Di qua e di là dal Brennero!

in viaggio con Etta_css in Austria , Italia

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Di qua e di là dal Brennero!

E'il resoconto in forma di diario di un weekend trascorso fra Trentino Alto Adige e Tirolo Austriaco.
La meta del soggiorno è fissata presso l’albergo Stella di Mareta (Mareit) frazione di Racines a circa 7 km da Vipiteno. (telefono n. 0472/758014)
Tra Trentino Alto Adige e Tirolo7/3/2003 venerdì:
partenza alle ore 6.30 da Cremona.
Il viaggio scorre tranquillo in zone già percorse svariate volte e tuttavia sempre riviste con piacere. Passano davanti agli occhi le distese dei vigneti del Garda: il vitigno Lugana da cui si ottiene un famoso vino bianco e a seguire le distese di alberi da frutta. Il castello di Ala – Avio costruito dai Castelbarco nell’anno 1000, castel Beseno, Rovereto e la campana dedicata ai caduti, la possente mole del monastero delle suore benedettine di Sabiona.
All’altezza di Ponte Gardena, usciamo dall’autostrada del Brennero e percorrendo l’intera Val Gardena raggiungiamo Selva di V.G. con il duplice scopo di accompagnare gli sciatori che sono con noi sulle piste di Plan de Gralba e per chi non scia, di fare un giro per il paese ammirando le numerose esposizioni di sculture in legno e la sosta pranzo presso il self-service del D. L. F. di Bologna che si trova alla fine dell’abitato proprio sulla strada provinciale e che mi sento di consigliare perché conveniente e situato in un locale ampio e ristrutturato di recente.
Dopo pranzo partenza per il Passo Sella: il pomeriggio è splendido, i gruppi dolomitici innevati risplendono contro lo sfondo blu del cielo. Dal rifugio del Passo Sella il Sassolungo appare in tutta la sua imponenza mentre le torri di Sella troneggiano di fronte; proseguendo oltre, il Col Rodella e nel fondo valle il panorama di Canazei, dalla parte opposta le Odle e i monti azzurrini della Val Gardena .
Vediamo la graziosa cappella del Passo la cui chiave è custodita presso il rifugio mentre attorno scendono da ogni lato sciatori felici per la clemenza del tempo e la neve ancora abbondante.
Si riparte per raggiungere l’albergo. Dopo le vaste fortificazioni ottocentesche di Fortezza, le sagome di Castel Pietra e Castel Tasso annunciano che siamo arrivati a Vipiteno dove la parrocchiale e la casa dell’Ordine Teutonico, eretta a difesa dei confini germanici, si trovano all’esterno della città. Avendo all’orizzonte le Alpi Breonie splendidamente imbiancate, raggiungiamo a Mareta l’albergo Stella posto in bellissima posizione tra la parrocchiale e il castello Wolfsthurn.
8/3/2003 sabato:
la partenza è fissata alle ore 8; destinazione nord fino a raggiungere Innsbruck.
A pochissima distanza da Mareta, a Pratone, vi è l’indicazione per il sentiero di Stanghe, bellissimo percorso, caratterizzato da cascate e giochi d’acqua formati dal torrente di Racines, che mi riservo di sperimentare nel corso di una prossima vacanza estiva unitamente ad una accurata visita della Val Ridanna, dove sorge il museo delle miniere poiché in passato tutta la zona ha rivestito grande importanza per le attività minerarie.
In zona, per i più sportivi, vi sono pure tre comprensori sciistici: di Racines, di M. Cavallo e del M. Tribolaum. Lasciamo alle spalle le Alpi Breonie, le vedrette della val Ridanna e dopo un breve tratto di autostrada, passando per le terme del Brennero, imbocchiamo la strada bassa che ci consente di attraversare alcuni paesi.
Oltrepassiamo il Brennero e immediatamente tutti notano che la benzina è più conveniente che da noi, siamo attorno agli 85 – 90 centesimi di €.
Accanto al passo il laghetto artificiale ghiacciato. Il passo del Brennero è fra l’altro spartiacque tra l’Adriatico in cui sfocia l’Isarco e il Mar Nero dove confluisce il Sill - Danubio. Il primo paese austriaco che incontriamo è Gries am Brenner e mancano 29 km a Innsbruck. Successivamente Steinach, località idrotermale e Matrei, l’antica Matreium dei Romani con belle case dalle facciate dipinte e insegne nella via principale.
Dopo Muhlbach passiamo sotto le alte campate (m. 190) del ponte Europa eretto nel 1960, lungo oltre 800 m. che si getta sulla valle del fiume Sill; a lato della strada uno spazio apposito consente di ammirare questa ardita opera di ingegneria. Infine davanti ai nostri occhi si presenta il panorama di Innsbruck con gli impianti olimpionici di Wilten, mentre una splendida corona di montagne scintillanti di neve completa lo splendore della capitale del Tirolo.
L’incontro con la guida “Gabriela” avviene al parcheggio dei pullman; la visita alla città inizia proprio dal sobborgo di Wilten dove sorge la grande chiesa abbaziale e di fronte isolata la parrocchiale di Nostra Signora sotto le quattro colonne, chiesa in stile rococò, il cui interno ammiriamo attraverso una bella cancellata in ferro battuto; vi si venera l’immagine della Madonna in trono del secolo XIV. Dal sagrato vediamo la sagoma svettante del nuovo trampolino olimpionico inaugurato nel settembre 2002 e progettato da un architetto donna di origine irakena. Passiamo poi nel centro di Innsbruck per visitare la Hofburg, residenza imperiale. L’attuale aspetto, in tardo stile rococò e la tinteggiatura gialla gli furono dati sotto il regno di Maria Teresa. Attraversiamo numerose sale fra cui la più sontuosa con i grandi ritratti di Maria Teresa, del marito Francesco Lorena, di Giuseppe II e dei 16 figli di Maria Teresa. Visita alla camera mortuaria dell’imperatore Francesco I, e all’Appartamento dell’Imperatore, ora residenza del Presidente della Repubblica quando è in visita a Innsbruck.
