Visto che un topic su quest'isola non esiste, ne apro uno io e vi racconto la mia Donoussa

Comincio riportando i miei commenti lasciati su altri topic.

Le prime impressioni a caldo, presa dalla malinconia per l'imminente separazione dalla Grecia!

...Come sono volate in fretta queste tre settimane, mi sembra solo ieri che la blue star all'una di notte è approdata a Donoussa.
E' il 12 giugno, ad aspettarci c'è Christos dell'Iliovasilema, benvenuti nella mia isola ci dice...
Donoussa ci accoglie così, sotto un tappeto di stelle, nel silenzio della notte, rotto solo dal melodioso rumore delle onde che si infrangono su una lunga spiaggia sabbiosa protetta da un mucchietto di casine bianche.
E' questa la Grecia che sognavo da un anno, finalmente sono a casa.
...
Donoussa, dove ho lasciato il cuore tanto da esserci voluta tornare una seconda volta, per trascorrerci gli ultimi giorni del viaggio.
Donoussa con i suoi colori, con il suo mare che si tinge di mille sfumature, dal verde smeraldo, al blu, al turchese.
Donoussa isolata e impervia, che richiede fatica per scoprirla ma ti premia con calette dai mille colori dove fare un bagno indimenticabile spesso in solitudine.
Donoussa dove non esistono spiagge attrezzate, benzinai, pullman, noleggi, non adatta a chi cerca comodità ma ideale per chi ama la Grecia con la sua natura dolce e aspra allo stesso tempo.
Donoussa e suoi tramonti dalla Panagia.


