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Discussione: In Giappone, tra tecnologia e tradizione

  1. #331
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    Ti seguo con molto interesse. Bravo!

  2. #332
    Senior Member L'avatar di ANTONELLA59
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    rozzano (mi)
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    Bellissima idea quella del Japan dalla A alla Z. Spero per te che non toccherai tutte le lettere perche' posso solo immaginare la fatica
    Bravo Umberto

  3. #333
    Senior Member L'avatar di Hakon
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    Architettura - Non affanniamoci a cercare tracce dell'antica Edo, che nel 1720 con un milione di abitanti era la più grande città del mondo, perché semplicemente non ce ne sono. L'impressione generale che si ricava girando per Tokyo è che quasi tutto sia successivo al 1960. Lo stesso Palazzo Imperiale a Chiyoda è appena del XIX secolo, così come i templi ed i santuari più venerandi che, anche quando hanno origini più remote, sono comunque dei rifacimenti; se vogliamo visitarne di più antichi dovremmo andare a Kamakura, Kyoto, Nara o Nikko (quest'ultima la cito ma non la conosco). Un centro storico, come noi lo intendiamo non lo possiede neanche Osaka né la stessa Kyoto dai mille templi. Per questo motivo avrei voluto inserire nel nostro viaggio le cittadine di Takayama o Kanazawa, ma lascio a qualcuno dei lettori il compito di scoprirle, Tornando a Tokyo non si può disconoscere la gravità del grande terremoto del Kantō che colpì appunto la pianura del Kantō sull'isola maggiore giapponese del Honshū la mattina del 1º settembre 1923. Il terremoto devastò Tokyo, il porto di Yokohama, e le prefetture circostanti di Chiba, Kanagawa, e Shizuoka, e causò grandi distruzioni in tutta la regione del Kantō.
    A queste distruzioni vanno aggiunte quelle dei bombardamenti americani tra il 1943 e il 1945. Comprendiamo allora come possa essere altamente valuato quale un monumento "storico" la stazione ferroviaria nota come Tokyo Station,




    completata nel 1914 in quelle forme già pienamente occidentalizzate, di cui il Museo Nazionale di Nara



    può essere considerato un'espressione precedente. In ogni caso, dall'inizio del boom edilizio con le Olimpiadi del 1964, la tendenza ininterrottamente portata
    avanti è quella si sostituire gli edifici anziani. Inoltre, mentre l'architettura tradizionale giapponese e specialmente quella domestica ha fornito grandi spunti di riflessione agli esponenti del Movimento Moderno, l'arrivo delle tecnologie moderne ha apportato un nuovo impulso all'architettura nipponica. La loro assimilazione ed elaborazione ha reso le costruzioni contemporanee giapponesi tra le più impressionanti per termini di tecnologia e di concezione formale. Tutto questo unitamente alla volontà, pubblica e privata, di rinnovare ed edificare ha fatto sì che interi (nuovi) quartieri fungessero da palestra per i migliori architetti e studi professionali del Paese ed in anni più vicini anche stranieri. Qualità architettonica e urbanisticacontribuiscono alla seriosa compostezza di Marunouchi,



    incantano nello Skyscraper district di Shinjuku,



    stupiscono nell'isola artificiale di Odaiba.



    Ma dove la pianificazione, l'accortezza disciplinata dal rigore dell'esercizio progettuale lasciano il posto allo spirito commerciale e consumistico, smarriamo il filo che
    pure lega le prove migliori dei contemporanei con la grazia, la misuratezza, l'equilibrio zen, l'estrema raffinatezza della tradizione. Cambiamo quartiere, distretto zona e troviamo che le facciate degli edifici si riducono a mere quinte d'appoggio dellacomunicazione pubblicitaria più prepotente... che tuttavia affascina quando dal crepuscolo si anima luminosamente. Tutto intorno c'è la città, anzi le città con le loro necessità, abitative innanzi tutto. Dove non brillano le luci delle archistar o quelle delle griffes della moda, l'edilizia corrente non colpisce in modo particolare; posto che nelle aree urbane, la ricerca del nuovo prevale sulla volontà di conservazione, molte case tradizionali sono andate perse anche perché i loro proprietari non possono pagare l'imposta di successione (che può raggiungere il 75 per cento del valore della proprietà) quindi sono costretti a vendere a chi ricostruisce.
    Camminando per strada, in zone dove i turisti non andrebbero e dove magari noi siamo stati per via delle conoscenze locali di mia figlia, vedi giardini privati, orticelli urbani che possono sorgere accanto alle unità abitative, che spesso nascono un po' a caso e diverse le une dalle altre in una disarmonia kawai dove il cielo è
    solcato - come ho già segnalato - dai fili dell'alta tensione, che nelle zone residenziali (ma non solo) sono bassi e ben in vista. Nei vari spostamenti ho osservato dal treno la stessa situazione, potendo solo dai tetti riconoscere le case tradizionali, confuse tra gli agglomerati di villette e casette a schiera, sicuramente antisismiche ma sgraziate, che punteggiano le campagne, alternandosi ai campi di riso e ai residui di boschi, tra Kanto e Kansai.
    Last: July 29-August 29 J A P A N

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  4. #334
    Senior Member L'avatar di valya
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    Citazione Originariamente Scritto da Hakon Visualizza Messaggio
    In anteprima, foto non ancora postate pubblicamente su Flickr

    Kyoto Garden Residence a Yamashirotaga





    L'ingresso. Qui si lasciavano le scarpe e si calzavano le ciabatte.



