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Discussione: *INFO PRAGA*

  1. #1251
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    Re: *INFO PRAGA*

    Ciao a tutti,
    tornato sano e salvo da Praga... A presto (quando mi sarò messo in pari con il lavoro al rientro dalle ferie ) il resoconto del viaggio.
    Saluti.

  2. #1252
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    Re: *INFO PRAGA*

    Ottimo!

  3. #1253
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    Re: *INFO PRAGA*

    Benissimo Alessandro.

  4. #1254
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    Re: *INFO PRAGA*

    Ciao a tutti,
    come promesso ecco l'inizio del mio racconto praghese:


    Primo giorno (30.8.): Partiamo dall’aeroporto di Pisa alle 11.20 con qualche minuto di fisiologico ritardo. La giornata è bella e fa ancora un gran caldo. Il viaggio in aereo non è il massimo, incontriamo una forte turbolenza sull’Austria e balliamo per alcuni minuti. Al nostro arrivo a Praga il cielo è poco nuvoloso e la temperatura un po’ inferiore rispetto all’Italia, ma una brutta sorpresa ci attende: il bagaglio della Cri (la mia fidanzata) è stato danneggiato e non poco, quindi ci tocca fare reclamo all’ufficio reclami dell’aeroporto praghese: questo ci porta via un po’ di tempo ed il morale non è propriamente dei migliori. Facciamo i biglietti per l’Airport Express che in mezz’ora ci porta alla stazione centrale di Praga da dove, prendendo il tram numero 5, dopo aver attraversato lo squallido parchetto sul retro della stazione stessa, ci rechiamo in hotel per il check-in. L’hotel è un 4* in zona Holesovice (Plaza Alta Hotel), non male tutto sommato, a parte l’acustica delle stanze che lascia a desiderare (per tutta la vacanza sentirò i vicini di stanza quando si fanno la doccia), ma la zona in cui sorge non è il massimo: abbastanza desolata e non propriamente rassicurante, anche se non avremo alcun problema in quanto a sicurezza per tutto il soggiorno. Punto a favore dell’hotel è il ristorante “messicano” 7 Tacos, che sorge proprio al piano terra della struttura, e che sfrutteremo per le cene di tutta la vacanza: da consigliare.
    Fatto il check-in e lasciati i bagagli in hotel, ci dirigiamo subito verso il centro con il solito Tram 5 che ci conduce a Namesti Republiky, primo assaggio del centro città. Da qui visitiamo Stare Mesto con le sue bellezze, sotto un cielo che pian piano si fa plumbeo. Riusciamo ad ogni modo a vedere la Torre delle Polveri, a fare un minimo di shopping nei negozietti di Via Celetna (non che i prezzi siano propriamente popolari come ci si aspettava, ma ci si può ancora stare), ed a vedere Staromestske Namesti con l’Orloj. Purtroppo in serata era in programma al Letna Stadium la gara di Europa League tra lo Sparta Praga ed il Feyenoord, e quindi il centro pullulava di polizia e di tifosi olandesi visibilmente alticci.

    Staromestske Namesti (con massiccia presenza delle Forze dell'Ordine e di tifosi alticci)


    Altra veduta, forse più caratteristica, della piazza

    Rapida visita quindi all’Hard Rock Café, dove per la prima volta non compro nulla causa prezzi superiori all’Italia, e visione dall’esterno del Klementinum. Da qui prima sgambata sul Ponte Carlo pieno zeppo di turisti come d’abitudine e visione dell’edificio che ospita il museo dedicato al grande Bedrych Smetana, prima di prendere nuovamente il Tram per tornare in hotel.


    Veduta dal Ponte Carlo: battelli sulla Moldava e parte del Prazsky Hrad sullo sfondo

    Decidiamo quindi, dopo una doccia rifocillante, di provare per cena il ristorante 7 Tacos. Mai scelta fu più azzeccata: prezzi accettabili e buona qualità del cibo. La prima sera divoro una bistecca di maiale con birra boema Gambrinus davvero super per pochissime corone (sulle 200 in tutto) e ce ne andiamo a letto stanchi ma complessivamente soddisfatti, nonostante i vari piccoli inconvenienti di giornata.

