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Discussione: * INFO NEW YORK *

  1. #2401
    Senior Member L'avatar di BEA
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    Ecco la vexata quaestio : quale racconto seguire?
    Valiuscia , Cris , Alessandro o addirittura l'ellenica Bea???
    Permettetemi di chiamarmi fuori dalla diatriba.
    Non sono zone mie e oltretutto non sono assolutamente organizzata in generale, quindi al massimo posso consigliare un: quando sei lì, decidi - che è fondamentalmente la mia filosofia, se non sono proprio obbligata a fare il contrario

  2. #2402
    Senior Member L'avatar di Neowave
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    In onore di Reietto, riprendo il mio racconto, gli devo i DICKER HEIGHTS!

    Sicuramente risulterà un pò anacronistico, poichè si parla del Natale, ma non posso aspettare il prossimo!

    Dunque, eravamo rimasti alla messa gospel e al pranzo al Manna's food di Harlem...andiamo avanti!
    E' domenica 15 Dicembre 2013...c'è un intero pomeriggio da rivivere!


    "Stabiliamo che il pomeriggio lo dedicheremo a Brooklyn, iniziando da un mercatino che si tiene il sabato e la domenica a Williamsburg: ARTIST & FLEAS MARKET. (http://www.artistsandfleas.com/proje...amsburg-market)

    Allegato 17209

    Bella la location (un vecchio magazzino), originali molti degli articoli esposti, vale sicuramente la pena farci un giro per apprezzare il lavoro di molti giovani stiliti e designer.
    Il quartiere dove si tiene l’Artist & Fleas Market è molto tranquillo e vale lo stesso discorso fatto per Harleem: ti senti molto lontano dalla metropoli, direi che l’atmosfera, le case e i palazzi ricordano una cittadina europea. Continuiamo la nostra passeggiata e tra un negozio e l’altro, il pomeriggio passa in fretta, troppo in fretta!
    Rientriamo a Manhattan quando iniziano ad accendersi le luci della sera. Quando usciamo dalla metropolitana, in corrispondenza di Columbus Circle, troviamo gente strana.

    Allegato 17210

    La piazza è dominata da palazzi di vetro, tra cui quello della CNN e due torri che generano da lontano sembrano simili a due lame affilate. Al centro la statua di Colombo.

    Allegato 17211

    Facciamo una capatina nel centro commerciale, poi rientriamo in hotel per prepararci alla serata speciale che ci attende: abbiamo prenotato in un ristorante “di lusso”, dopotutto dobbiamo festeggiare il nostro matrimonio!
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  3. #2403
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    Il locale prescelto è il COLICCHIO AND SONS (http://www.craftrestaurantsinc.com/colicchio-and-sons/ ), recensito ottimamente e con una dining room davvero accattivante!

    Allegato 17212

    Bellissima l'atmosfera, luci soffuse come al solito a New York, tavola apparecchiata con gusto.
    Abbiamo scelto il menù da quattro portate, credo che cambi in base alla stagione, in ogni caso comprende un antipasto, un primo piatto, un secondo e un dolce.
    Veramente eccezionali gli accostamenti di ingredienti, l'unica pecca è stata il servizio dei piatti troppo veloce, senza pause tra una portata e l'altra. Per il resto, estrema attenzione al cliente, c’era sempre un cameriere pronto a soddisfare ogni esigenza.
    A fine serata ci hanno consegnato due dolcetti per la colazione del giorno dopo, un dettaglio che comunque va ad aggiungersi agli aspetti positivi.

    Per concludere la serata, saliamo su un taxi che ci porta fino a Times Square, dove facciamo due passi per favorire la digestione. Il centro nevralgico di NYC è vivo più che mai, gente ovunque, sembra mezzogiorno.
    Cotti come due pere, ma felici (e leggermente alticci!), rientriamo in hotel e buonanotte!
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  4. #2404
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    Chinatown, circle line e dyker heights: Chi piu’ ne ha, piu’ ne metta (del gas!)

    lunedì 16 Dicembre 2013

    Programma ricco quello odierno, come se ci fossimo risparmiati nei giorni precedenti!
    Il tour fai da te prevede in ordine: New York Public Library, Flatiron District, Chinatown e Little Italy e per concludere una bella crociera sull’Hudson approfittando del NY Citypass. Il meteo è ancora dalla nostra parte, è una bella giornata di sole e anche se fa freddo, tutto ciò che c’è intorno ti scalda il cuore. L’atmosfera del Natale che si avvicina nella City è fantastica, gli addobbi, le musiche, la gente!
    A Bryant Park, una perla verde incastonata fra i grattacieli, proprio dietro la NY Public Library, c’è una bella pista di pattinaggio già aperta e un grande albero addobbato che la domina. Non si può rimanere indifferenti agli scorci che ti regala questa città! L’ho già detto?

