India del nord e Kathmandu

Il fascino senza tempo di una terra che non finisce di stupire

Partenza da Roma il 4/11/2007 ritorno a Roma il 23/11/20074 novembre
Arrivo all’aereoporto di Delhi, di solito si arriva al mattino presto (ma dipende dalla compagnia aerea) e dopo una ricca colazione in centro si puo’ pernottare all’hotel Mohan International vicino alla new Delhi railway station (la doppia dalle 800 alle 1.100 rupie, ovviamente da trattare) – andiamo poi a prenotare la partenza in aereo per Kathmandu direttamente alla Indian Airlines o all’Air India, non fidarsi dei venditori locali che ti accerchiano già fuori l’aeroporto, ti fanno solo perdere tempo promettendo prezzi bassi e poi, con la scusa che son finiti i posti, ti vogliono imporre i loro prodotti.
Delhi è una città caotica e inquinatissima, da vedere il Red Fort e tutto ciò che c’è intorno, tra i negozietti lì vicino si può fare uno spuntino con un ottimo Masala Dosa (una sorta di cartoccio di pastella, cotta sulla piastra e farcita con un miscuglio di patate lesse e verdure speziate all’interno, veramente un buon inizio in quanto a cucina locale).
Arriviamo poi a Connhaugth Circles, e lì cominciamo a girare tra i vari negozietti fino a sera quando decisiamo di andare a mangiare vicino all’albergo, anzi vicino al bazar che è vicino all’albergo. Scegliamo un ristorante che si vede dal basso, i tavoli sono infatti sulla terrazza illuminata dell’ultimo piano da dove si può continuare a sbirciare sotto il caos della gente che va avanti e indietro. Si chiama India Club e ordiniamo un Thal non vegetariano per due con il surplus di Naan (focaccia che sostituisce il ns pane). Molto buono, con 2 birre King Fisher belle fresche e 2 caffè neri paghiamo 590 rupie.
Ancora un giro tra le gente e poi a nanna.

5 novembre
Il volo per Kathmandu dovrebbe partire alle 11 del mattino, quindi dopo la colazione è bene avviarsi all’aeroporto visto che si tratta di un volo internazionale (le batterie di ogni tipo è bene imbarcarle e non portarle nel bagaglio a mano, le sequestrano come pure gli accendini) – durante il volo dal fine-strino si può riconoscere la catena dell’Annapurna, veramente impressionante. Arrivo a Katmandu e classico contatto con i soliti taxisti e procuratori di hotel che ti accerchiano. Chiediamo di essere portati al Katmandu garden hotel (quello che ci piaceva di più sulla guida) ma ci hanno portato al Pilgrims guest house. E’ inutile insistere con questa gente, peraltro gentilissima, abbiamo quindi visitato la stanza e visto che l’hotel era al centro, la stanza per 3 persone era grande e luminosa abbiamo raggiunto, contrat-tando, il prezzo di 8$ a notte compresa la colazione. La colazione si consuma nella terrazza dell’hotel da dove si può vedere quasi tutta la citta’ scaldati dal tepore del sole. Posate le valigie subito in giro per le stradine piene di negozietti che vendono oggetti locali e non.
L’atmosfera è molto vivace e cominciamo subito a visitare i negozi di materiali per il trekking (zaini, maglie in pile etc), manco a dirlo mi compro uno zainetto della lowe alpine per 600rs (9 euro circa).
Girando girando tra turisti e facce tipicamente nepalesi si è fatta sera e ci siamo fermati in un locale con musica dal vivo, è situato sulla terrazza di un palazzo e il gruppo suona divinamente canzoni di ogni tipo spaziando dai Dire Straits ai Rolling Stones passando per i Santana... veramente bravi. Abbiamo ordinato del vino rosso e mangiato un piatto nepalese preparato con riso bollito, carne e verdure speziate. Finita la serata, allietata anche da turisti che hanno interpretato canzoni di Alanis Morisette e altri autori siamo tornati in hotel per riposare.

