Antigua, paradiso tropicale

in viaggio con cindy+fabri in Antigua e Barbuda

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Antigua, paradiso tropicale

La nostra vacanza ad Antigua e’ stata decisa molti mesi fa ed e’ stata associata ad un evento per me molto significativo: sabato 13 febbraio ho compiuto 50 anni.
Cosi’, per rendere piu’ leggero questo compleanno ‘pesante’, ho deciso assieme a Fabrizio di regalarmi 10 giorni ai Caraibi.
La scelta di Antigua e’ stata dettata dalla sua ricchezza di spiagge (“365 quanti i giorni dell’anno” dice la pubblicita’), adatte sia alla mia scarsa dimestichezza con il nuoto sia alla passione per lo snorkeling di Fabrizio.
Abbiamo quindi deciso per 10 giorni sulle sue spiagge bianche e nel suo mare color turchese, con partenza il 10 febbraio e rientro in Italia il 20.
Abbiamo cercato i voli con Expedia e, non volendo dormire una notte a Londra come propongono tutte le compagnie che operano su Antigua tramite la British Airway, abbiamo deciso per la tratta Milano-Parigi-SaintMartin con Air France e SaintMartin-Antigua con la compagnia caraibica Liat.
Ad ottobre non era possibile prenotare con Expedia tutta la tratta, cosi abbiamo prenotato le singole tratte con le due compagnie separatamente, mantenendo gli orari di prenotazione che comunque suggeriva Expedia.
E’ quindi iniziata la ricerca dell’alloggio: abbiamo escluso i resort ‘tutto compreso’ e cercato una soluzione che ci permettesse più libertà di scelta ovvero una struttura che fornisse cottage con angolo cucina e magari una piccola veranda dove fare colazione e cenare qualche volta la sera.
Così come avevamo già sperimentato a Guadalupa ed a NewYork (in quest’ultimo caso ovviamente era un appartamento!) con grande piacere e soddisfazione.
Un grande sito, molto ben organizzato e ricco di informazioni, che abbiamo sfruttato molto e’ www.antiguanice.com: mette a disposizione una mappa dell’isola divisa in quadranti e, per ognuno di essi, una mappa di dettaglio, con elencati tutti i servizi (hotel, ristoranti…) con una scheda dedicata e contenente il riferimento al sito web ufficiale della struttura.
Anche per le spiagge fornisce un elenco delle migliori, con tanto di foto, localizzazione sulla mappa, elenco dei servizi (bar, sedie sdraio…).
Abbiamo valutato le differenti offerte, incrociando anche con i giudizi delle strutture forniti dal sito www.tripadvisor.it che si e’ sempre dimostrato molto valido, ed alla fine abbiamo deciso per ‘Dickenson Bay Cottages’, vicino all’omonima spiaggia.
La prenotazione l’abbiamo effettuata su Expedia con un bel risparmio rispetto al sito ufficiale www.dickensonbaycottages.com: 80 euro anziche’ 121!
Ultima prenotazione: un’auto per 6 giorni per poter visitare qualcuna delle 365 spiagge! Tra le compagnie suggerite dalla Lonely Planet abbiamo deciso per la Tropical: ad un prezzo inferiore ($40 al giorno) fornisce gli stessi servizi degli altri.
In più bisogna prevedere altri $20 per la patente locale, rilasciata dall’agenzia assieme alla vettura.
I Caraibi, che bel regalo di compleanno!10 febbraio
Finalmente, dopo tanta attesa, e’ arrivato il giorno della partenza: il volo fino a Parigi e’ stato stranamente puntuale ma poi sono iniziati i contrattempi.
Abbiamo atteso dei passeggeri ritardatari per un’ora e mezza, con conseguente perdita dallo slot per lo sghiacciamento delle ali e quindi la partenza e’ avvenuta con 2 ore e mezza di ritardo; durante il volo non e’ stato ricuperato nulla e quindi siamo giunti a SaintMartin solo 1 ora e 10 prima della coincidenza con Antigua.
Le pratiche di immigrazione ed il ritiro dei bagagli hanno richiesto una mezz’ora e cosi’ siamo arrivati al checkin 5 minuti dopo la chiusura del volo: ovviamente le nostre richieste di riapertura per soli 2 passeggeri (mancavano ancora 40 minuti alla partenza delle 18.05) sono state assolutamente vane.
Riprenotati sul volo delle 20.45, con pagamento di ulteriori $86, abbiamo mangiato un panino nell’unico bar ancora aperto in aereoporto e ci siamo avviati al gate verso le 19.30, come suggerito dalla compagnia. E qui e’ iniziata un’attesa stressante, divisa tra speranza e delusione, che si e’ protratta fino alle 22: la rottura di un aereomobile della Liat di servizio a Saint Thomas ha richiesto un cambio di piani di voli con utilizzo di un unico aereo ‘navetta’ tra differenti isole; questo non sarebbe stato poi un grosso problema se almeno noi e gli altri 10 passeggeri fossimo stati avvertiti o informati, ma le modalità di gestione dei Caraibi non sono propriamente europee.
E talvolta anche in Europa i guai non vengono gestiti meglio.
Finalmente alle 22.30 atterriamo ad Antigua, dopo quasi 24 ore di viaggio; fuori dall’aereoporto troviamo un efficiente servizio di taxi statali, con tanto di caposervizo che distribuisce i clienti sui vari taxi e con le stesse tariffe dichiarate sul sito www.antiguanice.com, ed in 15 minuti raggiungiamo i cottages, dove un portiere notturno ci ha atteso molto gentilmente per fornirci la chiave del nostro.