    Allegato 17213

    Giriamo intorno all’edificio, per raggiungere la facciata est, dove c’è l’ingresso principale alla biblioteca. Quante volte questo palazzo (Stephen A. Schwarzman Building – thanks Wikipedia) è stato ripreso nei film!
    Un leone “ghirlandato” per l’occasione ci attende all’ingresso.

    Allegato 17214

    Dall’elegante ed enorme hall, dove domina il marmo, partono due corridoi in direzioni opposte, e due scale portano al piano superiore. Decidiamo di esplorare un po’ il piano terra, percorrendo il corridoio a destra, dove troviamo subito lo shop della Library. Lo superiamo, come superiamo alcune porte chiuse, finchè non troviamo altre scale, che ci porteranno alla Jill Kupin Rose Gallery, al livello superiore. Qui troviamo alcune interessanti opere contemporanee, alcune veramente simpatiche, alcune senza un senso apparente.
    E’ salendo al terzo piano però che si può accedere alla parte più bella di questa magnifica biblioteca: ci sono le sale dedicate alla lettura e alcuni capolavori originali blindati sotto teche di vetro, come “A CHRISTMAS CAROL” (versione illustrata), di Charles Dickens.
    Scatto qualche foto alla sala lettura e riesco ad immortalare l’Empire, che si erge in lontananza, aldilà delle vetrate ad arco della biblioteca.

    Allegato 17215

    Allegato 17216
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  5. #2405
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    Usciamo dalla Public Library soddisfatti della visita e ci dirigiamo verso sud, percorrendo la Quinta Ave. Superiamo l’Empire, nei pressi del quale per l’ennesima volta ci propongono un nonsobenechetour per salire all’osservatorio panoramico; ci fermiamo a guardare qualche vetrina, ma in lontananza ecco che poco a poco si fa sempre più evidente il profilo di un edificio che sembra tagliare in due, come una lama, la Quinta Ave: il Flatiron Building.
    Giunti al Madison Square Park, ci fermiamo ad ammirare quello che è stato definito dai newyorkesi stessi il “ferro da stiro”. Io ricordo che, ai tempi in cui giocavo a GTA su Playstation, mi chiedevo se veramente esistesse un edificio del genere. Era infatti presente nella ricostruzione, devo dire quasi rasente la perfezione, di New York. A volte i videogiochi sono anche un’esperienza ludica interessante!


    Nel frattempo che i nostri nasi sono rivolti verso l’alto, non ci accorgiamo che siamo circondati! Sì, dai nostri amichetti scoiattoli! Sono in ogni dove, ce ne saranno quasi una ventina ai nostri piedi! Con passo spedito, ci allontaniamo dirigendoci verso il Flatiron District. Lasciamo la Quinta Ave per prendere la Broadway, continuando il percorso verso sud. Lungo il percorso troviamo un fantastico negozio di arredamento nel quale ci perdiamo per un po’, tra allestimenti natalizi e altre curiosità: l’ABC Carpet & Home (https://www.abchome.com/ ). All’interno c’è anche un angolo dedicato alla ristorazione, l’ABC Kitchen, che non abbiamo avuto modo di testare ma ci ispirava parecchio.


    E’ quasi mezzogiorno, ma noi non molliamo. Proseguiamo verso sud, fino ad arrivare ad Union Square Park, dove, nel lato occidentale, c’è un mercato di prodotti alimentari locali molto carino. Compriamo una bella pagnotta di pane, giriamo un po’ fra le bancarelle, dove troviamo anche questi…