6 novembre: affitto mountain bike (200rs al giorno ognuna, 3,40 euro circa) e visita della città, da non mancare luoghi quali Durbar Square con l’antico palazzo reale e tantissimi templi intorno, il Golden Temple, e la cittadina vicina di Patan con il tempio dei 1.999 Buddha. In Durbar Square vi sono alcune donne locali che vendono collane e altri manufatti molto belli, loro sono affascinanti con occhi neri e profondissimi e con sorrisi accattivanti. La cittadina di Patan è molto bella e sembra ancora allo stato me-dievale. E’ bello entrare nei vecchi chioschi (chowk) delle abitazioni dove solitamente si trovano dei piccoli altari. Durante il giro si possono trovare alcuni mercatini di verdure molto pittoreschi e colorati oltre a fontane dove i locali si lavano come se fossero a casa. Nei vari negozietti di Katmandu si possono acquistare tra l’altro scialli di Pashmina (tipo Kashmir) molto belli, attenzione che alcuni partono da prezzi alti, tipo 1200rs, ma si trovano da 800rs ancora da contrattare, comunque ce ne sono di diverse qualità. A cena è da provare il Dalbhat, piatto tipico nepalese, una zuppa di lenticchie con riso, carne, curry e verdure...molto molto appetitoso.

7 novembre
Prenotare l’aereo per Varanasi solitamente parte alle 18. In alternativa alle bici si può affittare una moto (500rs al giorno con un pieno, contrattare sempre i prezzi...) e visitare così Bhaktapur, a 13km da Katmandu, ovviamente si può andare anche in taxi o in autobus (ancora più pittoresco e conveniente). Bhaktapur è una città protetta e dichiarata bene dell’umanità dall”Unesco, con i mezzi si arriva fino fuori le mura dove si puo’ parcheggiare l’auto o la moto (le bici possono entrare). L’entrata costa 750rs (un pò cara per la media dei costi locali) ma ne vale proprio la pena.
E’ una città ancora allo stato medievale, piena di templi (c’è nè uno ricco di scene
del kamasutra intagliate nel legno) e ancora rurale. Nelle piazze è infatti facile imbattersi in contadini che spargono riso e sementi per terra per farli asciugare al sole. Bernardo Bertolucci girò qui parte del film “il piccolo Buddha”.

8 novembre
Visita in bicicletta/moto o anche a piedi nell’area di Shree Bouddhanath dove c’è un tempio su una collina che domina Katmandu, per arrivarci si devono affrontare 360 gradini che si salgono insieme ai locali che ogni tanto si fermano e si inginocchiano alla loro maniera. A fianco della scalinata è pieno di scimmie che giocano / litigano fra di loro saltando da un ramo all’altro. Sopra l’atmosfera è particolare, sicu-ramente da non perdere. Si può entrare anche nel tempio, a destra del grande oggetto di ottone di cui non ricordo il nome, dove si possono vedere le immagini dei Dalai Lama nella storia fino all’ultimo e a quello (ancora ragazzo) che prenderà il suo posto.
Se i monaci sono in preghiera è possibile vederli e filmarli...momenti molto particolari. Con un taxi si puo’ andare poi a Pashupatinah, dove lungo il fiume i locali cremano i morti. A differenza di altri posti quali l’India qui ci si può avvicinare e filmare. La scena è sicuramente impressionante, dalle pire spuntano facilmente braccia o gambe che pun-tualmente i parenti o addetti alle pire rimettono all’interno del fuoco con dei lunghi bastoni. Vi sono anche molti Sadhu che per un pò di rupie (da contrattare prima) si mettono in pose yoga per filmati/fotografie (consumismo anche in questo ormai...).
Da lì si può raggiungere a piedi in una mezzora circa il grande Boudhanath (per chi ha visto “7 anni in Tibet” è quel tempio dove i fedeli girano intorno tante volte in senso orario).
Si possono vedere anche quei fedeli che per un voto pregano inginocchiandosi e poi sdraiandosi totalmente a terra per poi rimettersi in piedi e ricominciare. Il tutto devono farlo 108 volte di seguito.

