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Discussione: Siamo messi male... Che fare?

  1. #3481
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    Re: Siamo messi male... Che fare?

    Phormula,
    puoi immaginare che anche i tedeschi protesterebbero se avessero la sensazione che le cose non sono fatte a norma... Qui è la differenza, non certo nell'intelligenza degli ambientalisti. Prendiamo le discariche, tu saprai che dovrebbero essere dei veri e propri impianti industriali, sorvegliati e supervisionati, e da cui si dovrebbero estrarre il percolato e i gas (per la produzione energetica). Tu hai l'assoluta certezza che questo si faccia sempre? Ci metteresti la mano sul fuoco?
    L'Italia è anche il paese delle opere, ma non della loro manutenzione e questo è una dato di fatto.
    Certe volte è vero, si protesta a vuoto... ma a pensar male certe volte ci si azzecca. Mi dispiace dirlo, da futuro tecnico, perché per me è come una sconfitta.
    Ciao

  2. #3482
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    Re: Siamo messi male... Che fare?

    Alla fine come avete detto entrambi è un problema di mentalità, ed è quello che penso anch'io... Phormula dai tempo al tempo e vedrai, siamo solo agli inizi... Ci potrei scommettere.
    Io non vedo l'ora che un meccanismo migliore si metta in moto, ci vuole l'impegno di tutti e informazione... Pura demagogia, ma alla fine è anche buon senso. Ciao

  3. #3483
    Senior Member L'avatar di glaraki69
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    Re: Siamo messi male... Che fare?

    E' molto bello sentire l'entusiasmo e la fiducia di un giovane

  4. #3484
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    Re: Siamo messi male... Che fare?

    Ciao Glaraki,
    è quasi una necessità, non ce la faccio a pensar male... come si può vivere nella sfiducia del futuro? E' quasi un controsenso, no? Io sono un cagasotto e un pusillanime in condizioni ordinarie... poi subentra il "magone" (mal di stomaco) per non voler sopportare un torto, e questo è più forte della paura. Non continuo che già ora mi sento demagogico. Ciao e buon pomeriggio

  5. #3485
    Senior Member L'avatar di Pablo68
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    Re: Siamo messi male... Che fare?