11 Febbraio
Ci svegliamo dopo una buona dormita e, sistemata la valigia, ‘scopriamo’ l’abitazione che sara’ la nostra casa per i prossimi 8 giorni: e’ molto ampia, con un soggiorno luminoso e arieggiato con tante finestre, tutte protette da zanzariere.
Un divano a 3 posti, una poltrona ed una sedia a dondolo che Fabrizio fà sua per i momenti di lettura/relax. Il televisore e’ connesso via cavo ai principali canali americani ed é disponibile anche il wi-fi per il PC, con una tessera giornaliera di 24ore a $5 o settimanale a $20. L’angolo cucina è grande, attrezzato con tutto il necessario, compreso un forno a microonde e un bancone per la colazione; noi, da italiani, ci siamo portati da casa caffè, caffettiera e due tazzine: l’espresso nel mug Americano non si gusta a pieno!
Una scala porta al soppalco dove c’e’ un letto queen size, una scrivania/cassettiera, l’armadio ed un ampio bagno. Proprio un bel nido per una comoda vacanza.
Facciamo colazione, con the e biscotti comprati in aeroporto, nella veranda fronte giardino e scopriamo che abbiamo per ospiti parecchi passeri il cui ‘capo’, piuttosto invadente, riesce ad entrare in soggiorno dalla porta finestra per rubare le bustine di zucchero nel cestino vicino al lavello! E da qui impariamo che e’ opportuno tenere la porta chiusa, almeno alla mattina.
Andiamo alla scoperta della spiaggia di Dickenson Bay, appena in fondo ad una ripida strada accanto al cottage: cinque minuti di cammino, niente di faticoso a meno che non si sia passata la settantina.
Ed ecco il mare: turchese, con la spiaggia bianca e soffice, lambita da piccole onde che formano una spuma delicata sulla rena rosata. Proprio da cartolina!
Affittiamo 2 lettini ed un ombrellone a $20 e ci godiamo la prima giornata caraibica, pranzando con un’insalata al vicino bar di Tony (unico della spiaggia), dove i locali giocano a backgammon o si sfidano a biliardo all’ombra di una tettoia.
Le guide dicevano che questa spiaggia è la più affollata dell’isola ma, pur essendo in alta stagione, i turisti non sono sicuramente molti, secondo gli standard italiani.
La baia è abbastanza lunga e le persone si raccolgono sopratutto vicino al bar di Tony, anche perchè il 70% della spiaggia è riservato al più grande ed esclusivo resort dell’isola, il Sandals, dove tutti gli accessi sono controllati da guardie ed i bambini non sono ammessi, solo coppie!
La prima serata la concludiamo al ristorante ‘The Beach’ www.bigbanana-antigua.com situato sulla spiaggia appena dopo il Sandals: lo raggiungiamo con una passeggiata di 15 minuti dal cottage, muniti di una torcia per illuminare la strada priva di luce, la cena e’ ottima e la spesa totale e’ di 90 euro per starter, main course, dolce e vino.