9 novembre
Ultimo giro per Katmandu per eventuali spese (pashmina, the di tutte le specie, scatole di osso o legno con inserti di ottone etc) e poi via all’aeroporto, dove a causa di controlli particolarmente pignoli conviene andare per tempo.
Arrivo a Varanasi (Benares) nella serata.
All’uscita dell’aeroporto ci sono una serie di taxi che attendono i viaggiatori (stranieri e non), lì è necessario trattare la corsa dall’aeroporto all’hotel. L’hotel Surya (tripla a 700rs) si trova si nella periferia della città ma è molto accogliente e tranquillo, si può mangiare in giardino. Volendo ci sono hotel nel centro città con vista sul sul Gange, sono però rumorosi e poco tranquilli. E’ sempre bene trattare la stanza dopo aver prima verificato sia di gradimento (spaziosa, pulita e luminosa). Varanasi è il centro più sacro di tutta la nazione, vero e proprio luogo simbolo dell'universo indù. È anche una delle città più antiche del mondo, si calcola che siano almeno quattromila anni che gli indiani vengono a morire su questi ghat.
Chi finisce qui i suoi giorni, infatti, ottiene facilmente la moksha, ovvero la liberazione dal samsara, il ciclo delle nascite e delle morti. Questo spiega anche perché, tra i ghat che scendono al fiume, si possano ammirare i grandi palazzi che i Maharaja si sono fatti costruire sulle rive del Gange. Quella stessa Madre Ganga che, secondo la mitologia indù, venne sulla terra per purificare gli antenati di re Bhagirath, i sessantamila figli malvagi di Sagara. Si può, volendo, farsi portare subito da un taxi in città nella zona dei ghat, dove c’è un luogo “speciale”, un via vai di cremazioni.
Arrivano ogni 2 minuti cortei con morti, sistemati su lettighe di legno e bambù, portati a spalla dai parenti, solo uomini (le donne rimangono a piangere in casa). Sono avvolti in lenzuola bianche (se uomini) o arancio (per le donne) e ricoperti di fiori arancioni. La processione di parenti e amici li accompagna fino in riva al fiume, poi bagnano le spoglie nelle acque del Gange e gli addetti alle pire, mentre i parenti stretti vanno a scrivere i dati in un ufficio e vanno a rasarsi i capelli a zero, preparano la legna da utilizzare per la cremazione. Tornati i parenti le spoglie vengono sistemate su un letto di legna, poi viene completamente ricoperto da altri ciocchi di legno. Si accende quindi la pira e in 3 ore circa tutto si riduce in polvere che viene gettata dai parenti nel sacro Gange. Sono poche le parti che resistono al fuoco, il femore e la cassa toracica sono le più resistenti. Se si è fortunati ci si puo’ imbattere in una cerimonia notturna con suoni, luci e atmosfere particolari. Per filmare queste cose al mattino presto, oltre alle abluzioni nel Gange, si può contrattare una barca a remi per alcune ore e cogliere l’opportunità di filmare/fotografare il tutto da una diversa prospettiva, dal fiume sacro verso le rive pullulanti di gente.

