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Discussione: Volos e penisola del Pelion.

  1. #91
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    Non potendo fare il bagno per il mare mosso, ci muoviamo presto, approfittando per andare a vedere un'altra spiaggia. Così risaliamo verso Argalasti per poi ridiscendere a Paltsi. Qui ci attende la spiaggia probabilmente più grande, sia per lunghezza che per ampiezza, tra tutte quelle che abbiamo visto. Pare poi quasi che molte tra quelle che si affacciano sull'Egeo abbiano pensato a coloro che si vogliono bagnare anche nelle frequenti giornate ventose e quindi con acque non proprio tranquille. Infatti, come Mourtas, anche Paltsi,ha un lato, quello stesso dove si aprono nella roccia alcune poco profonde grotte, protetto da sporgenze rocciose che creano, naturalmente, una specie di porticciolo dove il vento batte meno. A Paltsi, comunque, non c'è paese, ma solo qualche casa sparsa, un albergo apparentemente abbandonato e due taverne, in una delle quali pranziamo. Prima e dopo ci godiamo la spiaggia, pochissimo frequentata, passeggiando fino ad uno stagno formato da un fiumiciattolo che si ferma a pochi metri dallo sbocco in mare.
    Tornando verso il campeggio, breve sosta ad Argalasti, che pare essere un centro vivace per i commerci della zona, dove vediamo la consueta piazzetta ombreggiata, forse un po' meno affascinante di altre viste nella zona.

    Allegato 23357

    La spiaggia di Paltsi

    Allegato 23358

    Vista verso nord

    Allegato 23359

    Lo stagno.

    Allegato 23360

    La parte sud di Paltsi.

    Allegato 23361

    Una delle grotte.
    Di una città non apprezzi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà ad una tua domanda.
    Italo Calvino.

  2. #92
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    Il giorno dopo ovvia mattinata tranquilla presso la spiaggia del campeggio. Ma posso rinunciare, nel pomeriggio, ad esplorare i dintorni? Decidiamo per Lefokastro, a pochi km da Katò Gatzea. O, meglio, sarebbero pochi (una decina o poco più) se mi avventurassi, come avevo programmato, per la stradina costiera che parte da Afissos. Ma quando arrivo al suo imbocco e vedo che è poco più di un budello e ne vedo uscire un paio di Suv in senso contrario che non lasciano spazio neanche per un pedone, torno indietro e percorriamo la strada principale, decisamente più lunga (25 km circa) ma senza rischi di trovarsi faccia a faccia con qualcuno con cui decidere, come in un duello, chi dovesse fare marcia indietro.
    Così arriviamo a Lefokastro, paesino distribuito con la sua strada e le sue case, lungo un mare tranquillo che ci dice: "Fatti un bagno, fatti un bagno!". Invito a cui aderiamo subito e molto volentieri.

    Allegato 23447

    Polpi a seccare a Lefokastro.

    Allegato 23448

    La spiaggia di Lefokastro verso nord.

    Allegato 23449

    Lefokastro verso sud.
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    Italo Calvino.

  3. #93
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    davvero belle foto e bei posti... non vedo l' ora di vedere il seguito...complimenti

  4. #94
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    E così siamo a venerdì, quando è in programma il recupero della gita a Skiathos con l'Africana da Platanias. Per fortuna la sera prima decido di andare alla reception del campeggio per chiedere di telefonare al capitano del battello per accertarmi se si prevedesse che le condizioni del mare fossero favorevoli per il giorno dopo. Ma neanche devono telefonare, in quanto l'avevano già fatto per altri ospiti ed avevano appreso che il comandante aveva avuto un problema di salute, per cui era stato ricoverato d'urgenza all'ospedale di Volos. Che sfortuna! Per lui, ovviamente. Noi, invece, possiamo cambiare programma, senza rinunciare all'Egeo. Infatti decidiamo di recarci in una delle spiagge più celebrate e fotografate, nel territorio di Tsagarada. Questo è un paese, suddiviso in diversi nuclei, che appare più un villaggio di montagna, immerso com'è nei boschi, anche se si trova a soli 450 metri di altezza. Il suo grande vanto è quello di avere nella sua piazza quello che si dice essere il platano più vecchio (oltre mille anni) e più grande (14 metri di circonferenza) di tutta la Grecia. Il centro è molto frequentato da turisti specie inglesi, che amano alloggiare in particolare in un tranquillo hotel che affaccia sulla piazza e che presenta, nello spazio all'aperto dedicato alla colazione, una piattaforma su un albero dove si possono sedere gli ospiti. C'è anche da segnalare, per chi ama gli oggetti artistici, che nella frazione che si incontra per prima arrivando da sud, c' è un laboratorio artistico dove lavorano due coniugi, di cui lei parla un italiano corretto e che offre delle caramelle fatte da lei stessa. Il laboratorio si chiama Eroterra e, se avete soldi, e parecchi, da spendere per oggetti di buon gusto, vi consiglio di fermarvi lì.