12 febbraio
Alle 10, come concordato, ci consegnano l’automobile prenotata e partiamo alla volta della capitale, St. John. Le strade antiguane non sono molto trafficate ma la guida a sinistra (siamo in terra colonizzata dagli inglesi!), il cambio automatico e, soprattutto, lo stato dissestato del manto stradale e le buche, profonde e sparse ovunque, e i frequenti ‘rallentatori’ mettono a dura prova l’abilità di pilota di Fabrizio.
La capitale è composta da casette di legno variopinte, ha una main road molto frequentata e 2 pier: uno composto da soli negozi di marche europee famose per lo shopping dei ricchi turisti che sbarcano dagli yatch di crociera che attraccano alla banchina (oggi deserta così come i negozi), l’altro più turistico con tanti negozi di artigianato locale, dove compriamo cartoline, souvenirs e un paio di bei copricostume coloratissimi.
Pranzo sulla veranda del bar Hemingway www.hemingwayantigua.com, con insalata di pollo e birra, visita a Fort James ed alla sua spiaggia devastata da uno degli ultimi uragani e, per finire, spesa al supermercato che incontriamo sulla strada verso casa. Stasera cena in veranda, con gli spaghetti portati da casa, insalata e caffè.

13 febbraio
Oggi e’ il mio compleanno ma, come prevedevo, qui in vacanza anche i 50 anni non sembrano così pesanti e la giornata si prospetta solo festosa.
Partiamo alla scoperta dell’isola, dopo avere preparato sulla mappa fornita dal noleggio di vetture l’elenco delle spiagge che vorremmo visitare.
La partenza si dimostra subito difficoltosa: fuori dalla capitale sono indicate solo le strade principali, non vi è traccia di indicazioni turistiche ed i vari paesi o villaggi non hanno mai nessun cartello che ne indichi il nome.
La ricerca delle spiagge di Deep Bay, Galley Bay e Hawksbill Bay della zona di Five Island si sospendono dopo aver girato a vuoto per un’ora, lungo sentieri che portano al nulla, chiedendo indicazioni ai locali che non conoscono i nomi delle spiagge.
Decidiamo quindi di dirigerci verso sud, in direzione Jolly Harbour. Senza accorgercene superiamo il paese ed arriviamo ad una delle spiagge piu’ famose: Darwook Beach. Qui, come nelle vicine spiagge di Ffreys e Cocobay, gli uragani hanno devastato molto, le strutture presenti nel sito di antiguanice sono quasi abbandonate, i servizi assenti e non vi è traccia di turisti.
Il sole è cocente e l’assenza di ombra e di possibili ristori ci spinge a cercare altrove una spiaggia più accogliente.
Risalendo la costa troviamo il Jolly Beach Resort, posteggiamo e ci avviamo verso l’omonima spiaggia. Qui veniamo accolti da uno spettacolo nuovo: onde immense che si infrangono rumorosamente sulle riva, creando lunghe lingue di spuma bianca ribollente sulla riva cosparsa di conchiglie bianche grandi come piattini. Il risucchio e’ forte, si fatica a rimanere in piedi ed il bagno è una lotta con le onde che ti schiaffeggiano con forza.
Lettini e ombrellone alla solita cifra di $20, per cercare di evitare l’ustione che questo sole, unito alla fresca brezza sempre presente, facilmente comporta. E pranzo al bar della spiaggia.
La giornata si conclude con una cena speciale al ristorante francese ‘Le Bistro’ (www.antigualebistro.com/ prenotato due sere prima) vicino ad Hodges Bay: la strada verso l’aereporto è ricca di cartelli che lo indicano ma arrivati al paese le indicazioni si diradano un pò. Ottimo ambiente molto intimo, frequentato anche da molti locali, mangiamo aragosta e coquille st. Jacques, innaffiate da ottimo vino bianco Muscadet e festeggiamo degnamente la mia entrata nella compagnia dei cinquantenni. Spesa finale di 155 euro.