    Rispondo a Phormula e Owen con un ritardo dovuto al fuso orario, chiedo scusa.
    Phormula, sono d'accordo con te sulla necessita' obbligatoria di diventare un Paese serio, con poche regole ben scritte, con una giustizia che funziona e a cui viene permesso di funzionare meglio di ora (la colpa che la giustizia oggi non funziona e' politica ovviamente), con dei rappresentanti seri che si rendano conto del ruolo che ricoprono non a favore di se stessi ma di tutto il popolo italiano. Non sono d'accordo sulle infrastrutture, se non quelle necessarie, come ad esempio il collegamento alla rete autostradale del megaporto di Gioia Tauro {se non sbaglio} ad esempio, che doveva diventare il punto di riferimento del mediterraneo e che per raggiungere l'autostrada si percorrono decine di km di strade di campagna. Come ad esempio terminare la Salerno R.C. o come mettere mano a tutto quello che già' c'e'. Non e' tempo per grandi opere e non ci sono neanche i soldi. Owen, io credo che sia l'ora di fare qualcosa di pratico che aiuti il futuro, ripianare un debito nazionale come il nostro senza creare, lavoro, senza investire nella crescita e' buttare i soldi in un pozzo. Bisogna creare i presupposti come dice Phormula perché' si possa ricreare un terreno fertile, e come dicevo, investire nelle aziende e' il modo per dare nuovi posti di lavoro, nuova linfa all'economia interna che farà' forse ripartire un po' tutto. Certo bisognerà' muoversi su più' fronti, combattere l'evasione ed estirparla definitivamente e tanto altro. Ma senza motore l'Italia non ripartirà', il motore e' il lavoro ed il lavoro lo danno le imprese. Da 2 anni in qua, ogni santo giorno, hanno chiuso o sono fallite più' di 150 imprese in Italia. Oltre a queste negli anni moltissime sono andate all'estero. Io sono contro la delocalizzazione, inoltre non credo si possa pretendere di dare le regole etiche ad altri Paesi stranieri in questo campo (poi noi non e' che siamo buoni maestri con tutti i morti sul lavoro ed il lavoro sommerso che abbiamo, ma qualche volta ci torna utile crederlo). Potevamo controllare le nostre imprese, legarle al Paese in qualche modo, non so come, non sarebbe stato giusto ma andava fatto. Ora c'e' bisogno di creare nuova ricchezza, di tartassare finalmente gli enormi proventi dell'economia e finanza virtuale, e reinvestire nel concreto, nel lavoro prim'ancora che ripianare il debito {o almeno fare entrambe le cose}. Solo così' si ricreerà la ricchezza comune che sapra' ripagare il debito senza svenarsi. Ecco perché' vanno salvate quelle realta' medio piccole che oggi stanno morendo (i grandi si salvano da soli) e bisogna cercare il modo di far rientrare le aziende che hanno lasciato crateri disoccupazionali in passato, per investire altrove. Invogliandole a tornare senza darle denaro ma senza chiederne per qualche anno, in cambio di posti di lavoro e certamente anche d'investimenti strutturali. Ma evitiamo di ributtarci in grandi produzioni industriali dove non avremmo scampo. Torniamo a settori e lavori anche di nicchia, ma sempre mantenendo alti i valori del passato, dell' artigianato, del design e dell'alta qualità'. Concludo, sono stato lungo e noioso, .. dicendo che questa storia che la Cina produce robaccia e' assolutamente falsa. In Cina si fa' di tutto, dall'ottima qualità' alla bassissima, dagli stracci del mercato alle borse e ai vistiti dell' alta moda italiana, le migliori tv, computer,macchine fotografiche, ed anche le peggiori. C'e' tutto. Tutti i grandi marchi di qualsiasi settore producono in Cina. In Italia si fa' caso alla roba scadente in arrivo, ma tutto il resto che arriva dall'oriente ... ciò' che indossate, guidate, accendete e spegnete ogni giorno, quello non fa' notizia, ma per il 90% viene dalla Cina e nazioni limitrofe.
    ...dopo il giro di boa, lo stesso mare in tempesta...
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  6. #3486
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    Re: Siamo messi male... Che fare?

    Sicuro che non servano le infrastrutture? Secondo me le infrastrutture servono eccome. Le infrastrutture servono ad assicurare la mobilità delle persone e delle merci, senza la quale un paese è paralizzato. Ogni volta che mi devo spostare e ci perdo del tempo perchè sono bloccato in mezzo al traffico, perchè i treni viaggiano a velocità da lumaca o perchè gli aeroporti sono congestionati, sono un costo per l'azienda che mi paga ma non produco un reddito, perdo solo tempo. Idem per le merci, una delle ragioni per cui un cliente sceglie un fornitore europeo anzichè asiatico è perchè ha bisogno subito del prodotto e anche un giorno in più o in meno fa la differenza, lo vedo quotidianamente nel mio settore, e infatti abbiamo abbandonato molti clienti del centro-sud perchè non riuscivamo a garantire la consegna nella finestra di tempo che ci dava il cliente.

    Ci sono un sacco di aziende che se ne sono andate dall'Italia perchè spostare le merci in Italia è un incubo per via delle infrastrutture carenti o mancanti.
    Spedire merci da certe zone dell'Italia per località del centro nord Europa ha tempi e costi superiori alla spedizione delle stesse merci dalla Cina.
    Le opinioni altrui sono come i pareri sulle mutande.
    Puoi sentirne quanti ne vuoi, ma è quando ci infili dentro le chiappe che scopri se ti vanno bene o no.

  7. #3487
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    Re: Siamo messi male... Che fare?

    In linea di massima la migliore infrastruttura possibile l'abbiamo già. Da sempre e gratis: il mare. Quale autostrada più grande che unisce il nord al sud e che non crea ingorghi di traffico. Poi è vero che l'ingorgo si crea allo sbarco, quando dalla nave il trasporto si deve, forzatamente, trasferire su terra. Ma allora impegni e costi si potrebbero notevolmente ridurre. Allora, perché non potenziare, finalmente, le famose "autostrade del mare? E impegnarsi solo nel migliorare i trasporti locali, quelli su breve distanza? Ma le lobbies degli autotrasportatori e dei fabbricanti di mezzi di trasporto gommato sono troppo forti.
    Obbligo quindi, per percorsi superiori ai duecento chilometri, in direzione sud nord e viceversa, di imbarcarsi sulle navi. E in direzione est-ovest, potenziare il trasporto via ferro. Containers da caricare direttamente sul treno. Qui però mi faccio da solo un'obiezione: dove fare un autoporto sufficiente dalle parti di Trieste con la conformazione geografica di quella zona?
    Di una città non apprezzi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà ad una tua domanda.
    Italo Calvino.