    Il corridoio a vetri, gli scorrevoli delle nostre stanze a sx



    Un angolo del giardino



    Il nostro anfitrione Katchan


    che meraviglia meravigliosa!
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  5. #335
    Member L'avatar di antonio_s
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    Complimenti per le tante spiegazioni che ci stai fornendo su un paese così diverso, anche perché è un paese verso il quale gli stereotipi sono forti, mentre penso sia un "mondo" molto complesso e difficile da capire fino in fondo, soprattutto per la diversa mentalità, se si guarda con occhi occidentali. Non ci sono mai stato e non rientra tra i luoghi che vorrei visitare a breve, ma le tue spiegazioni sono davvero molto interessanti e sicuramente accrescono la mia curiosità verso il Giappone.

  6. #336
    Senior Member L'avatar di Hakon
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    Aria condizionata - sempre e comunque. Irrinunciabile in camera. Mr CC il proprietario dell'appartamento di Meguro ci aveva raccomandato di spegnerla prima di uscire, ma noi, dopo i primi due giorni, gli abbiamo disobbedito!

    B

    Bacchette (ohashi) - Negli anni abbiamo sviluppato una certa destrezza nel loro uso (anche a casa con il take away cinese o di Sosushi) e in funzione del cibo credo di sentirne la necessità, quindi no problem! Quando ordinate un Hamburger o una bistecca vi portano forchetta e coltello, così come la forchetta è di default per la pasta di tipo italiano. Se vi trovate a tavola con un giapponese non utilizzatele mai infilzando né incrociatele!

    Bagagli - Può essere un'idea temeraria salire sulla metro carichi di bagagli voluminosi. Me ne sono reso conto verificando il grado di affollamento giorno per giorno, così abbiamo evitato di farlo. Ambedue i nostri alloggi di Tokyo erano molto vicini alle stazioni. Ma mentre nel primo, a Shibuya, siamo arrivati direttamente col Narita Express, dal secondo a Meguro, ho preferito prendere due taxi (necessari per noi quattro e il nostro carico!) per la stazione di Shinagawa da cui imbarcarci appunto sul treno per l'aeroporto. Lì e negli altri treni veloci, le valigie più voluminose vanno sistemate negli appositi vani, come nelle nostre frecce.

    Biciclette - non ne circolano moltissime, ma neanche poche. Le piste ciclabili sono rare, in compenso il loro codice della strada gli consente di utilizzare i marciapiedi - spesso molto larghi - così ve le vedete sfrecciare accanto.

    Birra - Le birre giapponesi sono state in assoluto la bevanda con cui abbiamo accompagnato i pasti, spesso svuotando velocemente i boccali per l'arsura. Una buona abitudine che hanno in molti locali è quella di servirvi spontaneamente bicchieroni di acqua con ghiaccio. Tornando alla birra, rispetto alla Asahi ed alla Sapporo, ho preferito la Kirin Ichiban. A questo proposito vorrei segnalare la birreria Kirin Ichiban a Shibuya. La trovate ai piedi del centro commerciale Parco. A patto di sorbirvi in un'apposita saletta un (breve) documentario sulla casa madre, potrete poi godervi una simpatica atmosfera condita da musiche bavaresi e specialità a tema, in uno dei rari spazi con dehors dell'intera città.



    Boulangerie - Scampolo del secondo Paese del mondo occidentale che amano di più è quel tipo di panificio che con i suoi profumi e varietà di proposte, dal dolce al salato, potrà rallegrare le colazioni o fornire una valida alternativa per un pranzo veloce. Sono sorprendentemente diffuse, ovviamente a cominciare dai centri commerciali o dai multistores.
    Last: July 29-August 29 J A P A N

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  7. #337
    Senior Member L'avatar di reietto
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    Ho deciso che raccoglieró le tue informazioni in un pdf che conserveró gelosamente. Curiosa la cosa delle boulangerie.

  8. #338
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  9. #339
    Senior Member L'avatar di reietto
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    Vedremo

  10. #340
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    C

    Carpe - Dove ci sarà un fossato colmo d'acqua, una fontana. un'umile vasca quelli che vedrete non sono pesciolini rossi ipernutriti o mutanti, ma enormi colorate carpe, rosse,arancio o dorate.
    Cat café - Mia moglie e mia figlia hanno passato un'oretta a sollazzarsi in compagnia di numerosi mici e micioni in questo Cat Cafe Hapineko - www.Hapineko.com. Sostanzialmente è come un soggiorno di casa dove chiunque ad un modico prezzo può fare e ricevere coccole da una combriccola di felini e sorseggiare nel frattempo un té o un drink analcolico.