14 febbraio
Oggi abbiamo deciso di scoprire la costa nord-est, in particolare di visitare un arco naturale denominato Devil’s Bridge e poi di rilassarci alla Long Bay Beach.
Ci dirigiamo verso l’aereoporto e, come sempre, abbiamo alcuni problemi viabilistici: un’interruzione temporanea della strada principale ci obbliga ad una deviazione che ci porta all’interno di un piccolo paese e ci costringe ad un camel trophy per raggiungere la via corretta. Raggiunto il paese di Willikies, ad un bivio dobbiamo decidere la direzione da seguire e adottiamo la regola per cui il segnale di STOP indica la strada secondaria. Errato: persi nei vicoli del villaggio capiamo che vale proprio l’opposto e che l’indicazione corretta e’ fornita dai ‘bus stop’: bisogna seguire quelli per mantenere la direzione giusta!
Arriviamo a Devil’s Bridge seguendo l’indicazione del Veranah Resort e ci troviamo in cima ad un promontorio ove le onde dell’oceano di infrangono fragorosamente: la forza dei marosi ed il vento hanno scavato una grossa fessura nella montagna e si e’ formata una lastra di roccia sospesa sul mare, dove le onde si innalzano con grandi spruzzi. Una compagnia di cinesi prova l’attraversamento del ponte e viene regolarmente lavata da capo a piedi.
Dopo la parte ‘culturale’ raggiungiamo la spiaggia, vicina 200 metri dal bivio del resort, e troviamo ad accoglierci un’ampia baia di sabbia candida con un mare calmo e di color smeraldo. Oggi e’ domenica, riposo anche per gli antiguani, per cui i servizi di ‘sdraio ed ombrellone’ non sono forniti e sistemiano i teli sotto l’ombra di un accogliente albero, a pochi metri dalla riva. I turisti non sono molti, al lato ovest della baia il Pineapple resort, molto discreto, e dall’altro lato l’unico bar/ristorante disponibile, con terrazza attrezzata con tavoli, comode sedie e ombrelloni per riparare dal cocente sole durante il pranzo.
Il bagno è splendido, nell’acqua cristallina che lascia vedere il fondo sabbioso, ed a pochi metri dalla riva vi è una piccola barriera corallina ideale per lo snorkeling; infatti Fabrizio finalmente indossa la sua maschera e si gode lo spettacolo di una moltitudine di pesci colorati.
La spuma del mare sulla rena rosata crea una bella atmosfera ed il giorno di San Valentino trascorre sereno.

15 febbraio
Fabrizio su internet aveva adocchiato un’escursione a Barbuda, isola gemella, in cui si poteva visitare, oltre alle isolate spiagge, anche la famosa colonia di fregate che vivono nella laguna, con un tragitto in piroga. Proviamo una prenotazione tramite la reception del cottage ma purtroppo l’escursione viene effettuata solo il sabato ed ormai noi non abbiamo che pochi giorni a disposizione.
Optiamo allora per la circumnavigazione di Antigua con il catamarano Excellence ($110 a persona), molto publicizzata dai turisti di Tripadvisor, anche se io temo un po’ per il mio facile mal di mare: ci sarà una fermata a Green Island per snorkeling e pranzo e per la felicità di Fabrizio decido di rischiare e prenotiamo per mercoledì.
Oggi, per riposare anche un po’ la pelle dal troppo sole, visitiamo English Harbour ed il famoso Nelson’s Dockyard, il piu’ grande arsenale navale inglese nei Caraibi; l’arsenale, risalente al 1745, fu abbandonato nel 1889, quando l’importanza strategica e commerciale di Antigua per la Corona Inglese declinò. Negli anni ’50 iniziano i lavori di restauro ed oggi il cantiere navale è di nuovo attivo, oltre ad essere l’unico porto in stile georgiano dell’emisfero occidentale ad essere ancora in funzione. Arriviamo dopo un’ora di viaggio e, di nuovo, troviamo pochi turisti: un piccolo museo con alcuni reperti interessanti della vita dei marinai di Sua Maestà, un porticciolo turistico ove sono attraccati alcune barche a vela che fanno brillare gli occhi a Fabrizio sono le attrattive del luogo ed una mezz’ora è più che sufficiente per la visita.
Pranziamo al ristorante dell’unico hotel Copper & Lumber Store www.copperandlumberhotel.com, ricavato in un antico magazzino per il rame ed il legname, e poi ci rechiamo a Shirley Height, una collina vicina da cui si gode uno splendido panorama dell’intera baia, veramente mozzafiato con le piccole nubi bianche che interrompono il blu luminoso del cielo.
La giornata si conclude con un bagno nella vicina Galleon Bay, non degna di nota, e con una spaghettata nella veranda di casa.

