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Discussione: Norvegia: da Oslo a Bergen in auto e ritorno in treno

  1. #1
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    Norvegia: da Oslo a Bergen in auto e ritorno in treno

    Meno di un mese fa ho fatto una bella vacanza "on the road" fra Oslo e Bergen, bella nonostante il tempo inclemente (pioggia praticamente tutti i giorni, tempo autunnale e fresco, solo qualche raggio di sole).
    Tutto organizzato in autonomia, dal volo al noleggio auto, dagli alloggi al giro in battello sul Sognefjord, dal ritorno in treno per una delle tratte ferroviarie più belle d'Europa alla discesa vertiginosa in bicicletta da Myrdal a Flam.
    Norvegia bella ma cara... Abbiamo prenotato gli alloggi ancora ad ottobre, visto che le occasioni migliori si stavano esaurendo. Si paga il pedaggio per passare molti tunnel, ponti e tratti di strada particolari, ma ne è valsa senz'altro la pena. Volo diretto Venezia-Oslo con Norwegian Air.

    Passiamo ad Oslo la sera del giorno dell'arrivo e tutto il giorno seguente. Città carina, vivace, moderna, funzionale, anche se priva di uno stile tipico architettonico. In alcune piazze (es. Christiania Torv) ci sono edifici con 4-5 stili differenti e di epoca diversa.

    Dopo cena facciamo un primo giro per la città e la pioggia che ci ha accolto all'arrivo sembra lasciar spazio al bel tempo (ma sarà solo una mera illusione)

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    In tarda serata (verso le 23) andiamo a vedere la Oslo Opera House

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    Ed infine torniamo l'appartamento, prenotato in posizione comodissima, fra la stazione ed il centro.
    Ultima foto della giornata a questo bel edificio, che non abbiamo capito cosa fosse (una sorta di tribunale, a vedere le scritte fuori)

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  2. #2
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    Il giorno dopo visitiamo Oslo, ovviamente non riuscendo a vedere tutto (ad esempio mi è dispiaciuto non vedere il museo della celebre nave Fram, che ha solcato i mari e i ghiacci dell’Artide e dell’Antartide). Ci siamo mossi a piedi, in tram, bus e metro, utilizzando il biglietto giornaliero valido per tutti i mezzi pubblici (circa 9 euro).

    In tarda mattinata andiamo, in tram, al parco Vigeland, il più grande parco di statue del mondo, che ne ospita oltre 200 dello scultore Vigeland (oltre a quelle raffigurate sull'originale Monolito centrale, alto 17 m, un insieme di 121 esseri umani intrecciati tra loro, scolpita in un unico pezzo di granito). Il tema conduttore di questo museo a cielo aperto è l'essere umano e la vita (non ci vuole tanto a capirlo...)

    Nel pomeriggio ci spostiamo (in metro, 20 minuti) sulla vicina collina di Holmenkollen, il tempio mondiale dello sci nordico, con l’omonimo famosissimo trampolino. Tornati dal Holmenkollen andiamo a vedere una zona con le casette tipiche colorate (meritano soprattutto le due vie Damstredet e Telthusbakken), vicina al grande cimitero dove è sepolto Edvard Munch, cimitero che sembra un parco (o per i norvegesi lo è proprio), con mamme a spasso con il passeggino e gente che fa jogging.

    Dopo cena ad Aker Brygge il quartiere di Oslo vicino al porto che una volta ospitava cantieri navali ed oggi è la zona più vivace della città, con molti negiozi, ristoranti, appartamenti, uffici, cinema, teatri, bar e locali notturni.

    Tarda serata alla fortezza (Akershus Festning), poco prima dell'orario di chiusura.


    La via principale di Oslo (Karl Johans gate) ed il palazzo reale sullo sfondo

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    Il parlamento

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    Il parco (pubblico) attorno al palazzo reale

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    La piazza dell'Università

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    La grande sala del Municipio dove viene consegnato il premio Nobel per la pace (gli altri Nobel vengono consegnati a Stoccolma)

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    Il parco Vigeland

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    Il trampolino di Holmenkollen

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    Andando verso il quartiere delle casette tipiche

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    Telthusbakken

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    Damstredet

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    Il cimitero dov'è sepolto Munch

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    Aker Brygge

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    La fortezza

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  3. #3
    Grazie. Le tue foto sono sempre una garanzia Zebulon!

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Lo Staff di Ci Sono Stato Visualizza Messaggio
    Grazie. Le tue foto sono sempre una garanzia Zebulon!
    Grazie staff

    Dopo la giornata trascorsa interamente a Oslo, il giorno seguente andiamo a ritirare le auto e partiamo verso Nord-Ovest, destinazione Leardal, sulle sponde di uno dei tanti rami del Sognefjord, il più lungo e profondo fiordo della Norvegia ed il secondo più lungo al mondo.