  8. #3488
    Senior Member L'avatar di Pablo68
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    Re: Siamo messi male... Che fare?

    Abbiamo la migliore rete autostradale del mondo, aeroporti in ogni città, molti grandi porti e linee ferroviarie ovunque. Basterebbe rinnovare ed eventualmente potenziare quel che già' c'e' senza scavare le montagne per una linea che e' più' una spesa {ed un disastro ecologico} che un ritorno o per un inutile megaponte costruito su zone franose e sismiche. Le grandi opere non danno lavoro se non a pochissimi e non generano ricchezza, la spostano dal popolo {i soldi dello stato sono dei cittadini} a pochissimi eletti. E poi non ci sono più' soldi. Abbiamo cementificato l'Italia abbastanza mi sembra.
    Mettiamoci anche questa, visto che si dice che ciò' che e' statale non funziona e non si perde occasione tra i media di seminare in tal senso. Le privatizzazioni, quelle poche fatte in Italia, sono state un fallimento. Hanno portato in quasi tutti i casi e settori un peggioramento dei servizi, un aumento dei costi per il cittadino e ricavi di poco conto o nulli per lo Stato {Alitalia e' stata un operazione da oggi le comiche}. Se privatizzare e' questo era meglio non toccare un simile capitolo oppure farci mettere mano da chi lo sa' fare, correttamente e dalla parte del cittadino. Da questo punto di vista anche ferrovie e autostrade ne sono un esempio vergognoso.
    Io credo che l'Italia puo' farcela se riparte l'economia interna, per farlo c'e' bisogno che le famiglie, i lavoratori ed i pensionati abbiano entrate sufficienti per vivere e far girare denaro che oggi nella meta' della popolazione manca. Se milioni di italiani non hanno non spendono e così' altri finiscono nel gorgo della crisi, artigiani, commercianti, piccole imprese e alla fine della corsa anche grandi imprese, lavoratori statali e lo Stato. Così' e' successo finora, crisi o non crisi.
    L'Italia e' una repubblica fondata sul lavoro ma il lavoro non c'e'. Bisogna ripartire da quello e ritornare a mettere il lavoratore a centro campo con tutti i diritti che merita. Se dico di aiutare le aziende medio piccole a risanarsi e trovare il modo di invogliare a tornare in Italia a quelle andate via non e' perché' sono dalla parte degli imprenditori {ma nemmeno contro}, ma perché' solo loro possono creare i posti di lavoro necessari e far si che il denaro possa tornare a rifluire nelle tasche dei cittadini lavoratori cosicché anche con il loro aiuto si possano risanare tutte le posizioni a monte, fino a salvare lo Stato stesso. Se intendiamo invece svenderci per pagare i debiti senza far null'altro ci ritroveremo un giorno forse senza debiti, ma tutti sulla strada ... e dovremo rindebitarci per sopravvivere.
    Una delle situazioni più' sgradevoli che noto da fin troppo tempo in Italia e' la mancanza di un vedere comune ed obiettivo. Il Paese non fa' quadrato. Nessuno si batte per i diritti degli altri, solo per i propri. Altrove il padrone dell'azienda riconosce il valore dei propri dipendenti, lo Stato riconosce l'utilità' degli occupati nel pubblico, e tutti di qualsiasi settore siano, hanno rispetto e a cuore di ciò' che accade agli altri settori della società. Da noi se io sto' bene, le problematiche degli altri non mi sfiorano e non le prendo in considerazione, fino a che non mi toccano. Allora scendo in piazza, mi sbraccio e urlo. Fino a ieri credevo che i problemi di quell'amico operaio, di quel commerciante che ha chiuso, di quella piccola azienda in crisi, del pensionato vicino di casa, non mi riguardassero. Oggi ho capito che non e' così'.
    Bisogna mettersi bene chiaro in testa che in una situazione come quella in cui si vive nell'Italia di oggi, si tireranno giù tutti l'uno con l'altro.
    Per questa carenza di unita', di capacita' di analisi complessiva da parte di ogni singolo, ritengo che il nostro Paese rischi più di altri di raggiungere una povertà concreta. Non tanto un fallimento come Nazione, non ce lo permetteranno, ma piuttosto un fallimento economico dei suoi cittadini, per alcuni già' avvenuto, per altri "inaspettatamente" di la' da venire. ....purtroppo....
    Sfido chi se la passa male a dichiarare la mia analisi pessimistica e chi invece ancora se la passa bene a dichiararla realistica.
    Non ce ne sarà uno, a riprova del discorso di cui sopra.
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  9. #3489
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    Re: Siamo messi male... Che fare?

