Agnone: la 'ndocciata, il fiume di fuoco.

Vigilia di Natale nel Molise.

Questa volta ci trasferiamo in Molise, in provincia di Isernia: siamo ad Agnone, borgo medioevale arroccato tra le montagne del Sannio, ad 840 metri di altezza.
Siamo qui perchè vogliamo parlarvi di un rito millenario carico di fascino, che "accende" letteralmente la notte della vigilia di Natale di questo magnifico paese.
La 'ndocciata, questo il nome della manifestazione, trae origine dagli antichi riti solstiziali o feste del fuoco, di origine pre-cristiana: erano feste in cui veniva celebrata, evocandola, la potenza del sole, fonte di vita per la terra; più tardi questi riti assunsero anche una valenza purificatrice: il fuoco sanava ogni male e distruggeva ogni influenza dannosa.
La Chiesa, una volta affermatosi il Cristianesimo, inglobò queste usanze: al sole venne sostituito il Cristo, simbolo di luce e di purezza; in questa maniera la 'ndocciata assunse il valore di manifestazione della fede popolare e della devozione degli Agnonesi.
Oggi la 'ndocciata si svolge, come abbiamo già ricordato, la sera della vigilia di Natale ed ha assunto una notevole rilevanza, tant'è che nell'anno 1996 ne venne proposta una replica la sera dell' otto dicembre, nella spettacolare cornice di Piazza San Pietro a Roma: la manifestazione venne scelta, tra tante altre, per celebrare il 50° di Sacerdozio di Papa Giovanni Paolo II.
Il nome trae origine dalle 'ndocce, sorta di gigantesche torce la cui costruzione è una vera e propria arte: ogni 'ndoccia deve essere costituita da legno d'abete bianco proveniente dal boscco di Montecastelbarone, da ginestre secche e da spago, che serve a dare al tutto una forma compatta; la 'ndoccia deve avere dimensioni adeguate (tre, finanche quattro metri d'altezza), compattezza e soprattutto ardere e scoppiettare in maniera sontuosa.
Come si svolge la 'ndocciata?
I rappresentanti dei cinque gruppi partecipanti (Contrada di Sant' Onofrio, Contrada Guastra, Gruppo Capammonde e Capabballe, Contarda Colle Sente e Contrada San Quirico) si radunano al pomeriggio della vigilia nella periferia Nord di Agnone; alle 17.30 precise, quando partono i rintocchi del campanone di Sant'Antonio, i gruppi incendiano le 'ndocce e si dirigono verso il centro del paese.
Lo spettacolo è suggestivo, incantevole e perfino drammatico: presto il corso principale del paese si trasforma in un vero e proprio fiume di fuoco che illumina a giorno, con i suoi bagliori, la scena.
Alla fine della sfilata tutte le 'ndocce vengono ammontichiate a formare un unico immenso rogo, il "falò della fratellanza", che ha un alto valore simbolico e religioso.
Questo è sicuramente il momento clou della 'ndocciata, che non si esaurisce tuttavia solo qui; il corteo delle torce è accompagnato infatti da gente festante in costume, tra scene di vita agreste e pastorale cui la popolazione, è il caso di dirlo, partecipa con grande... calore!
Da come ardono le 'ndocce, da come tira il vento, da come scoppiettano le torce si traggono auspici che rimarranno validi per tutto l'anno; non mancano antichissimi riti, come quello di raccogliere i tizzoni ardenti delle 'ndocce per cucinare i "fedelojne che la baccaleana" (fedelini col baccalà): la tradizione vuole che il fumo di questi tizzoni, portato in casa, protegga la stessa da ogni maleficio.
L'appuntamento per un Natale diverso dal solito, a contatto con una delle più belle manifestazioni del centro-sud italiano, è quindi fissato: ci si vede tutti ad Agnone, Molise, per la 'ndocciata!

LINKS
Il sito del Comune di Agnone con tutte le info!

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