PDA

Visualizza Versione Completa :

Norvegia: da Oslo a Bergen in auto e ritorno in treno



Zebulon
06-07-2017, 00:14:54
Meno di un mese fa ho fatto una bella vacanza "on the road" fra Oslo e Bergen, bella nonostante il tempo inclemente (pioggia praticamente tutti i giorni, tempo autunnale e fresco, solo qualche raggio di sole).
Tutto organizzato in autonomia, dal volo al noleggio auto, dagli alloggi al giro in battello sul Sognefjord, dal ritorno in treno per una delle tratte ferroviarie più belle d'Europa alla discesa vertiginosa in bicicletta da Myrdal a Flam.
Norvegia bella ma cara... Abbiamo prenotato gli alloggi ancora ad ottobre, visto che le occasioni migliori si stavano esaurendo. Si paga il pedaggio per passare molti tunnel, ponti e tratti di strada particolari, ma ne è valsa senz'altro la pena. Volo diretto Venezia-Oslo con Norwegian Air.

Passiamo ad Oslo la sera del giorno dell'arrivo e tutto il giorno seguente. Città carina, vivace, moderna, funzionale, anche se priva di uno stile tipico architettonico. In alcune piazze (es. Christiania Torv) ci sono edifici con 4-5 stili differenti e di epoca diversa.

Dopo cena facciamo un primo giro per la città e la pioggia che ci ha accolto all'arrivo sembra lasciar spazio al bel tempo (ma sarà solo una mera illusione)

27637

27638

27639

27640

27641

In tarda serata (verso le 23) andiamo a vedere la Oslo Opera House

27642

27643

27644

Ed infine torniamo l'appartamento, prenotato in posizione comodissima, fra la stazione ed il centro.
Ultima foto della giornata a questo bel edificio, che non abbiamo capito cosa fosse (una sorta di tribunale, a vedere le scritte fuori)

27645

Zebulon
06-07-2017, 15:27:26
Il giorno dopo visitiamo Oslo, ovviamente non riuscendo a vedere tutto (ad esempio mi è dispiaciuto non vedere il museo della celebre nave Fram, che ha solcato i mari e i ghiacci dell’Artide e dell’Antartide). Ci siamo mossi a piedi, in tram, bus e metro, utilizzando il biglietto giornaliero valido per tutti i mezzi pubblici (circa 9 euro).

In tarda mattinata andiamo, in tram, al parco Vigeland, il più grande parco di statue del mondo, che ne ospita oltre 200 dello scultore Vigeland (oltre a quelle raffigurate sull'originale Monolito centrale, alto 17 m, un insieme di 121 esseri umani intrecciati tra loro, scolpita in un unico pezzo di granito). Il tema conduttore di questo museo a cielo aperto è l'essere umano e la vita (non ci vuole tanto a capirlo...)

Nel pomeriggio ci spostiamo (in metro, 20 minuti) sulla vicina collina di Holmenkollen, il tempio mondiale dello sci nordico, con l’omonimo famosissimo trampolino. Tornati dal Holmenkollen andiamo a vedere una zona con le casette tipiche colorate (meritano soprattutto le due vie Damstredet e Telthusbakken), vicina al grande cimitero dove è sepolto Edvard Munch, cimitero che sembra un parco (o per i norvegesi lo è proprio), con mamme a spasso con il passeggino e gente che fa jogging.

Dopo cena ad Aker Brygge il quartiere di Oslo vicino al porto che una volta ospitava cantieri navali ed oggi è la zona più vivace della città, con molti negiozi, ristoranti, appartamenti, uffici, cinema, teatri, bar e locali notturni.

Tarda serata alla fortezza (Akershus Festning), poco prima dell'orario di chiusura.


La via principale di Oslo (Karl Johans gate) ed il palazzo reale sullo sfondo

27646

Il parlamento

27647

Il parco (pubblico) attorno al palazzo reale

27648

La piazza dell'Università

27649

La grande sala del Municipio dove viene consegnato il premio Nobel per la pace (gli altri Nobel vengono consegnati a Stoccolma)

27653

Il parco Vigeland

27652

27650

27651

Il trampolino di Holmenkollen

27654

27655

27656

Andando verso il quartiere delle casette tipiche

27657

Telthusbakken

27658

Damstredet

27659

Il cimitero dov'è sepolto Munch

27663

27660

Aker Brygge

27661

La fortezza

27662

Lo Staff di Ci Sono Stato
06-07-2017, 16:04:24
Grazie. Le tue foto sono sempre una garanzia Zebulon!

