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Risultati da 31 a 40 di 87

Discussione: ANEDDOTI DI VIAGGIO

  1. #31
    Senior Member L'avatar di Ninni77
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    Nel nostro primo viaggio a Londra, io, mamma e mia sorella, siamo andate nel grande negozio di giocattoli Hamley's, 6 piani tutti dedicati al mondo dei piccoli (e non solo ), collegati tra loro da ascensori e scale mobili. Inutile dire quanto esso sia pieno in ogni ora della giornata

    Entriamo e mia madre si butta in un ascensore che stava partendo: noi infatti non riusciamo a salire che la porta ci si chiude davanti! Riusciamo solo a dire a mamma "Ci vediamo davanti all'ascensore al 6° piano!"...
    prendiamo le scale, arriviamo al 6° piano e, naturalmente, mamma non c'è Lascio mia sorella lì e mi giro il reparto alla sua ricerca: nel frattempo a lei viene un attacco di panico, che mi racconterà più tardi (una signora, molto gentile, le chiese "What's happened?!" e lei, non proprio in modo garbato, "NOTHING!!!" L'ha fatta fuggire )...

    Torno da mia sorella senza mia madre, e ci chiediamo dove cavolo sia andata
    A un certo punto, una voce simil-italiano, dice al microfono del negozio "La mamma di Daniela e Rita aspetta le sue BAMBINE all'entrata del negozio! Ripeto: la mamma di daniela e Rita aspetta le sue bambine all'entrata del negozio!" Scoppiamo a ridere come due sceme
    Naturalmente, quando l'abbiamo incontrata (era passata più di mezz'ora), le abbiamo fatto un bel cazziatone E lei, per farsi perdonare, ci ha portato a pranzo al Caffè Venezia, un ristorante italiano favoloso, e costoso
    Cleo, Toni e Ninni: grazie per aver fatto parte della mia vita per così tanti anni! Sarete sempre nel mio cuore! Sicuramente vorrò bene ad altri gatti e ad atri cani, ma NESSUNO occuperà mai il vostro posto!

  2. #32
    Senior Member L'avatar di Daiana
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    Purtroppo in America hanno il terrore che dall'Europa si portino infezioni e malattie. Ancora ricordo durante il periodo "mucca pazza" quando ci fecero passare su un tappeto lunghissimo che igienizzava le scarpe.

    Comunque questo topic mi piace e mi ha fatto tornare in mente tante avventure/disavventure.

    Stoccolma, Svezia, 2006
    Questa estate sono stata a Stoccolma con i miei genitori e mio fratello.
    Ci siamo accorti sin dalla prima sera che Stoccolma è una città molto grande e per questo l'indomani mattina mi sono precipitata a comprare gli abbonamenti per i mezzi.
    In realtà poi il tempo fantastico e l'hotel centrale ci hanno spesso invogliato ad andare a piedi (nonostante la lauta spesa per gli abbonamenti )
    Una sera dopo la cena abbiamo pensato di prendere un bus per sfruttare almeno un po' il nostro abbonamento.
    Prendiamo questo autubus e dalla cartina vediamo che la linea fa il giro dell'isola di Djugarden che era in programma per il giorno successivo.
    Peccato che non leggiamo che per alcune linee notturne i percorsi cambiano e il bus fa capolinea proprio sull'isola.
    Pensiamo tra noi: si fermerà, si gira e riparte.
    Invece al capolinea l'autista mi dice che dobbiamo scendere e aspettare l'autobus successivo che sarebbe passato dopo 15 minuti.
    Ora penserete e che c'è di strano? Nulla se non fosse che questo capolinea si trova in mezzo ad una stradina in un bosco, completamente buio e deserto (Djugarden è l'isola dei parchi quindi la notte è vuota).
    Ci siamo messi tutti ad brontolare contro l'idea di mamma di arrivare fin laggiù e a pensare che altrove in quei 15 minuti come minimo ci avrebbero derubato. Invece Stoccolma è una città tranquillissima e non abbiamo corso nessun pericolo!
    Dopo 15 minuti è tornato lo stesso autista con lo stesso bus (forse lo avevamo spaventato e si era allontanato per fare la sua "pausa") e siamo tornati in centro.
    Ma non finisce qui. Poco prima della nostra fermata sale un signore tutto distinto sui 60 anni, con pantaloni e giacca di lino bianco, camicia azzurrina e riporto.
    Io e mio fratello cominciamo a ridere un po' tra noi, perchè questo signore aveva gli occhi completamente sgranati e sembrava un po' intontito, mia madre ovviamente ci riprendeva dicendoci che non ci si comporta così, anche se il signore non capiva certo che ridevamo di lui.
    Arrivati alla fermata il signore si alza un po' traballante, dà una spallata a destra, una a sinistra, si aprono le porte e invece di scendere in piedi inciampa nel gradino e cade dritto a faccia avanti sul maciapiede. Era completamente ubriaco. Io e mio fratello (due bestie come ci ha chiamato mamma) non siamo riusciti a trattenerci e siamo esplosi in una fragorosa risata. Papà è sceso di corsa a sincerarsi che il signore stesse bene, fortunatamente aveva solo una piccola sbucciatura.
    Non vi nascondo che tutte le volte che ripenso a quella scena con mio fratello ci facciamo certe risate!
    Siamo un esercito di sognatori, è per questo che siamo invincibili! ????