    Allegato 23498

    Il boschetto sotto la piazza di Tsagarada. Sulla destra in alto la piattaforma sull'albero.

    Allegato 23499

    L'ingresso della chiesa ortodossa nella piazza di Tsagarada.

    Allegato 23500

    Il monumentale platano di Tsagarada.
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    Italo Calvino.

  5. #95
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    Molto interessante davvero! Grazie per il tuo fotoracconto!
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  6. #96
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    Se riuscissi a metterle tutte dritte sarebbe meglio. O perlomeno ad accorgermi prima che sono in verticale. Dopo mi spiace toglierle.
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    Italo Calvino.

  7. #97
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    Visto quindi il centro del paese, affrontiamo i 6 km in discesa, per arrivare ad una delle spiagge più famose del Pelio, Mylopotamos. La strada finisce lì, con un piazzale dove c'è l'unico ristorante dei dintorni. Poi dobbiamo affrontare una scalinata che gira intorno al roccione, per scendere alla spiaggia, che, vista prima di andarci nelle foto, è meno grande di quanto apparisse. Anche se è divisa in due da una roccia che permette il passaggio alla parte meno ampia grazie ad un'apertura nella roccia stessa. C'è una porzione di spiaggia attrezzato con ombrelloni e lettini. Qui, diversamente dalle altre spiagge attrezzate dove abbiamo avuto occasione di andare, si pagano 8 euro per occuparli. Mentre forse saprete che in genere in Grecia gli stabilimenti sono gestiti da bar e taverne, dove non si paga il noleggio, ma c'è l'obbligo della consumazione. Abbiamo la fortuna di trovare un unico ombrellone libero in prima fila, con il mare mosso che ogni tanto allunga le sue onde fino a bagnarci i piedi. Grande divertimento per i bagnanti che si prendono un ricco idromassaggio sulla riva, o, superato il punto di rottura delle onde, si fanno un bagno che sembra privo di pericoli. Tra i bagnanti ci diverte osservare un bambino sui 10 anni che, armato di braccioli e cappellino, dalle 11, quando siamo arrivati, a quando siamo andati via intorno alle 16, ha interrotto il suo farsi investire dalle onde a riva per non più di una decina di minuti in totale.
    La piccola spiaggia al di là del roccione, a causa delle onde, non lascia molto spazio ai tanti i bagnanti che però si ammassano dentro un grande grottone a prendere... l'ombra.
    Risaliamo per una scala diversa, immersa nel verde, e riprendiamo l'auto per tornare verso "casa". Ma siamo agli sgoccioli della vacanza, e dobbiamo ancora comprare qualche ricordino per amici e parenti, per cui sulla via del ritorno facciamo una breve deviazione per Vysitza, dove abbiamo trovato un negozio con mercanzia varia e di abbastanza buon gusto.

    Allegato 23544

    Il sano divertimento del bambino.

    Allegato 23545

    La spiaggia principale.

    Allegato 23546

    a Mylopotamos verso sud.

    Allegato 23547

    Il passaggio nella roccia.

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    Il grottone della parte più piccola di Mylopotamos.
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    Italo Calvino.