Le informazioni pratiche

Abbiamo alloggiato da Iliovasilema pagando 30 euro a notte quando ci siamo stati all’inizio della vacanza, e 35 euro a notte quando siamo tornati sull’isola a fine mese, ma nel secondo caso ci è stata assegnata una camera molto più ampia della volta precedente. Gli alloggi si trovano alla sinistra della spiaggia di Stavros. Quando metterò le foto sarà più chiaro, ma per darvi un’idea la “chora” nonché porticciolo dell’isola si trova sulla destra della spiaggia, ed è un agglomerato di casine bianche con qualche taverna e una chiesina dalla cupola azzurra. Sulla sinistra della spiaggia hanno costruito invece un’area con gli studios. Così facendo è stata rispettata la forma originaria del paese, evitando quello che è successo a Koufonissi, ovvero un sviluppo edilizio disordinato (vederla dal traghetto dopo qualche anno è stato un choc).
Tornando all’Iliovasilema, ci siamo trovati meglio la seconda volta che siamo tornati sull’isola perché come dicevo la camera era molto più ampia e arieggiata, la volta precedente lo studios era più piccolino e anche più chiuso all’interno come posizione, e senza aria condizionata abbiamo sofferto abbastanza. La seconda volta invece siamo stati benissimo. L’unica pecca, è che gli studios vengono puliti soltanto ogni 4 giorni e più di una volta siamo dovuti andare personalmente a chiedere il cambio degli asciugamani o la carta igienica perché era finita.
L’iliovasilema ha anche un ristorante vista mare poco distante dagli studios dove si mangia molto bene. Abbiamo mangiato benissimo anche al Meltemi che però a metà mese era ancora chiuso.
Per muoversi sull’isola ci sono due taxi, quello di Stratos e quello di Christos, non sono “taxi ufficiali”, sono due auto normali ma sono facili da trovare, sono sempre parcheggiati sotto il ristorante To Kima.
Christos non parla una parola di inglese ma è simpaticissimo ed ha una guida veramente molto sportiva, Stratos invece è più “tranquillo”.
Non ci sono noleggi, spiagge attrezzate, benzinai, mentre c’è un bancomat.
C’è una barca che in alta stagione porta alla spiaggia di Livadi (e su richiesta a quella di Kedros che però è vicinissima da raggiungere a piedi). A metà mese ancora non c’era, a fine mese invece era attiva, partiva dal porto di Stavros alle 10.30 di mattina e tornava da Livadi (o meglio da Fikio, la caletta precedente dotata di moletto) alle 17.00.
Sull’isola ci si muove prevalentemente a piedi, i percorsi per chi ama fare trekking sono spettacolari con panorami sul mare stupendi, sicuramente torneremo a Donoussa per fare il giro dell’isola a piedi, fino all’ultimo è stato nostro desiderio farlo, ma poi arrivati agli ultimi giorni abbiamo optato per il riposo assoluto!
L’isola è scomoda, bisogna camminare ma la fatica è sempre premiata da angoli di mare stupendi.
Oltre la spiaggia del porto, sono due le spiagge più note di Donoussa: Kedros e Livadi.
La maggior parte dei turisti si concentrano sulla spiaggia di Kedros, molto bella, a 15 minuti a piedi da Stavros. E’ la spiaggia più vicina (ad eccezione della spiaggia del porto), più turistica e più frequentata dell’isola, motivo per il quale non ci siamo mai fermati sulla spiaggia a lungo, se non per mangiare qualcosa al bar taverna alle sue spalle. In generale preferiamo calette più “intime”!
Poi c’è Livadi, altra spiaggia bellissima, probabilmente la più bella dell’isola, ampia, di sabbia grossa, anche qui mare stupendo. Meno frequentata di Kedros.
E poi ci sono una serie di calette meno famose e più intime...Vathi Limenari, Fykio, Kalotaritissa, Tripiti e altre di cui non conosco il nome, sempre che lo abbiano.
L’isola come ripeto richiede fatica, ma non voglio che immaginiate che durante questa vacanza abbiamo fatto free climbing o ore e ore a piedi per raggiungere una spiaggia.
Nonostante non facciamo trekking durante l’anno, abbinando il taxi alle camminate, diciamo che al massimo in un’ora si raggiungevano tutte le calette, a volte con meno tempo.
Abbiamo camminato in un paio di occasioni un paio di ore di seguito, ma non per raggiungere una spiaggia ma per fare dei percorsi panoramici molto belli.
Bisogna considerare che però si cammina sui monti, con pendenze di tutto rispetto e su sentieri per capre, per cui si tratta di passeggiate abbastanza faticose in alcuni casi, per lo meno per dei pigroni come noi!
Insomma si può fare tranquillamente, ma mettendo in conto un po’ di sacrificio in più rispetto ad un’isola comoda.
Il consiglio che posso dare è di non mettere Donoussa come prima isola, come abbiamo fatto noi. Noi abbiamo fatto questa scelta perchè il giorno del nostro arrivo ad Atene c’era una comodissima coincidenza, la Blue Star Ferries alle 17.30 con arrivo a mezzanotte sull’isola. E perché avevamo sentito che quando c’è molto vento, lo Skopelitis può “saltare” la fermata a Donoussa e quindi non volevamo lasciarla come ultima isola, per non perdere il volo di ritorno in caso di vento o mare molto mosso. Il fatto di averla messa come prima isola però non è stata proprio una scelta felice. Primo perché abituati ad una vita molto sedentaria, abbiamo sentito parecchio la fatica delle camminate e secondo perché camminando sotto il sole, bianchi come il latte, ci siamo ustionati nonostante la protezione. Quando siamo tornati a Donoussa a fine vacanza invece ce la siamo proprio goduta! Ormai eravamo belli neri, e soprattutto con due bei polpacci allenati dopo le camminate in giro per le isole. E la fatica l’ho sentita meno. Inoltre conoscevamo i sentieri e li abbiamo percorsi con tutt’altra sicurezza. Ad esempio per andare a Vathi Limenari, la prima volta ci abbiamo messo 50 minuti abbondanti, la seconda 35! E’ vero che la prima volta ci siamo fermati a fare foto e video, ma è anche vero che il sentiero lo conoscevamo bene e le gambine erano temprate da 20 giorni di camminate!