10 novembre
Varanasi. Alle 5 del mattino, dopo un caffè, siamo andati di nuovo nel Gath e montati sulla barca siamo rimasti a bocca aperta davanti allo spettacolo che ci veniva regalato. Colori sgargianti ogni dove, alcuni si cambiano dentro piccole stanze in prossimità dell’acqua, poi cominciano le abluzioni immergendosi in modo cadenzato con tutto il corpo nel fiume sacro. Si puliscono la lingua, si insaponano completamente e si risciacquano.
Più il sole sale e più lo spettacolo dei colori sugli abiti coloratissimi della marea di gente e sui palazzi lungo il fiume ci affascina...sembra una grande tavolozza da pittore impressionista. Vi sono anche lavanderie all’aperto e si possono riconoscere dagli abiti stesi sulle gradinate dei Gath, i lavandai battono i panni insaponati sulle pietre come si faveva una volta, li’ vicino e sempre ad ascuigare al sole vi sono centi-naia di pizze di sterco della grandezza di 30cm circa di diametro, vengono utilizzate per il fuoco al posto della legna. Il resto della giornata si puo’ spendere tra le vie della città vecchia e per acquistare il biglietto del treno per Agra, prima classe possibilmente. Il notturno, con arrivo alle 7:30 del mattino, parte alle 18:50. la seconda classe fa ricordare “la vita è bella”, carrozze praticamente stile deportati con gli scompartimenti solo delineati (senza quindi nessun divisorio), lato dx 2 cuccette (una sotto e una sopra, quest’ultima senza finestrino), corridoio centrale e lato sx con 3 cuccette da un lato e altrettante dall’altro. Prima di partire e comunque prima che tutti si preparino a dormire, le due cuccette di sotto formano un sedile (lo schienale diventa, poi alzandolo, una cuccetta centrale).
Tutti i finestrini sono protetti da sbarre. Si parte e subito comincia il viavai dei venditori di noccioline, di ciowk (una specie di the servito in un vasetto di coccio o in bicchieri di plastica). La puzza a volte e’ sopportabile a volte no, non si capisce comunque la provenienza. Verso le 23 circa un pò tutti hanno cominciato a sistemarsi per la notte. Non si riesce a dormire molto, sia per i rumori che per il freddo che inaspettatamente si fa sempre più pungente.

11 novembre
Arrivo ad Agra alle 7:30. Da un taxi ci facciamo portare al “Tourists Rest House” in Kutchery Road, Baluganj, raccomandato dalla lonely planet, con camere affacciate sul giardino dove si può far colazione e pranzare/cenare. Con il gestore, Ramesh, si può trattare per una Ambassador con autista (magari mister Singh o Ashok, due bravissime persone...) per proseguire comodamente il viaggio verso il Rajastan. E’ necessario stabilire con lui esattamente il percorso e i termini dell’accordo (sostanzialmente auto e autista a disposizione h24 per tutto il periodo e per il percorso scelto, es: Agra, Jaipur, Pushkar, Udaipur, Jodhpur, Bikaner, e indietro a Jaipur da dove l’autista puo’ tornare indietro e da dove prendere un treno per Delhi). Ad Agra visitare il forte di arenaria rossa, è veramente spetta-colare vedere come riuscivano a scolpire questa pietra.
All’interno del forte ci sono palazzi e monumenti di epoche diverse, spettacolare anche la Nagina Masjid (moschea della gemma). Poi non si può mancare la visita al famoso Taj Mahal.
Il mausoleo racconta la struggente storia d'amore dell'imperatore per Arjumand Banu Begum, come si chiamava la moglie prima di sposarsi. Donna splendida (si dice che perfino la luna si vergognasse di apparire in sua presenza) pare fosse anche molto intelligente e generosa verso i poveri e gli umili. Dopo aver dato 14 figli a Shah Jahan morì di parto a soli 38 anni. In punto di morte chiese al marito di erigere un monu-mento al loro amore e di non sposare nessun altra donna. La leggenda vuole che il marito sia rimasto recluso per ben un anno per poi ricomparire emaciato, con i capelli improvvisamente sbiancati e il viso scavato dal dolore. L'imperatore però tenne fede ad entrambe le promesse e, in soli 22 anni, fece erigere il Taj Mahal in ricordo della moglie, impiegando addirittura 20.000 artigiani provenienti da tutto il mondo, ad alcuni dei quali, affinche’ un’opera del genere non potesse essere eguagliata, furono amputate la mani o solo i pollici. Si narra anche che volesse fare costruire un monumento specu-lare, ma di colore nero, sull'altra sponda del fiume Yamuna, dove essere sepolto lui stesso. Merita comunque piu’ di una visita perchè muta di colore con il cambiare delle condizioni di luce. Si puo’ vedere / riprendere anche dall’altra parte del fiume...un punto di vista diverso.