  8. #98
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    Siamo arrivati alla vigilia della partenza, per cui restiamo sulla spiaggia del campeggio e prepariamo tristemente le valige.
    La domenica ci mettiamo in viaggio verso Delfi, tappa intermedia sulla strada del ritorno verso Igoumenitsa. Passiamo per le Termopili, senza però riuscire a vedere il monumento a Leonida. ed affrontiamo un'interessante strada montana. A Delfi arriviamo relativamente presto, per cui la stanza in albergo non è ancora disponibile. Il proprietario però ci "ospita" i bagagli e ci dà le indicazioni per raggiungere Museo e scavi. Vista l'ora calda, decidiamo di dividere in due la visita: vedere ora il Museo, al fresco dell'aria condizionata, e riservare gli scavi al pomeriggio. Così facciamo i biglietti che costano 9 euro per la visita singola di uno solo dei due siti, 12 per l'ingresso cumulativo. Mentre per i fortunati (si fa per dire) ultrasessantacinquenni cittadini UE il cumulativo costa solo 5 euro.
    Il Museo, non grandissimo, ma ottimamente organizzato, ben tenuto, luminoso, è davvero interessante con i reperti degli scavi emersi dall'Area Sacra del Tempio di Apollo. Particolareggiate spiegazioni in ogni sala, in greco ed inglese. Colpisce la presenza in ogni sala di uno o anche due custodi, prevalentemente donne, che danno la sensazione di non distrarsi mai. E che si possa liberamente fotografare, purché senza flash. E l'ultima sala riservata a quel che resta dell'Auriga, con la raffigurazione grafica di quello che doveva essere l'intero monumento.

    Allegato 23579

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  9. #99
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    Pranziamo, ed è forse il migliore pasto fatto in terra di Grecia, torniamo in albergo e dopo un meritato riposino, ci avviamo alla passeggiata che ci porta, stavolta, agli scavi. E' affascinante pensare che così come i cattolici appendono cuori ed arti di argento alle pareti delle cappelle dedicate a Santi, per ringraziarli di aver concesso il miracolo, gli antichi greci, e non solo, hanno dedicato come ex-voto un'intera città fatta di templi più o meno grandi dedicati ad Apollo, che in genere concedeva la vittoria in qualche guerra.
    Così saliamo lungo la Via Sacra che si arrampica a tornanti sulle pendici del Monte Parnaso, circondati dai resti di questi edifici, di cui il più intatto è l'ex-voto degli ateniesi che mantiene immutata la sua struttura di tempietto a colonne. Alla fine ci si trova sulla spianata dove poche colonne, alcune intere, altre spezzate su un ampio basamento, stanno ad indicare dove abitava il padrone di casa, Apollo. Solo all'inizio della salita, con il Foro Romano, edificato in epoca più tarda, ed alla fine, più su del tempio di Apollo, le costruzioni sono a carattere "laico". Infatti alla fine si trova il teatro e, più in alto, tanto in alto che abbiamo rinunciato, lo stadio. Curiosità durante il percorso: la roccia conica che rappresenterebbe l'ombelico del mondo. No, non quello di Jovanotti, ma la pietra scagliata da Zeus dal cielo per determinare il centro della terra, nel punto in cui si sono incontrate le due aquile d'oro che il Padre degli Dei aveva lanciato in direzioni opposte proprio per decidere il centro. E, poco più su, la rupe dove di sedeva la Pizia, per dettare i propri oracoli.
    Il tutto godendo di una magnifica vista sulla valle sottostante, fino al mare del golfo di Corinto.
    Finita la visita, breve giro per il centro che, oltre ai negozi di souvenir, non offre praticamente nulla, in attesa della cena, che, forse, è stata la peggiore tra tutte quelle che abbiamo fatto in Grecia. Così, tra pranzo e cena, siamo perfettamente in media!

    Allegato 23624

    La vista verso il mare.

    Allegato 23625

    Il Foro Romano.

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    L'ex voto degli ateniesi.

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    Il tempio di Apollo.

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    L'altro lato del tempio di Apollo.

    Allegato 23629

    Il teatro.

    Allegato 23630

    Il panorama verso le montagne.
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  10. #100
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    Vedo ora che le prime tre sono (non) sono entrate come allegato. Con un po' più di tempo le rimetto.
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