16 febbraio
Avendo ormai concluso il giro di tutte le spiagge del nostro percorso abbiamo scelto quella che per noi sarà la “nostra” spiaggia di Antigua e la votazione unanime ha scelto Long Bay Beach. Per cui trascorriamo l’ultima giornata automunita proprio in questa bella baia, senza più problemi viabilistici (ormai conosciamo tutte le strade a menadito!).
Oggi godiamo anche del servizio “sdraio e ombrello” che, come sempre, ci stupisce per i suoi strani orari: alle 15, quando il sole splende ancora alto ed il mare ti invita ancora ad altri bagni, i bagnini dichiarano la chiusura e ritirano tutto. Ed i turisti stessi se ne tornano a casa! Anche chi non utilizza le sdraio prende il proprio telo e se ne va e la spiaggia alle 15.30 è già quasi deserta! Stranezza del popolo inglese, che cena alle 18 ed alle 19 spegne la luce e va a nanna… così vediamo fare alla sera anche dai nostri vicini di cottage che però alla mattina alle 6.30 già fanno colazione!
Noi da ‘meridionali’ rimaniamo in spiaggia fino alle 17 e poi ci avviamo verso casa.
Cena al vicino ristorante Bay House, interno al hotel TradeWinds, www.twhantigua.com, con un buon filetto angus e maiale con un buon vino rosso australiano a 100 euro.

17 febbraio
Eccomi pronta per l’avventura ‘marinara’: alle 9 puntualmente siamo sulla spiaggia in attesa del catamarano ma, ancora una volta, dobbiamo adattarci alle tempistiche caraibiche; vediamo arrivare le imbarcazioni delle altre compagnie, i turisti in attesa sono sempre meno e del nostro catamarano non vi è traccia. Sollecitiamo diverse volte il referente locale ma la cantilena è sempre la stessa: ‘arriverà, nessun problema’ e sembra che gli unici turisti ‘agitati’ siamo noi.
Finalmente alle 10 all’orizzonte compare una macchia tutta bianca che, avvicinatasi alla riva, si dimostra essere la più bella ed attrezzata di tutte quelle viste stamani. Ci imbarchiamo, prendiamo posto all’interno, dove posizioniamo le borse sotto i sedili, ed iniziamo il viaggio.
Subito capiamo che ‘Excellence’ è proprio il nome più adatto alla nostra imbarcazione: il servizio è eccellente, l’equipaggio molto gentile e premuroso, l’offerta di bevande ampia e sempre disponibile (acqua, succhi di frutta, birra), il capitano intrattiene i turisti raccontando le meraviglie e la storia di Antigua con simpatia ed umorismo, la musica di sottofondo è allegra ma mai eccessiva.
E la velocità sprigionata dai motori ci permette rapidamente di ricuperare il ritardo e, una dopo l’altra, raggiungiamo e superiamo tutte le altre barche che avevamo visto attraccare alla spiaggia!
Dopo una mezz’ora di tranquillità in cui ci siamo goduti il mare all’esterno, seduti sui comodi sedili, il capitano invita tutti a rientrare all’interno perché il tratto finale di avvicinamento a Green Island sarà nelle acque agitate dell’oceano e, come dice, “si ballerà un po’”. Devo dire che è stato l’unico momento della giornata in cui ho temuto proprio di non riuscire ad evitare il mal di mare ma i crackers di cui mi ero dotata mi hanno aiutata a resistere e siamo arrivati alla baia senza nessun incidente; e prima di tutti gli altri!
Così i turisti si sono divisi in 2 gruppi: coloro che si sono goduti la piccola spiaggia ed il mare e coloro che, seguiti da un’istruttore, sono usciti a fare ‘snorkeling’ muniti dell’attrezzatura fornita sempre dall’equipaggio. Dopo un’ora Fabrizio è tornato entusiasta per i pesci e le tartarughe incontrati nella gita e possiamo goderci appieno l’ottimo pranzo di pesce preparato sulla barca mentre i turisti delle altre barche iniziano ad arrivare nella baia.
Relax post prandiale e poi si riparte per completare il giro di Antigua: le poche nuvole che stamattina oscuravano il sole molto spesso si sono completamente dissolte, il mare è tranquillo e la traversata è veramente un’esperienza favolosa. Seduti sul bordo, con le gambe penzoloni, il sole che ti abbronza ed il vento tiepido, qualche turista che danza sulla plancia al ritmo caraibico della musica: vorresti che questa emozione non finisca mai ed io e Fabrizio siamo felici della scelta fatta e ci riproponiamo di riviverla ancora la prossima volta ad Antigua.
Lungo la costa scorrono i vari resort che abbiamo visto gli scorsi giorni durante le nostre gite terrestri e anche qualche villa di super vip: il capitano ci parla della villa del ‘premier italiano, Berlusconi’ e su un promontorio vediamo la casa di Eric Clapton, ovviamente con studio di registrazione annesso, dove il musicista passa l’inverno.
Eccoci di nuovo a Dickenson Bay: non è tardi, la spiaggia è ormai deserta e ci concediamo un ultimo bagno.
Mentre il sole sta tramontando, per rendere ancora più romantica l’atmosfera, ecco l’ultima sorpresa della giornata: una coppia tutta vestita di bianco si avvicina al mare, seguita da un prete e da 2 testimoni, ed ha inizio il rito del matrimonio, mentre le onde si frangono e ricoprono di candida spuma la riva.

