Venezuela

Venezuela, l'essenza del Sudamerica - Parte I

in viaggio con Leandro Ricci in Venezuela


ORGANIZZAZIONE DEL VIAGGIO
Il viaggio si è svolto dal 22 marzo all’11 aprile 2002 ed ha avuto come partecipanti il sottoscritto Leandro, l’amicone Walter (vedi Canada e Australia, già raccontati su Cisonostato) e Mario, per me conoscenza recente ma amico d’infanzia di Walter e suo compagno di viaggi “scomodi ma appaganti” in Argentina e Brasile.
La lettura attenta delle due guide Apa-Zanfi (ricca in particolare per la parte fotografica) e Lonely Planet (miniera di notizie ineguagliabile, non lo scopro certo io), nonché un bel po’ di materiale illustrativo raccolto alla B.I.T. dello scorso febbraio, ci ha consentito di individuare alcuni punti di interesse irrinunciabili. Abbiamo lasciato in fondo, in termini cronologici, gli itinerari meno significativi: è una definizione riduttiva, ma una scala di priorità bisogna pur farla. In altre parole, quando si visita per la prima volta un Paese, si dà la precedenza alle cose che non si incontrano in alcuna altra parte del mondo, in questo caso il Delta dell’Orinoco e le singolari montagne a tavolato (tepuis o tepuys) della Gran Sabana, da una delle quali precipita il Salto Angel, la cascata più alta del mondo.
Con un certo realismo, viste le esperienze di Sudamerica già fatte da Walter e Mario, avevamo messo in conto due o tre giorni complessivamente perduti per l’organizzazione degli spostamenti e delle escursioni: o meglio, più che perduti diciamo utilizzati, dato che si tratta comunque di conoscere come funziona un Paese per noi nuovo, parte importante dell’esperienza del viaggio. In realtà, nonostante qualche contrattempo, siamo riusciti a vedere tutto ciò che volevamo, con la ciliegina di un soggiorno finale di due giorni al mare.

CARATTERISTICHE GENERALI
Il Venezuela ha una superficie di circa tre volte l’Italia e presenta aspetti fisici e paesaggistici tra di loro profondamente differenti. A nord si estende una fascia costiera di quasi tremila chilometri affacciata sul Mar dei Caraibi, la cui parte a est di Caracas è una successione di località balneari molto frequentate, anche se le spiagge più alla moda sono nell’antistante isola di Margarita e il mare più bello nell’arcipelago di Los Roques; poco distante dal litorale si dirama la Cordillera della Costa, che a sua volta digrada a sud nel territorio dei Llanos che occupa un terzo del Paese: sono le pianure costellate dai cosiddetti hatos, fattorie circondate da immensi appezzamenti adibiti all’allevamento, nelle quali si può anche soggiornare per qualche giorno tramite prenotazione in largo anticipo e a cifre assai elevate. Il prolungamento centromeridionale del Venezuela (territorio Amazonas) è già parte della fitta foresta amazzonica. La parte occidentale comprende il vasto lago di Maracaibo, ormai zona di innumerevoli installazioni petrolifere, e il tratto costiero a ovest della capitale caratterizzato da alcuni bei centri storici ricchi di testimonianze del periodo coloniale; più a sud, ormai verso il confine con la Colombia, si eleva la Sierra Nevada di Mèrida, che con alcune cime sopra i 5.000 metri costituisce in pratica l’estrema propaggine settentrionale della Cordillera delle Ande.
La parte orientale del Venezuela è quella che, già dalle prime fasi della programmazione, avevamo individuato come la più peculiare del nostro viaggio e quindi da approfondire per prima: il Delta dell’Orinoco, la Gran Sabana, il Salto Angel e la Laguna di Canaima devono essere i punti fermi di ogni viaggio in Venezuela, e non deve scoraggiare il fatto che ci si deva parecchio dar da fare “sul campo” nell’organizzare gli spostamenti e le escursioni.

