In questi giorni i vari portali, così come le TV, fanno a gara a pubblicare speciali e biografie su di lui; è normale, è il loro lavoro e quanto sta accadendo non può lasciare indifferenti. Noi vogliamo semplicemente ricordare il Papa nella maniera più semplice, salutandolo per l'ultima volta, come se fosse (e forse in fondo lo è...) un vecchio amico.
A nome mio quindi, prima ancora che come Ci Sono Stato, scrivo questo post.

Non importa che si sia credenti o meno, che si sia Cristiani o che si professi un'altra religione; come dimostrato da quanto sta succdendo in questi giorni in tutto il Mondo, con Moschee e Sinagoghe, Templi e Chiese che hanno accolto le preghiere di chi riconosce nel Papa una persona speciale.
Ed è proprio così che voglio ricordarlo e salutarlo.
Spogliato delle vesti bianche che indossa sempre, lontano dal simbolo che rappresenta e dal "lavoro" che ha scelto di fare; non lo voglio nemmeno chiamare Giovanni Paolo II, preferisco il suo nome, Karol Wojtyla, per poter meglio ricordare la persona prima della figura.
Una persona che ha dato tanto, a tutti.
Un uomo che nonostante tutto e tutti ha seguito la sua strada, un esempio che va ben oltre il suo "ruolo"; un anziano signore con il bastone che davanti a mezzo Mondo ed in barba alla rigida etichetta si mette a ballare con i "suoi giovani" o che scherza sorridente con un bambino in braccio; e anche un Viaggiatore con la "V" maiuscola, che ha visitato ogni angolo della Terra e sempre ha saputo portare speranza guardando alla gente.
Mi mancherai.