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Discussione: *INFO PARIGI*

  1. #4651
    Senior Member L'avatar di reietto
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    Noi siamo qui in attesa.

  2. #4652
    Administrator L'avatar di Ricky
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    Splendida Parigi: Pigalle, Montmartre e il Marché St. Quentin
    http://www.cisonostato.it/diario_dettaglio.php?idD=3542

  3. #4653
    È domenica mattina.

    Che ne dite se dopo un buon caffè andiamo a farci una passeggiata per i vicoli di una delle più romantiche città d'Europa?

    Tratto dal mio diario di viaggio "AU COEUR DE NOËL A PARIS":

    La sera prima ho impostato la sveglia ad un orario insolito. Ho il desiderio infatti di rivisitare alcuni scorci della città prima che si rimetta in moto, per potermeli gustare in esclusiva. Lascio l’appartamento senza fare rumori per non svegliare Elisabetta e Riccardo che stanno ancora riposando. Prima meta la vicina place des Vosges. La piazza è ancora deserta, ci sono solo una ragazza che fa stretching agli arti inferiori con l’aiuto di una panchina e due operai polacchi che si stanno fumando una sigaretta prima di entrare nel cantiere ed iniziare la giornata lavorativa. In origine chiamata place Royale, assunse l’attuale denominazione nel 1800 come omaggio al dipartimento dei Vosgi, il primo in Francia a versare i tributi allo stato centrale. Il grande giardino è decorato da quattro fontane e dalla riproduzione della statua equestre di Luigi XIII. Terminata la visita mi dirigo velocemente verso l’Île Saint-Louis. Questa volta non mi limito solo a ripercorrere rue St-Louis en l’Île, che rimane comunque una chicca, ma la giro completamente in senso antiorario partendo da Quai d’Orléans e terminando in Quai de Bourbon. È solo un parere personale ma secondo me l’isola con i suoi vicoli ed angoli nascosti è più affascinante rispetto a l’Île de la Cité. Non pago di quanto visto scendo le scale poste sugli argini del fiume fino a raggiungere il viottolo che scorre lungo la Senna. Mentre i barconi sono ancora ormeggiati nei moli mi siedo su una panchina in pietra ed osservo le acque del fiume infrangersi sulla banchina davanti a me, mentre le poche persone che passano di li sono intente a fare footing oppure ad accompagnare i cani a passeggio. Risalgo in cima, nelle vie del centro le prime botteghe hanno aperto i battenti mentre gli artisti di strada iniziano a mettere in mostra le loro opere appiccicandole ai muri dei palazzi.

    Il programma schedulato per il pomeriggio prevede la visita alla Parigi di inizio Ottocento, seguendo il percorso a piedi proposto dalla Lonely Planet. Ricomposta la formazione al completo il nostro giro inizia dal trafficato Boulevard Montmartre. Situati uno di fronte all’altro sugli opposti lati dell’ampio viale, si diramano due dei più conosciuti passages couverts (gallerie coperte) di Parigi, il Passage Jouffroy ed il Passage Panoramas. La prima è una galleria sormontata da una tettoia in vetro con i supporti in metallo ed ha la pavimentazione in piastrelle di colore bianco, grigio e nero, che formano dei quadranti con motivi geometrici. Costruito nel 1845, oltre a numerosi negozi ospita al suo interno l’Hôtel Chopin e l’ingresso al Musée Grévin. Il Passage Panoramas invece è il più antico di Parigi ed è stato concepito per dare la possibilità ai nobili della città di fare compere in un luogo pulito ed al riparo dagli agenti atmosferici. Dobbiamo pensare infatti che quando fu inaugurato nel 1799 la città era ancora sprovvista di marciapiedi e fogne e le strade erano in terra battuta. Ci concediamo una sosta per degustare un buon petto d’anatra(canard) al ristorante L’Arbre à Cannelle. Il locale è arredato con mobili d’epoca ed ha un bellissimo soffitto in legno. Come nella gran parte dei ristorantini di Parigi si consuma il pasto su piccoli tavolini seduti gomito a gomito con gli altri commensali, mentre il menù e la carta dei dessert vengono esposti su lavagne scritte con il gesso ed appoggiate alle pareti delle sale per risultare ben visibili ai clienti. Riprendiamo il nostro itinerario, lasciamo sulla sinistra l’edificio che ospita la Borsa del commercio, in passato sede del mercato cittadino dei cereali, ed in rapida successione visitiamo il Passage Choiseul e la Galerie Vivienne. Quest’ultima è sicuramente la più raffinata tra quelle che abbiamo visto fin qui. Decorata con bassorilievi che raffigurano serpenti, bilance, ancore e galletti, ha il tetto in vetro ed il pavimento formato da piccole tessere di mosaico che formano dei curiosi giochi cromatici. Molto belli anche i lampadari d’epoca che la illuminano e che contrastano con le moderne luci ad intermittenza che addobbano le vetrine dei negozi. Attraverso l’angusto Passage du Perron accediamo ai giardini del Palais Royal. Il palazzo fu costruito per volere del cardinale Richelieu all’inizio del 1600 ma venne portato a termine solo nel tardo XIX secolo in stile neoclassico. Anche qui le piante sono già state tosate prima del lungo riposo invernale, ci sediamo su una panchina in legno adiacente la grande fontana circolare ed osserviamo un gruppetto di anziani impegnati in una combattuta partita a bocce. L’estremità meridionale del giardino è punteggiata di colonne a strisce bianche e nere opera dello scultore Daniel Buren, ideale pista da slalom per gli skaters e parco giochi artificiale per i bambini. Il luogo che idealmente congiunge due luoghi importanti quali Palais Royal ed il quartiere di Les Halles è la Galerie Véro Dodat. Costruita nel 1823 in stile neoclassico è anch’essa una delle più eleganti di Parigi e sotto gli affreschi del soffitto si susseguono in rapida successione botteghe d’epoca e piccole gallerie d’arte.