    A presto per il seguito...
    P.S.: Come già richiestomi in occasione del mio "diario" dello scorso anno, mi limiterò a postare 2-3 foto per ogni intervento, ridimensionate ad 800x600, per non creare problemi agli amici con connessioni più lente.

  5. #1255
    Senior Member L'avatar di reietto
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    Re: *INFO PRAGA*

    bell'inizio aspetto il seguito.

  6. #1256
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    Re: *INFO PRAGA*

    Secondo giorno (31.8.): Sveglia alle 9.00, buon compromesso tra qualche ora di riposo ed un orario che comunque ci consenta di vedere qualcosa. Purtroppo il tempo non è dei migliori, con meteo da fine ottobre per le nostre latitudini (pioggia fine fine e circa 15°C), ed anche la voglia di fare e di vedere ne risente non poco. Scendiamo però a fare colazione all’interno del 7 Tacos, che la mattina viene adibito a sala colazione, e ci gustiamo qualche prelibatezza della colazione continentale, tutto sommato buona, seppur non al livello di quella dell’anno scorso al Mercure Hotel di Monaco. Usciamo quindi dall’hotel ed acquistiamo i panini per il pranzo al fornaio/paninoteca a pochi metri dalla fermata del tram di Ortenovo namesti, la più vicina all’hotel, che si rivela un buon compromesso qualità/prezzo con panini farciti più che discreti al prezzo di circa 35 Kc (meno di 1,50€) ciascuno. Preso il tram ci dirigiamo verso il centro e visitiamo Nove Mesto, il quartiere che di fatto meno ci ispira, sfruttando la giornata di pioggia. Ci dedichiamo principalmente a fare quattro passi sotto l’ombrello in questo quartiere, arrivando a Vaclavske namesti, la famosissima piazza dedicata al santo patrono boemo San Venceslao in cui avvennero alcuni tra i maggiori eventi della storia ceca e cecoslovacca del XX secolo. A proposito di eventi, ciò che mi interessava vedere maggiormente nella piazza era il monumento a Jan Palach, che però non sono riuscito a trovare sebbene credo lo avessi proprio “sotto il naso”. Pazienza, si vede che non era destino…

    Piazza San Venceslao sotto la pioggia incessante di quei giorni


    Piazza San Venceslao comunque non accende i nostri cuori, un po’ per la cupa atmosfera creata dal meteo, un po’ per l’aria di post-impero sovietico che aleggia da quelle parti, dove architettura tipicamente est-europea e grandi magazzini convivono in un abbinamento poco “naturale” a nostro modo di vedere. Ma, si sa, l’Est di oggi è fatto anche e soprattutto di questo. Dopo aver girato anche in un paio di grandi magazzini nei dintorni di Mustek, decidiamo di tornare in hotel a pranzare, visto anche che la pioggia non accenna a diminuire e mangiare all’aperto è quasi impossibile a meno che non ci si voglia bagnare da capo a piedi. Consumato il nostro panino ci interroghiamo sul da farsi, con l’obiettivo che rimane uno dei musei non lontani dall’hotel che potremmo vedere nel pomeriggio. Inizialmente la scelta ricade sul Veletrzni Palac, vicino all’hotel ma non proprio il nostro genere, poi viriamo sul Narodni Technicke Muzeum, il Museo Nazionale della Tecnica, nella zona del Letna, un pochino più distante ma più interessante ai nostri occhi. Ci rechiamo quindi alla meta in tram ed il museo assolutamente non ci delude. La struttura mette un po’ di soggezione, perché se pensavamo che l’atmosfera post-sovietica avesse raggiunto l’apice in Piazza San Venceslao, la zona del NTM ci sembra ancora più legata a quegli anni, ma il museo nel complesso è davvero interessante. La sezione “veicoli”, che prende buona parte della struttura, mostra alcuni tra i più famosi veicoli a motore e non della storia recente cecoslovacca ed europea: auto, moto, aerei, treni, ma anche biciclette, giusto per non farsi mancare nulla.