Zebulon
10-07-2017, 18:38:10
Grazie. Le tue foto sono sempre una garanzia Zebulon!
Grazie staff :077:

Dopo la giornata trascorsa interamente a Oslo, il giorno seguente andiamo a ritirare le auto e partiamo verso Nord-Ovest, destinazione Leardal, sulle sponde di uno dei tanti rami del Sognefjord, il più lungo e profondo fiordo della Norvegia ed il secondo più lungo al mondo.

27664

Dopo un paio d’ore di viaggio passiamo per Gol, dove ci fermiamo per pranzo, e poi per Hemsedal, famosa località turistica invernale. Poi si comincia a salire seriamente ed il paesaggio varia rapidamente, fino ad arrivare all’ambiente quasi di tundra del passo a 1200 m del lago Eldrevatnet, che in alcune zone è ancora ghiacciato. Dopo un giretto per le belle casette di una specie di villaggio disabitato sulle sponde del lago, cominciamo a scendere e arrivati a fondovalle facciamo una sosta a Borlo Farmjard, un vecchio villaggio/fattoria, ora trasformato in “museo”.

Riprendiamo il viaggio e la sosta successiva è per la bellissima chiesa di Borgund, una delle chiese di legno più antiche di Norvegia.

Infine verso sera giungiamo al paese di Laerdal, dove una splendida e vecchia casa a due piani ci aspetta. Per cena, visto che l’unico pub/ristorante del paese è chiuso, andiamo al ristorante del camping, gestito da un simpatico e disponibile calabrese, che ci prepara degli ottimi piatti (italiani). Dopo cena facciamo una lunga passeggiata, prima sul fiordo, poi lungo il paese, con strade deserte (anche perché è quasi mezzanotte)

Fra Gol ed Hemsedal incontriamo le prime casette con terra ed erba sui tetti e la prima cascata

27665

Si sale verso l'altopiano ed il tempo non è dei migliori

27666

Eccoci arrivati sull'altopiano e all'inizio del lago Eldrevatnet

27667

Per fortuna smette di piovigginare ad approfittiamo per fare quattro passi fra le case di questo "villaggio", sulle sponde del lago

27668

27669

Scendendo dall'altopiano...

27670

Borlo Farmjard

27672

27671

La chiesa di Borgund

27673

27674

Passiamo vicini ad una bella cascata (per la fusione della neve in quota, la fine di maggio e la prima metà di giugno è il periodo con la maggior quantità di acqua)

27675

Ed eccoci arrivati a Laerdal, sul fiordo. E' strano, non sembra di stare al livello del mare, soprattutto per la vegetazione.

27681

27680

Questo è Gamle Laerdal, il nucleo più vecchio del paese

27679

27678

27677

27676

Poco prima di mezzanotte ce ne torniamo nella nostra bella casetta...

27682

Zebulon
12-07-2017, 15:45:23
Il giorno dopo lasciamo Laerdal e la nostra destinazione finale sarà Vossevangen

27685

Da Laerdal cominciamo subito a salire verso un altopiano a 1200-1300 m, con ancora parecchia neve. Si tratta di una strada che rimane chiusa da ottobre a maggio e che per la tanta neve che cade viene chiamata “snowroad”. Fino a 17 anni fa era l’unica strada che collegava direttamente Laerdal ad Aurland, poi fu possibile bypassarla grazie al Laerdal Tunnel, lungo ben 24,5 km, il tunnel stradale più lungo del mondo. Purtroppo i timori di trovare brutto tempo su un altopiano così spettacolare si avverano e lo attraversiamo con pioviggine e nebbia, a tratti in mezzo ad impressionanti muri di neve.
Lungo la discesa ci fermiamo al Stegastein, un terrazzo a sbalzo sul Aurlandsfjorden, ma anche qui niente panorama mozzafiato causa nebbia e pioggia. Oltrepassato il paese di Aurland facciamo una breve deviazione, salendo a Otternes Bygdetun, un vecchio villaggio.
Poi passiamo per Flam e ci dirigiamo verso Gudvangen, dove prendiamo il battello per il giro turistico da Gudvangen a Flam (e ritorno in autobus) lungo il Naeroyfjord e l’Aurlandsfjorden, due rami “stile Lago di Como”, del Sognefjord (e il Naeroyfjord è uno dei più stretti fiordi norvegesi e sito UNESCO).
Ripartiamo da Gudvangen, circondati da numerosi e strapiombanti cascate e andiamo a vedere la Stalheimskleiva, una storica strada a tornanti, ripidissima (costruita fra il 1842 ed il 1846), ora bypassata da un tunnel. Dopo aver cenato al panoramicissimo Stalheim Hotel, si riparte e si scende verso Vossevangen, prima andando a vedere la bella cascata Tvindefossen e poco dopo facendo una breve deviazione per raggiungere Nesheimstunet, anche questo un vecchio villaggio trasformato in museo, sulle sponde del lago Lonavatnet.