  3. #33
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    1969: primo viaggio all'estero con un amico, la sua 500 e la mia tenda. Dati i tempi e la gioventù, le informazioni raccolte prima della partenza si limitavano allo stretto indispensabile.
    Poco prima di partire, incontro uno zio, che allora aveva una fabbrichetta di magliette e camicie e me ne regala 2 o 3.
    Viaggio a tappe, dormendo in tenda, finché entriamo in Romania e, alla prima cittadina, Turnu Severin, decidiamo che è ora di concederci un po' di comodità ed una bella doccia. Cerchiamo perciò un albergo, e ne troviamo uno molto bello sulla sponda del Danubio. Entriamo e, prudentemente, chiediamo prima il prezzo. Il portiere, dopo averci squadrato, ci classifica come studenti squattrinati, come in effetti eravamo, e ci fa capire con gesti e parole (in francese) che non era cosa per noi. Noi, invece, all'inizio del viaggio, e quindi con ancora le risorse economiche quasi integre, insistiamo. Alla comunicazione del prezzo, ci guardiamo e per poco non ci mettiamo a ridere. E' vero che eravamo studenti con pochi quattrini, ma per i parametri romeni di allora facevamo la figura di benestanti signori. Per cui accettiamo.
    Ed ora interviene il regalo di mio zio che sembrava entrarci come i cavoli a merenda.
    Prima di farci salire, il portere comincia a dire: "chemise, chemise?".
    Ma che vuole questo? All'inizio non capivamo. Poi, finalmente ci arriviamo e mi viene in mente che ho in valigia una delle camicie che mi erano state regalate, ancora imballata. Così gliela dò. Lui si profonde in mille ringraziamenti. Passiamo la notte con vista sul Danubio, e la mattina andiamo a pagare il conto prima di partire.
    Ed ecco la sorpresa: il conto è già regolato.
    Una camicia, che a me per giunta non era costata nulla, è bastata a pagare il conto per due in un albergo che lì, allora, era considerato come minimo un quattro stelle.
    Di una città non apprezzi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà ad una tua domanda.
    Italo Calvino.

  4. #34
    Senior Member L'avatar di Vivi
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    Non l'avevo ancora visto questo topic, bellissimo! Mi sto spanciando dalle risate!!

  5. #35
    Senior Member L'avatar di Daiana
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    Abbiamo abbandonato questo bel topic un po' troppo presto quindi riprendo io raccontare.

    Canada, Agosto 2001
    Attraversiamo il confine tra Canada e Usa per andare a trascorrere qualche giorno in Minnesota.
    Siamo con una bella jeep a 8 posti, quelle classiche americane con il poggialattina ad ogni sedile.
    Stiamo percorrendo una strada dritta, semideserta, circondata da boschi e laghi, quelle classiche strade così dritte e prive di imprevisti che non hai motivo per andare piano.
    E infatti andavamo piuttosto veloce quando una pattuglia della polizia esce dal bosco (non so dove si erano nascosti), accende le sirene e ci fa cenno di fermarci. Ci fermiamo, il poliziotto in tono minaccioso ci dice che abbiamo abbondantemente superato i limiti di velocità e se paghiamo la multa con carta di credito al momento bene, altrimenti l'autista dovrà seguirli in centrale per il processo per direttissima.
    Inutile dire che in Usa la carta di credito salva la vita!
    Siamo un esercito di sognatori, è per questo che siamo invincibili! ????

  6. #36
    Senior Member L'avatar di BEA
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    Vi racconto un episodio indiano.
    Mi trovavo in taxi a Bombay. A un semaforo si avvicina un ragazzino al finestrino e mi mostra dei libri. Erano nuovi e anche imballati. NOn era l'unico venditore, quindi FORSE non erano rubati. Sembrava una cosa normale che vendessero libri al semaforo. Chiedo i prezzi (era la serie completa di Harry Potter in inglese) ed erano molto convenienti. Intanto scatta il verde. Il ragazzino con un balzo mi entra in macchina, tra le risate dell'autista.
    Ovviamente ha fatto l'affare ed è sceso all'incrocio successivo.


