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Discussione: Brisbane, Moreton & shells

  1. #1
    Senior Member L'avatar di Mononeurone
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    Brisbane, Moreton & shells

    Con ancora sul corpo l’umidità delle Mele cascades siamo sull’aereo in direzione Brisbane, dove avremo due giorni pieni da spendere in attesa della coincidenza che ci riporterà a casa.
    Quando le hostess ci consegnano i talloncini dell’immigrazione, fra le cose da dichiarare è specificato chiaramente un bel “shells”.
    Disgrazia, sciagura, sventura, calamità.
    Io lo so, speravi non ci fosse ma questi ti chiedono anche cosa hai pestato figurati se soprassiedono sui mitili (ignoti).
    Optiamo per l’onestà che, saremo i soliti idioti, coraggiosamente riteniamo paghi sempre.
    Di conseguenza barriamo una sequenza di si, stando bene attenti a non includere anche la tendenza agli atti osceni o di voler commettere atti di terrorismo, furti, rapine, abigeato, licenziosità, crimini contro l’umanità vari nonchè trasportare droghe, armi, isotopi radioattivi, kriptonite verde e cd di Gigi D’Alessio. L’unico dubbio riguarda la biancheria umidiccia stipata da settimane nello zaino, ormai cosciente ed in procinto di riprodursi per partenogenesi, che possa essere considerata arma chimica non convenzionale.
    Dogana; profilo basso. Prego, per di là! Fila customs to declare.
    Al nostro turno veniamo accolti da un doganiere più anziano e da una giovane fanciulla stereotipo del healthy anglosaxon, bionda con le guanciotte.
    Da dove venite?
    Vanuatu.
    Controllo suola scarpe! Lo passiamo, scarponcini seminuovi salvi!
    Cosa portate?
    (Nomination oscar 2013 attore ed attrice protagonisti per sguardo cucciolo di tardigrado/cane bastonato/innocenza perduta/voglio la mamma).
    Conchiglie.........
    Prego apra lo zaino (il suo di ella)
    Io, pensiero: Ecco il perchè di tutta quella passione per le noccioline!
    Il primo scatolino di arachidi colmo di occhi di Santa Lucia viene ispezionato dal doganiere anziano il quale con un sorriso lo restituisce ad Anna in piena ansia da brachiopodo.
    Poi il secondo poi il terzo. Seguono sacchetti di spirali lunghe, corte, tozze, poi bomboli, articagli, sghimbesci, cornucopie, cianferi, oviddi, ecc. tutti pazientemente esaminati con notevole calma, abnegazione e spirito di sacrificio. Solo una volta l’omino alza gli occhi esprimendo nello sguardo un inequivocabile e colorito, scusate la volgare traduzione letterale: “ E sticazzi ma quante ne hai?”.
    Il tempo passa lento e sul campo restano delle lumache, esatto proprio quelle di terra, in guerra non si fanno prigionieri e dei gusci presumibilmente ancora abitati.
    Quando ormai nell’aerostazione non c’è più nessuno ed i due onesti lavoratori già sognano una birra al pub è il turno dei coralli, dei sassi e credo anche qualche residuo cementizio.
    Pezzi di corallo rotto dalle forme incomprensibili la cui malia ha un senso solo per lei, che vi devo dire, la amo anche per la sua stravaganza.
    Quando i primi avvoltoi si posano speranzosi sulle infrastrutture si passa ai madreperlacei nei loro colori cangianti, perfettamente riposti a modo di mazzo di carte, ergononomia dello spazio ad occupare poco posto con molta quantità.
    E’ a questo punto che i due addetti ci guardano con due occhi alla Marty Feldman, non risentiti per carità, realmente increduli, come a dire: Vanuatu è ora un deserto post atomico o avete lasciato qualcosa? Con un filo di voce e l’intonazione del gatto di casa nel momento in cui si apre il frigorifero si ode solo un: “I like shells”, con la “els” finale caduta direttamente a terra ed ancora oggi errante per l’aeroporto. Se qualcuno vi parla di misteriosi echi a Brisbane non svelate il mistero.
    Finito?
    Sguardo fra i due, gioia, gaudio, felicità. Dagli altoparlanti si sprigiona prima l’Inno alla gioia ed in seguito anche We are the champions dei Queen, si batte il cinque, atterra per l’occasione persino il famoso idrovolante dei veterinari e brindiamo tutti con l’amaro.
    Tutto ad un tratto cala un silenzio di pietra.
    Due occhi fiammeggianti ed inquisitori convergono sulla mia figura:
    Tu...?
    (tento di liofilizzarmi) Ehm....
    Tu non
    (Mi faccio ancora più piccolo) Ehm
    Non è che tu...magari.....anche...conchiglie......hai.....za ino.......
    (Ipotizzo un Seppuku) Ehm...sss..
    Ti prego dimmi di no!
    Ebbene si, e tiro fuori i miei (suoi di lei) sacchetti.
    Capisco che a quel punto i due possono subire qualsiasi cosa senza reagire ed ho quasi la tentazione di fargli firmare un mutuo a mio nome, lascio stare, in fondo sono una pasta d’uomo.
    Ce ne andiamo dopo avergli stretto la mano per sincera stima ed ammirazione della grande professionalità dimostrata.
    Annina felice come una Pasqua! Poche perdite.
    Io dovetti in seguito subire anche la ricerca di contenitori acconci all’esibizione dei gusci ed appendere anche al soffitto una lanterna piena dei suddetti, la quale ora fa bella mostra di sé nell’atrio di casa.