Ecco le foto di questa giornata

Sull'altopiano percorso dalla "snow-road", fra Laerdal e Aurland (che tempo... :mad:)

27686

27687

27688

27689

27690

Sullo Stegastein (che tempo... :mad:)

27691

27692

Alcune vecchie case affacciate sul fiordo, del villaggio di Otternes

27693

Lungo il Naeroyfjord, appena partiti da Gudvangen

27694

27697

Il villaggio di Tufto, lungo il Naeroyfjord (raggiungibile solo in barca)

27696

Qualche cascata...

27695

Il bel paese di Undredal, lungo il Aurlandsfjorden, famoso per il formaggio di capra più buono della Norvegia

27698

Un tornante della Stalheimskleiva ed una cascata

27699

Altro tornante e...altra cascata

27700

Panorama dal terrazzo dello Stalheim Hotel

27701

La cascata Tvindefossen

27702

27703

Dal villaggio di Nesheimstunet, sulle rive del lago Lonavatnet (verso le ore 23)

27704

Lo Staff di Ci Sono Stato
12-07-2017, 18:56:13
Impressionante il muro di neve! Comunque alberi a parte il paesaggio ricorda molto quello islandese

Zebulon
17-07-2017, 18:28:06
Il terzo giorno di viaggio ci vede andare subito alla gola di Bordalsgjelet, e poi alla cascata Skjervsfossen, che si può ammirare sia dall’alto (di fianco al punto dove si “butta”) che dal basso (si può andare fin sotto la cascata). Poi saliamo sul tranquillo altopiano del lago Espelandsvatnet, per poi scendere a Ulvik.
Da qui si costeggia per molti km un tratto dell'Hardangerfjorden, prima sulla riva nord, poi (dopo essere passati sul bel ponte sospeso Hardangerbrua), sulla riva sud, fino a giungere al paese di Eidfljord. Qui inizia la salita verso la cascata Vorinfossen, attraverso una strada che si snoda con molte curve e tornanti e con un curioso tratto “a spirale” dentro la montagna.
Sulla strada del ritorno si fa una sosta ad Eidfjord e più avanti si torna sul ponte Hardangerbrua, raggiungendolo a piedi percorrendo il bel percorso pedonale/ciclabile, che passa per una breve galleria illuminata in alcuni tratti con i colori dell'arcobaleno.
Infine torniamo a Vossvangen per la cena.

Ecco più o meno il tragitto fatto (per il ritorno abbiamo fatto un tratto di strada diverso)

27753

E queste sono alcune foto

La gola di Bordalsgjelet

27711

La cascata Skjervsfossen

27712

27713

Sull'altopiano del lago Espelandsvatnet

27714

Il tratto di strada che porta alla cascata Voringfossen (il resto si snoda dentro la montagna)

27715

La spettacolare cascata Voringfossen (è quella a destra nella prima foto e a sinistra nella seconda)

27716

27717

Nel paese di Eidfjord, con gli alberi "vestiti", gli aliscafi turistici e l'immancabile nave da crociera

27721

27722

27720

27719

27718

Il ponte Hardangerbrua, con l'accesso in galleria al percorso pedonale/ciclabile

27725

27724

27723

27726

Una rotonda in galleria (ce ne sono due, da una parte e dall'altra del ponte)

27727

La chiesa di Vossvangen, alla fine della passeggiata dopocena

27728

Zebulon
20-07-2017, 16:31:00
Nell’ultimo giorno di viaggio in auto, da Vossevangen a Bergen, dove consegneremo l’auto, non prima di aver percorso fino alla punta un arcipelago a forma di stretta penisola, protesa verso l’oceano, di fronte a Bergen. Le isolette dell’arcipelago sono tutte collegate da ponti, alcuni spettacolari. Ecco l’itinerario (dopo essere arrivati in fondo all’arcipelago, a Hellesoy, si torna a Bergen)

27734

Dopo essere partiti da Vossevangen, costeggiamo a lungo l’Hardengerfjorden fino a Norheimsund, dove facciamo una piccola sosta in una pasticceria (a proposito…non male davvero i dolci norvegesi!). Poco dopo questo paese ci fermiamo alla cascata Steinsdalsfossen dove si può passare dietro l’imponente getto d’acqua. Poi attraversiamo l’altopiano di Eikedalen e alla fine raggiungiamo Bergen, ma qui proseguiamo alla volta dell’arcipelago, dove facciamo mille soste fotografiche, con i tanti paesini di pescatori e case colorate. Verso sera torniamo a Bergen, consegniamo le auto e ci facciamo 2 km a piedi con i trolley, con ripida e lunga salita finale. La serata a Bergen è, tanto per cambiare, piovigginosa e ci rovina un po’ i piani. Peccato, perché la cittadina è davvero bella, soprattutto il famoso quartiere di Bryggen.