La chiesa di corte è famosa perché ospita il mausoleo dell’imperatore Massimiliano I d’Asburgo. Purtroppo la tomba è in fase di restauro e sono pertanto visibili solo due formelle dei bassorilievi che la ornano. Ciò tuttavia non ci impedisce di ammirare l’irreale corteo di statue in bronzo che rappresentano grandi personaggi della storia, con costumi ed armature del ‘500, vicini alla famiglia Asburgo: fra i tanti sono rappresentati re Artù, Teodorico e Bianca Maria Sforza, seconda moglie di Massimiliano. Una scala porta alla “cappella d’argento”, dalla statua della Madonna in argento sopra l’altare, dove è la tomba dell’Arciduca Ferdinando II, a fianco della quale è disposta l’armatura che gli appartenne.
La visita di Innsbruck prosegue con il duomo di San Giacomo, la più bella chiesa barocca del Tirolo, che conserva la celebre Madonna di Lukas Cranach il Vecchio, oggetto di grande venerazione e nel transetto sinistro, il mausoleo di Massimiliano II. Infine percorriamo l’ampia zona pedonale per ammirare il “tettuccio d’oro”, famoso simbolo di Innsbruck, finalmente libero da impalcature, i bei palazzi dai tipici “erker”arricchiti da insegne e splendidi negozi e l’Inn impetuoso e poi a ritroso la via Maria Teresa Strasse che termina con l’arco bifronte, da un lato il gaudio per il matrimonio reale, dall’altro il lutto per la morte improvvisa dell’imperatore.
Ultime curiosità di Innsbruck: il grande dipinto circolare dedicato all’insurrezione dei contadini del 1809, la cremagliera e il museo delle campane.
Nel primo pomeriggio partenza per Hall in Tirol: per arrivarci oltre a passare dal castello di Ambras dobbiamo superare cinque paesi le cui iniziali dei nomi formano l’acronimo “MARTA”.
Il primo è Mulhau, il paese dei mulini; il secondo Anzell, il terzo Rum, dove a Natale le padrone di casa offrono grappa e zelten, il quarto Thaur, paese dei presepi e degli scultori in legno e luogo natale di S. Romedio, famoso per aver addomesticato un orso. Vi sono tuttora conservate le rovine del castello di S. Romedio mentre l’attività più praticata è quella della coltivazione degli ortaggi.
Il quinto Absam patria del liutaio Giacomo Steiner. La definizione che Gabriela usa per descrivere il carattere della gente locale mi colpisce: “Il funerale della valle (la valle dell’Inn) bassa è più allegro di un matrimonio della valle alta”.
Siamo ad Hall, cittadina di 6000 abitanti, importante centro di estrazione del salgemma e dotata di Zecca chiusa solo nel 1809, vi fu coniato il tallero di Hall; trent’anni fa è stata riaperta per la produzione di monete da collezione. Piacevolissimo è passeggiare vedendo la torre della Zecca, il municipio, la chiesa di S. Nicola con il coro spostato sulla destra rispetto all’asse centrale.
Per concludere la giornata visita al museo Swarovski di Wattens: è come sciogliere le briglie e dar sfogo all’immaginario. Si entra dalla testa del gigante buono dagli occhi di cristallo cangianti e dalla cui bocca scende una cascata d’acqua nel lago e si è inghiottiti da un mondo di luci, di suoni e di fantasia.
9/3/2003 domenica:
Al mattino di buon’ora dedico il mio tempo prima di lasciare definitivamente Mareta a vedere la bella parrocchiale con annesso cimitero di croci in ferro battuto e la sagoma illuminata dal sole di Castel Mareta. Tappa successiva è la stretta e pittoresca valle di Fleres, che percorriamo interamente fino a giungere alla parrocchiale di S. Antonio Abate che risale ai tempi in cui nella zona erano in attività le miniere d’argento. Alla vicinissima Colle Isarco, sovrastata da un ardito viadotto dell’autostrada del Brennero, dedichiamo il resto della mattinata visitando la parrocchiale dedicata all’Immacolata Concezione e l’attiguo cimitero e più su la gotica cappella di S. Barbara con all’interno altare intagliato e dorato del 1500. Scendendo la ripida scalinata della parrocchiale ci ritroviamo ad ammirare le belle case antiche decorate in legno e affrescate e in particolare l’antica casa dei minatori. Nel pomeriggio, come ultima tappa del nostro vagabondare, Vipiteno. Percorriamo la via Città Nuova, in parte a portici, fiancheggiata da caratteristiche case, alcune merlate con sporti e antiche insegne; sulla destra dove finiscono i portici sorge il palazzo comunale e la statua di S. Giovanni Nepomuceno, patrono della città e protettore contro le inondazioni dell’Isarco. Sullo sfondo la svettante torre di città.
Verso le 15,30 inizia il viaggio di rientro a conclusione di tre giorni intensi di visite.

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