    http://www.daff.gov.au/biosecurity/travel/cant-take

  2. #2
    Senior Member L'avatar di leander
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    Come dire... che avete contribuito all'estinzione di poliplacofori, anfineuri, monoplacofori, solenogastri, scafopodi, brachiopodi, sacoglossi, anaspidei in uno degli ultimi paradisi naturali del Pianeta?
    E per di più con l'avallo di due pubblici ufficiali demandati a contrastare tale scempio?
    Annamo bbene...

  3. #3
    Senior Member L'avatar di Mononeurone
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    Espletate le formalità doganali prendiamo il bus aeroportuale che, se non ricordo male, con 15 Aud, ci porta direttamente all’ Annie’s Shaldon Inn, piccolo motel non distante dal centro. 405 Upper Edward Street Brisbane QLD 4000, Australia +61 7 3831 8684 anniesbrisbane.com‎
    La voglia di tornare nei simpatici ostelli aussie era tanta, la scelta è caduta su Annie’s per la migliore posizione e per la simpatia che ispirava il posto. In effetti è una specie di casa delle bambole old british, molto carina, comoda, gestita da due anziani molto disponibili, solo un po’ attaccati al soldo, si vede che qualcuno è scappato senza pagare. Circa 90,00 Aus colazione inclusa. Consigliato.
    La prima uscita serale è per una cena nella zona pedonale con le ottime Brisbane bay bugs, sorta di aragostine senza chele molto gustose, da provare.
    I progetti di gite ed escursioni franano subito l’indomani. La voluttà di un giaciglio a cui non eravamo quasi più abituati ci induce ad approfittare delle coltri quindi, ad un orario non proprio mattiniero, usciamo per un giro in città.
    Come tutti i centri australiani Brisbane è ariosa, rilassata, molto vivibile. Possiede un centro moderno con dei grattacieli molto pittorici, per me attrattiva fotografica quasi irresistibile.












  4. #4
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    Inglobando anche edifici old fashion in un contesto che poco c’azzecca creando quella miscellanea di stili ed architetture tipica dei paesi senza una storia antica.




    Ultima modifica di Mononeurone; 04-03-2014 alle 18:51:40

  5. #5
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  6. #6
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  7. #7
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    In direzione del fiume omonimo si incontra la Albert St Uniting Church chiesa di mattoni rossi “antica” di ben 160 anni che, in mezzo ad alti edifici in vetro e cemento, c’entra come i cavoli a merenda.











    Poco prima del ponte c’è la piazzona detta Ball’s Square dove si trovano gli edifici pubblici




  8. #8
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    e le “palle”, contributo aussie all’arredamento urbano moderno.














  9. #9
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    Foto bellissime, le mie non lo sono così tanto!
    Siamo un esercito di sognatori, è per questo che siamo invincibili! ????

  10. #10
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    Ma tu sei più bella di me, quindi siamo pari....

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