcosa di quello che ci sta suggerendo!
Sistemiamo la macchina al vicinissimo parcheggio e cominciamo la passeggiata per arrivare ai mercatini; la città non è molto grande, e quindi visitarla a piedi non è assolutamente difficile. Inoltre tutti i negozi e le vie sono decorati e addobbati e non è difficile incrociare carrozze trainate da cavalli e tutto questo non fa che aumentare il clima natalizio che si respira!
Prima di arrivare al vero e proprio mercatino, ci fermiamo nella piazza dominata dal maestoso arco ai caduti, dove ne è stato allestito uno più piccolo con tanto di piccolo zoo dedicato alla "fauna domestica" tirolese con capre di montagna, maiali (alcuni veramente molto buffi!), pecore, asini e conigli che liberi si fanno accarezzare e nutrire dai bambini; nonostante sia solo mezzogiorno e mezzo, il mercatino comincia ad assumere il suo caratteristico aspetto mostrando i suoi colori e le sue luci, i profumi di vin brulè e di legno, le musiche delle tipiche canzoni di Natale suonate da carillon di qualche stand.
Ci spostiamo nella via principale della città fino ad arrivare al centro della manifestazione: i portici che costeggiano una delle strade più caratteristiche e vecchie di Innsbruck, fanno da cornice alle decine di stand che propongono prodotti della gastronomia locale, dell'artigianato povero tirolese o delle decorazioni classiche per alberi di Natale o presepe.
Descrivere in ogni sua parte il mercatino sarebbe impossibile, restano nella mente soprattutto gli oggetti in legno fatti rigorosamente a mano (come le bellissime trottole di ogni grandezza minuziosamente dipinte che non abbiamo potuto non acquistare!), le stoffe ed i prodotti in feltro (bellissimi i cappelli "da gnomo", tipici di queste zone ma anche le caldissime pantofole), i tanti piccoli e grandi presepi, realizzati in legno e dipinti a mano, o ancora le mille decorazioni natalizie traforate da appendere ai rami dell'albero di Natale.
Oltre a tutto questo non può non restare in mente il profumo dei chioschi alimentari dove a farla da padrone sono wurstel e crauti, ma anche patate, cipolle e piccoli gnocchi di farina e spinaci (gli spazle), oppure l'aroma del vin brulè, vino aromatizzato con cannella e altre spezie e servito caldo, ovviamente da sorseggiare in una delle bellissime tazze, ogni anno diverse, che restano poi come ricordo della visita.
A chiudere la via principale dove si sviluppa il mercatino c'è il grande abete ed accanto l'attrazione principale della città: il Tettuccio d'oro, una struttura architettonica appoggiata alla parete delle antiche case della città, decorata e con la caratteristica copertura del tetto realizzata con lamine dorate. Soprattutto di sera, con le luci del mercatino e quelle dell'albero di natale, e l'illuminazione che lo sottolinea, il Tettuccio contribuisce a realizzare quell'atmosfera che difficilmente non colpisce!
Il mercatino non finisce qui! Gli stand ed i negozi che espongono merci ed artigianato tipico si espandono dalla via principale fino ad abbracciare tutta la zona più antica di Innsbruck e perdere la bellezza dei piccoli vicoli, delle insegne in ferro battuto o delle vetrine ricche di colori sarebbe un peccato. Così come lo sarebbe non dedicare almeno uno sguardo all'Inn, il fiume che attraversa e che dà il nome alla città (Innsbruck significa letteralmente "ponte sull'Inn"); la riva opposta a quella dove si apre la via che conduce al centro è incorniciata da alti monti e colorata da tanti case a due o tre piani dipinte con colori pastello: l'effetto è certamente da cartolina.
Trascorriamo tutta la giornata fra negozi e mercatini e solo a sera (la manifestazione chiude i battenti alle venti) ci allontaniamo per cenare e, poi, per tornare alla casa che ci ospiterà per la notte: il sole ci ha accompagnato tutto il giorno, ma il freddo si è fatto sentire lo stesso e non disdegniamo un po' di caldo e di riposo prima di affrontare la seconda giornata del nostro piccolo viaggio!