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    Dopo un paio d’ore di viaggio passiamo per Gol, dove ci fermiamo per pranzo, e poi per Hemsedal, famosa località turistica invernale. Poi si comincia a salire seriamente ed il paesaggio varia rapidamente, fino ad arrivare all’ambiente quasi di tundra del passo a 1200 m del lago Eldrevatnet, che in alcune zone è ancora ghiacciato. Dopo un giretto per le belle casette di una specie di villaggio disabitato sulle sponde del lago, cominciamo a scendere e arrivati a fondovalle facciamo una sosta a Borlo Farmjard, un vecchio villaggio/fattoria, ora trasformato in “museo”.

    Riprendiamo il viaggio e la sosta successiva è per la bellissima chiesa di Borgund, una delle chiese di legno più antiche di Norvegia.

    Infine verso sera giungiamo al paese di Laerdal, dove una splendida e vecchia casa a due piani ci aspetta. Per cena, visto che l’unico pub/ristorante del paese è chiuso, andiamo al ristorante del camping, gestito da un simpatico e disponibile calabrese, che ci prepara degli ottimi piatti (italiani). Dopo cena facciamo una lunga passeggiata, prima sul fiordo, poi lungo il paese, con strade deserte (anche perché è quasi mezzanotte)

    Fra Gol ed Hemsedal incontriamo le prime casette con terra ed erba sui tetti e la prima cascata

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    Si sale verso l'altopiano ed il tempo non è dei migliori

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    Eccoci arrivati sull'altopiano e all'inizio del lago Eldrevatnet

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    Per fortuna smette di piovigginare ad approfittiamo per fare quattro passi fra le case di questo "villaggio", sulle sponde del lago

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    Scendendo dall'altopiano...

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    Borlo Farmjard

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    La chiesa di Borgund

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    Passiamo vicini ad una bella cascata (per la fusione della neve in quota, la fine di maggio e la prima metà di giugno è il periodo con la maggior quantità di acqua)

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    Ed eccoci arrivati a Laerdal, sul fiordo. E' strano, non sembra di stare al livello del mare, soprattutto per la vegetazione.

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    Questo è Gamle Laerdal, il nucleo più vecchio del paese

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    Poco prima di mezzanotte ce ne torniamo nella nostra bella casetta...

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  5. #5
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    Il giorno dopo lasciamo Laerdal e la nostra destinazione finale sarà Vossevangen

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    Da Laerdal cominciamo subito a salire verso un altopiano a 1200-1300 m, con ancora parecchia neve. Si tratta di una strada che rimane chiusa da ottobre a maggio e che per la tanta neve che cade viene chiamata “snowroad”. Fino a 17 anni fa era l’unica strada che collegava direttamente Laerdal ad Aurland, poi fu possibile bypassarla grazie al Laerdal Tunnel, lungo ben 24,5 km, il tunnel stradale più lungo del mondo. Purtroppo i timori di trovare brutto tempo su un altopiano così spettacolare si avverano e lo attraversiamo con pioviggine e nebbia, a tratti in mezzo ad impressionanti muri di neve.
    Lungo la discesa ci fermiamo al Stegastein, un terrazzo a sbalzo sul Aurlandsfjorden, ma anche qui niente panorama mozzafiato causa nebbia e pioggia. Oltrepassato il paese di Aurland facciamo una breve deviazione, salendo a Otternes Bygdetun, un vecchio villaggio.
    Poi passiamo per Flam e ci dirigiamo verso Gudvangen, dove prendiamo il battello per il giro turistico da Gudvangen a Flam (e ritorno in autobus) lungo il Naeroyfjord e l’Aurlandsfjorden, due rami “stile Lago di Como”, del Sognefjord (e il Naeroyfjord è uno dei più stretti fiordi norvegesi e sito UNESCO).
    Ripartiamo da Gudvangen, circondati da numerosi e strapiombanti cascate e andiamo a vedere la Stalheimskleiva, una storica strada a tornanti, ripidissima (costruita fra il 1842 ed il 1846), ora bypassata da un tunnel. Dopo aver cenato al panoramicissimo Stalheim Hotel, si riparte e si scende verso Vossevangen, prima andando a vedere la bella cascata Tvindefossen e poco dopo facendo una breve deviazione per raggiungere Nesheimstunet, anche questo un vecchio villaggio trasformato in museo, sulle sponde del lago Lonavatnet.

    Ecco le foto di questa giornata

    Sull'altopiano percorso dalla "snow-road", fra Laerdal e Aurland (che tempo... )

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    Sullo Stegastein (che tempo... )

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    Alcune vecchie case affacciate sul fiordo, del villaggio di Otternes

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    Lungo il Naeroyfjord, appena partiti da Gudvangen

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    Il villaggio di Tufto, lungo il Naeroyfjord (raggiungibile solo in barca)

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    Qualche cascata...