12 novembre
Pernottamento ad Agra e completamento delle visite o del Taj Mahal o del Red Fort (in una sola giornata non si riesce a vederli tutti e due, poi vanno colte le opportunità di vedere il Taj Mahal al tramonto anzichè durante il giorno come gia’ detto prima).

13 novembre
Dopo aver salutato Ramesh partenza per Jaipur, dopo la colazione, in auto con Ashok alla guida; lungo la strada ci fermiamo in mezzo alla campagna presso un piccolo villaggio dove visitiamo uno strano forte del 700 dove all’interno c’è una strana costruzione a forma di piramide rovesciata.
Praticamente un innumerevole numero di scale scendono verso il fondo a formare infine un piccolo fossato pieno d’acqua dove la luna, in particolari giorni dell’anno, di specchiava e venivano effettuati strani riti.
Visitiamo poi il palazzo dei venti, splendido nel suo colore dovuto all’arenaria di cui e’ costruito.
A Jaipur non c’è molto ancora da vedere, il posto e’ più adatto ad acquistare oggetti d’argento e conviene fermarsi solo a pranzo e poi ripartire per Pushkar.
Ripartiamo per il Fatehpur Sikri, magnifica città fortificata ora abbandonata a 40km da Agra, fu la capitale dell’impero moghul durante il regno di Akbar (1571 – 1585) ed è aperta per le visite dalle 6 alle 17:30.

14 novembre
Arrivo e pernottamento a Pushkar (http://www.pushkar.4t.com/), hotel Aroma, max 500rs la doppia. Si trova ai margini del deserto, molto ospitale è situata sulle sponde di un piccolo lago attorniato da numerosi Ghat e templi. Pushkar è un importantissimo centro di pellegrinaggio hindu, come testimoniano i tanti Sadhu che si possono incontrare nelle vie. E’ conosciutissima per la famosa Camel Fair che accoglie ogni anno (le date cambiano ogni volta tra novembre e novembre...) un imponente raduno di cammelli, capi di bestiame, commercianti e pellegrini. Nelle vicinanze del lago qualche sacerdote – o sedicente tale - anche giovanissimo cerchera’ di avvicinarti e offrirti di recitarti una “Puja” (offerta al divino) e chiedendo quanto siete disposti a offrire, suggerendo un contributo o mettendoti in mano dei fiori chiedendo poi di gettarli nelle acque sacre del lago – ovviamente a pagamento! per evitare il rischio di scenate è meglio rifiutare qualsiasi offerta venga fatta (un nastrino rosso al polso, “il passaporto di Pushkar” può evitare tale scocciatura).
Il bazar principale di Pushkar è un dedalo di vicoli su cui si affacciano negozietti di tutti i tipi, ideali per acquistare souvenir. E’ sempre consigliato contrattare il prezzo senza avere fretta e girando più posti.

15 Novembre
Dopo la colazione partenza per Udaipur, la “Venezia d’Oriente”. Hotel consigliato l’Udai Kothi anche se forse ora e’ diventato di lusso. Trattasi di un palazzetto in stile indiano rinnovato da poco e con suppellettili e soprammobili in stile orientale veramente stupendi. Il ristorante, da dove si puo’ godere della vista di tutta la città e del lago, si trova sulla terrazza dell’hotel con annessa piscina (sembrerebbe l’unica in tutta l’India costruita all’ultimo piano di un hotel). E’ consigliabile cenarvi, l’atmosfera e la veduta che si gode dall’alto è molto suggestiva.
Alternativamente si può pernottare al Raj Palace Hotel, dove una stanza molto grande (l’unica disponibile che abbiamo trovato libera...) l’abbiamo presa per 1.500 rs, ci si può dormire in quattro.
E’ una cittadina ideale per passeggiare e per godersi gli innumerevoli scorci che si in-contrano lungo tutto lo specchio d’acqua.
Cenare al Jagat Niwas Palace Hotel è d’obbligo, è possibile mangiare sia all’interno che sulla terrazza che domina tutto il lago. Già di per se l’hotel è splendido, cenarvi è ve-ramente imperdibile (cena di pesce per due 1.200 rs circa).