    Una volta usciti da Véro Dodat ci si imbatte immediatamente in quella che a ragione è considerata una delle chiese più belle della città, l’Église Saint-Eustache. Costruita tra il 1532 ed il 1637 in stile gotico, presenta sul lato occidentale una facciata in stile neoclassico. Proprio qui, sul sagrato della chiesa, è stato ricavato uno spazio chiuso grazie a dei teloni sui quali campeggia la scritta Soupe Saint-Eustache. Si tratta di una associazione di volontariato ideata trent’anni fa da Padre Denis Perrot con lo scopo di offrire un pasto caldo alle persone bisognose. La chiesa è deserta, notiamo subito che non è arredata con i banchi per i fedeli ma solo con sedie impagliate. Un gioco di luci dona un delicato colore rosa alle colonne che circondano l’altare maggiore, mentre nelle cappelle laterali sono esposti dei dipinti di Rubens ed un bassorilievo a colori dello scultore inglese Raymond Mason, che ha per soggetto gli scaricatori dei mercati generali parigini. Dietro l’altare infine c’è la cappella dedicata alla Vergine Maria ornata da un semplice presepe.

    Sul fianco meridionale della chiesa sorgono uno di fronte all’altro il giardino dedicato a Nelson Mandela ed il Forum des Halles. Si tratta di un centro commerciale che si sviluppa su quattro piani sotterranei ospitato in una struttura anonima, dove fino alla fine degli anni ’60 sorgeva il principale mercato alimentare all’ingrosso della città, prima di essere trasferito nel sobborgo meridionale di Rungis nei pressi di Orly (halles in francese significa proprio mercato).

    Si è fatto tardi e prima di cena non possiamo sottrarci al rito francese dell’aperitivo. I locali di rue Vieille du Temple sono come sempre affollati sia all’interno che all’esterno, dove nonostante le temperature rigide gli avventori sono messi a proprio agio dal calore emanato dai funghi a gas. Abbiamo solo l’imbarazzo della scelta ed optiamo per uno di quei locali che aveva già destato la nostra curiosità nei giorni scorsi. Si tratta del bar Le Petit Fer à Cheval. Merita una breve descrizione: il locale è angusto ma affascinante, con l’uso di un pennarello sulla vetrina d’ingresso viene scritto il menù del giorno. Il banco di mescita è circondato da pochi sgabelli ed ha la forma del ferro di cavallo con il ripiano in marmo. Sopra il bancone le bottiglie degli alcolici sono riposte a testa in giù pronte per essere spillate dall’oste. Le pareti laterali invece sono rivestite da vecchie piastrelle fino ad una altezza di circa un metro, mentre l’intonaco rimanente è coperto da specchi, ritagli di giornale e poster. Il pavimento è formato da piccole tessere di mosaico che formano composizioni circolari. Sul retro della credenza infine è stato ricavato un piccolo spazio per la consumazione dei pasti.

    Stefano

    PS: la continuazione del nostro viaggio a Parigi la potete trovare nel link che ho in firma.
    I diari dei nostri viaggi lì trovate su http://www.inviaggioconricky.it

  4. #4654
    Senior Member L'avatar di ANTONELLA59
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    Bello!!! Vado a finire il racconto di la'

  5. #4655
    Ti ringrazio Antonella.
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  6. #4656
    Senior Member L'avatar di leander
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    Citazione Originariamente Scritto da steve63 Visualizza Messaggio
    Ti ringrazio Antonella.
    E io vengo con te!

  7. #4657
    Leandro, a dire il vero sei tu la mia guida di Parigi....
    I diari dei nostri viaggi lì trovate su http://www.inviaggioconricky.it

  8. #4658
    Senior Member L'avatar di leander
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    Citazione Originariamente Scritto da steve63 Visualizza Messaggio
    Leandro, a dire il vero sei tu la mia guida di Parigi....
    Eh, ormai ne manco da troppi anni... Sarebbe tempo di una rinfrescata!

  9. #4659
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    Anch'io manco da Parigi da troppo tempo ormai! Un posto di cui ho nostalgia è Saint-Eustache: per qualche oscura ragione sono rimasto affascinato dal contrasto tra la chiesa antica e la scultura contemporanea nella piazza, una testa adagiata su una mano sulla quale, nemmeno a dirlo, qualunque turista si arrampica Ci siete mai stati?

  10. #4660
    Citazione Originariamente Scritto da Paoletto80 Visualizza Messaggio
    Saint-Eustache. Ci siete mai stati?
    Dai un'occhiata al post che ho pubblicato ieri qui sopra. Si tratta di un estratto del mio diario di viaggio e parlo proprio della zona di Les Halles, dove si trova anche Saint-Eustache.

    Stefano
    I diari dei nostri viaggi lì trovate su http://www.inviaggioconricky.it

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