Clima

Il Venezuela è situato tra i 12° e i 2° di latitudine nord, cioè non lontano dall’Equatore. Ne consegue che fa sempre decisamente caldo, in misura abbastanza costante nel corso dell’anno. Come si può immaginare, nel Delta dell’Orinoco è elevato il grado di umidità, resa però sopportabile da un po’ di ventilazione e da una provvidenziale escursione termica tra il giorno e la notte. Un buon criterio per scegliere il periodo di visita può quindi fare riferimento alle precipitazioni: la stagione secca va da dicembre ad aprile, mentre le piogge sono più frequenti nei restanti mesi. Per il turista si tratta quindi di decidere se rischiare di bagnarsi spesso ma vedere le numerose cascate al pieno della loro portata oppure accontentarsi di spettacoli meno grandiosi (comunque sempre emozionanti) in cambio di condizioni meteorologiche più stabili.
Tutti questi discorsi sono però meno categorici alla luce delle alterazioni climatiche degli ultimi decenni; infine non guasta augurarsi anche una certa dose di fortuna.

Come spostarsi

Praticamente inesistente una rete ferroviaria, che annovera solo una linea di 151 km. tra Puerto Cabello e Barquisimeto per un limitato traffico merci, gli spostamenti sono avvenuti in prevalenza con autocorriere, più o meno comode (o più o meno scomode), delle numerose compagnie operanti su tutto il territorio: con queste abbiamo effettuato sei trasferimenti per un totale di circa 2.450 chilometri. Le alternative sono state i taxi, rigorosamente privi di tassametro, con i quali si possono concordare servizi in ambito urbano, per percorso, personalizzati o a tempo da qualche ora a un’intera giornata (sempre contrattare in anticipo, tenendo conto che una tariffa oraria ragionevole va dagli 8 ai 10 dollari, indipendentemente dal numero dei passeggeri), oppure i cosiddetti “por puestos” o “carritos”: si tratta di furgoni da 10-15 posti (in maggioranza si tratta di Dodge o Ford di annata ma soprendentemente efficienti), gestiti da consorzi di trasportatori e presenti anch’essi ai terminal, che partono solo quando sono completi ma garantiscono collegamenti un po’ più rapidi degli autobus di linea a un prezzo leggermente superiore.
L’eventualità, considerata in fase di programmazione, di un’auto in affitto, è stata scartata quasi subito, sia per il prezzo (non meno di 100 dollari al giorno per un’utilitaria) che per lo stile di guida piuttosto disinvolto (uso l’aggettivo più benevolo che sono riuscito a trovare) degli amici venezuelani, peraltro favorito dalla quasi inesistenza di segnaletica e di istituzioni che possano corrispondere ai vigili urbani o alla polizia stradale. E poi, pur essendo il Venezuela uno dei Paesi sudamericani meno pericolosi per il turista, in certe zone è meglio non indurre in tentazione eventuali malintenzionati ed evitare le esibizioni di benessere; in quest’ottica, tre stranieri che salgano o scendano da una vettura a noleggio danno invece immancabilmente nell’occhio.
Per le località salienti del viaggio infine, cioè il Delta dell’Orinoco, la Gran Sabana e il Parco di Canaima, un automezzo indipendente sarebbe comunque inutile: là non si può prescindere da imbarcazioni, veicoli 4x4 e voli interni con piccoli aerei

In cucina

Di fame non si muore in nessun angolo del mondo: certo, c’è il mangiare e c’è il nutrirsi, e per noi italiani all’estero (salvo qualche eccezione) il più delle volte c’è da perdere. Ma non fraintendetemi: nessuno di noi tre va in crisi di astinenza da spaghetti per venti giorni lontano da casa. E poi la conoscenza di un Paese che ci ospita passa anche attraverso i fornelli e la sana curiosità di vedere che cosa ci metteranno nel piatto. ...continua il viaggio

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