16 novembre
Pernottamento e visita di Udaipur. Sul lago ci sono due isole (Jagniwas e Jagmandir) e si possono visitare con escursioni in barca. Da vedere sicuramente il City Palace, il più grande palazzo del Rajastan, sormontato da balconi, torri e cupole. Non lontano dal Cafè Hill Park c’è il “Sunset Point”, delizioso belvedere da cui si può ammirare il tramonto (pagando 5 rupie), con una fontana musicale messa in funzione tutte le sere.

17 novembre
Dopo la colazione partenza per Jodhpur, è necessario fermarsi per pranzo da qualche parte visto che la strada da fare è tanta.
Si arriva quindi in serata e dopo aver preso possesso della stanza nel “Haveli Guest House”, all’interno della città vecchia con un ristorante sul tetto che offre splendide vedute del forte e della città azzurra.

18 novembre
Pernottamento e visita di Jodhpur. La città si estende ai confini del deserto del Thar ed è dominata da un imponente forte arroccato in cima ad una roccia che si innalza in mezzo alla stessa. Il centro abitato è percorso da un groviglio di affascinanti viuzze tortuose. Qui sono state girate alcune scene del film “il libro della giungla” e sempre qui hanno preso il nome quegli stretti pantaloni da cavallerizzo con le borse chiamati appunto Jodhpur. A questa città è stato dato l’affettuoso nomignolo di “città azzurra” per via delle numerose case tinte d’azzurro che si trovano nella parte vecchia dell’abitato, visibili sopratutto dall’alto dei bastioni del maestoso forte di Meherangarh (da non perdere). Partenza nel primo pomeriggio per Jaisalmer.
Arrivo in serata alloggiamo al FIFU Guest House (www.fifutravel.com) da dove si può ammirare lo splendido forte, l’unico in India ancora abitato internamente dalla popolazione.
Jaisalmer è interessante e pittoresca solo all’interno del vecchio e bellissimo forte, la città esterna è praticamente insignificante.
Dopo un giro tra piccoli vicoli particolarmente adatti a foto/riprese decidiamo di cenare sulla terrazza del “Monica restaurant”
Andiamo poi a prenotare in agenzia un piccolo giro di due giorni, a dorso di cammello, nel deserto del Thar.

19 novembre
Partenza per Kuri in macchina, arrivati in un piccolo villaggio ci accolgono gli accompagnatori che ci offrono da bere e preparano i cammelli per il safari.
Dopo un’ora circa cominciamo l’avventura verso l’interno del deserto del Thar.
Attraversiamo villaggi costruiti con mattoni e rivestiti di terra, saliamo dune e attraversiamo piani fino a sera, il panorama è particolarissimo.
Ci fermiamo poi sullo spiazzo di una duna dove decidiamo di accamparci per la notte.
I due indiani, dopo aver smontato le selle ai cammelli li lasciano liberi (dopo averli assicurati con un legaccio che tiene molto vicine le zampe anteriori per non farli allontanare troppo) e cominciano ad accendere due fuochi, uno per riscaldarci ed uno per cucinare.
Le foto del tramonto nel deserto sono particolarissime, luci ed ombre stupende. Abbiamo cenato con una grande scodella riempita di Thali, tipico pasto completo indiano composto da vegetali bolliti e speziati, riso bianco, patate speziate e chapati... complimenti ai cuochi. Dopo cenato ci siamo messi a testa in su a bearci dello spettacolo che le stelle ci offrivano. Ha cominciato poi a far freddo e verso le 22 già eravamo dentro i sacchi a pelo all’interno delle tende. La notte è passata velocemente e presto al mattino ci siamo riscaldati con qualcosa che assomigliava al caffè, comunque ben caldo.
Lascio alla fantasia di tutti il resto del safari a favore di chi vuole fare questa esperienza...
Tornati in hotel in serata, doccia, cena all’interno del forte e poi a letto, domattina alle 7 partenza per Bikaner.
Arrivati in serata sistemazione nell’ Hotel Harasar Haveli (deve essere prenotato molto prima in quanto dal 18 al 24 a Pushkar c’e’ il Camel Festival).