    Interno della sezione veicoli del NTM, con un caccia ceco (non mi chiedete di quale si tratti perché sono ignorante in materia) in primo piano


    Interessantissima anche la sezione dedicata alla tipografia, così come quella sulla fotografia e sull’astronomia. Passiamo nel museo un paio d’ore davvero molto molto interessanti nelle quali ci si immerge in toto nella storia tecnologica degli ultimi 100 anni del paese.

    "Copisteria" dell'epoca nella sezione dedicata alla stampa


    Visitato il museo, visto che il meteo ancora una volta non è dalla nostra parte, decidiamo di tornare in hotel e riposarci un po’ con una bella doccia, pianificando il giorno seguente. Alle 20 cena ancora al 7 Tacos, dove gusto un piatto a base di pollo impanato (simile ad una cotoletta) molto buono, accompagnato da una Pilsner, che però mi piace molto meno della Gambrinus della sera prima. Il rapporto qualità/prezzo rimane comunque davvero eccellente. Dopo la cena ci ritiriamo in camera per recuperare le forze in vista della terza giornata di visita.

    ...a presto con il seguito...

  7. #1257
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    Re: *INFO PRAGA*

    Terzo giorno (1.9.): Come nel giorno precedente ci svegliamo alle ore 9. Appena alzati ce ne andiamo a fare colazione nella sala colazione dell’hotel, dopodiché decidiamo di dedicare questa prima mattinata di settembre alla visita del Castello di Praga. Ci rechiamo così alla fermata del tram ed arriviamo con questo mezzo nei dintorni del castello verso le 10.45. Dopo un giretto tra le viuzze di Hradcany, alle 11 riusciamo ad arrivare di fronte all’ingresso principale per vedere il Cambio della Guardia. Fortunatamente il tempo, sebbene continui a non essere dei migliori, non è pessimo come il giorno prima, e riusciamo a vedere il tutto senza bagnarci.


    Una fase del Cambio della Guardia


    Dopo il Cambio della Guardia ci rechiamo all’interno dell’area del castello, dove facciamo i biglietti per il tour “ridotto” che inizia con la visita alla stupenda Cattedrale di San Vito, uno dei simboli della capitale ceca. La cattedrale è davvero stupenda, una delle perle di Praga, ed in parte ci ricorda Notre-Dame per la maestosità e le stupende vetrate.


    Interno della Cattedrale di San Vito


    Dopo aver visto l’edificio, sfruttiamo ancora il fatto che il tempo regge per vedere S.Giorgio ed il suggestivo Vicolo d’Oro, dedicandoci poi al pranzo poco dopo le 13, con i nostri soliti panini acquistati alla panetteria vicino all’hotel. Dopo pranzo, visto che ovviamente inizia a piovere, decidiamo di visitare gli interni del Castello, carino ma nulla di speciale avendo ancora freschi nella mente i decori ed i fasti di Neuschwanstein, Herrenchiemsee e Nymphenburg visitati lo scorso anno. Dopo la visita al Castello, decidiamo di farci una passeggiata sotto la pioggia nei giardini sottostanti, ammirando poi il Belvedere ed anche la celebre Fontana Canterina (effettivamente l’acqua in questa fontana fa davvero un suono particolare come noto da libri e guide varie).


    Ingresso dei giardini del Castello


    Usciti dall’area del castello, ci rechiamo nuovamente a Mala Strana e vediamo un minimo del quartiere, la Via Nerudova, che però non ci dice nulla di che, e la chiesa di San Nicola vicino a Malostranske Namesti.
    Completata questa parte di visita ce ne torniamo in hotel, anche perché il meteo continua a non essere dei migliori e, visto che per il giorno successivo le cose da questo punto di vista dovrebbero migliorare, cerchiamo di recuperare un minimo di forze per le escursioni che ancora ci rimangono.
    Verso le 20 ci rechiamo nuovamente al 7 Tacos, il quale continua a non deluderci proponendoci una buona qualità delle pietanze e prezzi contenuti. Piccolo neo: stavolta non prendo la birra, ma opto per la Kofola, una sorta di Coca-Cola ceca di cui ignoro la composizione (sembra molto più dolciastra di quella che si trova da noi): ecco, prima ed ultima volta che sceglierò la Kofola, esperienza davvero da non ripetere…
    A presto per il seguito...