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    Il bel paese di Undredal, lungo il Aurlandsfjorden, famoso per il formaggio di capra più buono della Norvegia

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    Un tornante della Stalheimskleiva ed una cascata

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    Altro tornante e...altra cascata

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    Panorama dal terrazzo dello Stalheim Hotel

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    La cascata Tvindefossen

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    Dal villaggio di Nesheimstunet, sulle rive del lago Lonavatnet (verso le ore 23)

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  6. #6
    Impressionante il muro di neve! Comunque alberi a parte il paesaggio ricorda molto quello islandese

  7. #7
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    Il terzo giorno di viaggio ci vede andare subito alla gola di Bordalsgjelet, e poi alla cascata Skjervsfossen, che si può ammirare sia dall’alto (di fianco al punto dove si “butta”) che dal basso (si può andare fin sotto la cascata). Poi saliamo sul tranquillo altopiano del lago Espelandsvatnet, per poi scendere a Ulvik.
    Da qui si costeggia per molti km un tratto dell'Hardangerfjorden, prima sulla riva nord, poi (dopo essere passati sul bel ponte sospeso Hardangerbrua), sulla riva sud, fino a giungere al paese di Eidfljord. Qui inizia la salita verso la cascata Vorinfossen, attraverso una strada che si snoda con molte curve e tornanti e con un curioso tratto “a spirale” dentro la montagna.
    Sulla strada del ritorno si fa una sosta ad Eidfjord e più avanti si torna sul ponte Hardangerbrua, raggiungendolo a piedi percorrendo il bel percorso pedonale/ciclabile, che passa per una breve galleria illuminata in alcuni tratti con i colori dell'arcobaleno.
    Infine torniamo a Vossvangen per la cena.

    Ecco più o meno il tragitto fatto (per il ritorno abbiamo fatto un tratto di strada diverso)

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    E queste sono alcune foto

    La gola di Bordalsgjelet

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    La cascata Skjervsfossen

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    Sull'altopiano del lago Espelandsvatnet

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    Il tratto di strada che porta alla cascata Voringfossen (il resto si snoda dentro la montagna)

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    La spettacolare cascata Voringfossen (è quella a destra nella prima foto e a sinistra nella seconda)

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    Nel paese di Eidfjord, con gli alberi "vestiti", gli aliscafi turistici e l'immancabile nave da crociera

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    Il ponte Hardangerbrua, con l'accesso in galleria al percorso pedonale/ciclabile

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    Una rotonda in galleria (ce ne sono due, da una parte e dall'altra del ponte)

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    La chiesa di Vossvangen, alla fine della passeggiata dopocena

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    Ultima modifica di Zebulon; 21-07-2017 alle 09:37:54

  8. #8
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    Nell’ultimo giorno di viaggio in auto, da Vossevangen a Bergen, dove consegneremo l’auto, non prima di aver percorso fino alla punta un arcipelago a forma di stretta penisola, protesa verso l’oceano, di fronte a Bergen. Le isolette dell’arcipelago sono tutte collegate da ponti, alcuni spettacolari. Ecco l’itinerario (dopo essere arrivati in fondo all’arcipelago, a Hellesoy, si torna a Bergen)

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    Dopo essere partiti da Vossevangen, costeggiamo a lungo l’Hardengerfjorden fino a Norheimsund, dove facciamo una piccola sosta in una pasticceria (a proposito…non male davvero i dolci norvegesi!). Poco dopo questo paese ci fermiamo alla cascata Steinsdalsfossen dove si può passare dietro l’imponente getto d’acqua. Poi attraversiamo l’altopiano di Eikedalen e alla fine raggiungiamo Bergen, ma qui proseguiamo alla volta dell’arcipelago, dove facciamo mille soste fotografiche, con i tanti paesini di pescatori e case colorate. Verso sera torniamo a Bergen, consegniamo le auto e ci facciamo 2 km a piedi con i trolley, con ripida e lunga salita finale. La serata a Bergen è, tanto per cambiare, piovigginosa e ci rovina un po’ i piani. Peccato, perché la cittadina è davvero bella, soprattutto il famoso quartiere di Bryggen.

    Ecco le foto più significative di questa giornata

    Lungo l'Hardangerfjorden

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    La cascata Steinsdalsfossen

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    Sull'altopiano di Eikedalen

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    Sull'arcipelago di fronte a Bergen

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    Bergen

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    Il quartiere di Bryggen (le viuzze con i vecchi edifici in legno si trovano fra alcune delle 17 case in linea colorate)

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    Il castello (Bergenhus Festning)

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    Bergen by night

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    Ultima modifica di Zebulon; 20-07-2017 alle 15:33:47

  9. #9
    Bellissimo giro davvero! Non per essere cattivi ma anche il meteo così è in perfetto stile nord

  10. #10
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    Bellissimo giro davvero! Non per essere cattivi ma anche il meteo così è in perfetto stile nord
    Ah beh, non c'è alcun dubbio...Non ha senso andare in questi posti ed avere una settimana di bel tempo, non è tipico!
    Però magari una giornata di sole poteva anche andarci bene...

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