    Clima - Costretti dalle vacanze universitarie e scolastiche siamo andati dalla fine di luglio alla fine d'agosto. Se potete non fatelo! Il caldo afoso è davvero micidiale. I primi otto giorni sono stati particolarmente pesanti, non ci si deve illudere neanche quando il cielo è azzurro intenso, il tasso di umidità è sempre notevole e la temperatura percepita va dai 34° ai 37-40°. La cosa è abbastanza pesante quando si passano dodici ore di filato fuori. Solo poche volte siamo ritornati a casa nelle ore centrali per riposarci. Nonostante faccia buio presto, in certe giornate la sera alleviava solo minimamente la temperatura, anche se è al sole chiaramente che si è sottoposti ad un trattamento grill. Vi dirò che in definitiva ho perso 4-5 kg e che il mio girovita ne ha beneficiato, sarà stato anche merito della dieta comunque diversa e che ritengo equilibrata e salutare o del té verde, però le camminate in quelle giornate avranno fatto la loro parte. N.B. Quando non sono in vacanza, vado al lavoro in bicicletta e gioco a tennis almeno due volte a settimana. Ho capito infine che il parasole così diffuso ancora tra le donne non è un vezzo ma una reale necessità. Io da parte mia a metà mattinata o nel primo pomeriggio scioglievo la mia bustina di magnesio e potassio in una bottiglietta d'acqua o limonata fredda comprata al konbini.
    Sarebbe bello andare in aprile per l'Hanami, in autunno per il foliage o anche nel pieno inverno che è generalmente secco e poco nevoso. Le piogge durano invece per tutto giugno e a volte fino all'inizio di luglio.
    Controlli - Mi riferisco a quelli dell'immigrazione, all'arrivo in aereoporto, naturalmente da viaggiatori indipendenti.Appena scesi dall’aereo abbiamo seguito semplicemente l’unica strada possibile per andare verso l’uscita. Qualsiasi altra via è bloccata, per questo non si può sbagliare! Arrivati all’ufficio immigrazione, con i nostri compagni di viaggio, abbiamo dovuto compilare il foglio riguardante il nostro arrivo in Giappone fornito qualche metro prima dagli addetti (sarebbe meglio averlo giàin aereo). Vanno indicati i dati personali, il volo, il numero di passaporto, il motivo del viaggio, la durata della permanenza e soprattutto il nostro recapito giapponese.. Quindi non dimenticate di tenere a portata di mano un appunto quanto più completo possibile.
    In un altro foglietto, dopo aver dichiarato di non essere mai stati espulsi dal Giappone, di non avervi commesso crimini e subito condanne, di non essere in possesso di droghe,lame o esplosivi, esplicitiamo l'importo in contanti in nostro possesso.
    Corvi - Come le nostre piazze sono invase dai piccioni i loro parchi registrano la presenza di una discreta popolazione di corvi.



    D

    Desserts - Tralasciando il gelato al té verde che già conosciamo, gli indiscussi protagonisti sono gli azuki, fagioli rossi che trattano in guisa di marmellata. Possono essere utilizzati per farcire qualcosa o per accompagnare. Vi assicuro che sono buoni! Spesso compaiono anche vari tipi di mochi (dolcetti di farina di riso), questi sono presenti anche come merendine in vendita nei konbini o nelle bancarelle delle fiere o di certe vie commerciali. GLi azuki possiamo trovarli anche in forma di simpatica gelatina o yokan:



    in tema di dolcetti da bancarella e simili ai mochi sono i dango:



    E

    English menu - Fondamentale, chiedetelo subito appena messo piede in un ristorante. Altri vi consiglieranno di frequentare solo quelli che espongono i piatti in cera così da capire cosa scegliere. Non abbiamo seguito mai questa strada: o non ci piacevano i piatti o non ci piacevano i posti o tutt'e due.
    Engrish - In realtà Engrish è un termine usato per il cattivo inglese utilizzato su prodotti giapponesi come t-shirt ecc.; in Giappone, l'inglese è popolare come strumento di marketing ed è considerato cool e alla moda ... ma nessuno sembra preoccuparsi del modo stravagante o scorretto in cui possa essere utilizzato, con risultati a volte francamente esilaranti. Dallo scritto passiamo all'orale... Fatte le dovute eccezioni, togliamoci dalla testa che tutti i giapponesi parlino o comprendano l'inglese, d'altra parte è solo la terza lingua studiata, dopo il cinese e il coreano. Possiamo provare a scandire, evitare sintassi appena complesse, niente futuro e condizionale, verbi all'infinito e parlando di orari mai dire fifteen to twelve ma solo eleven forty-five. Le risposte saranno buffe includendo termini come stora (stores), cuto (cute), left (left), tiketto (tiket), ma spesso sapranno farsi comprendere e saranno sempre disponibilissimi (come lo sono per dovere i giovanissimi poliziotti), chi evita lo fa per timidezza o perché non si ritiene all'altezza.
    Ultima modifica di Hakon; 12-10-2014 alle 18:05:18
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