  8. #1258
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    Re: *INFO PRAGA*

    Quarto giorno (2.9.): Siamo così giunti alla quarta giornata iniziata, come le precedenti, con sveglia alle ore 9 ed abbondante colazione continentale in hotel. Usciti dall’albergo non riusciamo stavolta ad acquistare i nostri panini essendo domenica (di domenica il quartiere di Holesovice si svuota, è quasi tutto chiuso ed a giro non c’è anima viva) e ci rechiamo per la nostra escursione quotidiana alla stazione di Hlavni Nadrazi, raggiunta prendendo il tram fino a Nadrazi Holesovice e da qui scegliendo la metro. Siamo positivamente impressionati dalla metro di Praga che, a differenza dei tram spesso bloccati dal caotico traffico di alcune zone della città, è efficiente e veloce, sebbene risenta purtroppo di limiti organizzativi legati soprattutto ai pochi interscambi tra le tre linee. Arriviamo comunque in pochi minuti a Hlavni Nadrazi, non dovendo fare cambi (come Holesovice si trova anch’essa sulla Metro C), e controlliamo sul tabellone delle partenze il primo treno con destinazione Beroun, in modo da arrivare a Karlstejn, dove sorge l’omonimo castello di Carlo IV. Abbiamo il tempo, prima della partenza, di prendere ad un supermarket dentro la stazione il nostro pranzo, e ci rechiamo quindi a fare i biglietti (economicissimi, 165 Kc in due andata e ritorno, circa 7 Euro) ed al treno. Partiamo con quello delle 11.13, fatto con i nuovissimi CityElephant, dei complessi a doppio piano simili ai nostrani Vivalto, con sedili pulitissimi, indicazioni sia a schermo che con annunci sonori delle varie fermate, e per giunta semivuoti, almeno nel viaggio di andata. Arriviamo dopo circa 40’ a Karlstejn, in perfetto orario, e ci incamminiamo sulla strada del castello, seguendo le indicazioni stradali e le persone che come noi sono scese dal treno e si incamminano verso la stessa destinazione.


    Paesaggio bucolico sulle rive della Berounka nei pressi di Karlstejn


    L’attraversamento del paesino è davvero suggestivo e così lontano dal caos della città. Possiamo dire che, mentre Praga nei primi tre giorni ci ha un po’ deluso, i paesaggi boemi sono davvero splendidi e danno un’idea di pace e tranquillità che riporta indietro di decenni. Anche la gente da queste parti sembra molto semplice, non particolarmente abbiente, ma tranquilla ed anche felice se vogliamo, a differenza dei praghesi che invece appaiono molto più tristi almeno ai nostri occhi. Pian piano saliamo verso il castello, che si inizia a vedere in tutto il suo splendore dal paesino sottostante, ed arriviamo a destinazione dopo 20’ buoni di cammino.


    Veduta del castello dal paesino di Karlstejn


    Nel cortile principale hanno allestito alcuni negozietti per turisti, oltre alla biglietteria, dove facciamo il Ticket per la visita guidata in Italiano (occorre specificare che per la visita del castello è obbligatoria appunto la visita guidata, come succede anche da molte altre parti in Europa). L’unica visita in Italiano è alle 13.30, quindi aspettiamo i nostri 50’ approfittandone per pranzare e rilassarci un attimo, visto che anche il meteo oggi sembra migliore, con un cielo nuvoloso che però tende sempre più ad aprirsi.
    La nostra guida, una ragazza bionda che parla un buonissimo italiano, ci attende all’ingresso alle 13.30 in punto. Il gruppo è formato da 7 persone in tutto, quindi la visita scorre via piacevole nei tempi stabiliti (poco meno di un’ora). Vediamo le stanze interne del castello, al I e II piano, e ci vengono raccontati alcuni aneddoti della vita di Carlo IV e della storia boema in generale, alcuni dei quali davvero interessanti, come quello legato alla storia di San Venceslao, gettato dal Ponte Carlo nella Moldava, con questo episodio che dà origine alla leggenda secondo cui chiunque tocchi con le cinque dita della mano sinistra la croce a cinque punte raffigurata sul Ponte Carlo laddove il santo fu gettato nel fiume e tocchi poi l’immagine sovrastante del santo in posizione supina sul letto della Moldava avrà fortuna nella vita. Altro episodio leggendario è quello legato alla corona del Regno di Boemia, una copia della quale è custodita proprio a Karlstejn. Secondo la leggenda, chiunque indossi quella corona senza averne il diritto è destinato a morire un anno ed un giorno dopo aver compiuto questo atto: così è stato per il protettore di Boemia Reinhard Heydrich, che provò appunto la corona e fu ucciso in un attentato a Praga un anno dopo.