18 febbraio
Ultimo giorno ad Antigua, lo trascorriamo sulla spiaggia vicino a casa del primo giorno ovvero a Dickenson Bay, la nostra seconda preferita. Stranamente oggi e’ superaffollata, i lettini quasi non bastano ma, dopo lo stupore iniziale, scopriamo il motivo dell’invasione: sono attraccate due navi da crociera a St.John ed hanno scaricato tutti i turisti, la maggior parte italiani, sulle spiagge vicine.
Nessun problema, alle 14 non c’è più nessuno e ci possiamo godere la nostra spiaggia: oggi le nuvole hanno quasi sempre occupato il cielo ma verso sera è tornato il sereno ed il sole si è tuffato in mare regalandoci uno splendido tramonto che cogliamo di buon auspicio per un futuro ritorno in quest’isola che ci ha rubato il cuore e che ci prepariamo a lasciare con un po’ di tristezza.
Per l’ultima sera abbiamo prenotato la cena ad un ristorante sulla spiaggia, il Coconut Grove www.coconutgroveantigua.net all’interno del Seboney Resort, a 15 minuti di cammino dal cottage, consigliato sia dai turisti di Tripadvisor che dalla Lonely Planet.
L’ambiente e’ rustico ma molto di atmosfera, con le luci degli addobbi di Natale, e la veranda di legno si affaccia direttamente sulla spiaggia, con il mare a pochi metri.
Cozze e gamberi, aragosta flambè al rum e mahi mahi e, per finire un dolce di cocco e cioccolato per 120 euro.
Mentre un piccolo spicchio di luna ci illumina dall’alto, salutiamo il mare e prendiamo congedo da Antigua, avviandoci verso l’ultima ripida salita verso il cottage.

19 febbraio
Oggi il sole splende forte nel cielo blu, stamattina nessun problema di trasporti e l’aereo che ci porta a Saint Martin, prima tappa del nostro lungo rientro in Italia, è pronto a partire con 5 minuti di anticipo sull’orario previsto.
Stiamo decollando ed Antigua dall’alto è ancora più bella, una macchia verde nel blu del mare, orlata da tante splendide spiagge bianche su cui abbiamo trascorso una splendida vacanza invernale.
Un caldo consiglio a tutti: andateci, non sarete delusi e troverete un piccolo angolo di paradiso!

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