    Com'è che in italia non vendono i libri agli incroci ma solo gli accendini?

  7. #37
    Senior Member L'avatar di steph
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    turks&caicos estate 1996. stavo accompagnando un'escursione ad una vecchia piantagione di cotone (6000 gradi all'ombra) e stavo richiamando tutti i miei ospiti a risalire in bus.
    prima di ripartire prendo il microfono e faccio la raccomandazione di rito "mi raccomando signori, che non rimanga giu' nessuno. le mogli controllino di avere i mariti, i mariti le mogli, le mamme i bambini, lo zio che abbia di fianco la zia etc etc."
    tutti a ridere scanzonati finche' ad un certo punto mi si avvicina una signora e mi sussurra all'orecchio "stefania mio marito non lo vedo TI PREGO PARTIAMO SUBITO!!!
    Ancora non so se stesse scherzando
    A lie can travel around the world, while the truth is just putting on its shoes.

    Mark Twain

  8. #38
    Senior Member L'avatar di Ninni77
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    Mia sorella ieri mi ha raccontato una cosa divertente che le è successa a Cambridge, pochi giorni fa.
    Stavano visitando il Trinity College, la parte esterna, quando hanno visto una specie di Cappella gotica, chiusa, con una fila di giapponesi davanti alla porta.
    Lei prende l'iniziativa e, leggendo sulla porta "IN", inizia a spingere, fino a quando la porta si apre e fa vedere al suo interno dei tavoli lunghissimi, tutti imbanditi a festa, e una specie di maggiordomo che, con fare molto infastidito, la guarda e le fa "No! No!", richiudendo immediatamente la porta
    Evidentemente non era una Cappella, e non era aperta al pubblico...
    Ma la parte più forte è stata che mia sorella, alla vista del "maggiordomo" incaxxato, lo ha guardato e gli ha detto (in italiano! ) "Ah, scusate! Che nse pò?"!!!
    Io immaginandomi la scena sono morta dalle risate!
    Cleo, Toni e Ninni: grazie per aver fatto parte della mia vita per così tanti anni! Sarete sempre nel mio cuore! Sicuramente vorrò bene ad altri gatti e ad atri cani, ma NESSUNO occuperà mai il vostro posto!

  9. #39
    Senior Member L'avatar di Daiana
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    Stoccolma, Agosto 2006
    Io, mamma, papà e mio fratello andiamo a cena in uno di quei ristoranti stile steak house tutto in legno, piatti unici con carne e contorno, camerieri socievoli.
    Il nostro cameriere è un ragazzo molto simpatico e subito ci chiede cosa vogliamo ordinare e da dove veniamo in inglese. Io rispondo a nome di tutti che siamo italiani. Gli si illuminano gli occhi, dicendo che l'Italia è bellissima e che gli italiani sono molto simpatici e se ne va.
    Torna con le bibite e ci chiede di quale città siamo esattamente e io rispondo che siamo di Roma. Gli si illuminano di nuovo gli occhi, mi dice che secondo lui è una città incantevole e che ha un suo amico musicista che è proprio della nostra città e se ne va.
    Torna con le bistecche e mi chiede se conosco il suo amico dicendomi nome e cognome, ma ovviamente non so chi sia. Allora mi dice che il suo amico gli manda sempre delle bellissime foto della nostra città con quel bel lago e se ne va. Commentiamo con i miei che forse parla del lago di Bracciano.
    Torna poco dopo a chiedere se è tutto ok e a portare la seconda birra a papà e mi ridice il nome del suo amico e dice che è strano che io non lo conosca perchè in città è molto famoso.
    Allora gli dico che la mia città è molto grande, io non sono appassionata di musica e quindi può essere che non lo conosca.
    A questo punto lui mi chiede quanti abitanti ha e io rispondo circa 5 milioni. Lui molto sorpreso mi dice che non pensava fosse così grande e allora io gli ricordo che è la capitale d'Italia e che l'Italia ha 60 milioni di abitanti, non come la Svezia che ne ha 9 milioni.
    Al che lui sconvolto mi guarda e mi dice "e io che pensavo che la capitale dell'Italia era Roma, non Como"
    Praticamente sin dall'inizio lui aveva capito che eravamo di Como, non di Roma ecco perchè il lago, la città piccola, il suo amico!
    Ci siamo fatti delle grosse risate anche con lui!
    Siamo un esercito di sognatori, è per questo che siamo invincibili! ????

  10. #40
    sealove
    Guest
    Beh! Puoi sempre girarmi il nome e vedo che posso fare

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