Venezuela

Venezuela, l'essenza del Sudamerica - Parte II

in viaggio con Leandro Ricci in Venezuela

Introduzione

Questo articolo è dedicato a:
- chi nella vita è pieno di sicurezze;
- chi è abituato a dare tutto per scontato;
- chi fa i programmi di viaggio convinto di rispettarli.

Il diario fa seguito alla prima parte del resoconto di viaggio già pubblicata sotto il medesimo titolo in questo stesso sito.

Itinerario

Martedì 26 marzo 2002
Chi ha letto la prima parte del resoconto di questo viaggio in Venezuela si è già documentato riguardo alla progettazione degli itinerari, agli aspetti logistici e alle notizie generali sul Paese che stiamo visitando. Quindi non mi ripeterò e riprenderò il racconto dal punto esatto in cui l’avevo interrotto, cioè le 17 di martedì 26 marzo 2002.
Eccoci a Tucupita, sul marciapiede torrido antistante la Delta Surs, mentre carichiamo i bagagli sul taxi che Abelardo ci ha chiamato concordando il prezzo di 35.000 VEB per farci portare a San Felix. Si tratta, a ritroso, dello stesso tragitto coperto sabato 23, con la differenza che, anziché a Puerto Ordaz, siamo diretti all’altra metà di Ciudad Guayana, vale a dire San Felix, dove è ubicato il terminal delle autocorriere.
Sono ormai le 19,30 quando entriamo nell’autostazione, che, come tutte le altre che toccheremo, costituisce un piccolo mondo a sé: a quest’ora però c’è poco movimento, costituito solo dai viaggiatori in attesa di imbarcarsi sulle corse notturne. Ne consegue che buona parte delle biglietterie delle varie compagnie sono chiuse e non possiamo fare altro che individuare quelle che operano sul tragitto che ci interessa, vale a dire in direzione di Santa Elèna (accento sulla seconda “e”) de Uairèn. Rassicurati per avere constatato che nella mattinata ce ne sono almeno tre o quattro a brevi intervalli a partire dalle 7,30, ci facciamo portare dal tassista (che ci ha atteso e aiutato nella ricerca) all’Hotel Aguila, uno dei pochi decenti di questa brutta città: la camera a tre letti ci costa 21.000 VEB. Consumiamo una cena senza infamia e senza lode (nonostante la pretenziosità di una sala da pranzo grande quanto deserta) nel ristorante dell’albergo spendendo 39.000 VEB, che in questo contesto non sono certo pochi; ma almeno restiamo alla larga da un agglomerato urbano che sia Abelardo che l’autista ci hanno vivamente sconsigliato dopo il tramonto.
Ci ritiriamo quindi in camera di buon’ora, anche perché domattina dobbiamo essere mattinieri al terminal per capire come funziona qui il mondo dei trasporti pubblici e individuare una combinazione possibilmente veloce, conveniente e confortevole (non è che chiediamo troppo?) per raggiungere la nostra meta. Ne vedremo delle belle!

Mercoledì 27 marzo 2002 ...continua il viaggio

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