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  6. #2406
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    Proseguiamo un po’ interdetti chiedendoci a cosa possano servire se non a rallegrare le giornate di cani giganti, poi ci infiliamo nella metro, destinazione Chinatown.
    Io già non vado matto per le Chinatown nel mondo in generale, questa di New York devo dire che non è niente di speciale. Sì, ok, ci sono anche degli angoli che si possono definire pittoreschi, ma perlopiù è, concedetemi il termine, un “puttanaio” di cianfrusaglie misto a rosticcerie neanche troppo invitanti. Come direbbe Joe Bastianich (o meglio Crozza quando lo imita perfettamente!), DILUSIONE DI DILUDENDO!
    Per non parlare di ciò che resta di Little Italy, colonizzata dai negozi di chincaglierie cinesi. Nella Big City è già avvenuto quello che piano piano sta succedendo qui in Italia: i cinesi si stanno impossessando di ogni angolo rimasto vuoto. Bah!
    Per pranzo vorremmo testare una piccola rosticceria che ci avevano consigliato in questa zona, ma visto l’andazzo generale decidiamo di soprassedere e torniamo alla metro. Torniamo all’Empire, per la precisione all’HEARTLAND BREWERY, dove sappiamo di trovare cibo di qualità! Ci godiamo il pranzo seduti, ci riposiamo, in attesa di dirigerci verso il PIER 83, il molo dove avrà inizio la crociera sull’Hudson.
    Sono passate da poco le 15 quando ci mettiamo in fila per salire sul battello che ci farà fare la SEMI-CIRCLE CRUISE, dal PIER 83 verso sud, Wall Street, Statua della Libertà, poi il lato est fino al palazzo dell’ONU e ritorno. Il sole splende ancora e riscalda, per quanto possibile, ma comincia anche a fare piuttosto freschino.
    Indomiti, ci sediamo all’esterno, per goderci pienamente lo spettacolo di New York al tramonto. Poco prima che la crociera abbia inizio, compriamo un paio di caffè americani per scaldarci le mani e l’anima. Provvidenziale acquisto.
    Il tour ha inizio quando il sole comincia a nascondersi dietro i palazzi ad occidente.

    Allegato 17221

    Riflesso nei palazzi di vetro di Wall Street, in lontananza, sembra volerli incendiare.

    Allegato 17222

    E poi la regina indiscussa della crociera, la Statua della Libertà. Al tramonto è così affascinante!

    Allegato 17223

    Quando siamo quasi davanti a lei, lo speaker si infervora, dicendoci di volgere per un attimo lo sguardo alle nostre spalle, dove è visibile la luna, il ponte di Brooklyn, e lo skyline di Manhattan. E’ un momento che definirei quasi mistico. Ti volti, e vedi questo....

    Allegato 17224

    E pensi che te lo ricorderai a lungo. Molto a lungo.
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  7. #2407
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    C’è eccitazione nell’aria. C’è anche un freddo birichino, come diciamo qui dalle mie parti, ma tutti se ne fregano. Sembriamo tutti impazziti, non sappiamo più dove girarci, come metterci in posa per un selfie spettacolare, per la foto dell’anno.
    Ci avviciniamo pian piano al ponte di Brooklyn e anche qui, come ben sappiamo vista l’esperienza dei giorni precedenti, ci sarà una vista spettacolare su Downtown.

    Allegato 17225

    Allegato 17226

    Ecco il consiglio che vi voglio dare prima di fare questa crociera. Forse è scontato, non lo so. E’ questo: assicuratevi che le batterie della vostra macchina fotografica siano cariche, o di averne di scorta. Non potete rimanere senza, altrimenti saranno martellate sui gioielli.
    Considerate l’uso del flash, considerate il freddo, che influisce sull’elettronica. Ok, fine momento avvertimento!
    Torniamo alla crociera, che prosegue adesso verso nord, verso il palazzo dell’ONU, dove ci sarà il giro di boa. Ma prima, ancora show! Panorama verso sud!

    Allegato 17227


    E poi le luci cominciano ad accendersi in ogni dove, finchè non giungiamo al punto x e c’è l’Empire, c’è il Chrysler, c’è il palazzo di vetro. C’è il tranquillo Hudson che ci culla, ci sono le luci di New York. CI SIAMO NOI!