    La nostra rete autostradale era la migliore del mondo ... fino agli anni '70, è verissimo. L'Autostrada del Sole o l'Autostrada del Brennero ce l'hanno invidiata in molti.
    Oggi, la nostra rete autostradale è semplicemente al collasso, anche per via dei troppi camion (un solo camion che transita su un viadotto equivale a 15 mila auto come usura della struttura). Risultato, colonne di camion e cantieri continui. Se pensi che sia la migliore del mondo, prova a partire da Brescia alle sette del mattino e andare verso Milano e poi verso Torino. Tra parentesi, la Milano-Torino in molti tratti non ha nemmeno la corsia di emergenza, con il risultato che se ti si pianta la macchina, blocchi una corsia. Le grandi direttrici di traffico nord-sud ed est-ovest sono al collasso per il troppo traffico, del resto non ci sono alternative.

    Aeroporti, il sistema aeroportuale italiano è fatto di tanti piccoli aeroporti, perchè ogni regione e ogni provincia vuole il suo aeroportino. Risultato: per tenerli in vita bisogna foraggiare le compagnie low cost con i soldi pubblici perchè le grandi compagnie non vi fanno scalo perchè non ci sono abbastanza passeggeri, o se lo fanno è per "prelevare" passeggeri e rifornire gli aeroporti principali dei loro paesi. Quanta gente parte da Milano per Francoforte, Parigi, Madrid, persino Zurigo, per prendere un volo intercontinentale.

    In Italia, come per i rifiuti, anche per i trasporti non si fa sistema, ognuno pensa al suo orticello, i soliti comitati sono contro tutto, e alla fine la competitività del paese ne risente.
    Le opinioni altrui sono come i pareri sulle mutande.
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  10. #3490
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    Re: Siamo messi male... Che fare?

    E' tutto vero Phormula, ma ritengo non sia il momento per spese folli e nuove infrastrutture. Ristrutturare e potenziare ciò che già c'e' sarà da fare, appena possibile. Ma oggi le priorità' sono ben altre purtroppo. E' vero anche che l'Italia e' diventata una piccola periferia del mondo, mi meraviglia ancora la nostra presenza nel G8 e G20. Per la competitività' il nostro Paese ha da rivedere seriamente la produzione, cosa e come produrre, caratteristiche e qualità', più che il prezzo. Se puntiamo al prezzo per combattere altri produttori mondiali abbiamo perso in partenza. Bisogna sapere cosa produrre con un occhio al futuro e saperlo fare bene, in questo caso sarà più difficile per i Paesi asiatici essere nostri concorrenti. Bisogna riconvertire e riconvertirci altrimenti siamo spacciati. In Germania puntano sull'energia alternativa. Loro tra 10 anni saranno all'avanguardia nuovamente e noi saremmo ancora a produrre bulloni a basso prezzo. Per questo serve la ricerca, buone scuole ed università', aziende con più' lungimiranza dei nostri politici, idee. Cerchiamo di vedere ai Paesi che sono stati in grado di rinascere e sapranno farlo ancora, come la fenice, che torneranno ad essere potenze economiche {o che anche con qualche problema lo sono sempre state}, come Germania e Giappone, le loro aziende a cosa puntano oggi per risollevarsi? E noi? E' un momento storico importante, siamo ad una svolta definitiva, o s'indovina la via da percorrere subito oppure non avremo futuro.
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