    Il castello di Karlstejn


    Dopo questa immersione nella storia e nelle leggende di Boemia, concludiamo la visita alla parte interna del castello e proseguiamo una passeggiata nella parte esterna, prima di incamminarci nuovamente verso il paesino, dove ammiriamo alcuni negozietti di souvenir (che hanno prezzi più popolari rispetto ai negozi di Praga) e recarci quindi alla stazione, dove puntualissimo arriva il treno del ritorno, stavolta pieno zeppo, che ci riporta a Praga. Arrivati a Hlavni Nadrazi la Cri decide di comprarsi la valigia nuova, visto che non ci fidiamo a tornare indietro con la vecchia che ci hanno danneggiato (e che lasciamo ai gentilissimi receptionists dell’hotel). La troviamo pagandola profumatamente (circa 65 Euro, in Italia si trovano a molto meno di qualità simile), però ci è necessaria, quindi non abbiamo molta scelta. Dopo questo acquisto torniamo in hotel a riposarci ed a prepararci per la cena, che arriva puntuale attorno alle 20. Come nella seconda sera, opto anche stavolta per il pollo, e non ne rimango assolutamente deluso, così come rimango soddisfatto dalla Gambrinus che mi bevo accompagnando la pietanza scelta, eleggendola ormai mia birra preferita tra le due assaggiate nel soggiorno ceco. Dopo cena, al solito, ce ne torniamo a letto per ricaricare le pile in vista dell’ultimo giorno pieno di vacanza.

  9. #1259
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    Re: *INFO PRAGA*

    Quinto giorno (3.9.): Siamo arrivati all’ultima giornata piena del soggiorno praghese. Giornata che inizia alle ore 8.30 con la sveglia (anticipiamo di circa 30’ per “abituarci” in vista della levataccia prevista per il mattino seguente) e con la solita, abbondante colazione in hotel. Passati a prendere i panini al solito posto, decidiamo di fare un itinerario un po’ “insolito”, che si rivelerà poi una piacevole sorpresa. La prima meta della nostra giornata è infatti l’isola di Kampa, lembo di terra collegato alla terraferma mediante un paio di ponticelli situato nei pressi di Ujezd (tra Mala Strana e Strahov). L’isoletta è formata dallo scolmatore della Moldava, la Certovka, e racchiude il Museo di Arte Contemporanea, oltre ad un bel parco che rende davvero verde questa zona di Praga.


    La Moldava vista dall'isola di Kampa con, sullo sfondo, il Museo Smetana


    Raggiunta Kampa con tram fino a Hellickova e poi proseguendo a piedi, ci imbattiamo in un’esposizione di fotografie che ricordano i tristi giorni di 10 anni fa quando, nell’agosto 2002, la Moldava esondò travolgendo ed allagando la città di Praga ed i dintorni. Nelle foto erano ben illustrate le devastazioni causate da questo evento, con testimonianze fotografiche provenienti dalle varie zone della capitale e dalle campagne circostanti. Vista l’esposizione fotografica, ci incamminiamo in direzione del Ponte Carlo, per riuscire a vederlo finalmente con il sole, ed anche per toccare la croce a cinque punte e l’effigie del Santo di cui la guida di Karlstejn ci ha parlato. Visitato il Ponte, al solito pieno zeppo di visitatori, torniamo sull’isola, ammirando i vecchi mulini della Certovka e rilassandoci semplicemente passeggiando lontani dal caos di altre zone molto più battute dai turisti.