    Allegato 17228
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  8. #2408
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    Dyker heights

    Quando la punta della barca torna a puntare di nuovo verso sud, il freddo ha la meglio. Decidiamo di andarci un po’ a sedere al coperto, per non caricarci troppo di freddo e scaricare anche le nostre, di batterie. Voglio essere sincero fino in fondo, ci addormentiamo anche per qualche minuto. Il teporino all’interno è un toccasana, ne approfittiamo. Vabbè, sì, ci perdiamo una parte di spettacolo, ma avevamo dato tutto all’andata!
    Infine, dopo quasi due ore di crociera, eccoci di nuovo al PIER 83. Scendiamo dal ferry boat un po’ frastornati, un po’ per la fantastica esperienza, un po’ per il sonnellino. E’ sicuramente il momento giusto per un caffè. Risaliamo la 42th street, dove incontriamo uno Starbucks (ma vah!?!) e ci buttiamo dentro.
    Ordiniamo un caffè e un croissant al cioccolato e parliamo sul da farsi. Due persone normali, dopo una giornata così, dove si è camminato tanto e preso un sacco di freddo, dovrebbero rientrare in hotel, farsi una bella doccia, rilassarsi, poi godersi la serata in questa splendida città.
    Diamo una letta al programma dei giorni successivi e quando arriviamo alla riga dove c’è scritto DYKER HEIGHTS --à il quartiere più addobbato al mondo per Natale (sì, lo avevo scritto io!!ahahahah), il mio sguardo si incontra con quello complice di mia moglie e capisco che la decisione è presa!
    E Diker Heights sia!
    Ci sono però un pò di controindicazioni. Le famose batterie della macchina fotografica sono al limite e anche il cellulare è quasi scarico. Si rischia seriamente di non poter scattare tante foto quanto invece sarebbe il caso di fare. E’ un rischio che possiamo correre? Massì, al massimo ci soffiamo sopra, alle batterie! Funziona sempre!!!
    Comunque, grazie a Chris REIETTO, so cosa dobbiamo fare! Ho caricato le sue mappe di viaggio (https://maps.google.it/maps/ms?msid=...a=0&dg=feature ) sul cellulare, dove c’è segnato per filo e per segno il percorso da seguire per ammirare gli addobbi del quartiere… solo che il problema è il cellulare…durerà? Ecco uno screenshot fatto allora, seduto sullo sgabello dello Starbucks, che attesta le condizioni precarie del mio cell, nonché la mappa di Chris, che sarà la nostra fondamentale guida in quell’angolo di mondo disperso nel Brooklyn!

    Allegato 17229

    Usciamo dal caffè e scendiamo nei sotterranei di New York per prendere la metropolitana, nello specifico per arrivare a Dyker Heights occorre prendere la D (colore arancio), scendendo in corrispondenza della 79th street. Durante il viaggio, che da Manhattan è lunghetto, un po’ dormiamo.
    Sarà per questa sonnolenza ormai insita in noi, che, quando scendiamo, percorriamo da subito la strada sbagliata, esattamente nel senso opposto rispetto a quella che dovremmo prendere. In parole povere, ci facciamo un bel giretto nel nulla, inizialmente inconsapevoli dell’errore. E così, guardandoci intorno, commentiamo: “Massì, carino questo quartiere, ma forse nel nostro ci sono più luminarie”. Io non mi ci raccapezzo, insomma, so che dobbiamo percorrere l’83th street, l’84th…etc etc a zig zag…e lo facciamo infatti, solo che sono nel lato est rispetto alla metropolitana! Quando me ne accorgo, è passata quasi una mezz’oretta. Sono quasi le otto di sera, c’è un gran freddo, ma ormai siamo qui, non possiamo tirarci indietro! Così, infreddoliti ma determinati, finalmente entriamo nell’area giusta. E cominciamo a stropicciarci gli occhi dalle tante luci e colori che si incontrano ovunque!

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  9. #2409
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    C’è anche Peppa Pig in versione natalizia…MAH...


    E il gran finale...


    Queste sono solo alcune delle abitazioni addobbate di Dyker Heights!
    Non c’è che dire, un’esplosione di luci e colori incredibile! Un’esperienza assolutamente da non perdere, coprendosi bene per non patire freddo. Seguendo il percorso impostato da Reietto si giunge infine alla fermata della metro, dove è possibile tornare a Manhattan, come facciamo noi, che siamo anche un po’ affamati, tra l’altro!
    Anche per cena scegliamo l’usato sicuro, se così si può dire, ovvero torniamo al BURGER JOINT per un succulento cheeseburger e poi via a letto! Oggi la pagnotta ce la siamo davvero guadagnata!

    Continua...
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  10. #2410
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    Le mitiche mappe di a Reietto. Mai più senza!



    Neowave, il tuo entusiasmo è contagioso. Certo che gli addobbi sono ... da allucinazioni

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