Ecco le foto più significative di questa giornata

Lungo l'Hardangerfjorden

27735

La cascata Steinsdalsfossen

27736

27737

27738

Sull'altopiano di Eikedalen

27739

Sull'arcipelago di fronte a Bergen

27752

27742

27741

27740

27743

Bergen

27744

Il quartiere di Bryggen (le viuzze con i vecchi edifici in legno si trovano fra alcune delle 17 case in linea colorate)

27745

27747

27746

27748

Il castello (Bergenhus Festning)

27749

Bergen by night

27750

27751

Lo Staff di Ci Sono Stato
20-07-2017, 17:05:40
Bellissimo giro davvero! Non per essere cattivi ma anche il meteo così è in perfetto stile nord

Zebulon
21-07-2017, 10:32:11
Bellissimo giro davvero! Non per essere cattivi ma anche il meteo così è in perfetto stile nord

Ah beh, non c'è alcun dubbio...Non ha senso andare in questi posti ed avere una settimana di bel tempo, non è tipico! :p
Però magari una giornata di sole poteva anche andarci bene...:)

Zebulon
24-07-2017, 18:41:51
Siamo arrivati all’ultimo giorno di vacanza, quello che prevede il ritorno in treno ad Oslo, lungo una delle tratte ferroviarie più belle al mondo. Quasi a metà strada faremo però un simpatico break, con la discesa in bici al fiordo di Flam e ritorno in trenino.
Ecco due mappe con tragitto generale e con una zoomata sulla deviazione ciclistica

27791

27792

Salutiamo la bella e vivace Bergen (ci svegliamo, tanto per cambiare, che pioviggina) e prendiamo il treno locale che ad un certo punto abbandona la civiltà e si inoltra in territori quasi incontaminati, senza paesi, senza strade, in costante salita verso l’Hargandervidda, l’altopiano più vasto d’Europa. A Myrdal, stazione a quasi 900 m d’altitudine, con una caffetteria/ristorante che fa anche noleggio mountain bike, prendiamo le bici prenotate qualche settimana prima e scendiamo lungo una bellissima valle, in fondo alla quale c’è Flam ed il suo fiordo (ci siamo passati in auto tre giorni prima). Dopo aver consegnato le bici, che vengono caricate subito sul treno, e mangiato un panino, torniamo su a Myrdal con un treno turistico che ad un certo punto fa una sosta di 5 minuti davanti ad un’ennesima, potente cascata. Ma qui c’è una sorpresa che ci lascia a bocca aperta: durante questa breve sosta compare a fianco della cascata, fra i fumi di vapore e gli spruzzi, un’Huldra, una donna bionda, vestita di rosso, che balla per pochi secondi prima di scomparire dietro un colle e ricomparire subito dopo 50 m più in là, dietro i ruderi di un edificio in pietra. L’Huldra, nel folklore scandinavo, è una seducente creatura della foresta, che qui viene proposta da due studentesse della scuola di ballo norvegese che ad ogni passaggio del treno mettono in scena questo simpatico spettacolino, accompagnato da una bella musica. Tornati a Myrdal, dopo un’ora prendiamo il treno regionale che in tarda serata ci riporta ad Oslo, ovviamente con l tempo in fase di netto miglioramento.

Ecco le foto di questo giorno

Il laghetto cittadino, mentre aspettiamo la partenza del treno

27793

Salendo verso l'altopiano dell'Hardangervidda

27794

Stazione di Myrdal

27795

La discesa in bici (20 km, 900 m di dislivello, dalle chiazze di neve al livello del mare)

27796

27797

27798

In fondo alla valle i primi segni antropici

27799

27800

Nella bolgia turistica di Flam

27801

Sul treno che ci riporta a Myrdal, verso il fondovalle percorso poco prima in bici

27802

La prima parte della stradina fatta in bici, poco dopo essere partiti dalla stazione di Myrdal (in alto a sinistra)

27803

La sosta sotto la cascata Kjosfossen (improvvisamente, sulla destra, compare l'Huldra, vestita di rosso)

27804

L'impietoso zoom della macchina fotografica dà un volto all'Huldra

27805

27806

Dal treno regionale, l'altopiano dell'Hargandervidda, ancora ricoperto dalla neve e la stazione di Finse, nel punto più alto (1222 m) del tragitto ferroviario Bergen-Oslo

27807

27808

La chiesa di Geilo, rinomata località turistica norvegese (da notare il tempo, ormai migliorato)

27809

Termina così la nostra bella vacanza in Norvegia, fra Oslo e Bergen, contrassegnata sicuramente dall’ elemento acqua, sotto le sue varie forme: pioggia, neve, ghiaccio, nebbia, mare, torrenti, cascate, fiordi, oceano...