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Risultati da 61 a 70 di 228

Discussione: Canarie: la Palma, La Gomera e El Hierro, isole alternative

  1. #61
    Senior Member L'avatar di claudio
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    Myria, è bello, bello, bello....

    Sapessi, certe foto, come mi ricordano le Azzorre!!

  2. #62
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    Claudio, difatti sono convinta che le Azzorre facciano al caso mio. Prima o poi...


    Mercoledì 1 ottobre

    Sveglia di buon’ora perché ci attende anche oggi una giornata intensa, dedicata al Parque Nacional de la Caldera de Taburiente, l’attrattiva principale dell’isola, il cuore di La Palma.
    Esistono tre accessi per giungere con l’auto nei punti strategici dai quali è possibile intraprendere una visita più approfondita della stupefacente Caldera, colossale depressione dal diametro di 8 Km, mediante una notevole rete di sentieri interni o periferici. Per questo primo approccio ci avviciniamo da sud.
    La LP -3 che sale in una ventina di chilometri da Santa Cruz al Parco é una strada bellissima benché tortuosa, in alcuni tratti a senso unico per cui è agevole percorrerla. Appena lasciata la città il paesaggio che ci circonda è arido, ma salendo e avvicinandosi alla Caldera la vegetazione diventa rigogliosa, caratterizzata da fitte foreste di pini delle Canarie.
    Alle 9.00 siamo al Centro Visitatori nei pressi di El Paso tra i primi a chiedere l’autorizzazione richiesta per raggiungere in auto il Mirador de la Cumbrecita (1287 m). Poco dopo entriamo ufficialmente nel Parco: che spettacolo!



    Avanziamo a passo d’uomo tra pini profumati e altissimi di color verde brillante in un paesaggio tipicamente montano,





    procediamo per 7 km fino al parcheggio, disponibile solo per 32 auto.

  3. #63
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    E’ impressionante la veduta sulle scoscese pareti rocciose del cratere, non se ne distingue il fondo tanto è profondo.





    Il fenomeno di erosione che avanza è evidente: numerosi pini svettano quasi nel vuoto con il groviglio di radici scoperte.



    Ultima modifica di Myria; 18-10-2014 alle 23:17:31

  4. #64
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    Scegliamo un sentiero facile e panoramico che in 30 minuti porta al Mirador Lomo de Las Chozas.








  5. #65
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    E' fenomenale il contrasto di colori di cui la natura ci fa godere: dal grigio delle rocce al verde smagliante dei pini all'azzurro intenso del cielo terso. Facciamo il pieno di emozioni.


  6. #66
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    Non ci sentiamo, però, appagati al cento per cento: sopra di noi incombe il Pico Bejenado dal quale indubbiamente il panorama è ancor più ampio. Riflettiamo sulla possibilità di salire per il sentiero indicato, ma leggo che in parte è esposto e ferrato…non fa per me. C’è un’alternativa: accedervi dal versante opposto, a sud. Decisione presa. Ripercorriamo la strada dell'andata finché non incrociamo quella secondaria per la Pista de Valencia che per sei chilometri si inoltra in maniera tranquilla tra boschi di pini, poi l’asfalto termina e lo sterrato purtroppo non è dei migliori, buche e pietre sporgenti inducono a fermarci.
    Dopo circa 2 chilometri giungiamo alla località El Barrial dove si trova il cartello del Parco Nazionale ( 1100 metri).



    Imbocchiamo a sinistra la pista di Valencia (segnavia bianco giallo) che si innalza gradatamente attraversando boschi di pino canario dai lunghi aghi sottili di color verde chiaro.





    Ad un bivio si incontra la pista Ferrer. Si può raggiungere il Pico Bejenado seguendo entrambi i sentieri: noi scegliamo la via più diretta, a sinistra.

    Ultima modifica di Myria; 19-10-2014 alle 00:49:43

  7. #67
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    La corteccia degli alberi presenta grosse placche singolari, da fotografare.



    La pineta si fa più rada, il terreno più roccioso finché si raggiunge El Rodeo (1585 m), il punto di cresta in cui ci si affaccia sull’orlo della Caldera.



    Una coltre di nubi bianche a mezza costa pare quasi dipinta per rendere l’insieme più scenografico.



    Ultima modifica di Myria; 21-10-2014 alle 22:20:39

  8. #68
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    Nubi basse avvolgono in modo suggestivo anche la cima del Pico



    e rapidamente si estendono così che la vista è offuscata, si intravvedono solamente i paesi a ovest dell’isola.



    Ora la cortina nasconde anche i picchi del versante settentrionale della Caldera.



    Decidiamo di fermarci qua a consumare i nostri panini in compagnia di una coppia di tedeschi. La vetta non è distante ma dovremmo salire ancora di 300 metri, non ce la sentiamo. Camminiamo da due ore abbondanti...

  9. #69
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    Mentre mangiamo, un animaletto curioso fa capolino… è un bell’esemplare maschio di Gallotia delle Canarie (confermi Sailing? ) che stranamente si lascia avvicinare e fotografare.





    Torniamo per lo stesso sentiero.


    Oggi abbiamo percorso circa 12 chilometri, mica una bazzecola…ci sentiamo un po’ stanchi.

  10. #70
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    A cena scegliamo un ristorantino consigliato dalla LP: La Placeta, ubicato appunto in una caratteristica piazzetta a due passi dall’Avenida Maritima di Santa Cruz. Paella de pescado e come dessert uno squisito Principe Alberto, mousse di cioccolato e mandorle.
    Scatto qualche foto, ma non ho il cavalletto con me per cui la qualità è modesta, sorry.






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