20 novembre
Finalmente andiamo al Camel Fair. L’atmosfera è quella di un grande mercato in festa, bancarelle di ogni tipo dapertutto e alla fine di queste un grande slargo dove ci sono migliaia di cammelli, cavalli e asini.
La folla è coloratissima, sembrano nomadi proveniente da tutta l’India e sono accampati a gruppi , attorno al fuoco con tende e intorno animali legati solitamente ad un ceppo interrato.
Al tramonto l’atmosfera è veramente suggestiva. Nelle stradine è un pullulare di persone che si muovono nei due sensi talvolta fermandose davanti a bancarelle di Sari, di bigiotteria, di spezie coloratissime... c’è perfino un dentista ambulante con, sopra ad un panno steso per terra, tutti gli attrezzi del mestiere e file di denti finti per preparare ponti o altro. Saliamo sulla terrazza/bar dell’albergo “Aroma” da dove bevendo un caffè si può riprendere il viavai sottostante. Più tardi ci spostiamo in una arena dove ci godiamo una corsa di cammelli ed una gara di “baffi”, vince chi li ha più lunghi/belli. Di nuovo in mezzo alla gente a cercare qualcosa da acquistare, stoffe bellissime, veli per Sari, quaderni lavorati con inserti di stoffa etc.
Torniamo quindi in hotel per una doccia e poi a cena al ristorante Honeydew di Ajmer (cena in giardino e cibo molto buono).
A Bikaner ci sono poi un paio di templi Giainisti degni di interesse, comunque la città è inquinatissima e assordante e conviene andarsene al più presto senza però aver visitato il Karni Mata Temple di Dehnok, luogo non certo fatto per gli schizzinosi. Il tempio e’ infatti abitato da migliaia di topi che vagano liberamente per tutto il complesso essendo considerati sacri in quanto incarnazioni di mistici.
Si trova come dicevo nel villaggio di Deshnok a soli 30km da Bikaner. (http://www.rajasthantourism.gov.in/destinations/bikaner/bikanerexcursions3.htm )
Di nuovo a Bikaner per la cena e poi presto a dormire visto che domattina presto partiremo per Jaipur.

21 novembre
Dopo la colazione partenza per Jaipur e poi, dopo aver pranzato raggiungiamo nuovamente Delhi dove cerchiamo di sfruttare le ultime ore rimasteci per eventuale shopping; da segnalare il Central Cottage Industries Emporium (in Jawahar Vyapar Bhawan, zona Janpath) dove si possono trovare tantissimi oggetti da regalo (elefanti in legno o marmo, scatole intarsiate, bracciali, stoffe etc etc).
Di nuovo nel caos indescrivibile della città, pedoni, biciclette, auto, carretti stracarichi trascinati da uomini o da animali...sembrerebbe che si muovono in modo disordinato ma si sfiorano continuamente senza danni.
Si fa sera, ceniamo vicino all’albergo e poi torniamo in hotel per riprendere le valigie e chiamare il taxi per l’aeroporto, il volo sarà molto dopo la mezzanotte.

22 novembre: partenza da Delhi per Roma
23 novembre: arrivo a Roma, fine della vacanza.

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