    Uno dei vecchi mulini sulla Certovka


    Decidiamo in seguito di recarci nella zona di Ujezd per prendere la funicolare per la collina del Petrin. Anche in questo caso la scelta si rivela azzeccata in quanto, oltre ad un panorama davvero suggestivo sulla città sottostante, riusciamo anche a vedere il parco ed i giardini che abbelliscono la collina, e di fronte ai quali decidiamo di consumare il nostro pranzo, una volta tanto non assaliti dalle vespe come invece era successo il giorno prima a Karlstejn.
    Dopo il pranzo ci incamminiamo verso l’area che ospita la riproduzione “Made in Czechoslovakia” della Torre Eiffel, oltre ad altre strutture quali il Labirinto degli Specchi, che però ammiriamo solo dall’esterno (non avevamo voglia di spendere le nostre ultime Corone, cosa che ci avrebbe costretto a cambiare i soldi per la terza volta nella vacanza).


    I giardini del Petrin con la riproduzione della Torre Eiffel


    Dopo aver fatto il nostro giretto sulla collina (unica delusione, il Planetario era chiuso il Lunedì, almeno quello avremmo voluto vederlo…) torniamo con la funicolare ad Ujezd da dove, con tutta calma, torniamo all’hotel per sistemarci ed iniziare a preparare le valigie per il viaggio di ritorno del giorno seguente.
    Alle 20 l’ultimo assaggio (ottimo, peraltro) di cucina ceca al 7 Tacos (fettina di carne con salsa buonissima non saprei dire di che tipo, accompagnata con una sorta di pane di patate tagliato a fettine sottili e verdure alla piastra, il tutto bagnato con un bel bicchiere di Gambrinus: la cena migliore in assoluto di tutta la vacanza, per soli 230 Kc su per giù), dopodiché ultimo pernottamento al Plaza Alta Hotel, tra un po’ di malinconia causata dalla fine della vacanza, un po’ di ansia per il viaggio di ritorno in aereo (non propriamente il nostro mezzo di trasporto preferito), ed anche un po’ di voglia di tornare a casa ed alla realtà di tutti i giorni: in fondo non si vive di sole vacanze…

  10. #1260
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    Re: *INFO PRAGA*

    Sesto giorno (4.9.): Eccoci al giorno del ritorno a casa. La sveglia suona prestissimo, alle 7 siamo già in piedi, dopo una dormita davvero monstre in quanto a qualità del sonno. Scendiamo a far colazione, sebbene non ci abbuffiamo come al solito, visto il viaggio aereo da affrontare. Sistemata la stanza e fatto il check-out in hotel, ci rechiamo alla fermata del tram di Ortenovo namesti, da dove raggiungiamo Holesovice, poi Metro C fino a Hlavni Nadrazi, giro per andare dalla parte opposta della stazione al terminal degli autobus, dove arriva puntuale l’Airport Express delle 9.05 che, in quaranta minuti, ci porta al Terminal 2 dell’Aeroporto di Ruzyne. Arrivati con largo anticipo rispetto all’orario del check-in (preferiamo sempre arrivare in anticipo, onde evitare sorprese), la Cri fa impacchettare ben bene la sua nuova valigia per evitare il ripetersi di inconvenienti simil-andata, mentre nell’Area Internazionale spendiamo le nostre ultime corone, tra un pacchetto di chewing-gum, uno di Bake Rolls e così via.
    Arriva quindi l’ora dell’imbarco: per fortuna stavolta i posti sono in testa (fila 6), ed il volo è molto più tranquillo rispetto all’andata, a parte un paio di vuoti d’aria “fisiologici”, ed arriviamo a Pisa in leggero anticipo, alle 14.40, sotto un cielo nuvoloso, a tratti piovoso (gli steward dell’aereo ci avevano preannunciato temporali, cosa che aveva messo in allarme alcuni di noi), per certi versi un tempo praghese, ma molto più caldo ed afoso, una caratteristica che ci ha fatto capire che la fine della nostra vacanza 2012 era ormai arrivata.

    -Fine del Racconto-

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