La mattina successiva, di nuovo piuttosto presto, si riparte in macchina: abbandoniamo Innsbruck (dedicandosi solo ai mercatini e al centro storico si può vedere tutto tranquillamente in una giornata...) e l'Austria per tornare verso casa; come trovato proprio su questo sito (era un post nel forum!) decidiamo di seguire l'autostrada solo per un piccolo tratto uscendo allo svincolo che porta ad Igls e da lì a Matrei.
Sarà stata la poca dimestichezza con le cartine ma abbiamo sbagliato strada e... per fortuna! Invece di seguire la strada principale che collega i due paesi, abbiamo imboccato una piccola via che ci ha condotto a Matrei fra tornanti e ripide salite allungando di un po' il percorso ma dandoci la possibilità di ammirate paesaggi stupendi, masi (le case tipiche del Sud Tirolo con balconi e spesso interi piani realizzati in legno) decorati da pitture a spesso soggetto alpino e ci ha permesso di respirare un po' la vera aria di montagna dove il tempo, se non fosse per le auto parcheggiate ai lati della strada, sembra essersi fermato!
Anche Matrei ci ha lasciato positivamente stupefatti; l'abitato è costituito da poche case e si raccoglie attorno alla strada che l'attraversa, ma ogni singolo edificio è dipinto e decorato in maniera diversa, tutti seguendo i cromatismi delle antiche tradizioni. Inoltre lungo la via si trovano vecchie carriole in legno, balle di paglia, strumenti della vita contadina e lavori realizzati in legno, decorazioni natalizie e floreali che aumentano l'emozione di chi la percorre.
Fuori Matrei riprendiamo l'autostrada per uscirne solo a Bressanone dove imbocchiamo la strada secondaria che in una mezz'oretta ci conduce a Brunico, paesino piccolo dell'Alto Adige che con Merano, Vipiteno, Bressanone e Bolzano è divenuto famoso per i suoi mercatini natalizi. E lo è certamente a merito! Quello di Brunico, infatti, è uno dei mercatini più caratteristici che abbiamo visitato grazie alla varietà dei prodotti offerti (dai giochi per bambini realizzati interamente in legno, alla gastronomia a base di mele, speck e funghi, dalle stoffe ai prodotti intagliati), alla certamente ad effetto presenza di artigiani che realizzano sul posto i loro manufatti, all'atmosfera raccolta offerta dal piccolo paese e dal centro cittadino che si rivela nella sua tradizionale bellezza.
Anche qui la tradizione popolare ha sconfitto il tempo e sono molte le persone che ancora lavorano e vivono seguendo regole che per noi "cittadini" sono lontane; queste si rivelano anche nella cucina, dove troviamo piatti abbondanti, curati, realizzati con passione e con ingredienti di una genuinità non sempre presenti nei nostri ristoranti.
Il nostro pranzo altoatesino è a base di speck, canederli, crauti e patate, goulash, birra Forst, prodotta proprio in Alto Adige, wurstel e l'immancabile strudel di mele che si rivela essere uno dei migliori mai mangiati, ma la scelta non è stata facile fra formaggi di malga, salumi nostrani, piatti a base di funghi freschi e carne di selvaggina!
Dopo aver visitato nuovamente le vie della città ed un bellissimo negozio poco lontano dal centro dove abbiamo potuto ammirare ed acquistare un'infinità di oggetti per la casa realizzati in legno e ferro e tutti fatti a mano, si spostiamo nuovamente in auto fino a tornare a Bressanone, ultima tappa del nostro viaggio.

Qui ci accoglie molta più gente rispetto ai precedenti mercatini e complice anche la stanchezza accumulata e la pioggia che comincia a cadere, non gustiamo a pieno gli stand presenti nella piazza del Duomo (da notare gli strani orologi della chiesa: due quadranti per segnare in maniera indipendente ore e minuti!); l'unico stand che davvero attira la nostra attenzione è quello dedicato ai giocattoli per bambini realizzati interamente in legno, davvero ottime idee per bimbi che spesso vivono nella plastica...
Passeggiamo invece per i molti portici del centro storico della città entrando in negozi che accanto a classici souvenir offrono anche spunti per regali (da fare o da farsi!) originali; ci aggiriamo fra scaffali di statuine per presepe, realizzate e dipinte tutte a mano, fra vetrine di indumenti tirolesi (come non citare i classici pantaloni lunghi fino al polpaccio con le bretelle oppure il cappello con la piccola inconfondibile "piuma") magari realizzati in pelle di cervo e negozi di stoffe con i motivi floreali dell'Alto Adige e restiamo sempre più affascinati da questa cultura che sa dare il giusto valore alla tradizione.
Si torna a casa, contenti di aver passato due giorni "immersi in un altro mondo", fra profumi, suoni e colori di altri tempi, e speranzosi di tornare presto fra queste montagne!

Note dolenti

Non è certo colpa del Tirolo o di chi altro, l'unica cosa che è davvero mancata è stata la neve! Se da un lato, quello automobilistico, non è certo stato un male, certamente Innsbruck così come Brunico e Bressanone avrebbero incantato ancor più se fossero state coperte di bianco... sarà per la prossima volta!

Mercatini di Natale fra Alto Adige ed Austria

Lascia un commento
Per inviare commenti è necessaria la registrazione
Vai alla pagina di registrazione
Seguici su Facebook